FEDERICO CINA: si possono dipingere i colori del nulla?

da | NEW DESIGNERS

Con naturale poesia sfila “il nulla” di Federico Cina. La promessa del made in Italy indaga sul nichilismo e sul senso del cambiamento. Uno show che parla di crescita come punto focale della vita ponendo attenzione sul momento di incertezza che precede una svolta.

Cos’è la vita se non un continuo cambiamento? Federico Cina, con la sua FW 24/25, indaga su questa parola intesa come evoluzione, crescita. Ad incuriosire il designer, però, non è tanto tale metamorfosi, piuttosto il momento appena precedente. L’attimo di buio che preannuncia un nuovo giro di boa. Quando tutto sembra perduto e le certezze crollano. Cina indaga il nulla, inteso esattamente come tale e pone una domanda: “si possono dipingere i colori del nulla?” La risposta allo spettatore. Come è possibile rappresentare il nichilismo? Quando niente è più certo allora entra in gioco il dubbio e quindi la nebbia simbolo di un futuro ignoto che porta con se dubbi e perplessità, ma presente. Un viaggio nell’ignoto è quanto ci propone Federico Cina, il designer emiliano che pone speranza nel domani. Perché se il presente non ci soddisfa non si può fare altro se non riporre fiducia nel futuro, seppur nebbioso. 

È questa la metafora della vita che calca l’arbitra passerella milanese. Ogni giorno è ignoto e porta con se nuove sfide, nuove domande e magari nessuna risposta. Si tratta del senso stesso dell’ evolvere, del crescere. I modelli sfilano e portano con se il viaggio del designer che dai concorsi per gli stilisti emergenti è arrivato ad essere un appuntamento imperdibile delle sfilate milanesi. Il suo stile minimal, ma mai scontato, ancora una volta, con rinnovata eleganza e poesia veste un uomo dolce e romantico. Avvolti da caldi cappotti e sofisticati completi gli uomini, e le donne, di Cina sono la nebbia che precede il cambiamento. Grigi intensi e toni della terra sono “i colori del nulla” (titolo della collezione) cercati da Federico. Quel nulla che significa tutto e che si traduce in una passerella che conferma la lungimiranza del designer.

In un mondo sempre più globalizzato e generalista Cina è una mosca bianca che, anche questa volta, non dimentica di omaggiare la propria terra. Nasce, infatti, dal dolce ricordo delle sue origine la “tortellino bag”. Simbolo di quanto, lo stesso Federico, ci aveva detto durante la nostra intervista spiegandoci come fosse riuscito a rendere cool le proprie radici:

“Abbiamo tentato di creare un’immagine che raccontasse in modo romantico e raffinato una realtà estremamente ricca. Abbiamo lavorato per sottrazione, con un meticoloso lavoro di direzione artistica abbiamo eliminato ed ancora eliminato per riuscire a realizzare un immaginario sognante”

Non c’é augurio migliore che possiamo fare a Federico se non quello di crescere sempre di più per raccontare la bellezza del made in italy, proprio come narra la sua sfilata. 

foto: cameramoda.it