Addio Sarah Burton, addio Alexander McQueen

da | STYLE

Un doloroso addio giunge alla Paris Fashion Week. Lacrime sul front row dell’ultima sfilata di Sarah Burton per Alexander McQueen. Dopo aver scritto la storia del brand il suo gran finale non poteva che essere sbalorditivo.

Dopo tredici anni di onorato servizio si può dichiarare, con fermezza, che buona parte del successo della griffe britannica sia da attribuire alla Burton. Lei che ha sempre lavorato al fianco del tormentato McQueen lo celebra con affetto durante la sua dipartita. “La sfilata è dedicata alla memoria di Lee Alexander McQueen, il cui desiderio è stato sempre quello di dare potere alle donne, e alla passione, al talento e alla lealtà del mio team“. Queste le parole di Sarah Burton che descrive, nella commozione generale, il suo ultimo fashion show in casa McQueen.

La passerella racconta l’essenza della donna McQueen. Forti e determinate le modelle sfilano andando incontro ad un mondo insidioso. Il corpo femminile viene celebrato dalla Burton in quanto forte e audace. Grandi spalle e scultoree costruzioni diventano l’armatura della donna McQueen by Burton. Una donna sensuale, raffinata e grintosa: fiera di essere definita come tale.

Tagli strutturati, lavorazioni a petalo e corsetti, l’ABC di casa McQueen, per l’ultima volta si destreggiano nelle mani di Sarah Burton. I materiali sono modellati con maestria sul corpo delle modella. Dai tessuti scivolati alla pelle con una grande attenzione all’arte del ricamo. Sono i tessuti a farla da padrone in questa collezione che sfila all’ombra delle installazioni di fiber art di Magdalena Abakanowicz.

Sarah non racconta nulla di nuovo con la sua SS24. Lo scopo della collezione pare essere quello di lasciare un manuale, un dizionario per capire il magico mondo McQueen che lei ha diretto per tredici anni dopo la triste scomparsa dell’amico. Sarah chiede ai posteri di maneggiare con cura l’eredità di un marchio estremamente delicato ed insidioso da guidare.

Diceva David Bowie in “Heroes”, canzone scelta per il finale dello show:

“per un solo giorno possiamo essere eroi, per sempre”

David Bowie

Ecco cosa significa dirigere un brand come Alexander McQueen. Essere eroi per un giorno, per sempre come lo è stata Sarah che questo marchio l’ha dipinto ad immagine e somiglianza di chi l’aveva fondato. McQueen non è una firma come un’altra, è un fragile gioco di equilibri che naviga a vista pur conoscendo la rotta. Ancora non si sa chi prenderà il timone di questa nave, certo è che non sarà facile sostituire una designer come Sarah Burton che tra la commozione del fashion system saluta con semplicità quella che per anni è stata casa sua.

foto:Vogue.com