Le vacanze sono l’unico momento dell’anno in cui la Gen Z cerca di disconnettersi, almeno parzialmente, dai social, per ricercare la semplicità della vita. (Eccetto quando si tratta di mostrare le proprie vacanze super-lussuose a tutti i followers). L’estate italiana, grazie ai suoi hobby e alle sue attività tradizionali, concede un po’ di respiro ad una generazione che del mondo digitale è piena. Enigmistica, carte e libri sono i tre simboli consacrati alla Gen Z Summer’s Made in Italy
In estate non c’è generazione che tenga. Bambini, anziani, famiglie e adolescenti sembrano tutti vivere nello stesso limbo. Il tempo scorre, ma la parvenza è di essere fermi in una bolla di divertimento e allegria, in cui non c’è tempo per pensare all’età. È un po’ come tornare ad essere bambini, quando l’unica preoccupazione era trionfare in tutti i giochi.
E a proposito di giochi, in Italia non passeranno mai di moda, sono radicati nella cultura del nostro paese e in quanto tali persisteranno ancora a lungo. Questo è sicuro.
Identikit dell’italiano medio in vacanza
Non era importante a quale riviera appartenevate, sicuramente almeno una volta tutti voi avete passato un pomeriggio intero in un’accesa bisca di carte, con litigi e insulti gratuiti tra amici. Oppure avete partecipato ad un diverbio familiare su quale fosse la «Catena montuosa da cui nasce il Danubio», definizione 7orizzontale. O magari avete semplicemente deciso di isolarvi, lasciandovi cullare dal rumore del vento sugli ombrelloni e immaginando di vivere il vostro sogno irrealizzabile, immergendovi in un’appassionante storia d’amore di Nicholas Sparks.
Se avete fatto almeno una di queste tre cose, siete italiani. Se le avete fatte tutte e tre, siete sicuramente e senza dubbio italianissimi nel profondo. E potete vantarvene.



Sfatiamo un mito
Spesso, molti adulti si trovano d’accordo sul problema che i giovani, a causa di smartphone e tecnologia, stiano perdendo sempre più la socialità, e abbiano sempre meno scambi interpersonali e fisici. Credono che, post-covid ci siamo tutti imbambolati come zombie davanti agli schermi perdendo anche l’ultimo spiraglio di umanità che avevamo.
Vi svelo un segreto, cari adulti diffidenti. Quando usciamo e siamo in compagnia difficilmente utilizziamo il telefono, inviamo messaggi o facciamo scrolling, quello lo facciamo a casa nostra, quando ci annoiamo o ci sentiamo isolati dal mondo. Ma, al contrario di molti adulti che in compagnia stanno tutti con la testa china su TikTok (Perché si, anche i boomers ormai hanno TikTok), senza proferire parola, noi giovani, quando usciamo facciamo tutto tranne che guardare lo schermo.
Vi sembrerà strano, ma siamo talmente intossicati dai pixel, che cerchiamo sempre più occasioni per riscoprire il mondo offline e le sue attività. Siamo attratti dai passatempi dei nostri nonni e genitori da giovani, che nel periodo pre-pandemia stavano cadendo in disuso e dopo essercene resi conto, dopo l’esperienza vissuta in quarantena, li stiamo tutti ripescando e trovando nuovi valori a cui aggrapparci.
Abbiamo voglia di stare nei nostri third-place
Luoghi che non corrispondono né alla casa (First-place), né lavoro (Second-place); non sono spazi veri e propri, o meglio, potrebbero esserlo le biblioteche, i locali, ecc. Sono spazi non fisici, ma sociali, creati dalla riunione di persone, che vogliono connettersi con gli altri e rilassarsi. Ad esempio, un tavolino in spiaggia dove i giochi di carte diventano il migliore strumento di socialità. In questi “luoghi” non si produce, non si consuma e non si crea, semplicemente si è.
Non sono io l’unica a dirlo. Se non vi fidate della mie parole di Gen Z, leggete l’articolo del New York Times, “The Extremely Offline Joy of the Board Game Club”. (“La gioia estremamente offline del Club dei Giochi da Tavolo”).
Qui hanno affrontato la questione di come noi giovani (Gen Z e Millennials) siamo «affamati di interazioni personali» e «desiderosi di sfatare la reputazione da nerd, noiosi e ultracompetitivi dei club di gioco del passato». E se questo non basta a convincervi, fatevi un giretto tra lidi e lo scoprirete con i vostri occhi.
Enigmistica, giochi di carte e libri romanzati sono gli hobby preferiti dalla Gen Z in vacanza.


