Nella ricerca di naturalità e libertà Elaine Constantine fa del divertimento il suo carattere distintivo. Attiva da tre decenni, la vita e storia di Elaine Constantine
Cresciuta in una grande comunità cattolica del nord di Manchester, i sabati sera erano in famiglia. Si ritrovavano tutti per vedere i diversi film che il padre aveva fatto con la sua semplice camera di cine. Elaine Constantine, già da piccola, vede che la fotografia è disponibile a tutti e inizia a fare i suoi scatti.
Sa di voler immortalare la cultura e le emozioni. Con un’esperienza di tre decenni tra fotografia e film making ha punto di vista e una voce unica. Immagini istantaneamente riconoscibili che vogliono catturare il momento di abbandono e libertà.

Colori, risate, movimento
Elaine Constantine cattura alla perfezione i rituali familiari, l’energia cinetica e la magia della gioventù britannica. Inizia a lavorare negli anni 90 per la rivista “The Face” in Inghilterra. In questo momento, il paese affronta diversi movimenti sociali come il britpop, le rave e il “Cool Britannia” che vede anche la nascita di diverse tendenze e stili. La fotografia che propone, è onesta e anti-glamour. Appare parecchie volte nelle copertine ma la storia di come ci arriva è ancora più interessante.

Nel 1993, commissionata dal magazine per la prima volta, torna a la discoteca in cui ballava northern soul da giovane. Uno stile musicale prevalentemente soul veloce ma che si presenta come una subcultura che evoluziona dai Mod. La discoteca storica, 100 Club, era rimasta aperta dalla guerra e ha visto la nascita di band come The Sex Pistols e Oasis. Ha capito che lì c’era la gioia che voleva catturare e continua fino al 1997 a girare discoteche che esprimano questo sentimento.
Il caldo umano e una vera comunità. Inizia i suoi scatti alle persone con la luce accesa alla fine della serata e piano piano accende il suo flash per catturare il momento del ballo. Della libertà. Ritrova l’abbandono di pregiudizi e la gioia che cercava. Non avevano luce nelle discoteche tranne per una piccola lampada che illuminava i vinili da scegliere. “C’è qualcosa di accogliente nel buio, perché quando stai ballando, le persone non ti stanno guardando” spiega Elaine.


Nella moda, aspetta a che le sue modelle inizino a cantare, ballare, urlare o addirittura essere ubriache per scattare la foto perfetta. Definisce in parte l’estetica del “The Face” negli anni 90 e 2000. Scatta ragazze giovani in periferia o i balli nel nord d’inghilterra. I fattori chiavi sono il colore bruciante e la gioia cruda.
I’m Com’un Home In The Morn’un
Elaine Constantine ha saputo conquistare i musei Tate Britain, il Victoria and Albert e la National Portrait Gallery e le più bramanti riviste di moda. Regista anche del film “Northern Soul” nominato ai premi BAFTA. Tradotto come anima del nord ma è un ballo che si popolarizza nel 1970 dalla musica soul americana. Questo titolo viene aggiudicato a un libro e anche alla sua esibizione nella fondazione Martin Parr di Bristol in Inghilterra.
Ispirata a una canzone di Lou Pride che spiega ancora oggi, dopo tanti anni, sente ancora i brividi. Arriva a catturare la gioia e la non-interruzione del northern soul in cui si è parte della musica. Inconsapevolmente si cresce e cade con i loro ritmi. Si fusiona con la musica abbandonati nella gioia.
Foto: Pinterest


