Il brand italiano di “Hybrid Sportswear” porta anche l’artigianalità e l’innovazione. Ha una visione ed estetica contemporanea che si allontana dalle norme di genere e dagli stereotipi che da anni ha impostato la società sull’abbigliamento.
Domenico Orefice, nato a Napoli nel 1997, ha sentito fin da piccolo una forte vocazione e passione per la moda. Siccome la moda è un mezzo di espressione artistica, Domenico voleva far vedere al mondo ciò che aveva da dire e raccontare la sua propria visione del mondo.
Studi e processo creativo
A 15 anni si trasferisce a Firenze dove finisce il liceo artistico con indirizzo moda. Due anni dopo inizia un suo brand di, naturalmente, piccola pelletteria. Questo aiuta il giovane ragazzo a imparare sulla materia prima, i cartamodelli, la realizzazione, il processo di produzione e i passi che uno deve sviluppare come fondatore e creativo di un brand.

Anche se la creatività e il processo di evoluzione sono continui, il suo percorso in Fashion Design al PoliModa di Firenze lo aiuta a consolidare la sua visione e maturità tecnica. Nel 2022 vince il Polimoda Talent e grazie a un team di esperti fonda il suo brand. Più avanti, il suo nome sarebbe associato allo sportswear, il Made in Italy e il metaverso con la sua estetica high-tech.
La sua prima collezione sviluppata nel 2022 si intitola “00 23 EASY” e la sua seconda, “A0 24 MODERATE” che viene presentata al Pitti Uomo nel 2023. Domenico Orefice ha sviluppato una forte identità digitale. Fa del loro sito web non solo uno shop online ma un’esperienza che mostra il loro bunker e veniamo trasportati attraverso i loro corridoi conoscendo la sua storia.
Collezione “A4 R4”
In continuazione della sua collezione “A3 R3” Domenico Orefice per la stagione primavera-estate 2026 presenta una sua interpretazione dell’alpinismo e la scoperta del viaggio. Le iniziali “A” e “R” nel mondo del free climbing rappresentano quanto è difficile e quanto è grande il rischio in un’arrampicata. E questo è ciò che vuole esprimere Domenico: come ogni collezione sia una nuova sfida di rischi e difficoltà.
Le silhouette del workwear si uniscono alle silhouette strutturate e sartoriali che esprimono il forte legame che ha il designer con l’artigianalità. Per rifinire i look, Domenico customizza specialmente le Vans Authentic per la presentazione nel calendario ufficiale della CNMI. Vans decide di supportare i brand emergenti e festeggiare il 60° anniversario del brand di scarpe che avverrà nel 2026.


Una distinzione di questa collezione sono le T-Shirt stampate che portano motivi ispirati alla dualità del tangibile e del virtuale. Questi concetti sono centrali per il brand che si vede rappresentato anche nel sito web che si presenta come una “Hybridverse Experience”. I capi hanno un fit super ampio che mostra la vestibilità loose. Inoltre, la praticità e la comodità sono un fattore chiave per trovare l’armonia della collezione.
Tra i corridoi dell’aeroporto, inaspettatamente, decide di proporre workwear con materiali fluidi e leggeri; anche se è inclusa la pelle come materiale nella collezione, le forme sono morbide. La pelle utilizzata nella collezione proviene da scarti che erano destinati allo smaltimento. Grazie a un attento processo di recupero, sono stati puliti e trasformati in materiale deadstock utilizzabile.
L’ispirazione e l’industria oggi
La scelta di nominare la collezione con le iniziali “A” e “R” rappresenta l’evoluzione naturale della sua visione e l’evoluzione del suo processo creativo. Portare sempre in sfilata idee e concetti nuovi e creare anche se non si ha ispirazione o tutto intorno a noi sembra crollare. La proposta di abbigliamento di Domenico Orefice è a-seasonal quindi non si lega a una stagione per venire indossato, riducendo lo spreco e l’acquisto massivo di capi ogni volta che le temperature si abbassano/alzano.


Ispirato al connubio tra urbano e naturale, lo stilista è ispirato a tutto quello che lo circonda, soprattutto le attività outdoor come il climbing, il trekking e l’extreme camping. “Io credo che ad oggi la consapevolezza e la qualità di un progetto siano fondamentali” ha raccontato in un’intervista a Style Magazine. Domenico Orefice sceglie di rallentare e andare controcorrente a un sistema che esige novità e prodotti virali come indicatore di successo. Come se significasse qualcosa.


