Secondo il report “The State of Fashion 2025” redatto da BOF e McKinsey&Company il 2025 è un anno “particolarmente tumultuoso e incerto”. Ma quali nuove opportunità ci riserva il settore moda?
La moda, secondo il report “The State of Fashion”, non sembra vivere uno dei suoi momenti migliori. I ricavi non si muovono, crescono le vendite di dupes ed il futuro del sistema sembra sempre più incerto. Eppure dietro questa facciata di apparente negatività si nascondono nuove opportunità da sfruttare.
La moda ha bisogno di cambiare le carte in tavola. Fare come si è sempre fatto non basta più. I consumatori sono più consapevoli, sanno cosa vogliono e cosa non vogliono dal fashion system. Il corso attuale della moda non li soddisfa, non trovano prodotti interessanti che giustifichino i prezzi sempre in aumento.

La risposta a tutto questo è il necessario cambiamento. Un momento che può sembrare tragico può, invece, diventare opportunità per i nuovi attori del settore. Con tutta probabilità le aziende saranno sempre alla ricerca di nuovi professionisti con una visione vergine del fashion system. Capaci, si spera, a salvare le sorti di un sistema che pare ad un passo dal collasso.
Dove si sposterà la moda?
Per quanto riguarda i mercati è l’Asia a rimanere il segmento trainante. Mentre la Cina continua a rallentare, non essendosi ancora del tutto ripresa dallo shock pandemico, Corea, Giappone ed India diventano i nuovi focus Point del settore moda. In India, nello specifico, è stimata una crescita del 12,5% in particolare nel mid-market. In Giappone, invece lo yen si indebolisce e il consumo del lusso cresce, anche grazie al turismo.

Rimane fondamentale il turismo anche per l’Europa. Dove il mercato del lusso è sostenuto proprio dai turisti che approdano nelle capitali europee per rifornire i propri guardaroba con brand di lusso e creazioni artigianali. Mentre negli Stati Uniti il mercato è tenuto in piedi dagli high net Worth individuals.
Le nuove opportunità del fashion system
Può sembrare decisamente tragico lo scenario che ci si pone davanti. Ma, in questi casi più che mai, è importante saper trovare le opportunità che si nascondono dietro la crisi. Il mondo della moda chiede cambiamenti e le nuove generazioni devono essere pronte a tutto.
Un nuovo target da colpire: la silver generation
Grande inversione di rotta quella registrata dal report per quanto riguarda il target dei consumatori. Se fino ad ora la moda aveva sempre guardato ai giovani oggi sembra che questo paradigma non funzioni più. Il nuovo target d’interesse, infatti, è quello della cosiddetta “silver generation”. Gli over 50 che rappresentano il nuovo core business della moda avendo un potere d’acquisto decisamente maggiore dei giovani. Ecco spiegato il motivo per cui sperimentazioni e avanguardie fashion stanno sparendo in favore di collezioni dall’aria classy e rassicurante che possono soddisfare un nuovo target di consumatori.
È il momento di tornare in negozio

Compatibilmente con questo cambiano anche le modalità d’acquisto dei nuovi consumatori che tornano all’era pre-covid. Il settore degli e-commerce entra in crisi sia nel mondo del lusso che nel mass market. I clienti hanno voglia di tornare in negozio. Così il focus del retail torna la formazione del personale di vendita. Il cliente di oggi chiede un tipo di esperienza sempre più di qualità e, in un mondo he viaggia tra algoritmi e AI, la differenza la fanno le persone.
Una moda fatta di numeri
E parlando di AI non può mancare, all’intento del report, il tema della digitalizzazione. Nonostante un evidente ritorno alla realtà, spesso lontana da quella virtuale, è impossibile non volgere uno sguardo al mondo digitale. Personalizzazione e velocità sono le parole chiave che permetteranno agli e-commerce di salvarsi. E sul fronte retail via libera alle esperienza phygital che mixano reale e virtuale in nuove soluzioni. Non sembrerebbe, ma anche la moda è fatta di numeri. Crescono le ricerche per figure come i data analyst che permettono ai brand di capire i bisogni dei clienti e rispondere alle esigenze del consumatore moderno.
Crisi Climatica: è il momento di agire
Il cambiamento climatico e la crisi ambientale rimangono uno dei grossi problemi del contemporaneo che la moda deve, necessariamente affrontare. Se fino a poco fa eravamo certi che la clientela fosse sempre più attenta alla questione sostenibilità oggi il rapporto di BOF dice il contrario. Secondo “The state of fashion” infatti I consumatori non sono disposti a pagare qualcosa in più per avere prodotti Green. Forse disillusi dai continui casi di greenwashing che trasformano la sostenibilità nell’ennesima mossa di marketing.

Viaggiano in un’altra direzione, invece, i governi e le associazioni ambientali che spingono le aziende ad investire in scelte sostenibili prima che sia troppo tardi. In particolare le imprese si stanno impegnando nella trasparenza della supply chain. Tra le politiche più diffuse quella del nearshoring che punta a localizzare, di nuovo, i dipartimenti produttivi geograficamente vicini alle sedi centrali. Allontanando così le produzioni da paesi come la Cina e garantendo maggiore trasparenza nella catena produttiva. Così come chiedono, per esempio, le nuove normative dell’Unione Europea.
È tempo che la moda accetti il cambiamento. C’è bisogno di nuove forze e visioni inedite per risollevare le sorti di un sistema che rappresenta: “milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro” come direbbe qualcuno. Senza parlare dei sogni e della magia che si nascondono dietro vendite e campagne commerciali.



