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	<title>Valentino Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>Valentino Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Valentino Eyewear 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l&#8217;accessorio smette di completare il look e inizia a comandarlo Valentino Eyewear presenta per la Primavera/Estate 2026 una nuova idea di occhiale: non più semplice dettaglio funzionale, ma oggetto di stile, presenza e personalità. La Maison trasforma l’eyewear in un territorio espressivo dove la memoria dell’Haute Couture incontra il linguaggio del quotidiano. Le nuove [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando l&#8217;accessorio smette di completare il look e inizia a comandarlo </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/maisonvalentino/">Valentino</a> Eyewear presenta per la Primavera/Estate 2026 una nuova idea di occhiale: non più semplice dettaglio funzionale, ma oggetto di stile, presenza e personalità. La Maison trasforma l’eyewear in un territorio espressivo dove la memoria dell’Haute Couture incontra il linguaggio del quotidiano. Le nuove silhouette ovali, rese più preziose da dettagli metallici, raccontano un’eleganza che non cerca il consenso, ma costruisce carattere. È un’estetica precisa, colta, contemporanea: una dichiarazione silenziosa, ma impossibile da ignorare. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="63504" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentino-Eyewear-724x1024.jpg" alt="Valentino Eyewear" class="wp-image-63504"/></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;occhiale come gesto identitario</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella visione Valentino, l’eyewear non è un accessorio secondario. È un gesto. Un segno che incornicia il volto e modifica immediatamente la percezione di chi lo indossa. La collezione Primavera/Estate 2026 parte proprio da questa idea: l’occhiale come strumento di espressione personale, capace di raccontare eleganza, sicurezza e individualità senza bisogno di eccessi rumorosi. La silhouette diventa linguaggio, la lente diventa filtro emotivo, il dettaglio diventa firma. Valentino porta l’eyewear fuori dalla dimensione puramente pratica e lo trasforma in un codice estetico riconoscibile, dove ogni elemento comunica una precisa intenzione di stile.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://www.adlmag.it/2026/06/12/fendi-roma-couture-maria-grazia-chiuri/">Couture</a>, ma senza teca di cristallo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il riferimento all’Haute Couture non viene trattato come nostalgia, ma come materia viva. Valentino riprende i propri codici storici e li traduce in forme contemporanee, evitando l’effetto archivio polveroso. La couture qui non è qualcosa da osservare a distanza, ma un’energia che entra nel quotidiano e lo rende più teatrale, più controllato, più intenso. È proprio in questo incontro tra costruzione sartoriale e accessorio urbano che nasce la tensione più interessante della collezione. L’occhiale diventa piccolo oggetto architettonico: sta sul volto, ma parla di struttura, cultura e identità. Non serve un abito da sera per portare con sé l’idea di couture. A volte bastano due lenti, una montatura precisa e una forma che sa dove vuole andare.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le silhouette ovali e il ritorno della forma decisa</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cuore visivo della proposta è nelle silhouette ovali audaci. Una scelta che sembra morbida, ma non è mai debole. L’ovale addolcisce il volto, però allo stesso tempo lo rende più magnetico, quasi cinematografico. È una forma che porta con sé un’eleganza intellettuale, meno prevedibile del classico squadrato e più sofisticata della montatura invisibile. Valentino la impreziosisce con dettagli metallici, creando un equilibrio tra pulizia e decorazione. Il metallo non invade, non urla, non trasforma l’occhiale in un gioiello da vetrina. Piuttosto, accende la struttura con precisione. È quel tipo di dettaglio che si nota dopo qualche secondo, e proprio per questo resta più a lungo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il contrasto come nuova grammatica Valentino</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collezione vive di contrasti: couture e quotidianità, struttura e ornamento, storia e reinvenzione. È in questa frizione che Valentino costruisce il suo nuovo spazio espressivo. Non c’è una rottura violenta con il passato, ma una riscrittura calibrata. La Maison prende ciò che le appartiene, eleganza, cultura, costruzione, preziosità, e lo sposta in un oggetto quotidiano come l’occhiale. Il risultato è una grammatica visiva che non separa il lusso dalla vita reale, ma lo inserisce dentro gesti semplici: uscire, guardare, scegliere come mostrarsi. L’eyewear diventa così una piccola armatura estetica, un modo per abitare lo spazio con più consapevolezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un nuovo volto per l&#8217;eleganza contemporanea</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Valentino Eyewear SS26 parla a chi non considera più l’accessorio come un’aggiunta finale, ma come il punto di partenza di un’immagine. Le nuove silhouette impreziosite raccontano un’eleganza meno decorativa e più identitaria, dove la bellezza nasce dall’equilibrio tra disciplina e audacia. È una collezione che non cerca di sedurre con l’eccesso, ma con la precisione. Ogni forma sembra pensata per dare al volto una presenza più definita, quasi editoriale. Valentino firma così un’idea di eyewear colta e contemporanea, in cui l’occhiale non accompagna semplicemente lo sguardo: lo costruisce.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Fonte: Kering</em></strong></p>
