L’omonimo brand giapponese Soshiotsuki ha vinto il LVMH Prize 2025. La tradizione antica viene portata all’attualità con capi che richiamano il Giappone e la sua ricca cultura rimanendo contemporanei.
Il creatore, Soshi Otsuki
Soshi è nato nella prefettura di Chiba nel 1990 e iniziò il suo cammino nella moda senza nessun dubbio. Studiò menswear design nella Bunka Fashion College e perfezionò in Coconogacco, scuola di moda fondata nel 2008 da un allievo di John Galliano. Ispirato alle tradizioni giapponesi, propone una collezione carica della sua identità antica rimanendo contemporanea. Il brand aveva già partecipato nel LVMH Prize nel 2016 arrivando ai semifinalisti e 9 anni dopo ha conquistato il premio.

Richiami del Giappone
Lontano dai clichè e le ovvietà, Soshiotsuki evoca il Giappone di una forma elegante e classica. Un approccio emotivo alle collezioni e una narrazione coerente che si allontana di qualsiasi tipo di moda fast-fashion accogliendo la sostenibilità e le pratiche etiche. Il tailleur è un abito comune nell’uomo ma queste silhouette che rivisita Soshiotsuki sono più vicine alla moda degli anni 80 del Giappone. Maniche di kimono, pantaloni ampi come quelli di judo, le riprese dello “shide” (strisce di zig-zag fatte con la tecnica di origami) e del karate con le chiusure delle giacche.


Tutti i concetti che si ricercano non sono copiati ma riportati all’attualità. Quando le spalline imbottite erano una novità, oggi vengono trasformate in strutture oversize come capo genderless. Sicuramente ora ci siano più termini per la moda che nel 1980 ma la sua capacità di innovazione si adatta completamente all’attualità, e anche la sua forma di venderlo. Queste delicatezze portano allo spettatore all’estetica giapponese senza cadere nello scontato.
Applicando ancora le tecniche giapponesi, da Soshiotsuki si cerca l’imperfezione. Si, imperfezione. Rughe, pinze collocate male, cuciture storte e pieghe asimmetriche. Il Wabi-Sabi è una tecnica di accettazione della fugacità e delle imperfezioni. Producendo capi, a mano singolarmente o in serie, è normale che ci siano degli errori e una perfezione impossibile. Siamo abituati a vedere le mele rosse brillanti e quella che in supermercato non si presenta così, è andata male. Soshiotsuki celebra l’essere umano e gli errori che quello potrebbe portare, creando apposta degli errori. L’assenza dell’ego e l’accettazione della transitorietà delle cose.
Rilevanza del LVMH Prize
Il LVMH Prize non è solo un aiuto economico al brand ma ha tra le mani una bacchetta magica per divinizzare qualcuno. Nensi Dojaka, Kidsuper, Casablanca e Chopova Lowena tra altri finalisti (Jacquemus) e semifinalisti che oggi sono parte della scena attuale della moda. Abbiamo visto Duran Lantink, Rachel Scott e Meryll Rogge, finalisti del Woolmark Prize del 2025 assumere il ruolo di direttori creativi di tre brand importanti come Marni, Proenza Schouler e John Galliano.
Il LVMH Prize segna dei precedenti dando il premio a brand come Soshiotsuki anche per i suoi modi di produzione e l’eredità di brand, non solo il prodotto. La consistenza di una passione e la spinta che si promuove per fare le cose bene. Uno stile che dietro ha un lavoro estremamente ricco durante l’ideazione e la produzione. Non sarebbe una sorpresa se più avanti un’offerta del genere viene anche data a Soshiotsuki e non vediamo l’ora di vedere la sua crescita.

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