Apre la settimana della moda uomo milanese il Gucci di Sabato de Sarno con la prima collezione menswear. Un déjà vu della moda donna e, ANCORA una volta, il passo dei modelli è scandito dalla stupenda voce della tigre di Cremona.
Si accendono le luci e sembra di essere tornati al 22 settembre 2023. Stessa musica, stesse vibes e, quasi, stessi look di quel tanto atteso debutto di Gucci a settembre. Il brand fiorentino, sotto la nuova guida di De Sarno, si fa portavoce di una moda meno concettuale e più reale. Al centro di tutto torna il prodotto e l’idea lascia spazio all’egemonia dei dettagli, vero plus della collezione.

Fin dalla prima uscita si percepisce un simbiotico legame tra la collezione femminile e quella maschile. La Genesi dell’uomo Gucci è proprio come quella narrata nella Bibbia. Come dalla costola della donna nasce l’uomo così la collezione menswear è il perfetto prolungamento del ready to wear femminile. Un’altra volta dominano lo show silhouette minimal arricchite da pochi dettagli puntuali e ripetuti. Sulla passerella convivono tessuti scivolati, che compongono lunghissimi cappotti e morbide camicie, e materiali rigidi come pelle e vinile utilizzati per la realizzazione di pantaloni e accessori. Sono i toni neutri a dipingere la collezione. Su nero, beige e bianco spiccano il bordeaux, già colore icona del nuovo Gucci, il verde bosco e qualche accenno di senape e azzurro.

Il destino dell’intera collezione gira tutto attorno a dettagli ed accessori. Borse e scarpe vengono, proprio come nella moda donna, riprese dall’archivio Gucci. Ai piedi dei modelli si vedono, per lo più, i mocassini che hanno fatto la fortuna della maison fiorentina. Tra le mani una reinterpretazione in chiave maxi della Jackie. A differenziare la collezione dalla moda donna è la scelta dei metalli. Se alla donna spetta l’oro, all’uomo è riservato l’argento. Grandi collane e dettagli brillanti decorano il look pulito dell’uomo Gucci che calca la passerella tentando di riscrivere, seppur sottovoce, i canoni della moda maschile rubando dal guardaroba femminile. Tra i dettagli più interessanti guanti in pelle abbinati a borse nello stesso colore.

Un vero e proprio deja vu confermato dalla colonna sonora. Durante lo show “Loveher” di Romy e all’uscita finale l’ormai iconico riarrangiamento di Ancora di Mina. Mai canzone più indicata per una collezione che, fin dall’inizio, non fa esclamare altro se non “ancora” (che sia o meno in senso positivo). In un certo senso il mondo Gucci si avvicina all’idea di genderless proponendo per l’uomo è la donna due collezione pressoché interscambiabili.

Tutto si può dire meno che Sabato non sia coerente con la propria estetica, ma qual è il limite tra coerenza e ripetizione? Lascia perplessi la scelta di ripetersi già alla seconda sfilata, d’altronde però uno stile per affermarsi ha bisogno di essere visto.
foto: Vogue.it


