Apple + mozzarella = sovrapprezzo. Se ordini con un iPhone, pagherai il 10% in più rispetto a chi usa un Android per lo stesso identico ordine.
È sabato sera, è ora di cena, e da vero veterano fuori sede sai benissimo che più tardi non avrai voglia di lavare piatti e padelle. Sblocchi l’iPhone, apri la solita app di food delivery e ordini una pizza. Un classico. Hai fatto venire voglia di margherita anche al coinquilino, che fa lo stesso ordine, nello stesso istante e dallo stesso ristorante… ma con un Android.
Ed ecco la fregatura: lui paga meno. Tu invece, da bravo utente Apple, sganci un 10% in più. Sì, solo perché hai scelto un telefono che costa come una bici elettrica.
Benvenuti nell’epoca del “dynamic pricing”, che suona futuristico ma in spicci significa: “paghi quanto sembri ricco”. Un algoritmo, un’intelligenza artificiale che sa benissimo cosa hai in mano (e nel portafoglio), dove sei, che ore sono, quanto sei affamato e soprattutto quanto sei “profilabile”. E poi ti presenta il conto personalizzato.

Dynamic pricing: Il prezzo della pizza lo decide l’algoritmo
L’app non ti avvisa, tutto succede in silenzio. Il tuo modello di telefono viene captato tramite lo user agent, la tua posizione geolocalizzata, e la cronologia d’ordine scansionata. A quel punto, se hai un iPhone da 1.400 euro, l’algoritmo conclude che puoi anche permetterti una pizza da 20.
Il concetto è semplice, chi spende tanto per un telefono, può spendere di più anche per mangiare. E così, due utenti, stesso ristorante, stesso orario, stesso topping (oliva sì, ananas no), ma due prezzi diversi. Perché? Perché il capitalismo sa che sei disposto a pagare di più, e non ti farà sconti per gentilezza.
Negli USA c’è già chi ha fatto partire una class action contro DoorDash. In Italia, invece, ci si sfoga su Reddit, nei commenti TikTok e con un vago senso di fregatura condivisa.
Il ruolo del Rider nell’era del prezzo personalizzato
Ma mentre il cliente fortunato viene coccolato, chi la pizza te la porta sotto casa non gode dello stesso trattamento “personalizzato”. I rider, quelli veri, in carne, ossa e impermeabile, continuano a essere pagati a consegna, con pochi diritti e zero bonus gourmet. A loro poco importa se il cliente usa un iPhone 15 Pro o un Nokia 3310 con l’adattatore per le app. La corsa è la stessa, il traffico anche.
Insomma, nel regno del digital food, c’è chi paga di più senza saperlo, e chi lavora di più senza possibilità di scelta.
Nel dubbio, prova a ordinare dal cellulare della nonna. Potresti scoprire che la pizza costa meno. E magari arriva anche più calda.

Illustrazioni: Aurora Longo


