La linea maschile di Comme Des Garcons sfila sulle passerelle parigine. Il brand nipponico racconta la storia di un uomo minimal e, allo stesso tempo, eclettico figlio di tempi passati e con sguardi ben diretti al futuro.

Nel ‘700 l’aristocrazia francese portava le parrucche incipriate come discriminante sociale. Simbolo di regalità ed importanza le parrucche sono state uno degli ultimi vezzi riservati alla moda maschile destinata, poi, a diventare più pratica ed essenziale. Tornano alla ribalta oggi, dopo più di un secolo, sulla passerella di Comme Des Garcones dove ogni modello è armato di una parrucca bianca che rimanda, per concetto e non per forma, a quella Parigi della corte di Versailles. In una declinazione decisamente più contemporanea l’accessorio, ormai desueto, diventa il focus point dell’intero show. Di tutte le fogge e lunghezze le parrucche incorniciano il capo dei modelli che sfilano vestendo una moda estremamente minimale e monocromatica.

Al confine tra lo stile homeless e un aristocratico del ‘700 la passerella di Comme Des Garcons è alimentata dai contrasti. Convivono, nello stesso show, capi sgualciti, che paiono essere troppo stretti, e leziosi dettagli tipici della moda del ‘700. Pantaloni dal taglio toreador impreziositi da volant che ricordano, per certi versi, le coulotte del XVIII secolo parigino vengono accostati a serissimi capispalla dal taglio singolare, realizzati nei tessuti emblematici della più classica moda maschile. Nessuno spazio al colore, la sfilata è dominata dalla monocromia più assoluta. Le uscite sembrano essere una coreografia diretta ad arte che alterna colori chiari e scuri con un ritmo scandito dai pochi accenni di tonalità di grigio e blu.

Ma cosa ci vuole dire Comme Des Garcons?
Non si può rispondere a questa domanda con certezza. La moda è un’arte e, in quanto tale, è frutto delle interpretazioni. La fusione di due mondi agli antipodi proposta dal designer, quello urban (con influenze clochard) e quello dell’Ancien Régime, registra la fine, almeno apparente, della rigida divisione in classi sociali. Il mondo post-moderno, che fa della fluidità il suo caposaldo abbandona le rigide suddivisioni in classi in favore di un approccio più libero e meno costrittivo. La gabbia della segmentazione sociale lascia spazio alla fusione di più mondi che vengono in contatto arricchendosi a vicenda.

La sfilata attraversa, per giunta, il punto più saliente del percorso della moda maschile. Che tra il ‘700 e il 1800 abbandona vezzi e leziosità (che diventano appannaggio femminile) in favore di una moda pratica e seria che resiste ancora oggi. Così, con la grande rinuncia, la moda maschile abbandona anche i sogni. Una magia che qualcuno, sulle passerelle della moda uomo, vorrebbe far tornare, ma il percorso è ancora lungo.

Foto: Fashion Network


