Le borse e i loro racconti secondo Eugenio Gallavotti

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Eugenio Gallavotti, docente e grande esperto, ha pubblicato il volume I racconti delle borse – Lessico illustrato dalla Birkin allo Zaino. Un libro pensato per studenti di moda, addetti ai lavori e per tutti coloro che desiderano immergersi nel mondo delle borse per scoprirne storie, origini, design.

Lo confesso: sono una collezionista. E lo sono soprattutto in ambito moda e per quanto riguarda gli accessori. E tra gli accessori ho una malattia, ehm, diciamo una predilezione (suona meglio) per le borse.

Se chiudo gli occhi, posso ancora vedere la mia prima borsa. Era in un tessuto trapuntato verde muschio a piccoli fiorellini. C’è una foto in cui una me piccolissima stringe tra le mani quella borsettina. Era Carnevale e, quel giorno, conteneva coriandoli colorati.

Sono passati molti anni da allora e nelle borse non tengo più i coriandoli (chissà poi perché, servirebbero proprio per colorare questo nostro folle mondo). Ma l’amore per le borse continua, anzi, cresce.

Ho spesso analizzato questa mia passione e mi sono data varie risposte.

La prima è che le amo perché gli accessori, che nascono per accompagnare l’abito e per essere complementari svolgendo una funzione decorativa, in realtà rifiutano spesso il loro ruolo marginale e secondario per reclamare quello da veri protagonisti.

La seconda risposta riguarda la natura stessa della borsa. Una natura che mi appassiona.

L’origine della borsa è collegata alla nascita della moneta e, in un tipo di società in cui era l’uomo a svolgere attività legate al commercio e all’uso del denaro, la borsa era soprattutto un accessorio maschile.

La sua storia, però, si è poi evoluta, a volte anche con risvolti più vivaci e frivoli rispetto a quelli meramente economici, rendendo così la borsa un accessorio costantemente in bilico tra utilità e vezzo, tra funzione contenitiva ed esteriorità.

Sicuramente è uno degli accessori a maggior tasso di utilità. A lei è affidato il delicato compito di contenere il nostro piccolo mondo privato, un insieme di oggetti, indispensabili e non, che rappresentano ciò che vogliamo ci accompagni nel nostro viaggio quotidiano tra lavoro e impegni di ogni tipo. Rappresenta un contenitore di cui solo il proprietario conosce il contenuto. Eppure, allo stesso tempo, è un involucro che ama farsi notare giocando con forme, colori, materiali, stili.

Ed è proprio questa sua doppia valenza a renderla – secondo me – un oggetto tanto interessante. Secondo me ma, soprattutto, secondo un grande esperto, ovvero Eugenio Gallavotti.

Eugenio Gallavotti è l’autore del libro I racconti delle borse che ha un sottotitolo molto eloquente: lessico illustrato dalla Birkin allo Zaino.

Eugenio Gallavotti libro I racconti delle borse

Il testo raccoglie tantissime tipologie di borsa in un susseguirsi di stili e dettagli. E classifica i materiali, le parti, i tagli così come insegnano i migliori artigiani del mondo, ovvero gli italiani.

A loro, al fatto a mano Made in Italy, è dedicata la seconda parte del volume: un’incursione nel backstage dei nostri laboratori da nord a sud, luoghi in cui creativi e manager rispondono anche alle tante domande legate al costume e all’attualità. Sarà davvero l’intelligenza artificiale a disegnare sacche e pochette di oggi e di domani? Ha ancora senso parlare di borsa da donna? Esiste una borsa che, oggi, possa definirsi chic senza essere anche sostenibile?

Il libro è dunque pensato non solo per studenti di moda e addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che desiderano immergersi nel mondo delle borse – anche attraverso visualizzazioni Qr Code – per scoprirne le storie, le origini, i design.

Eugenio Gallavotti ci racconta le borse una per una.

Si sofferma su modelli da sogno come la Birkin, la celeberrima borsa realizzata dagli artigiani di Hermès e ispirata dall’attrice e cantante Jane Birkin, scomparsa, ahimè, il 16 luglio 2023.

Gallavotti ci ricorda come la borsa sia nata nel 1984, durante un volo Parigi-Londra. Seduti per caso uno accanto all’altra, ci sono Jean-Louis Dumas, allora presidente di Hermès, e la star francese che si lamenta. «Possibile che non esista la mia borsa ideale, capiente, che soddisfi tutte le mie esigenze di madre?»: detto e fatto, Dumas comincia a disegnare uno degli accessori più famosi di tutti i tempi. La disegna capiente, di forma rettangolare, morbida e spaziosa, con un profilo levigato e cuciture a punto sellaio. Con, in più, uno spazio dedicato ai biberon…

Vi regalo l’incipit del volume.

«O la borsa o la vita? Ma no, la borsa è la vita. L’abbiamo mai pensato? La borsa è l’unico oggetto capace di comprendere tutte le nostre tre vite: pubblica, privata e segreta. La vita pubblica, quando scegliamo – e mostriamo – una clutch o una shopper anche per raccontare chi siamo… La vita privata, quando in una bucket infiliamo il telefono, il portafogli, le chiavi… Vita segreta, quando nella tasca interna di un bauletto chiusa da una zip – o da un lucchetto – nascondiamo qualcosa che nessuno dovrà mai scoprire. Ecco perché la borsa è così importante, così identitaria.»

Insomma, Gallavotti e io la pensiamo alla stessa maniera, lo ribadisco. E questo mi inorgoglisce, visto chi è lui.

Autorevole docente universitario in ambito comunicazione, giornalismo, media e pubblicità, Eugenio Gallavotti ha pubblicato vari libri. E sta lavorando da tempo a una trilogia sugli accessori moda. Ha già pubblicato I racconti delle scarpe. Lessico illustrato dall’Anfibio alla Zeppa (2021). Ha appena pubblicato questo libro sulle borse. Sta già lavorando al prossimo volume dedicato ai gioielli.

Eugenio Gallavotti ritratto

Ritorno al libro appena pubblicato perché, a pagina 10, l’autore sottolinea un altro fatto fondamentale.

Secondo un recente rapporto di Confindustria, su dati Istat, oggi gli accessori sono diventati quota di maggioranza nelle esportazioni italiane del comparto moda. Il tessile-abbigliamento si ferma al 48 per cento, il resto è appannaggio di borse, scarpe, gioielli. Alla faccia della definizione di accessori.

Le ragioni del sorpasso? Sono molte.

Tra queste, Gallavotti ci ricorda che l’accessorio è un settore nel quale i designer liberano una spiccata fantasia in particolari unici e innovativi che rendono una borsa di moda ancor più seducente: chiusure speciali, manici insoliti, decorazioni geniali, eccentricità e forme sorprendenti.

Come vale, per esempio, nel caso della borsetta a forma di piccione firmata JW Anderson. Da oggetto di scena nella serie tv And Just Like That per Carrie Bradshaw, da pura acrobazia, è diventata un meme che prende vita. Ed è diventata meno accessorio e più protagonista.

Cosa posso aggiungere? Ah, sì, non ho detto che il viaggio in cui ci conduce Gallavotti dura 180 pagine, che la casa editrice è la Franco Angeli è che il volume è disponibile in versione cartacea e anche in eBook. E pare che, attualmente, sia già in ristampa.

Photo credits Eugenio Gallavotti & Edizioni Franco Angeli