Giovani in full look Nike, possibilmente tuta acetata e tracolla firmata, chi sono i nuovi personaggi che stanno invadendo i social e le strade delle grandi città.
La fauna che attualmente possiamo osservare per le strade di ogni città è varia, ma c’è una particolare categoria di persone di cui ultimamente si sente parlare: i maranza.
Il termine “maranza” nasce a Milano negli anni ’80.
È sinonimo di “tamarro” e ad oggi indica gruppi di ragazzi che si muovono di solito tutti assieme, generalmente con l’intento di dar fastidio a turisti e coetanei, commettendo furti e creando disagi vari. Lo stereotipo del maranza è abbastanza semplice da descrivere: gira sempre in tuta acetata o tech, una t-shirt di calcio e smanicato. Accessori: cappellino, collane esose, Nike modello TN e un borsello o una tracolla spesso parallela Gucci o Louis Vuitton.

il fenomeno è stato ampliato da diversi cantanti rap che rappresentano l’emblema di questo stereotipo, sia attraverso le loro canzoni che il loro stile. Il maranza comunque non è un prodotto totalmente made in italy, anzi. La nascita di questo stereotipo la possiamo sicuramente associare alla figura dei London Scammers, l’equivalente British dei nostri maranzini, per la Francia invece abbiamo i Rocailles. insomma, a ognuno il suo.


Lo stile comunque, è una ripresa dallo streetwear in versione meno arzigogolata e con davvero pochi brand, quasi sempre abbastanza accessibili, ma non è così importante che siano veri, anzi a volte si predilige il modello fake perchè più estroso ed evidente.
Un altro elemento distintivo di questo gruppo è la maglia ufficiale delle squadre di calcio. Per l’Italia la più amata è quella del Milan, oltre confine vanno molto quelle del PSG e del Manchester United, team rappresentativi della Francia e dell’Inghilterra. Sono infatti questi tre i punti nevralgici di questa wave di zarri 2.0.

Tutti sono accomunati dalla musica drill, espressione sonora con testi di questa wave estetica, dai testi molto contemporanei. Descrivono vite difficili nei quartieri tra criminalità e droga.
Ciò che il maranza vuole fare è farsi sentire che sia con disagi nelle città che tramite i look street-urban dai loghi sfarzosi.
Ultimamente vediamo però tanti brand di lusso negli outfit dei rapper icona di questa estetica. Inoltre, brand come Trapstar e Hoodrich, marchi cardine nello stile Maranza, stanno creando modelli e capi dalle linee e dalle grafiche più pulite e non eccessivamente eccentriche.
Che si sia arrivando a un maranza più chic e sofisticato? Chissà che l’influenza del minimal chic non abbia colpito anche loro.
Sicuramente l’elemento dell’abbigliamento sportivo è caratterizzante, tanto da essere molto vicini al gorpcore in termini di materiali e scelta nei capi da indossare. Spopolano le termiche aderenti della Kipsta e della Nike. Forti anche i passamontagna.


C’è anche un elemento beauty a caratterizzare i maranza: la permanente.
Piccoli riccioli sopra a diversi tipologie di taglie, prima fra tutte il doppio taglio che è diventato cosi simbolo dei maranza da rientrare nei dress code. Per molto tempo infatti, le discoteche non permettevano alle persone con doppio taglio di entrare in discoteca, esplicitandolo sulle locandine.


L’estetica maranza da subcultura si è fatta sempre più spazio anche nel mondo dello spettacolo: un esempio è Central Cee. Il cantante drill, londinese ma di fama internazionale, si è presentato ai British Fashion Awards indossando una giacca Quechua e dei joggers Nike. Il tutto tenuto, letteralmente, assieme da una beltbag Dior. Insomma, per controbilanciare.


Rappresentativi di una vita difficile, di un’esclusione sociale che ne è diventata però il punto di forza, sono stati associati a diversi episodi di microcriminalità legata a baby-gang. A volte l’atteggiamento violento diventa parte del personaggio associando questa figura a un’accezione prettamente negativa, cosa che non sembra disturbare troppo gli stessi. A volte però alcuni si espongono sui social per sottolineare come questo stereotipo si stia prendendo troppi spazi.
Da chi li definisce i nuovi paninari milanesi a chi li associa solo alle baby-gang, i maranza sono una delle tante subculture attuali. E come si diceva? Il mondo è bello perchè è vario, no? Anche se non amerei particolarmente il ritorno della permanente…


