Dopo il successo del suo ultimo album, Bad Bunny ha dato inizio al suo tour con i residency show e sta facendo esplodere l’economia e gli stadi di Porto Rico. In quelli americani, non si presenterà nemmeno
Benito Antonio Martinez Ocasio, conosciuto come Bad Bunny, è da anni uno dei cantanti più famosi di musica latina. Nasce artisticamente intorno al 2016 con la musica trap in latinoamerica. Nel 2019 si sposta al reggaeton con il boom della musica latina e di artisti come J Balvin e Ozuna arrivando al suo successo globale. Non era nuovo che un artista portoricano facesse reggaeton ma il suo charm e vivacità hanno conquistato tutti. Anche se il suo album e le sue canzoni hanno ricevuto delle critiche per essere “sempre uguali” con l’ultimo lancio ha sconvolto tutti coinvolgendosi nella politica.
“DeBí TiRAR MaS FOToS”, dovevo fare più foto, è il titolo del suo ultimo album, un omaggio a Porto Rico. Anche se l’album non parla solo del Porto Rico ma anche di diverse situazioni amorose, la situazione di Hawaii e il overtourism con il ritmo di diversi generi di musica come la bomba. La playlist di “DeBí TiRAR MaS FOToS” su Youtube raccoglie tutte le canzoni dell’album che nel suo visualizer raccontano la storia del Porto Rico, la colonizzazione portata avanti dagli Stati Uniti e le problematiche che quella ha generato.
Una forte critica al paese nord-americano e il loro rapporto con l’isola che rimane fino ad oggi uno stato associato non-incorporato. Non sono parte del territorio che compone tutta l’America ma la sua organizzazione politica è legata a un soggetto maggiore. In questo caso, gli Stati Uniti.

Cosa succede in Porto Rico
Bad Bunny parla non solo della sua casa ma di un paese che non riesce ad andare avanti. Dopo secoli di colonialismo, disastri naturali, gentrificazione e debiti, Porto Rico, come molti paesi della Latinoamerica, è in una costante crisi.
L’uragano Maria ha distrutto Porto Rico nel 2017. È stato devastante se pensiamo che sono sopravvissuti anche all’Uragano Irma di poche settimane prima. Perdita di elettricità, la chiusura di scuole e posti di lavoro, periodi di fame e debiti che si sono accumulati. Non migliora niente quando nell’estate del 2019 c’è un ritrovamento di alimenti in supermercati abbandonati che potrebbero aver salvato delle vite durante il blackout e la famina che avevano vissuto dopo l’uragano.


Oggi, 2025, il paese appena si sta ricuperando dall’uragano e la pandemia del 2020. Nei suoi residency show, Bad Bunny ha cantato la canzone “TURISTA” con lacrime negli occhi. Questo album non è solo quello più personale ma quello che mette in luce una grande preoccupazione. L’artista usa la sua voce per comunicare le cose giuste. Fino al 1946 il presidente di Porto Rico veniva nominato dagli Stati Uniti, dando a loro solo la capacità di votare legislativamente. Prima delle elezioni del 5 novembre del 2024 Bad Bunny lancia il suo single “Una Velita” per ricordare a tutti cos’era successo e motivare le persone a votare.
Residency Shows
Il tour è iniziato con il residency show che viene chiamato “No me quiero ir de aqui”, non voglio andare via da qui, il 11 luglio e finirà il 14 settembre. Erano stati messi in vendita 450 mila biglietti che sono esauriti in 4 ore. Sempre nell’isola, ha presentato un pop-up di nome “Seguimos aqui”, siamo ancora qui. Questa frase la usa nel short-film che presenta l’album quando il protagonista vede la sua terra “invasa” dagli americani e la loro cultura. Il pop-up è Uno spazio immersivo che racconta l’heritage di Porto Rico e la carriera dell’artista. Questo da al paese non solo tanti turisti ma anche soldi e visibilità.
Secondo diversi esperti, arriveranno al paese 600 mila persone durante i residency show e l’inizio del tour. Questo è il doppio di persone registrate nel periodo estivo. Ha presentato le sue canzoni con le visite di Ricky Martin, Jowell & Randy e RaiNao. Non solo sono artisti portoricani ma i due primi cantanti storici della musica latina e l’ultima, un’artista emergente. Bad Bunny condivide il palco per dare visibilità, anche se non potrebbero avere bisogno, ad altri referenti della musica latina. Si sono abilitati i biglietti quando Bad Bunny annunciò il tour ma i fan americani non vedevano le date nel loro paese. “Non era necessario” rispose a Variety quando gli venne chiesto perchè non si sarebbe presentato.

World Tour che non comprende il world
Non presentarsi negli Stati Uniti sarà un suo piano muovere le economie dei paesi più complicati? O arrabbiato per il fatto che un comediante americano in un rally di Trump abbia chiamato “isola galleggiante di spazzatura” a Porto Rico? Qualsiasi sia il motivo personale dell’artista, oggi per i latinoamericani visitare gli Stati Uniti non è solo costoso ma anche pericoloso. Il bisogno del visto, il lavoro e incluso per i fans nell’uscita dei concerti, sono fermati dagli agenti di ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia che gestisce l’immigrazione e la dogana americana.
Bad Bunny dichiara che i fan residenti negli Stati Uniti hanno avuto parecchie opportunità di andare ai suoi concerti. Se questa decisione viene confrontata con quello che ha dichiarato nel suo album, è sicuramente una decisione politica. Ogni tour per ogni album è diverso e lui è il primo a saperlo, “averlo già visto” non è una scusa credibile.
La musica non è solo composta da diverse tecnicalità o un rumore ma è condutrice di emozioni. Un album personale, proprio, non tranquillo. Rappresenta la sua gente, il suo paese e la sua casa. In diversi video musicali come “NUEVAyOL” o “TURiSTA” trasmette anche la rabbia che sicuramente sente il popolo portoricano con i trattamenti che ricevono.
Si può essere d’accordo o no con questa scelta ma è sicuramente polemica. Non è una mossa banale di marketing per far rumore ma la scelta di perdere milioni di dollari in biglietti e interviste per essere forte e chiaro nel suo messaggio. Così com’è stato Miguel Avera nella sua negazione di vestire l’artista spagnola Rosalia. Bad Bunny supporta il popolo portoricano e sono tutti insieme contro le politiche americane.

Foto: Pinterest


