Luci, motore, azione! Tocca ora a Parigi diventare il palcoscenico della moda per le presentazioni delle collezioni Primavera Estate 2026. Cosa accadrà questa stagione sotto lo sguardo attento della Tour Eiffel?
Si accendono le luci sulla capitale francese della moda: il primo giorno di Parigi Fashion Week per la stagione Primavera Estate 2026 è giunto ora al suo termine, inaugurando l’ultima (e forse più attesa) settimana del mese della moda. Uno sfavillante Saint Laurent chiude i défilé della giornata sotto il cielo parigino, con trench oversized in tutte le salse, tonalità terrose, e imponenti – nonché iper teatrali – abiti con ruches.


Ma al di là dei grandi nomi: chi ha davvero calamitato l’attenzione del pubblico internazionale durante questa prima journée di moda parigina?
Il diavolo sta nei dettagli: Julie Kegels
Julie Kegels, designer belga, conquista grazie ad imprevedibili tocchi e accessori fuori dal comune. Sulla passerella Primavera Estate 2026 presenta adesivi che imitano collane e orecchini, zip apparentemente rotte, pantaloni calati sorretti da reggicalze, e copriabiti di pelle trasformati in borse. Geniale, contemporanea, femminile, con Kegels, nulla è ciò che sembra. Ogni dettaglio cattura l’attenzione e magnetizza la curiosità di chi guarda, lasciando il dubbio del: ho visto davvero ciò che ho visto?


Un caos firmato Vaquera
Vicino alla stazione di Montparnasse ha sfilato oggi il (buon) cattivo gusto di Vaquera. Il caos modaiolo del brand, per questa stagione, prende le forme di abiti voluminosi, miscugli di tessuti, copricapi a metà e tagli asimmetrici: se la camera di una ragazza nel pieno dei preparativi prima di uscire si trasformasse in collezione, sarebbe firmata Vaquera.



Sfumature e color blocking: le passerelle di Mossi e Burc Akyol
Il colore nella moda è molto più di una scelta estetica: è un linguaggio. E non solo per le sue tonalità, ma anche per il modo in cui esse vengono usate e fatte dialogare tra loro. Oggi, a Parigi, ne abbiamo avuto l’esempio. Mossi decide di sfumare il più possibile le sue tinte, rendendole fluide e leggiadre. Burc Akyol, invece, le accosta in rigidi contrasti, giocando con il color blocking – ormai, tendenza di stagione. Due approcci opposti, ma entrambi efficaci, dimostrativi di quanto il colore resti protagonista assoluto di qualsiasi défilé.


Gli abiti-opera di Hodakova
Trasformare oggetti d’uso quotidiano (o frammenti di essi) in capi d’abbigliamento è la cifra stilistica di Hodakova. La stilista svedese emergente e vincitrice del premio LVMH per l’anno 2024, appare ormai inarrestabile, tanto quanto la sua convulsa creatività. Interi libri fungono da colletti e balze a fine gonna, mentre i martelletti argentati di una macchina da scrivere costituiscono un intero top. Ancora: un mini abito fatto di guanti di lana – apparentemente usati – e un midi dress composto da cinture di pelle, che riproducono l’effetto ipnotico delle frange in movimento. Il resto, se non avete visto la sfilata, non verrà spoilerato. Le opere – perché di questo si tratta, opere – di Ellen Hodakova Larsson vanno viste con i propri occhi.



Un promettente inizio per la Parigi Fashion Week SS26: esplosivo, dinamico, ed emergente. Ora, non ci resta che aspettare il resto.
Foto: Vogue, The Impression


