Ecco perché tutti vogliono un Kaws 

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Ripercorriamo la carriera di Brian Donnelly, in arte Kaws. Dai manifesti pubblicitari di Manhattan al riconoscimento globale come brand.

Brian Donnelly, nasce inizialmente come writer, sui muri di New York. In giro per la città rilasciava graffiti con solo la sua firma: “Kaws”. Senza un reale significato apparente, la parola Kaws suonava bene e si mostrava ben disegnata. Questa sua attenzione all’estetica sarebbe il filo conduttore della sua carriera, dall’accostamento delle lettere giuste al suono del nome, Brian Donnelly è riuscito a creare un vero e proprio marchio, famoso in tutto il mondo con le sue opere, tra cui CHUM, la reinterpretazione dell’omino Michelin, Companion, il personaggio che ricorda Michey Mouse, con pantaloncini e guanti che. E i Kimpsons, una parodia dei Simpsons. Tutto con il suo marchio distintivo rappresentato da due X al posto degli occhi.

La storia 

Negli anni ’90 Donnelly si trasferisce a New York per frequentare la prestigiosa scuola di formazione artistica, School of Visual Arts. Parallelamente, inizia subito a distinguersi per il suo approccio innovativo, il così detto subvertising, ovvero subvert + advertising cioè l’arte che sovverte i cartelloni pubblicitari. 

Donnelly trasformava i poster pubblicitari per le strade in vere e proprie tele, personalizzandoli con con i suoi iconici personaggi dagli occhi a forma di “X”. Questo, catturava l’attenzione di tutti, riconoscendo in lui un talento unico nel mondo dell’arte urbana. Così, Brian Donnelly si affermava sempre di più come eccellenza nella scena streetart newyorkese. 

La svolta 

La vera svolta avviene durante un viaggio in Giappone quando si innamora profondamente degli Art Toys. Questi oggetti, che combinano arte e cultura pop, lo colpiscono per la loro unicità e per la straordinaria capacità dell’arte di sorprendere in ogni sua forma. Gli Art Toys sono veri e propri pezzi di design che gli artisti creano sperimentando colori, materiali e tecniche. Possiamo definirli come esemplari da collezione, poiché spesso disponibili solo in edizioni limitate. 

Brian, ispirato da questa scoperta crea il suo personaggio più famoso “Companion” una fusione del personaggio di topolino, con pantaloni corti, guanti e scarpe oversize, con un volto a forma di teschio e i caratteristici occhi a X, divenuti il tratto distintivo dell’artista. Questa sua caratteristica unica gli ha permesso di reinterpretare altre figure famose, rendendolo unico e riconoscibile in tutto il mondo. 

Attraverso mondi diversi, come streetart, design, moda, sculture, arredamento, e anche orologi Brian Donnelly si è fatto strada nel mondo distinguendosi per la capacità di unire linguaggio e arte.Le sue collaborazioni con alcuni dei brand più influenti hanno ulteriormente consolidato la sua reputazione, portando la sua arte a un pubblico sempre più ampio.

Credits: Sfilata Dior Homme primavera estate 2019 Paris Fashion Week Bertrand Rindoff Petroff; Yuz Museum; Artsy.net