Apre la settimana dell’alta moda francese la collezione di maison Schiaparelli firmata Daniel Roseberry, l’evento più atteso di tutta la settimana che, anche quest anno non perde occasione di stupire.

Sogno, surrealtà, scoperta…avvolti da un vortice di mistero sfilano, a Parigi, gli alieni di Schiaparelli frutto della genialità di Daniel Roseberry. La couture del brand omaggia, ancora una volta, la storia della fondatrice. In particolare la sua passione per l’astrologia influenzata dallo zio Giovanni Schiaparelli. Se oggi andiamo su Marte e immaginiamo un mondo extraterrestre popolato da figure aliene è tutto merito suo che, nel 1893, pubblicò i primi studi sul “pianeta rosso”. Non per nulla il titolo della collezione è “Schiapparalien”. Così le modelle della couture diventano l’incarnazione di figure aliene al limite tra umano e tecnologico. Veri e propri marziani (termine coniato dallo stesso Giovanni Schiaparelli) che fondono l’essere umano con l’essere tecnologico, dei cyborg di straordinaria eleganza che calcano la passerella di Ville Lumiere.

Il corpo, da sempre oggetto di studio di Elsa Schiaparelli, viene reinterpretato attraverso il filtro della tecnologia. Così, al fianco di un riadattamento dell’abito “Scheletro”, realizzato dalla stessa Elsa nel 1938, Daniel Roseberry propone una nuova idea di corpo. Un corpo che si piega alle influenze del mondo tecnologico. Cavi, microchip ed altro orpelli tecnologici sono i nuovi pizzi e merletti che adornano gli abiti costruendo una nuova immagine di donna. Tra gli “accessori” più shocking sfila, tra le mani di Maggie Maurer, un bambino fatto di quei dettagli tech di cui sono adornati gli abiti. Simbolo di un futuro non troppo lontano in cui uomo e robot si fonderanno sempre di più quasi a diventare indistinguibili.

La fascinazione per l’extraterrestre diventa oggi un tutt’uno con un domani non più ipotetico, ma più che mai reale. Il continuo avanzare della tecnologia rende quel mondo surreale immaginato da Elsa agli inizi del 900 sempre più tangibile. Così come gli studi di Giovanni Schiaparelli si sono concretizzati sempre più nel tempo, sembra diventare sempre più plausibile l’idea di un futuro in cui quel bambino fatto di pannelli tecnologici sia all’ordine del giorno.


Foto: Schiaparelli


