Vestirsi è dire

da | CULTURE

Sempre più celebrità stanno scegliendo di esprimere il proprio pensiero attraverso ciò che indossano. Dalla bandiera palestinese richiamata nei look alle passerelle che diventano messaggi silenziosi ma potenti, la moda torna a essere un mezzo di resistenza e narrazione.

Gli abiti parlano, anche quando per noi è difficile farlo.
In un periodo storico particolarmente critico un vestito dice molto più di un discorso. Quando le parole inciampano, quando si rischia di essere fraintesi o veniamo silenziati, ci si affida al potere del corpo di raccontare attraverso un abito, un tessuto, dei colori.
Oggi molte celebrità sembrano infatti aver scelto proprio il linguaggio della moda, tramutata in una sorta di pantomima, per farsi sentire.


Un messaggio tra le pieghe

Guardando il telegiornale ci accorgiamo che il mondo è fragile.
La vita sembra un muro di sabbia costruito troppo vicino alla riva: basta un’onda, una parola, un giorno qualunque… e tutto crolla. Eppure, nonostante tutto, resistiamo.
Alcuni danzano, scrivono, dipingono.
Ci sono persone che protestano a voce alta per le strade o sui social,
e altre che non vogliono, o non riescono, ad esprimere la propria opinione.
E poi c’è chi indossa ciò che sente.
Anche questa è una forma di resistenza, intima, personale.
Un modo per restare fedeli a ciò in cui si crede, perché la moda, a volte, è solo un altro modo di restare umani.
C’è chi ha sfilato su un red carpet con un abito che richiama le geometrie di un’antica keffiyeh.
Chi ha indossato una borsa con due parole semplici: “Cease Fire”.
Chi, nel silenzio, ha fatto parlare i contrasti tra rosso, verde, nero e bianco, colori che ricordano una bandiera, ma anche le sfumature dell’anima.


Quando la moda era già poesia

Non è la prima volta in cui la moda diventa una presa di posizione.
Negli anni ’80, le magliette urlavano “Choose Life” o “Save the Planet”.
Molto prima ancora, nei decenni passati, le donne ricamavano messaggi nascosti nei colletti, nei fazzoletti, nei bordi delle gonne.
Una forma di resistenza sottile, elegante, ma potentissima.
Perché un messaggio cucito è un pensiero che resta, che cammina insieme a chi lo indossa.


Creare verità

Nell’ultimo periodo sembra essere sempre più difficile dire ciò che si pensa pubblicamente o sui social.
Possiamo però scegliere cosa portare addosso. E, in un tempo in cui i discorsi si confondono e i cuori si fanno più fragili, ricordarci che anche un abito può essere una forma di empatia è un atto di dolcezza. Perchè l’arte resta e resterà sempre uno spazio di libertà. La moda e la creatività parlano dove la voce trema, consolano dove la realtà ferisce. Ed è lì, tra una cucitura e un colore scelto con cura, che qualcosa di profondo continua a esistere. Resiste in ogni gesto che tenta di creare meraviglia.

foto: pinterest