Dal Brasile a Valentino
Ogni grande stilista ha avuto una musa, il volto umano della concezione di ogni designer, una figura capace di trasformare l’ispirazione in visione.
Per Givenchy Audrey Hepburn incarnava l’eleganza pura e raffinata, e per Gianni Versace Naomi Campbell rappresentava la donna audace, sensuale e dominante, per Valentino, Dalma Callado personificava la raffinatezza e l’eleganza senza tempo, in perfetta armonia con l’estetica romantica e pura della maison.



Chi era Dalma Callado?
Di lei si conoscono poche informazioni ufficiali, dato che ha sempre mantenuto una vita molto riservata. Di origini brasiliane, Dalma Callado è considerata una delle supermodelle più famose degli anni Ottanta e Novanta, e, una delle figure più richieste fino agli anni 2000. È stata il volto di brand come Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferré, Emanuel Ungaro e Christian Dior.
Nel 2007, dopo la nascita del figlio Giorgio, scelse di interrompere le sfilate e terminare la carriera, quasi contemporaneamente all’addio di Valentino alla moda, celebrato a Roma nello stesso anno.

L’incontro con Valentino
Mentre si trovava a Roma per un servizio fotografico per Vogue, l’agenzia di Dalma le chiese di partecipare a un casting da Valentino. «Io, scioccata, ci andai struccata e controvoglia. Arrivata alla maison, tutti mi guardarono male per come mi ero presentata, ma poi entrò Valentino e mi fece provare un abito direttamente sulla pedana».
Dalma sfilò per lui a gennaio e subito dopo divenne protagonista della sua campagna. Tra loro si creò un legame di profonda amicizia e di scambio creativo: la modella, ad esempio, propose il tema della sfilata 1990/91 ispirata a Marlene Dietrich, dopo essere rimasta affascinata da una mostra sull’attrice.



Ricordando Valentino, la commossa Dalma Callado, oggi 68enne, racconta: «Mi diceva che avevo i capelli più belli del mondo e che avevo il corpo più bello della passerella. Sì, ero la sua musa, ma lui e Giancarlo erano una coppia davvero votata alla bellezza in tutte le sue forme. Il loro amore è un esempio per tutti di eleganza e sobrietà».

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