Sui social, in particolare su TikTok, si è affermata una narrazione visiva ben precisa: quella di una vita ordinata, sana, bella. Video in cui giovani donne si svegliano all’alba, bevono smoothie verdi, fanno meditazione su lenzuola perfette, si allenano, lavorano e mantengono tutto sotto controllo. Questo stile di vita è stato etichettato come “That Girl”: l’ideale femminile che vive al massimo, con grazia e produttività. Ma questa immagine patinata è spesso una messa in scena, e seguirla ciecamente può diventare pericoloso.


Effetti immediati sull’autostima
Guardare contenuti iper-perfetti anche per pochi minuti può innescare paragoni inconsci e dannosi. Chi osserva questi video tende a sentirsi inadeguato, poco disciplinato, fuori controllo. In molti casi si sviluppano sentimenti di colpa per non essere “abbastanza” e cresce il desiderio di aderire a quei modelli, spesso irrealistici. Il corpo, l’alimentazione, la produttività quotidiana diventano così oggetto di giudizio continuo, generando ansia e insoddisfazione.
Filtri e realtà distorta
A rendere tutto ancora più problematico è l’uso massiccio di filtri estetici e editing video, che presentano volti e corpi perfetti, senza imperfezioni. Ciò che si vede non è reale, ma costruito. Nonostante ciò, molti si confrontano con quelle immagini come se fossero naturali, alimentando una frattura tra il proprio aspetto reale e quello “ideale”. Questo può portare a disturbi della percezione di sé, insicurezze profonde e una continua ricerca di approvazione esterna.

Adolescenti sotto pressione
I più giovani, ancora in fase di sviluppo identitario, sono particolarmente vulnerabili. Vivere in un contesto digitale dove l’apparenza domina può influenzare in modo critico il modo in cui percepiscono se stessi e gli altri. Molti adolescenti arrivano a modificare il proprio comportamento sociale, evitano certe situazioni o si chiudono in sé per paura di non essere “alla pari”. Il confronto continuo con modelli estetici irraggiungibili crea un senso di fallimento che può compromettere la salute mentale.
L’illusione del benessere costante
Uno dei messaggi più pericolosi nascosti dietro il trend “That Girl” è l’idea che si debba essere sempre in forma, felici e produttivi. La pressione a “vivere bene” anche nei momenti più difficili annulla la complessità dell’esperienza umana. La tristezza, la stanchezza, la confusione vengono ignorate o coperte da un’estetica levigata che non lascia spazio alla vulnerabilità. In questo modo, chi non riesce a tenere il passo si sente sbagliato, debole, fuori luogo.


Ritrovare l’autenticità
Contrastare questo meccanismo non significa rifiutare del tutto l’ispirazione o la voglia di migliorarsi, ma imparare a distinguere tra ciò che è reale e ciò che è rappresentazione. È importante valorizzare la spontaneità, accettare la propria unicità e smettere di inseguire ideali impersonali.
Vivere bene non vuol dire mostrarsi perfetti, ma saper ascoltare i propri
bisogni reali, anche quelli scomodi. Solo così si può costruire un rapporto sano con sé stessi — fuori e dentro lo schermo.
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