Ma i Brain rot cosa vestono?

da | LIFESTYLE

Dallo stile più sportivo a quello più elegante, anche i Brain rot finiscono nel mondo della moda (per colpa nostra). Scopriamo assieme quali potrebbero essere i loro look.

Sulla piattaforma “Dress to Impress” sono apparsi i personaggi dei Brain rot italiani. Il gioco consiste nel vestire degli avatar seguendo un dress code dato 5/10 minuti prima dell’inizio di una sfilata in cui i personaggi sfilano e vengono votati. In questo tempo l’avatar si trova all’interno di un guardaroba gigante in cui può scegliere i capi che gli servono. Poi ogni personaggio viene votato e si arriva a un vincitore.

La cosa simpatica è che da quando lo hanno scoperto le ragazze di 12 anni non si riesce più a tenere un alto livello e vi assicuro che i “black tie only” non vengono mai rispettati. Ma questa è tutta un’altra storia…

Sul gioco online viene impostato come tema “Italian Brainrot” e la gente si sbizzarrisce a ricrearli.

Ma aldilà del gioco, tornando a parlare di moda e Brainrot, quale brand assoceremmo a ognuno di questi personaggi particolari?

Ballerina Cappuccina

Lei è sicuramente una Miu Miu girl. Ballerina logata, rigorosamente rosa cipria. Sulla borsa c’è una tale varietà: Wander matelassé in versione mini o arcadie? Se poi partissimo dal tulle sicuramente potremmo anche recuperare qualche pezzo d’archivio Dior by Maria Grazia Chiuri. Quello che è certo sono le tonalità: rosa, rosa e rosa!

photo via Fashiola

Tun Tung Sahur

Su questo abbiamo davvero carta bianca, ma i colori mi fanno pensare a un full look Etro. Camicia Paisley Floreale con tanto di pantalone abbinato. Insomma, semplice fuori, ma esoso dentro. La mazza che si porta con sé? Un nuovo accessorio della collezione Cruise.

photo via Stileo

Bobrito Bandito

Il castoro malvivente è sicuramente un amante di Hugo Boss, ma non Hugo Boss post David Beckham. Bobrito Bandito sa il fatto suo e si rifà il guardaroba con le collezione Boss degli anni ’80: doppiopetto gessato, cappotto lungo e dalle spalle larghe. Il cappello? Rigorosamente Borsalino! Sul mitra non me ne intendo…

Photo via Fashionhistory

Lirili Larila

Beh, questo non può far altro se non affidarsi a Birkenstock. Chi se non lui? Come chiunque indossi il modello Arizona, anche Lirili Larila predilige i pantaloni in lino e le camicie aperte per un look super fresco da sfoggiare sul lungomare o per le vie del corso, in caso fosse di stanza in città. Per quanto mi riguarda i capi arrivano da Zara Man o da qualche vecchio armadio del papà nel periodo d’oro degli anni ’90. Massimo massimo “thriftati” nel negozio vintage chic.

Cappuccino Assasino

Ogni Miu Miu girl ha bisogno del suo Carhartt boy. Ultimamente tende verso altri marchi come Arc’teryx, ma il primo amore non si scorda mai e si tiene stretto la sua detroit jacket. Ogni tanto fa la corte a qualche vetrina North Face, ma ricade sempre sulle vecchie e buone abitudini firmate WIP OG.

Brr Brr Patim

Per la sua connessione con la natura, veste esclusivamente capi che siano al 100% sostenibili. Ogni tanto trova qualche capo simbolo da NaturaSì, ma nulla può battere le t-shirt made with canapa. Il marchio non gli interessa, l’importante è che sia davvero naturale e con materiali ecologici. Che siano colorati o con stampe particolari, l’importante è che si mantenga saldo il contatto con il naturale.

Photo via Etsy

La Vaca Saturno

Questo particolarissimo personaggio non può non associarsi a Vivienne Westwood e le sue silhouette stravaganti. Tale Saturno, tale sottogonna. In caso di difficoltà capita che riesca a tirare fuori dall’armadio anche qualche capo Desigual.

Trallalerà Tralalà

Con il suo evidente amore per le sneakers, aldilà di Nike, adora Balenciaga nel suo miglior periodo streetwear. Il focus va sulle scarpe, il resto può solo che accompagnare. Partito dalle Speed, ora non porta altro se non il modello Bouncer: grande e resistente, il carro armato delle sneakers. Ora che è cambiata la gestione del marchio, non sa dove sbattere la testa; o meglio, i piedi.

Trippy Troppy

Lui non si prende troppo sul serio. Indossa qualsiasi cosa gli rimanga comoda, al marchio non bada particolarmente. Se dovessi associarlo a un look sarebbe sicuramente parte della collezione abbigliamento di qualche supermercato. La linea Lidl, per intenderci. Nello specifico una delle prime, non quelle di adesso che sembrano anche ben fatte. Lui ha comprato la prima cosa che gli è capitata sottomano e gli va bene così.

Bombardino Crocodilo

Questo Brain rot è sicuramente un tipo Diesel. Da quando a capo del brand c’è Glenn Martens non salta nemmeno una collezione. Tutti i denim sono suoi, strappati o poco lavorati che siano, adora qualsiasi cosa sia jeans. Lo stile è casual, ma ricercato. Come Brain rot è quello più normie che ci sia, in quanto a look almeno.

D’altronde come lo stile anche i Brainrot sono Made in Italy, per cui è difficile immaginarseli senza un gusto estetico preciso, curato ad hoc.

Giuro di non aver chiesto a nessun AI di darmi una mano, sia perchè ho paura di che cosa potrebbe venirne fuori, sia perchè avevo paura ci azzeccasse meglio di me. A voi però vi aspetto per scoprire quale sarebbe il brand più adatto per ogni Brainrot. Vediamo se riuscite a fare meglio di me!

Anche perchè meglio di Sara e Carlotta della 4^E su Dress To Impress non è possibile: le piccolette ora si comprano anche i voti! Impossibile vincere…è una gara ad armi impari: io con lo stile, loro con un esercito di sostenitori che non saprebbero riconoscere un cocktail dress da un abito da casa.