Moncler + Rick Owens S/S 2026, promoting Unlimited love

da | FASHION

Make brutalism romantic again. Il cemento si fa carne, brucolico è rivoluzione. Tra spigoli taglienti e silenzi profondi, l’architettura veste la pelle 

Tra il cemento spigoloso e i sussurri del verde nasce un nuovo linguaggio estetico: brucolico. Un neologismo firmato Rick Owens che racconta l’anima della nuova collezione P/E 2026 in collaborazione con Moncler. Due mondi, apparentemente inconciliabili, l’architettura brutalista di Berlino e l’immaginario outdoor, si fondono in una narrazione visiva e materica che sfida le convenzioni stagionali.

La leggerezza tecnica dell’outdoor incontra la gravità monolitica del cemento. La funzionalità si fa scultura. La forma non cede alla morbidezza, ma la ingloba: gonne asimmetriche, kilt in jersey, volumi stratificati che riscrivono il concetto di maschile e femminile. Tutto è ibrido, tutto è possibile.

Brucolico: il nuovo alfabeto della moda

Se la moda è un linguaggio, Rick Owens e Moncler riscrivono l’alfabeto delle stagioni con un dizionario tutto nuovo. Brucolico, tra brutale e bucolico, non è solo una parola inventata: è un’idea estetica, una dichiarazione d’intenti. La città incontra la natura, non per addomesticarla, ma per conviverci, fondersi, dialogare.

Silhouette e texture: sinfonia visiva 

Le silhouette si allungano o si contraggono, gli spessori cambiano senza mai perdere centralità. I capi sembrano pensati per attraversare luoghi e stati d’animo: una camminata su un sentiero di ghiaia, un bacio rubato sotto un portico di cemento, una fuga nella notte berlinese.  

Pelle, nylon, jersey: le texture si mescolano con disinvoltura. La palette è una sinfonia cupa ma elegante: nero, grigio polvere, verde oliva, rosso scuro, perfettamente in linea con la visione di Owens, che anche nella leggerezza estiva non rinuncia a un certo rigore teatrale.

Quattro corpi, quattro identità, un gesto solo

ùE poi l’immagine: Rick Owens, Michèle Lamy, Juergen Teller e Dovile Drizyte. Ritratti senza pose, senza artifici. Spontanei e umani, mentre si baciano, si abbracciano, indossano la collezione. È erotismo visivo, intimo, potentemente reale. L’amore diventa styling, la complicità si fa editoriale. Un’ode visiva ai legami reali, carnali, veri.

In un panorama di fashion week che tende all’uniforme, Moncler + Rick Owens alza la voce, anzi: la scolpisce. Nel 2026, la leggerezza ha spigoli. E anche il cemento può fiorire.

Foto: Moncler Press Office, Pinterest