La nonna del web ci insegna che il dialogo tra generazioni è prezioso, necessario, e fondato su scambi reciproci. Intervista a Licia Fertz.
Generazioni bruciate! È questo quello che dicono di noi. Le generazioni precedenti ci guardano crescere in un mondo che non riconoscono più e spesso ci accusano come persi, pigri o troppo fragili. Ma davvero siamo come ci etichettano?
La verità è che la GenZ sta influenzando profondamente chi ci ha preceduto, nel linguaggio, negli atteggiamenti e nel rapporto con la tecnologia.
A sottolinearlo con forza è Licia Fertz, influencer e modella di 94 anni. Ex infermiera, segnata dall’esilio dall’Istria e dalla dolorosa perdita della figlia Marina, ha saputo reinventarsi trovando linfa vitale nel mondo dei social media. A 88 anni, grazie al supporto del nipote Emanuele Usai, apre il profilo IG “Buongiorno Nonna”, che oggi conta più di 300.000 follower.
Licia Fertz: “Mi rendo conto, io sono una vecchiarda”, mi dice sorridendo. “Cerco di fare quello che posso. Mi diverto, sto in questo mondo e prendo tutto il buono possibile.”
Il buono, Licia, riesce a trovarlo anche nella GenZ, una generazione che molti vedono come perduta.

La Gen Z raccontata da Licia Fertz
Che cosa ti piace della nostra generazione?
Licia Fertz: “Mi piace quando prendete un’idea e la portate a termine. Non mi piace quando al primo ostacolo lasciate perdere. Noi si tirava dritti finché non si sfondava. Ma voi avete idee brillanti: vanno solo portate fino in fondo.”
Quindi non siamo una generazione da buttare?
Licia Fertz: “Ma che da buttare! Avete solo bisogno di essere ascoltati, approvati, perché con le vostre idee potete aiutare tanto, anche persone come me. Però ricordatevi che niente è regalato. I sudori, eh… io il pane non me lo sono trovato in bocca, sai?”
E mentre l’ascolto, penso che, chi ci guarda con disapprovazione, è perché forse non ci ha capito.
Il rapporto con la tecnologia, il modo di comunicare, il bisogno costante di confronto, non sono debolezze, sono solo NUOVE strategie di sopravvivenza.
Stiamo imparando a vivere in un contesto completamente nuovo, dove tutto cambia rapidamente: il lavoro, le relazioni, la comunicazione, persino il concetto di identità. Usare i social media per raccontarci, cercare confronto online, pretendere di essere ascoltati non sono sintomi di fragilità, superficialità o scuse per giustificarci, ma risposte a una realtà complessa.
Il mondo corre troppo veloce, chi ci ha preceduto pretende dai più giovani tutto troppo in fretta eppure non basta mai. “Studia, datti da fare, ce la farai” e ci ritroviamo ad inseguire un lavoro che sembra sempre rimandato, sempre sfuggente. E nonostante anni di formazione, di sacrifici, di curriculum interminabili ma vuoti allo stesso tempo, ci sentiamo invisibili.
“Io mica andavo a piangere dallo psicologo! Mi rimboccavo le maniche!” quante volte ce lo siamo sentiti dire… Ogni generazione ha e ha avuto i suoi problemi, e ognuno risponde in modo diverso. I paragoni non potranno mai essere equi.


Il nostro modo di affrontare il lavoro e la vita non si piega ai modelli tradizionali. La GenZ, cresciuta nell’epoca digitale, è diventata più consapevole dei propri diritti, attenta al benessere mentale e profondamente impegnata su temi come la sostenibilità e la giustizia sociale. Cerchiamo un equilibrio più sano tra vita privata e professionale, che include flessibilità e supporto costante. La nostra “fragilità” è spesso solo il desiderio di non sacrificare la salute e l’identità in nome di modelli superati.
Questi valori, vengono spesso fraintesi dalle aziende tradizionali come segni di scarsa dedizione o debolezza. Intelligent.com (piattaforma statunitense specializzata in consulenza per l’istruzione e la carriera) dichiara che su 966 responsabili delle assunzioni, un datore su sei è riluttante ad assumere neolaureati della Generazione Z e il 60% delle aziende coinvolte nel sondaggio, ha licenziato almeno uno di loro nell’ultimo anno.
Se gli adulti ci danno troppe attenzioni diventiamo sempre meno autonomi?
Licia Fertz: “Devono essere capaci di darvi le attenzioni giuste, indirizzarvi nel modo giusto per portare a termine i vostri progetti, né di più né di meno. Bisogna sudare, lottare, affrontare la vita. Il talento e l’impegno corrono paralleli.”
La bellezza del dialogo tra generazioni: I consigli di nonna licia
Conosciuta online come la nonna del web, Licia non passa di certo inosservata. Abiti dai colori accesi, collane stravaganti, una vitalità contagiosa e una presenza quotidiana sui social.
Lontana dallo stereotipo della nonna tranquilla e riservata, ama lo street food, e segue i trend virali. Il dialogo tra generazioni è prezioso, necessario, e soprattutto non unilaterale: con l’affetto e la saggezza di una nonna affettuosa, offre ogni giorno consigli sinceri.
Quello che deve fare un genitore e un nonno è insegnare i valori più importanti. Se immagini i tuoi seguaci come tutti tuoi nipoti, che valore vuoi trasmettere?
Licia Fertz: “Siate sempre semplici, non giudicate mai, date il possibile. La vita è dura, ma affrontatela e avrete tante, tante soddisfazioni.”
Sui social, ha conquistato migliaia di cuori, il suo segreto? Non indossare maschere, Licia è autentica, sempre.
Come influencer suoi social hai tante responsabilità, bisogna fingere di essere sempre felici per trasmettere positività agli altri?
Licia Fertz: “Devi essere te stessa. Se c’è qualcosa che non va, lo fai capire, perché la sincerità è la più bella cosa. Io ho tanti che mi scrivono, parlo con loro, mi fanno tanta compagnia, io gli voglio tanto, tanto bene.”


Generazioni a confronto: il coraggio di mettersi in discussione
Non è necessario schierarsi, smentire le accuse, dimostrarsi forti, utili o addirittura migliori di chi ci ha preceduto.
Vince chi ha il coraggio di mettersi in discussione. Licia ci insegna a camminare tra due mondi, li avvicina e li fa dialogare.
Invece di parlare di “generazioni bruciate”, dovremmo parlare di generazioni che stanno bruciando i vecchi schemi. Licia ci ricorda che si può rinascere a qualsiasi età, e che il confronto può essere fonte di energia.
E noi, fragili e forti allo stesso tempo, giovani e già stanchi, pieni di paure ma affamati di novità, magari diversi da chi ci ha preceduto, ma con lo stesso desiderio di metterci in gioco.

Interviewer: Chiara De Bonis
Model/Interviewee: Licia Fertz
Photos: Martina Maieron
Special thanks : Emanuele Elo Usai


