Per ciascun brand, la passerella è uno specchio narrativo. Chi c’è, quindi, dietro le sue infinite declinazioni scenografiche? Bureau Betak: lo studio parigino che ha rivoluzionato le sfilate di moda.
Nel mondo della moda, la sfilata è un vero e proprio linguaggio. È racconto, spettacolo, dichiarazione. Una pièce teatrale in cui a recitare non vi sono attori, ma abiti; e dietro le quinte, a dirigere la scena, non c’è un regista, bensì il direttore creativo. Tuttavia, l’abito – insieme alla mano che lo disegna – non basta. Serve uno spazio che lo accolga, un’atmosfera che ne amplifichi l’essenza. Ed è proprio qui, tra l’idea e la sua messa in scena, che entra in gioco Bureau Betak.

Il Fellini della moda
Alexandre de Betak, mente ed anima dello studio parigino Bureau Betak, viene spesso definito il Fellini della moda. Ha fondato l’omonima casa di produzione negli anni ’90, con una sola, precisa ambizione: la rivoluzione. Ogni sfilata di moda è un microcosmo, e ad oggi viene naturale pensarla così, come un insieme di elementi: abiti, modelli, luci, suoni, ambientazioni. C’è stato un tempo, tuttavia, in cui le sfilate non erano nulla più che presentazioni di capi in passerella. Ugualmente importanti, non vi è dubbio, ma non altrettanto d’impatto. Le sfilate che trasformano l’abbigliamento in un’esperienza immersiva e multisensoriale grazie ad elaborate architetture, capaci di elevare l’abbigliamento a performance, quindi, le dobbiamo a de Betak. Da piccolo studio indipendente, la sua visione è diventata un impero creativo, un’agenzia globale che vanta una lista di clienti tra cui Chanel, Dior, Saint Laurent, Jacquemus e moltissimi altri.


I set firmati Betak non sono semplici scenografie, ma atmosfere, mondi costruiti ad hoc. Architetture pensate per catturare lo sguardo e raccontare la collezione ancor prima che gli abiti scendano in passerella. Lo spazio steso prende la parola, racconta e rivela.

I set più iconici
Solo durante l’ultima stagione, la Spring Summer 2026, la visione di Bureau Betak ha preso forma in alcuni dei set più spettacolari, ricondivisi, e discussi delle passerelle internazionali. Dai riflessi del palcoscenico specchiato di Alaïa, alle migliaia di ortensie modellate a formare il logo Cassandre di Saint Laurent; dal buio assoluto che avvolgeva gli abiti di Valentino, al cielo artificiale e al pavimento di sabbia creati per Burberry. Come dimenticare, poi, le atmosfere che hanno segnato i due più importanti debutti della stagione: l’universo di stelle e pianeti per Chanel, e la piramide sottosopra per Dior.


Facendo un salto indietro nel tempo: è di Betak il labirinto di vetro della Primavera Couture di Fendi del 2021, come lo sono tutti i suggestivi set di Jacquemus, i pavillon manifesto del Dior di Maria Grazia Chiuri, e tutte le improbabili ed incredibili trasformazioni del Grand Palais per Chanel, sotto la guida di Karl Lagerfeld. Ancora: Off-White, Bottega Veneta, Gucci.


Con un approccio che fonde arte, design e spettacolo, Bureau Betak ha trasformato la sfilata in una forma d’arte immersiva. Insomma, ogni qual volta una sfilata ci fa dire wow! prima ancor che inizi, non vi è alcun dubbio: è merito di Betak.
Foto: Pinterest, Bureau Betak