Partiamo dall’Enigmistica
Innanzitutto, le parole crociate e i giochi all’interno dei giornalini enigmistici rappresentano un’opportunità di riunione tra le persone, di connessione e scambio di idee e opinioni tra età differenti e esperienze diverse. Ad esempio, un nonno può aiutarci nel trovare una definizione riguardo a dei cenni storici, mentre un giovane può aiutarlo in ambito tech. Nella dimensione social, nonostante siamo costantemente connessi con il resto del mondo, ci manca la discussione vis-a-vis, che stimola la mente e le relazioni e che con questa rivista, invece, è garantita.
Impegnarci in questi giochi stimola la mente a pensare, ragionare, analizzare, al fine di trovare una soluzione che non è immediata e rapida come il resto delle cose a cui siamo abituati. Richiede tempo, e la Gen Z spesso non ha pazienza. Ma soprattutto, è un’esperienza fine a se stessa, non comprendere ricompense, né vittorie o sconfitte. Si fa solo per allenare la mente e per il gusto di compilare quelle caselline vuote.
Briscola, Scopone Scientifico o Scala40?
E ora le carte. Fin da bambini, molti di noi si impegnano in semplici o più complicati giochi di carte; si parte dal classico Uno, fino a cimentarsi in giochi più “complicati”. Briscola, Scopa, Scala40, Burraco, Pinnacolo.
Le carte sono L’Attività estiva per eccellenza lungo la riviera romagnola, ma in tutta Italia sono da sempre un passatempo molto apprezzato.
Alimentano anch’esse l’immaginario del Bel Paese. Anziani al bar, con una sigaretta in bocca, le carte in mano e un espresso, magari macchiato, al loro fianco. Quando si parla di carte è inevitabile non immaginarsi un gruppo di anziani accaniti che litiga e sbraita per i comportamenti degli avversari. Spolier: la Gen Z, delle carte, non può più farne a meno. Come dicevo sopra, molti iniziano da bambini, magari istruiti dai nonni, e poi continuano in estate al bar con gli amici. Saper giocare permette a molti adolescenti di fare amicizia e di connettersi e legare con i propri coetanei. Inoltre, le carte aiutano a sviluppare abilità strategiche e di calcolo utili nella anche nella vita.
Torneo di Burraco a Milano tutto al giovanile (IG @Burracomilano)
Per farvi capire quanto i giovani siano diventati carte-addicted, dovete sapere che un gruppetto di ragazzi milanesi sui venti/trent’anni ha dato il via a tornei di Burraco in giro per la città. Ci sono sempre nuove date (Tutte solo-out in pochissimo) e le location cambiano sempre, perciò per partecipare basta controllare i profili social di BurracoMilano. Non aspettatevi anziani, però, è pieno di ragazzi e ragazze tra i 25 e i 40 anni che usano le carte come pretesto per stare insieme, divertirsi e staccare la spina dai soliti social.
“Giocare a carte è parte integrante dell’Italianità. Non c’è festa comandata, picnic all’aperto, giornata al mare o momento di relax che non veda qualcuno, un amico, un parente o proprio noi, estrarre un mazzo di carte per una partita tutti insieme. Trevisane, Napoletane, Piacentine… ogni regione, anzi addirittura ogni città, ha poi la propria tradizione ad arricchire l’enorme patrimonio storico e culturale che i giochi di carte custodiscono in loro”, commenta Mattia Fiore, Digital Marketing Specialist di Dal Negro (Azienda leader nella produzione di carte da gioco).


Ultimi, ma non per gerarchia di preferenze, ci sono i libri
Leggere i libri in spiaggia vi sembra banale? Non lo è mai stato e mai lo sarà. Solo perché in tanti lo fanno non significa che sia un’attività insignificante. ANZI.
Senza ripetere la solita storia che già sapete, ossia che anche i libri ci allontanano dai telefonini, leggere è un modo per imparare, conoscere, mantenere fresca la mente, ma soprattutto per evadere dalla realtà.
La Gen Z è la più stressata di tutte le generazioni, e su questo non si discute. E proprio per questo sogna ad occhi aperti realtà che raramente avrà l’occasione di sperimentare: i libri sono la chiave per giungere a queste ambizioni e per rilassare la mente.
Enigmistica, carte e libri. Tutti questi hobby, soprattutto estivi, ma non solo, sono il mezzo più efficace per ricollegarsi con tutte le generazioni: nonni, bambini e adolescenti e adulti; non c’è un età giusta per farli, sono passatempi che donano felicità a tutti, a prescindere dall’età anagrafica. Viva l’estate italiana!
Immagini: Pinterest


