Al Teatro alla Scala di Milano il presidente di Camera Moda Carlo Capasa presenta la nuova edizione dei CNMI Sustainable Fashion Awards 2025. Insieme per una moda senza colore politico
Anche quest’anno arriva puntuale, e addirittura con un giorno di anticipo, l’annuale appuntamento con i CNMI Sustainable Fashion Awards. L’unico awards sulla moda sostenibile al mondo presentato da Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, come un orgoglio per il Paese e per la città di Milano che lo ospita. “I CNMI Sustainable Fashion Awards costituiscono una vera e propria celebrazione dell’impegno e della responsabilità nel mondo della moda, italiana e internazionale. Con questi riconoscimenti vogliamo mettere in luce le realtà e le personalità che si distinguono per visione e innovazione, valorizzazione dell’artigianato, economia circolare, diritti umani, giustizia ambientale e tutela della biodiversità” racconta il presidente.
I 3 finalisti dei CNMI Sustainable Fashion Awards 2025
10 i premi consegnati e decisi da una giuria indipendente dalla Camera della Moda, come ci tiene ad evidenziare il presidente. A comporre la platea giudicante illustri esponenti del settore moda e personalità istituzionali come la presidente di giuria: Paola Deda, Chairperson, UN Alliance for Sustainable Fashion and Director at UNECE. Non solo, all’interno della giuria spicca il nome dell’artista Michelangelo Pistoletto. La cui opera “Il Terzo Paradiso” diventa simbolo dell’evento e dell’impegno di Camera Moda nei confronti della sostenibilità.

Ad annunciare i tre finalisti del premio The Bicester Collection Award for Emerging Designers è Desirée Bollier, Chair e Global Chief Merchant di Value Retail Management. “Il premio The Bicester Collection for Emerging Designers riflette il nostro costante impegno a investire nella creatività e a sostenere nuove voci, soprattutto nel panorama odierno, che vede i giovani talenti confrontarsi con sfide sempre più complesse. È un privilegio essere da sei anni al fianco di Camera Nazionale della Moda Italiana per supportare tre designer eccezionali, che stanno lasciando il segno nel settore della moda attraverso l’innovazione, la creatività e la crescita responsabile” dice la Bollier.
Il premio, infatti, consiste in un costante supporto nella crescita del brand da parte di The Bicester Collection. Un programma di mentorship e un un accesso esclusivo alla piattaforma globale della Collezione. La Rosa dei nomi, per l’edizione 2025, è più che mai interessante. Concorrono al premio, infatti: INSTITUTION by Galib Gassnoff, Sake e Simon Cracker. Trea realtà molto diverse, ma allo stesso tempo accomunate dal desiderio di costruire qualcosa di nuovo. Ripensando ad una moda sostenibile.
Esiste ancora il made in Italy?
Durante la conferenza il presidente si espone anche sull’annosa questione del caporalato nella moda che, sempre più spesso, fa notizia sui giornali. L’ultimo caso, quello legato a Loro Piana, è l’ennesimo pugno al made in Italy che vive già in una situazione precaria. Capasa spiega che la Camera della Moda è in prima linea per la costituzione di una normativa riguardo il tema del caporalato. Ma aggiunge anche che queste situazioni riguardano il 2% della produzione attuale. Il presidente spiega come l’amplificazione di tali notizie, compresa la diffusione di prezzi a detta sua irreali, sia solo l’ennesimo affronto al made in Italy.
Numeri che, fino a questo momento, nessuno aveva mai tirato fuori. La narrazione attuale è quella secondo cui comprare una borsa di lusso e comprarne una da qualche sito fast fashion sia la stessa cosa. siamo sicuri sia davvero così? A chi conviene portare avanti questa idea? Si chiede Capasa che parla di un aumento delle importazioni di prodotti dall’oriente. Come sempre, in questi casi, la verità sta nel mezzo. Con tutta probabilità, se è certo che un capo non possa valere le cifre assurde che girano nel mercato, è altresì vero che paragonare Shein a Loro Piana è quanto di più azzardato. O almeno questo è quello che ci auguriamo.


