Louis Vuitton lancia la Beauté, la sua prima linea make-up a tutto tondo sotto la direzione artistica di Pat McGrath: tutto quello che c’è da sapere tra storia, prodotti, e prezzi da capogiro.
L’universo Louis Vuitton si apre ufficialmente alla cosmesi: disponibile a partire dal 25 agosto, la prima collezione beauty della Maison è pensata per celebrare i temi del viaggio e della bellezza. L’approdo nel mondo beauty da parte del brand appare tanto naturale quanto inevitabile. Una felice (e costosa) estensione dello stesso, se si pensa che i primi beauty case risalgono agli anni 20 del Novecento, insieme a piccoli oggetti per la cura di sé, spazzole, pennelli, specchietti e flaconi in vetro per profumi. Il dialogo tra il beauty e la Maison, riprende oggi proprio da dove era stato sospeso, in continuità con la sua tradizione.

La collezione trucco è stata realizzata in collaborazione con la make-up artist Pat McGrath, direttrice artistica d’onore. Dopo oltre vent’anni di lavoro dietro le quinte alle sfilate Louis Vuitton, ricopre oggi un ruolo centrale nell’avventura del brand nel beauty. “Il trucco è cultura. È potere. È presenza. Ed è personale. […] Il vero lusso è curare ogni dettaglio al massimo: dal modo in cui il pigmento si fonde con la pelle fino alla sensazione di un rossetto in mano. È la fusione di arte e tecnologia, di tradizione e innovazione”, afferma lei stessa. Seguendo questi stessi principi, dà così vita ad una linea make-up che risulta estremamente contemporanea e profondamente infusa di tradizione allo stesso tempo.


I prodotti
La Beauté comprende 55 rossetti opachi e satinati, 10 lip balm, 8 palette di ombretti, e diversi accessori quali carte assorbenti, un set di pennelli da viaggio, astucci in pelle in edizione limitata e un piccolo baule porta rossetti: il tutto impreziosito dall’iconico motivo Monogram, ovviamente. La formula dei rossetti, sotto il colore, è composta interamente da cere naturali ed infusa dalla firma olfattiva della Maison, creata da McGrath stessa e il Maitre Parfumeur Jacques Cavallier Belletrud. I baume sono al contrario una versione più luminosa e trasparente, pensati per nutrire ed illuminare. Quanto agli ombretti, invece, essi esplorano sei diverse finiture per il trucco occhi, dal matt al brillante. Il design della linea è stato curato dal celebre designer industriale tedesco Konstantin Grcic, per la prima volta dedicatosi al mondo della cosmesi.



Cifre da capogiro e accessibilità: qual è il limite dell’esclusività?
Ciò che ha fatto discutere, però, sono stati i prezzi della linea. Eccezion fatta per gli accessori di pelletteria, comprensibilmente allineati agli usuali prezzi della Maison, le cifre dei prodotti make-up hanno stupito particolarmente. Le linee beauty sono da sempre l’unico ponte tra le grandi Maison e chi sogna di entrarvi senza poterne sostenere gli elevati costi. Per chi viene tagliato fuori dai selettivi range di prezzo di borse, scarpe e abiti, il beauty diventa la chiave d’accesso per l’universo simbolico e valoriale del brand. Ci si chiede, quindi, se palette occhi da 250$ e rossetti dal 160$ non abbiano l’intento di costruire un’ulteriore barriera tra la Maison e quel suo tipo di pubblico. E soprattutto, se la definizione dei prezzi de La Beauté di Louis Vuitton possa causare un effetto domino e spingere altri brand a seguire l’esempio. D’altronde, il trucco non è fatto per restare, come una borsa o un oggetto d’alta gioielleria. Si consuma e finisce per definizione: non può quindi esser considerata un’eredità da custodire, ma un sogno passeggero. In questo caso, molto caro. Una nota di merito va però all’attenzione per la sostenibilità: tutti i prodotti sono ricaricabili, ad un prezzo chiaramente inferiore.

La collezione sarà disponibile a partire dal 25 agosto 2025 in esclusiva in 92 negozi Louis Vuitton in tutto il mondo. Ed è già pronta a ridefinire il ruolo del lusso nel mondo beauty.
Foto: Vogue, Louis Vuitton


