In un’epoca in cui i volti sembrano dover rispecchiare una
griglia di perfezione socialmente accettata, scegliere il proprio
modo di essere belle – o di non esserlo affatto – è un atto di
resistenza. La beauty routine, oggi, non è solo skincare e make-
up: è linguaggio, è scelta politica, è affermazione identitaria.


Il blush sulle guance, l’illuminante sulle tempie o il rossetto rosso fuoco non sono mai solo estetica. Sono un modo per dirsi al mondo, per interpretarsi, per giocare con il proprio aspetto secondo logiche interne e non imposte. Chi sceglie di non truccarsi afferma un’identità tanto quanto chi preferisce contouring e glitter. Non c’è una verità assoluta nella bellezza, ma solo un invito a prendersi il potere di scegliere.
Femminismo e fondotinta

Contrariamente al pensiero comune, femminismo e make-up non sono nemici. Il femminismo non impone di “liberarsi” dal trucco, ma di essere libere di usarlo – o meno – senza subire giudizio. È la differenza tra il dover apparire e il voler apparire. Il rossetto può essere una corazza, uno statement, un atto di piacere personale. Ma è solo quando è scelto, e non preteso, che diventa veramente liberatorio.
Bellezza inclusiva o marketing progressista?
Molti brand parlano di inclusività, ma pochi la praticano davvero. Il femminismo nella beauty industry è più credibile quando si traduce in shade per tutte le carnagioni, formule rispettose, storytelling autentici. È facile scrivere “empowerment” su una confezione, più difficile è creare prodotti che non escludano, che non correggano, ma che accompagnino ogni tipo di pelle, identità, età e corpo.

La libertà sta nei piccoli gesti
Una crema applicata con cura, uno smokey eyes prima di uscire, il viso struccato davanti allo specchio: tutto è rituale, e tutto può essere rivoluzionario. Nella beauty routine non c’è una regola fissa, se non quella che sei tu a stabilirla. E in un mondo che ci vuole tutte uguali, scegliere di piacersi a modo proprio – o anche di non piacersi affatto – è il gesto più potente che possiamo fare.
Foto: Pinterest
Nicholas Netti


