I modi, i ritmi e il linguaggio che la tecnologia ha cambiato nei nostri rapporti. Non si capisce quanto si rischia quando un rapporto diventa solo digitale.
Relazioni normali
Mio padre ha conosciuto mia madre grazie a un programma in radio. La radio, che aveva un programma che collegava persone single, prendeva i numeri di chi li lasciava. Mio padre ha chiamato e gli hanno dato il numero di mia madre ma non ha chiamato quel giorno. La sera dopo chiamò e dopo presentarsi ed iniziare a chiacchierare le batterie del telefono di mia madre si stavano scaricando. Senza accorgersene, avevano parlato fino alle cinque del mattino. Il resto è storia.
Se non fosse stata per la tecnologia e l’evoluzione della radio e il telefono non si sarebbero mai conosciuti. Oggi le chiamate esistono ma sono molto diverse. Si è persa l’abitudine di scirvere le lettere. Chi ha 3 giorni lavorativi da aspettare per le Poste Italiane? Un messaggio e in secondi l’altra persona sa cosa voglio. Si può beccare comunque quella persona che vi risponde con le stesse tempistiche delle Poste.

La convivenza tra i social e i rapporti
Videochiamate, messaggi, le foto che si postano su Instagram, le app di incontri, un follow, un like o bloccare qualcuno quando non se lo vuole più vedere non esisteva. Il rituale di corteggiamento è molto più banale. Appuntamenti carini per la foto, per fare il video e postarlo su Tiktok e le chiacchiere che prima erano dal vivo oggi sono rimpiazzate dal telefono. Andare al cinema non ha senso perché abbiamo i servizi di streaming. Uscire a prendere un caffè con la mia amica non ha senso, tanto mi racconta il gossip in chiamata.
Fare match, non fare match, piacere e venire accettato da chi in un’app di incontri mette la miglior foto, che non sempre coincide con la realtà. Sempre con la stessa volontà di essere piaciuto, di avere un flirt e sentirci visti da qualcuno. Mi dispiace svelarvi un segreto ma così come il ragazzo che vi piace vi mette un like, lo fa con tanti altri post e tante altre persone…Come si fa a dire che con un like o un match qualcuno è preso?
Idealizzare e vivere le relazioni digitali
Attraverso la tecnologia è molto facile idealizzare chi abbiamo dall’altra parte dello schermo e creare il nostro proprio film immaginario. Non sentiamo i toni delle frasi, le vere risate anziché “hahahaha”, le espressioni, le reazioni di ciò che diciamo noi. La conversazione e il dibattito che viene arricchito reciprocamente non solo dal valore di ciò che stiamo ascoltando ma dal presente e la compagnia dell’altro. Non ascoltare quello che ci dicono come sottofondo di un Tiktok ma stare attenti a quello che si sta condividendo. Si è perso l’arte della conversazione e nessuno sembra aver voglia di cercarlo.

Si parla ma le parole rimangono solo quelle, parole. Si perdono le carezze, l’affetto, il vero amore che non viene mai tradotto in atti. Essere dietro lo schermo ci permette di essere più schietti, più dannosi. Tanto se l’altra persona ci rimane male non sento colpa, non la vedo. Messaggio dopo messaggio e concetti che si saltano o si ignorano perchè “non ho letto il messaggio”. Non capita molto spesso in una conversazione che qualcuno ci ferma perché non ha ascoltato niente di quello che avevamo detto.
Mettiamo qualcuno nel piedistallo per le conversazioni infinite su Whatsapp che durante l’aperitivo non appariscono. Non è solo brutto, anche se è un bell’aneddoto, ma idealizzare qualcuno ci porta ad avere delle aspettative irrealistiche che non si trasformano in realtà e ci deludono. Questa idealizzazione può anche essere data dalle foto perfette che vediamo sui social, un’altra volta rovinando i nostri rapporti.
L’introduzione dell’IA nell’amore
Come se fosse poco idealizzare qualcuno, abbiamo iniziato anche ad innamorarci virtualmente dell’intelligenza artificiale. Ovviamente, chi ha una conversazione quotidiana con ChatGPT non è consapevole del danno che causa. Introversi e solitari, le persone inziano a parlare con l’intelligenza artificiale e non si sentono giudicati ma si trovano di fronte a “qualcuno” che ascolta, non tradisce ed è sempre disponibile.
Sia per timidezza o per solitudine chi inizia a “frequentarsi” con l’intelligenza artificiale magari non ha avuto tantissima fortuna nell’amore. Non ce l’avrà neanche se continua con ChatGPT. L’epidemia di solitudine come quella che sta attraversando l’America sta diventando globale. Una società, sociale, che si basa sull’interazione e si sta lentamente spostando all’isolamento. Ed è questo isolamento quello che porta alle persone ad avere relazioni virtuali.

Un “partner” che non porta conflitti anche se può sembrare ideale, non aiuta all’emancipazione emotiva né alla crescita personale. Senza pensare al fatto che è irrealistico, continua l’idealizzazione e le delusioni. Nessuno ti tratterà come ChatGPT ma perché le relazioni umane non sono perfette, sono fatte di compromessi e sbagli. Non c’è niente più bello dell’esperienza umana che sbagliare e migliorare.
Continuiamo a promuovere l’isolamento. La tecnologia come ente superiore che può fare tutto e sa rispondere tutto. Vogliamo sempre appartenere e sentirci accettati. Invece di conoscere persone e sentirsi rifiutato quando offriamo un drink a qualcuno, stiamo a casa. A nessuno mancano le carezze? Un bacio sulla fronte e la buonanotte. A nessuno sembra mancare l’amore fatto di conversazioni e passeggiate sul lungomare presi dalla mano. Le relazioni sane avranno conversazioni scomode e momenti brutti.

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