La moda surreale del designer Walter Van Beirendonck sfila alla settimana della moda parigina. Nella città più chic d’Europa lo stilista belga riscrive i codici dell’abbigliamento maschile attraverso abiti personificati in spaventosi mostri.

Ma chi se li mette? Ma cos’è questa carnevalata? La vera moda non esiste più! Queste solo alcune delle esclamazioni che qualcuno potrebbe fare vedendo la sfilata di Walter Van Beirendonck alla Paris Fashion Week. Il designer belga non si limita ad una collezione commerciale e vendibile (come buona parte di quelle che si vedono in queste settimane), ma utilizza la moda nella sua declinazione artistica per descrivere mondi al limite del reale.

Fin dagli inizi del suo lavoro alla Royal Accademy of Fine Arts di Anversa Walter Van Beirendonck indaga sulle connessioni tra moda e. Le sue collezioni sono scultoree e disturbanti. All’interno della sua creatività viaggiano suggestioni che includono l’architettura, le arti visive e tutto ciò che lo circonda. Gli abiti non devono limitarsi ad essere indossati, gli abiti di Beirendonck raccontano storie e fungono da immaginario per realtà surreali. Lo stilista promuove uno stile massimalista fatto di colori, forme assurde e continui mix&match di stili e fantasie.

Tentacoli, altrigli e maschere rendono i modelli, e gli stessi indumenti presentati in passerella, mostri che sfilano e incutono timore. La moda di Walter Van Beirendonck non è di certo quella che rassicura. Lo stilista vuole smuovere qualcosa nello spettatore, lasciarlo con un interrogativo aperto o una riflessione. La sfilata di Beirendonck non propone solo abiti e tendenze, lo show esula dai compiti generalmente riconosciuti del fashion system tentando di andare oltre. Non sfilano abiti, ma idee e, sebbene qualcuno potrebbe asserire che lo stilista abbia semplicemente assecondato la necessità di stupire a tutti i costi (anche a discapito del buon gusto), la verità è un’altra.

I mostri in passerella rappresentano il presente. Le sfide personali e globali del mondo contemporaneo. Sono i mostri del nostro io interiore e quelli del mondo che ci circonda che il designer esorcizza facendoli camminare con fierezza sulla passerella. Forse la collezione non avrà incassi stratosferici e non asseconderà le logiche di mercato, ma, almeno, non lascia lo spettatore indifferente.

foto: tagwalk


