Chi viene a vivere e studiare a Milano lo fa per due motivi: considera la città un trampolino di lancio per la laurea e la carriera. Ed è attratto da cultura, moda, design e la vita social nei quartieri della movida. Ma alla fine i sogni milanesi si realizzano davvero?
Da qualche anno a questa parte molti sono i giovani ragazzi, che concluso il liceo, lasciano le loro case in paesini sperduti per trasferirsi nella grande metropoli italiana. Un po’ come se fosse Hollywood, i giovani arrivano a Milano pieni di sogni e speranza per il loro futuro, credendo di aver trovato l’oro.
Milano ha avuto la sua prima università solo nella seconda metà dell’800. Oggi è uno dei maggiori poli universitari d’Europa e il primo in Italia. Sono circa 225.000 gli studenti iscritti alle università milanesi facoltà residenti in Milano. Cifra cresciuta del 10 per cento in 15 anni tra il 2003 e il 2018, in crescita di un altro 10% nei soli 4 anni dal 2018 al 2022. Una netta maggioranza di questi studenti è femminile, fatto che è consolidato da circa 10 anni a questa parte. E quasi 24.000 vengono da Paesi esteri.

Ma cosa avrà di così speciale Milano?
Sicuramente per chi viene da fuori Milano a primo occhio può sembrare la città perfetta dove di certo non mancano gli stimoli. Difatti sono molti i fattori a favore e conferma di questa tesi. Viene descritta come la città più europea e aperta d’Italia, nonché culla della moda e del design.
Questo anche grazie alle fashion week e alla design week, che per (almeno) 5 volte l’anno trasformano la città nell’epicentro italiano della creatività e regala eventi bellissimi che arricchiscono la città e chi ci vive. Inoltre per viverla non c’è bisogno della macchina. Metro, tram, bus e bike sharing funzionano e sono capillari. Anche se c’è ancora bisogno di incrementare i servizi di notte e il numero di piste ciclabili. E inoltre ha un’offerta culturale ampia e variegata, e ci sono molti luoghi d’incontro bellissimi come la Fondazione Prada (+ bar, ristorante e cinema annesso) e Il Cinemino. Basta informarsi e avere voglia di fare.
Su Milano fondamentalmente si dicono tante cose. Milano è grigia, Milano è veloce, Milano è europea. Alcuni la definiscono la New York italiana, altri la reputano provinciale e falsa, una città ipocrita costruita su false promesse. Ma qual è realmente la verità? Sono tutte affermazioni vere quanto false, di base dipende dall’esperienza di una persona.
In generale, la città dà e la città toglie, ci sono più opportunità di lavoro e di divertimento, leva tempo, tende a costare di più, è più inquinata e meno tranquilla di altri centri abitati. Non a caso a Milano non esistono più milanesi, questo perché molti lasciano la città per rifugiarsi in provincia. Dove la vita è più economica e serena e dove, forse, si può aspirare a raggiungere equilibri di vita e lavoro migliori.

Senza dubbio la cosa certa è che Milano non sia una città conveniente, soprattutto per giovani ragazzi fuorisede. A meno che tu intenda proprio fare una particolare università milanese infatti, non conviene affatto per uno studente trasferirsi a Milano: costi folli, e città in cui il divertimento gira attorno ai trentenni con buono stipendio.
La domanda quindi è: perché un ragazzo preferisce lasciare la propria cameretta per trasferirsi in una città poco sicura, soprattutto per le ragazze, molto costosa e a giorni anche stressante? Forse perché è l’unica città italiana in grado di realizzare i sogni di un giovane speranzoso. O forse perché Milano è un fulcro di stimoli che consente alla GenZ, sempre in cerca di nuove cose da fare, di sperimentarsi al meglio. Oppure semplicemente perché Milano e Milano, e un ragazzo giovane pensa che per trovare lavoro bisogni trasferirsi per forza nel cuore dell’innovazione italiana. Molte volte anche a malincuore.
Insomma Milano caput mundi! la realtà però è che se si vuole crescere, fare nuove esperienze, riuscire a cavasela da soli, e imparare a vivere, la città meneghina è la scelta migliore. Ma il gioco varrà davvero la candela?
Foto: milanobelladadio


