Andrea Adamo: mille corpi

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Sfila alla Milano Fashion Week “Seconda Pelle”, la SS24 di Andrea Adamo. Una celebrazione del corpo e delle sue mille forme permeate da abiti che lo mettono in mostra con sofisticata sensualità.

Accompagnate da “Vorrei averti nonostante tutto” di Mina (che Dio solo sa quanto guadagnerà di SIAE con questa fashion week) le donne di Andrea Adamo sfilano sicure grintose e, soprattutto, sexy. Le trasparenze calcano una passerella che si pone la mission di celebrare il corpo nelle sue declinazioni. Seconda pelle è il titolo di una collezione che intende l’abito nella sua visione più intima. Il vestito è quanto di più vicino al nostro corpo e quanto di più simile ad un prolungamento della propria anima.

Vestirsi e non coprirsi ecco cosa tenta di fare Andrea Adamo con la sua SS24. Un trionfo di trasparenze, cut out e pelle che accompagnano il corpo delle donne avvolgendolo senza ingabbiarlo. Tutti i corpi vengono rappresentati sulla passerella del designer che li enfatizza con aderenze e giochi di proporzioni che ne mettono in luce la bellezza e, soprattutto, la sensualità. Una femminilità urlata con sofisticata eleganza quella di Andrea Adamo. Lo stilista disegna una donna che del suo essere tale è fiera. La SS24 di Andrea Adamo celebra il corpo femminile in un’apoteosi di bellezza e sfrontatezza disarmante.

Indagando quello che è il senso stesso del vestire Adamo si inserisce in interessanti parentesi psicologiche. Laddove l’abito non risponde solo all’esigenza stessa del coprirsi, ma risulta una continuazione dell’anima di chi lo indossa. Diceva Flaccus, già ad inizio ‘900, che quando portiamo un corpo estraneo in contatto con la superficie del nostro corpo la consapevolezza della nostra esistenza personale si prolunga nell’estremità e nella superficie di questo corpo estraneo, e di conseguenza nascono delle sensazioni di estensione del proprio io. Ecco allora che la SS24 di Andrea Adamo è la sintesi del conflitto tra es, io e super-io che si risolve nell’abito. La collezione è un conflitto interiore tra i sentimenti dell’Eros e Thanos di derivazione freudiana.

Scacco matto per chi pensa che una collezione non abbia nulla dietro l’immagine patinata degli abiti che qualche stylist sceglierà per le copertine di qualche rivista altrettanto patinata. Quello del vestire è un atto con cui tutti, nessuno escluso, dobbiamo scontrarci e quindi, come dice Vanessa Friedman, deve significare qualcosa.