La techno di Berlino: patrimonio dell’Unesco?

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Sembra strano ma è la realtà: pochi giorni fa la musica techno di Berlino è diventata patrimonio dell’umanità. Ma capiamo meglio il perché.

Partita da Detroit, la techno ha fatto il giro del mondo, ma in nessun altro posto questo suono futurista è caduto su un terreno tanto fertile quanto in Germania. Colonna sonora della Wende sulle piste da ballo di Berlino Est e Ovest, la scena ha poi vissuto una serie di classici alti e bassi, prima di sperimentare una nuova primavera alla fine degli anni 2000. Fino ad arrivare ad oggi quando l’Unesco ha dichiarato il genere musicale “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. 

Questo suono, frutto di un’interazione globale, in pochissimo tempo si è fatto strada nel grande mondo, e Il riconoscimento della scena techno come patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO è un’importante testimonianza dell’alto valore culturale della musica, dei club underground, delle street parade e dei rave, che insieme hanno definito l’identità musicale di Berlino dopo la caduta del muro.

Cosa rappresenta la techno per la città di Berlino?

In una Berlino libera dal Muro i giovani dell’est e dell’ovest si riunirono nuovamente grazie al potere della musica elettronica. Fu il simbolo della rinascita per un’intera generazione che forse, faticava a vedere la luce in fondo al tunnel. La speranza di un cambiamento, il bisogno di riscatto e la scoperta del profumo di libertà furono i valori che resero la città la culla della musica techno. Giovani da tutta Europa giungevano a Berlino e inconsciamente furono parte del cambiamento che trasformò la capitale tedesca negli anni a venire.

La musica techno divenne una costante capace di pervadere il contesto urbano e sociale, in un modo così unico che non trova paragoni altrove. Ha inoltre contribuito a definire l’identità che oggi conosciamo: la reputazione di città permissiva, alternativa, dove tutto è un po’ più permissivo ha attirato e attira tuttora gli individui che ricercano una maggiore libertà di espressione.

La musica nata dalle macerie

Genere musicale nato dall’unione di suoni elettronici e ritmi incalzanti, la musica techno è diventata nel corso degli anni un emblema di libertà in grado di trascinare una rivoluzione culturale e sociale, riflettendo la storia unica di Berlino e la sua trasformazione dopo la caduta del muro. È proprio a partire dalla riunificazione della città tedesca che il flusso incontenibile di energie creative è diventato la colonna sonora di una nuova era di tolleranza e diversità. Ora questo importante riconoscimento può costituire “un punto di svolta per i produttori techno, gli artisti, i gestori dei club e gli organizzatori di eventi di Berlino”, come conferma Lutz Leichsenring, rappresentante dell’organizzazione da anni impegnata nella tutela della scena musicale berlinese.

La legittimazione del patrimonio culturale immateriale garantisce dunque a Berlino la piena protezione da parte dell’Unesco e il supporto delle istituzioni della capitale. Il genere techno, la storia, la cultura e i luoghi simbolici hanno ottenuto il riconoscimento necessario a garantire la loro preservazione in un futuro pieno di incognite. 

I club di Berlino non sono solo luoghi di divertimento, ma spazi liberi di inclusione. La scena techno ha contribuito poi a trasformare spazi urbani industrializzati e spesso abbandonati in comunità sicure e aperte. Simboleggiando la rinascita della capitale tedesca come metropoli globale, la scena techno di Berlino si propone ora ufficialmente come modello universale di coesistenza pacifica e di valorizzazione delle diversità. Questo riconoscimento è quindi un’importante testimonianza dell’alto valore della musica che in questo caso è stata strumento di rinascita per una città che era stata distrutta. La techno di Berlino quindi non è solo musica come si potrebbe pensare, ma è unione e condivisione.

Foto: Sky Arte