Stranger Things: l’addio alla serie

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Tra neon, walkman, skate e demoni interiori, la serie che ha riportato gli anni ’80 nel presente lascia un’eredità visiva e culturale impossibile da dimenticare.

È finita davvero. Stranger Things, la serie che per anni ha abitato il nostro immaginario come un Sottosopra estetico e sentimentale, ha chiuso il cerchio.
Ma se la storia arriva a un punto, l’estetica visiva che ha lasciato continuerà a vivere nei nostri armadi, nei nostri feed, nelle nostre menti, e nei nostri sogni più strani.
Stranger Things non è mai stata solo una serie. È stata un trend, un culto, un viaggio collettivo.


La bellezza “particolare” degli anni ’80

Chi avrebbe detto, prima del 2016, che ci saremmo ritrovati a desiderare pantaloni a vita alta, felpe oversize, walkman colorati e biciclette da ragazzini di provincia americana?
Cosa ci resta di questo show incredibilmente affascinante? Resta la colonna sonora da brividi: Kate Bush, The Clash, Joy Division, resuscitati da una nuova generazione.
Resta la capacità di rendere epico ciò che è fragile: la paura, l’amicizia, l’adolescenza, il sentirsi fuori posto, l’accettarsi per ciò che si è.
Resta un’estetica potente che ha ridato valore a quello che per anni era stato considerato “fuori moda”.


Nostalgia e innovazione

Stranger Things non ha solo raccontato il passato: lo ha reinventato in chiave pop, rendendolo desiderabile, giocoso, accessibile.
Non ci ha solo fatto ricordare gli anni ‘80: ci ha fatto venire voglia di viverli.
Ogni inquadratura è stata una foto da salvare.
Ogni episodio, una sfilata camuffata da racconto.
Ogni personaggio, un archetipo rivisitato: la skater girl ribelle, il ragazzo nerd salvato dalla musica, la ragazzina con poteri e felpe oversize che è diventata un’icona fashion senza volerlo.


La fine di un’era

Ora che le luci natalizie di Joyce si spengono per l’ultima volta e il Sottosopra torna silenzioso, ci resta addosso qualcosa di più di una trama.
Ci restano i colori sbiaditi, le luci a neon, i pattern psichedelici, i capelli crespi, le camere disordinate con poster vintage: Stranger Things ha resuscitato un’estetica “brutta-bella”e l’ha trasformata in icona da passerella.
Lo hanno capito i brand: H&M, Levi’s, Nike. Capsule collection, sneaker limited edition, t-shirt con il logo di Hawkins.
E lo ha capito anche la moda indipendente, che ha riportato in vita scritte gotiche, skatewear rétro, occhiali maxi e mollette glitterate.


Goodbye Stranger Things

Mentre iniziamo a salutare questo show che ci ha accompagnato per quasi 10 anni e aspettiamo con trepidazione l’attesissimo finale , teniamo tutti lì nell’armadio una giacca anni ’80, una maglietta rossa con scritte vintage e la voglia, anche solo per un attimo, di sentirci di nuovo in fuga da qualcosa, con un walkman nelle orecchie e il vento nei capelli.

Foto: Pinterest