E chi l’ha detto che uno youtuber non possa diventare uno scrittore di fama mondiale? La smentita arriva del Giappone, precisamente dalla Prefettura di Kanagawa, che ha dato i natali allo scrittore e performer Uketsu, l’ultimo fenomeno editoriale, che si sta facendo strada sulla bocca di tutti. Ma la cui identità resta occulta dietro un velo di mistero
Uketsu: creare per fama o per urgenza?
Oggi la maggior parte delle persone si mette in gioco e compie “qualcosa” per gli altri soltanto puntando alla popolarità ed esclusivamente per il gusto di farsi conoscere; raramente viene fatto per urgenza, per necessità di esprimersi, senza mettere in prima linea se stessi, ma solo il proprio lavoro. Un tempo, nell’era pre-social, la fama era dettata da circostanze differenti dal presente; per diventare qualcuno bisognava meritarselo, guadagnarselo con il sangue e con il sudore, oggi basta più o meno essere fortunati, conquistare gli algoritmi e il gioco è fatto (Non sempre, ma spesso funziona così). È per questo motivo che, quando tra la massa emerge la diversità non si può far altro che notarla ed accoglierla. Uketsu è l’esempio.
Di chi si tratta?
Uketsu. Oltre un milione di copie vendute, video con visualizzazioni che superano le migliaia, un manga, un film, un libro tradotto in trenta lingue. L’artista e performer giapponese si presenta come il fenomeno letterario del momento: i suoi libri sono tra i più venduti di tutto il Giappone e sta velocemente scalando le classifiche. Ha già battuto Haruki Murakami con il suo “Strange Houses 2”. Non ha un nome all’anagrafe, né età: è solo Uketsu.
Indossa sempre guanti neri, dolcevita e una maschera bianca di cartapesta. Il costume tipico degli kuroko, gli “invisibili” del teatro kabuki, ossia gli assistenti di scena che si muovono sul palcoscenico per cambiare scenografie, spostare oggetti e assistere gli attori, il loro obiettivo è lavorare senza farsi notare dal pubblico. Uketsu potrebbe essere tutti, come nessuno, uno dei tanti. Le uniche cose che sappiamo di Ləui è che ama i conigli, ha paura di tutto e proviene dalla Prefettura di Kanagawa.


Come spiega Roberto Saviano sul suo canale YouTube, è chiaro che il suo personaggio si ispira al teatro nazionale giapponese ed è particolare come, da noi, in Occidente, un uomo senza volto venga associato al concetto di anonimo, insignificante, mentre invece, nelle tradizione giapponese, diventa uno spazio di spiritualità, purezza, una sospensione che anticipa un atto di gentilezza o di violenza: bene o male.
Tante personalità, una sola identità
Uketsu ha esordito con un video-story nel 2020 su YouTube, per poi passare alla scrittura. Il libro d’esordio è “Strani disegni”, tradotto in 30 lingue diverse, ha guadagnato un successo globale. Ad oggi continua il suo percorso narrando storia combinate ad illustrazioni, diagrammi incentrati sui traumi infantili e i misteri dell’uomo.
Di primo acchito potrebbe ricordare la nostra Elena Ferrante, autrice del bestseller mondiale “Un Amica Geniale” la cui identità è ignota. Entrambi confermano la teoria secondo la quale la scrittura non ha bisogno di essere associata ad un volto. Sono le parole che ci fanno innamorare, il modo di scrivere, il modo di raccontare e di descrivere. D’altro canto, potrebbe venire in mente la nota cantante italiana dall’identità sconosciuta, Miss Keta, in conseguenza alla voce alterata da un apparecchio elettronico che utilizza anche Uketsu, adottando una voce da bambinæ per non farsi riconoscere mentre urla i suoi incubi. Per quanto riguarda il lato artistico è senz’altro paragonabile a Banksy. Una mente brillante, e dei capolavori sociali che stanno affascinando il mondo intero.
Un tripudio di eccellenti personalità che richiamano in qualche maniera un personaggio stilizzato, che potrebbe essere giovane, ma sicuramente con una testa d’altri tempi
Un genere inquietante
Uketsu esegue spesso performance apparentemente no-sense, il cui obiettivo non è intrattenere, ma inquietare i fruitori, suscitare in loro interrogativi, come fa e ha sempre fatto la nota performer Marina Abramovich, Per esempio, il video “The Strange House” consiste in un film di 21 minuti in cui vengono mostrate planimetrie inquietanti. Disturbante.
Nelle sue opere ci sono continui colpi di scena e sventure.
Anche il genere dei suoi libri è a sé stante: un misto tra horror, romanzo e giallo. Lo stile è un ibrido tra parole, immagini, descrizioni e indizi visivi. Il fil-rouge è sempre la mancata risoluzione di enigmi ed intrighi; rimane tutto sospeso quasi come in una dimensione surrealista.
Il segreto del suo successo? La riposta è semplice: “I miei lettori sono giovani. Spesso, sono i miei libri le prime cose che leggono in assoluto”.
Riesce a coinvolgere le nuove generazioni, che spesso ignorate dalla società si sentono a loro agio in questa dimensione alternativa.
Quell’alone di mistero che lo circonda non fa che aumentare la diffusione dei propri lavori.
Perché si sa, quando qualcosa è sconosciuto, non può far altro che attirare l’attenzione e suscitare curiosità…
Immagini: Pinterest, The Guardian


