Tra carte, scritture e colori sospesi, la Galleria Gamondio presenta “Lettere d’Amore”, mostra personale di Luca Crescenzi in esposizione dal 4 al 26 ottobre 2025 a Castellazzo Bormida.
Nei suggestivi ambienti della Chiesa di Santo Stefano di Castellazzo Bormida prende vita “Lettere d’Amore”, mostra personale di Luca Crescenzi, in occasione della 59ª edizione della Galleria Gamondio. La storica rassegna artistica, nata nel 1966 come “arte eterogenea” nel cuore del Basso Piemonte, dedica l’appuntamento di quest’anno al ritorno dell’artista alessandrino, dopo quindici anni di silenzio espositivo. Curata da Francesca Liotta e Davide Minetti, l’esposizione intreccia arte visiva, parola, e memoria.


Lettere d’amore: tra gesto e scrittura
Nato ad Alessandria nel 1969 e da anni attivo a Milano tra grafica, direzione artistica e pubbliche relazioni, Luca Crescenzi torna ad esporre oggi con le sue “Lettere d’Amore”. Costruisce un percorso intimo che parla di realtà ed interiorità, di ricordo e di vissuto, attraverso materiali, tecniche, e temi diversi. L’esposizione è concepita come un viaggio emotivo, in cui la dimensione estetica si intreccia con quella del pensiero, e la parola scritta si fa segno.

Le opere – realizzate su carte pregiate acquerellate, inchiostrate, composte come collage o frammentate di fotografie – sono lettere che riflettono sulla complessità del tempo, narrazioni sottili che rimandano a Proust, Camus, Cassola e Naipaul. Nonché un invito a riflettere sul ruolo dell’arte contemporanea come strumento di dialogo e spunto meditativo. Il ritorno di Crescenzi a Castellazzo Bormida assume anche un valore simbolico, quasi un ritorno alle origini: qui aveva già esposto in passato con il progetto LIFELINES.
La mostra è realizzata con il sostegno del Comune di Castellazzo Bormida, dell’Assessorato alla Cultura, della Biblioteca Comunale Francesco Poggio, della Pro Loco e con il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria. Il progetto grafico è firmato da Alessia Deletia Colognesi e Davide Minetti, mentre le fotografie dell’allestimento portano la firma di Maurizio Taccone.


“Lettere d’Amore” è un invito all’introspezione, alla ricerca del senso della memoria attraverso arte e letteratura: un gesto gentile che unisce parola e immagine, in dialogo con chi guarda.
Foto: Maurizio Taccone, Luca Crescenzi


