Per essere dei Campioni non bastano medaglie d’oro, bisogna vincere nella vita. Champions attraverso la sua nuova campagna globale decide di premiare chi davvero fa la differenza: i veri Campioni.
Dal 1919, Champion porta avanti la sua missione di fornire a ogni Campione lo spazio di vivere il proprio scopo, sottolineando come i campioni non siano definiti da ciò che creano, ma da ciò che fanno con esso.
Il brand vuole ispirare gli altri a diventare campioni di un domani migliore e lo fa fornendo una piattaforma per raccontare le loro storie, sostenere i loro valori e le loro comunità. Come? Con la nuova campagna globale “Champions What Moves You”.
Champions ha fatto un appello a Creators da tutto il mondo, Creators di qualsiasi tipo: calzolai, rapper, artisti di strada e tanti altri. Sono stati poi selezionati sei personaggi legati a varie discipline e provenienti da diversi paesi. Le storie di questi Champions vengono raccontate poi attraverso gli occhi creativi di registi locali.
Champions quindi si fa promotrice della diversità sia in ambito geografico che in ambito di attività. Il marchio definisce questi personaggi come “Creators with Purpose“: persone per cui non esiste una linea netta a separare la passione e l’impatto di ciò che crea. Persone che amano quello che fanno e che ci credono fortemente. Infatti tutti i creators della campagna di Champions sono individui che hanno sfruttato al massimo i loro talenti creativi per raggiungere un obbiettivo più grande, più importante e utile alla loro comunità e a tutti noi.
Tutti comunicano con il mondo attraverso le loro capacità cercando di diventare “Champions” all’interno della propria comunità per un domani migliore. Essere Champion vuol dire inseguire la propria passione, creare e incentivare ciò che ci fa andare avanti: “Champions what moves you”.
Questa campagna diventa emblema dei valori del brand: creatività, collaborazione e il coraggio di agire e fare del bene senza paura.
Ora vi presentiamo i Big six, tutti e sei non sono solo dei Campioni in quello che fanno, ma lo sono anche nella vita portando avanti cause importanti che vanno ben oltre la vittoria. Eccoli qua:
Kevin “SignKid” Walker: musicista e produttore nato nel Regno Unito. Kevin è sordo e canta utilizzando la lingua dei segni. Wow! SignKid punta a colmare il divario tra il mondo di chi sente e quello dei non udenti attraverso la sua musica. Per farlo Kevin ha tradotto la lingua dei segni e lo slang britannico in un nuovo linguaggio visivo non solo per chi ha problemi di udito, ma anche per chiunque voglia imparare la lingua dei segni.

Joshua Marin: calzolaio degli Stati Uniti. Proprietario e fondatore del negozio “Fix your Kicks” a Chicago. Con il suo amore per la cultura street e il suo mestiere, fonde la tradizione e la cultura moderna per riportare le tecniche calzaturiere in auge. Joshua inoltre dimostra sostenibilità spiegando come reinventare le scarpe da ginnastica.
Soulhan: rapper di origini cinesi, fa sua la missione di mantenere viva la lingua e la cultura cantonese, ormai in disuso e lo fa con la sua musica.

Ryota Daimon: pittore e pattinatore giapponese, Ryota usa la sua arte per comunicare la complessità della vita. Dopo la morte di un caro amico e un periodo di depressione, promuove la salute mentale esprimendo se stesso in diversi modi. La sua arte è uno strumento di guarigione, crescita, comprensione e felicità. In tutto questo, è anche un abile skateboarder!
Los Diablillas: squadra di softball femminile proveniente dall’America Latina. L’età è compresa tra i 14 e i 40 anni. Loro sono sarte, cuoche e contadine, ma assieme sono una fortissima squadra che rompe le barriere e sfida le norme sciali. Lo sport nella loro cultura è da sempre denigrato e queste “piccole diavolesse” portano avanti un percorso di emancipazione femminile proprio attraverso lo sport.

Aretha Brown: artista di strada e attivista australiana. Aretha è una forza potente che con la sua voce e la sua arte da’ voce agli emarginati. L’ha fatto nel 2017 chiedendo che la storia degli indigeni australiani venisse inserita nel di programma scolastico, in occasione della protesta per l’Invasion Day. Ha poi fondato un collettivo per promuovere giovani donne e artisti non binari, nel 2019.
Vabbè raga, gente che non ha nulla a che vedere con quell’amico rapper che tutti abbiamo avuto. Chapeau a tutti quanti!
La campagna non finisce qua: Champions infatti assegna a diversi Creators un prodotto “bianco” e fino a 50.000 dollari di finanziamento per i più meritevoli i cui progetti saranno emblema di innovazione, impatto sulla comunità e creatività. È possibile candidarsi dal 20 settembre andando direttamente sul sito di Champions. E’ necessario però, avere 18 anni, essere residenti negli States e essere atleti, artisti o musicisti.
Vi ho già visti carichi e pronti a candidarvi, per questo ci tenevo a specificare. Quindi qualcuno dica per favore all’amico rapper emergente che non vale se vive in provincia di Milano.
Che ne pensate?
Io adoro questa voglia di ribalta, di riappropriazione degli spazi, di sostegno tra comunità. E’ importante sostenerci, con le nostre capacità e difficoltà..vabbè ora sto diventando troppo sdolcinata. Facciamo così: frase ad effetto e chiudo!
Grazie Champions per farci sentire dei Campioni in tutto quello che facciamo!


