La nuova generazione di creativi: i finalisti di Cnmi Fashion Trust

da | NEW DESIGNERS

Tutto quello che c’è da sapere sui 10 finalisti di Cnmi Fashion Trust. Il concorso della Camera Moda che disegna il futuro del made in Italy

Quando si parla di Made in Italy si pensa sempre ai grandi nomi che hanno creato da zero questo settore. Gli stilisti milanesi degli anni ’70/’80 che sono stati in grado di costruire un’industria fatta di magia e sogno che si chiama moda italiana. Eppure anche quei grandi nomi patinati che oggi leggiamo sulle pagine dei giornali e sulle insegne di costosissime boutique un tempo sono state delle scommesse. Piccole realtà spinte ad iniziare dalla voglia di scrivere una nuova versione della storia.

È con la stessa voglia di novità che oggi nascono, giorno dopo giorno, designer emergenti pronti a lotterà per trovare il loro posto nell’industria. Designer che vanno supportati in un mondo che sta diventando sempre più complicato. Per questo motivo la Camera nazionale della moda italiana lancia il Fashion Trust: un concorso dedicato ai nuovi creativi del made in Italy. Al vincitore un premio in denaro e una serie di aiuti che lo accompagneranno nel suo ingresso nel mondo della moda.

Tutto quello che c’è da sapere sui 10 finalisti del Fashion Trust

Fashion Trust

Laureato in ingegneria Civile al politecnico di Milano Giuseppe Buccinà fonda il suo brand nel 2016. La sua moda è il perfetto mix tra tecnica e libertà espressiva. “Il mio approccio parte proprio dalla progettazione del capo da un punto di vista tecnico, parliamo di costruzione a tutti gli effetti” dice in un’intervista a laconceria.it. Qualcuno lo chiama l’ingegnere della moda. La sua filosofia è legata alla sostenibilità, per lui la moda è un veicolo culturale e sociale.

Fashion Trust

Artigianto, made in italy e upcycling sono le parole chiave di Cavia, un brand nato per sperimentare e andare oltre gli schemi. Il cuore del progetto è il crochet. La designer vuole dare ai consumatori una moda attenta al pianeta, ma unica nel suo genere. Una forma di sperimentazione continua fatta di colori, fantasia e pezzi unici. Gli stock d’invenduto e i tessuti vintage nelle mani di Martina boero diventano cool e contemporanei.

Fashion Trust

Un nome, una garanzia: Federico Cina. Uno dei nomi più discussi per quanto riguarda il futuro del made in Italy. Con le sue collezioni è capace di trasformare i ricordi in abiti dal piglio contemporaneo e mai scontato. La sua tortellino bag, omaggio alla Romagna, ha già fatto il giro del web. Il suo stile è fatto di tagli classici arricchiti da lavorazioni puntuali e una particolare attenzione all’uso di materiali naturali. Una moda che non grida, mia sussurra dolcemente.

Fashion Trust

Responsabilità sociale e ambientale sono i focus point di Lessico Familiare che si traducono in un’estetica fatta di teatrale nostalgia. Ogni capo, realizzato con tessuti di scarto, è un viaggio unico in un mondo fantastico dove passato e presente si incontrano per immaginare il futuro. Nato in tempo di lockdown il brand è in grado di creare mondi meravigliosi attraverso una precisa rielaborazione di materiali già esistenti.

Il Ghana e Bologna si incontrano nella moda futuristica firmata Victor Hart, brand del talentoso designer Victor R. B. Abbey-Hart. Abiti scultorei, forme geometriche e sentimenti futuristici sono il frutto del lavoro sulla sartoriali e sulla tradizione fatto dal designer. La fusione tra le due culture che lo animano è lo stimolo per la creazione di una moda senza schemi che guarda al domani senza dimenticare il passato.

Institution di Galib Gassanoff è più di un brand di moda. È un’organizzazione socio-artistica che fonda le sue radici nella voglia di raccontare un nuovo corso della moda. Il designer Georgiano, co fondatore di Art N1, si è appena lanciato in questa nuova avventura. Il suo primo show milanese ha riscosso molto successo. Di lui affascinano l’amore per la sua terra e la capacità di rendere glamour un Paese spesso dimenticato dalla moda come il suo.


Se c’è un brand capace di rendere ancora cool gli abiti da sera questo è Saman Loira. Il duo creativo lavora su abiti che fondono l’alta moda con il quotidiano ispirandosi alla natura. Creazioni materiche, opere d’arte da indossare capaci di togliere la polvere dal concetto, ormai anacronistico, di abito da sera. Una moda d’atelier che sa di nuovo e ci riconnette con la natura senza perdere un’allure glamour e sorprendente.

Quello di Francesco Murano è uno di quei nomi che già si stanno facendo strada nel jet set. I suoi sinuosi drappeggi hanno già fatto breccia nel cuore di molte socialite. Il corpo è lo strumento di lavoro del designer, ogni abito è un dialogo fra tessuto forme. La sua monda è filosofica, ma estremamente concreta. Con i suoi abiti veste le donne in moderni pepli che raccontano voglia di libertà, leggerezza e semplicità.

L’incontro tra lo streetwear e la sartorialità è il core di Domenico Orefice. Designer dell’omonimo brand che tratta lo streetwear come fosse alta moda. Il suo è il sogno di un ragazzo semplice che ha voglia di sperimentare con il prodotto. Tagli, forme, colori e non colori: tutte le creazioni di Domenico sono pensate al minimo dettaglio. Nulla è lasciato al caso nel raffinato o streetwear di Domenico Orefice.


Non un semplice brand, ma una storia d’amore. Dagli uffici di Vivienne Westwood alle giungle messicane approdando in Italia. Moja Rowa è il frutta di una sincera storia d’amore che smepra lontana dai nostri giorni. Il brand, figlio di un mondo digitale, rivaluta la manualità, l’istinto. Lontani da tabulati, trend e dati i designer di Moda Row lavorano seguendo il loro cuore, lo stesso che Lio ha portati a buttarsi in questa meravigliosa avventura.

Come si dice? In ogni caso sarà un successo! Buona fortuna a tutti da ADLmag