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		<title>Pedro Pascal icona fluid gender: stile, film e attivismo LGBTQ+</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/05/05/pedro-pascal-icona-fluid-gender-stile-film-e-attivismo-lgbtq/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Ardore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pedro Pascal si afferma come icona fluid gender grazie a una presenza che ridefinisce i codici estetici contemporanei. Tra red carpet, cinema e impegno sociale, incarna una mascolinità libera, attenta ai diritti LGBTQ+ e transgender. Chi è Pedro Pascal Pedro Pascal nasce a Santiago del Cile nel 1975 e cresce tra America Latina e Stati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Pedro Pascal si afferma come icona fluid gender grazie a una presenza che ridefinisce i codici estetici contemporanei. Tra red carpet, cinema e impegno sociale, incarna una mascolinità libera, attenta ai diritti LGBTQ+ e transgender.<br></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Chi è Pedro Pascal</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Pedro Pascal </strong>nasce a <strong>Santiago del Cile nel 1975 </strong>e cresce tra America Latina e Stati Uniti, dopo che la sua famiglia lascia il paese durante la dittatura. Il suo vero nome è José Pedro Balmaceda Pascal e la sua formazione artistica si sviluppa tra New York e Los Angeles.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Attore carismatico, ironico e profondamente empatico, oggi è molto più di un interprete: rappresenta un segno dei tempi. Riconosciuto per il suo sostegno ai <strong>diritti LGBTQ+, incarna una personalità fluida, in linea con una società sempre più attenta ai diritti umani.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante sia un volto della “vecchia Hollywood”, a oltre 50 anni mantiene un’immagine fresca, anticonformista e vicina alle nuove generazioni.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;On Set: ascesa cinematografica</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il successo di Pedro Pascal non è stato immediato: per anni ha lavorato in ruoli minori in serie TV, fino alla svolta con <strong><em>Game of Thrones</em></strong>, dove interpreta Oberyn Martell. <br>Da quel momento, la sua carriera prende il volo con titoli come <strong><em>Narcos</em>, <em>The Mandalorian</em>, <em>The Last of Us</em>e Gladiator 2</strong> che lo consacrano star globale. Tra i suoi progetti più recenti figurano: <strong><em>The Unbearable Weight of Massive</em></strong><em><strong>Talent</strong></em><strong>e e <em>Strange Way of Life</em></strong>. <br>Questa varietà dimostra una versatilità capace di spaziare tra azione, dramma e cinema d’autore.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61498" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-03T234235.592-724x1024.jpg" alt="Pedro Pascal" class="wp-image-61498" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-03T234235.592-724x1024.jpg 724w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-03T234235.592-480x679.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 724px, 100vw" /></figure>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><br></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Pascal Fluid-gender</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="685" height="1024" data-id="61503" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/2024-Gladiator-Premiere-Nov-13-London-Pedro-Pascal-pedropascal-685x1024.jpg" alt="Pedro Pascal Gladiator Premiere" class="wp-image-61503" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/2024-Gladiator-Premiere-Nov-13-London-Pedro-Pascal-pedropascal-685x1024.jpg 685w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/2024-Gladiator-Premiere-Nov-13-London-Pedro-Pascal-pedropascal-480x718.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 685px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="61504" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/pedro-pascal-cannes-2025-683x1024.jpg" alt="Pedro Pascal Cannes" class="wp-image-61504" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/pedro-pascal-cannes-2025-683x1024.jpg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/pedro-pascal-cannes-2025-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong>Negli ultimi anni<strong>, Pedro Pascal</strong> è diventato un simbolo di <strong>stile fluid gender</strong>, incarnando una visione moderna dell’identità. I suoi look sui red carpet rompono gli schemi tradizionali: camicie trasparenti e silhouette morbide. Dettagli che sfidano la distinzione rigida tra maschile e femminile. <br>Questo approccio riflette una società in evoluzione. L’abbigliamento diventa espressione dell’individuo, non del genere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Attivismo sociale: diritti LGBTQ+</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="978" data-id="61521" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-3.jpg" alt="Pedro Pascal with sister Lux Pascal" class="wp-image-61521" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-3.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-3-480x638.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="901" data-id="61520" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-and-his-sister-Lux-Pascal-at-the-premiere-of-the-movie-Gladiator-II.jpg" alt="Pedro Pascal with sister Lux Pascal" class="wp-image-61520" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-and-his-sister-Lux-Pascal-at-the-premiere-of-the-movie-Gladiator-II.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-and-his-sister-Lux-Pascal-at-the-premiere-of-the-movie-Gladiator-II-480x588.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>L’impegno di Pascal per i diritti LGBTQ+ è concreto e personale.</strong> Il punto di svolta è profondamente familiare, legato al coming out come donna trans della <strong>sorella Lux Pasca</strong>l nel 2021. Da allora il suo attivismo sociale è diventato pubblico e costante: porta orgogliosamente con sé Lux ad eventi e carpet. Usa la propria visibilità per sensibilizzare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra gli eventi chiave degli ultimi anni ricordiamo un post su Instagram nel febbraio 2024 in cui l’attore condivide su Instagram lo sticker <strong>“A world without trans people has never existed and never will”.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="897" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-03T234336.049.jpg" alt="" class="wp-image-61518" style="width:446px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-03T234336.049.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-03T234336.049-480x585.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> A marzo 2026 viene fotografato a Los Angeles durante una manifestazione con il cartello <strong>“NO KINGS, ONLY QUEENS”, slogan pro-fluidità di genere e contro il patriarcato.</strong>&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Il ‘Daddy di Internet’ conquista i brand</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="919" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-04T001720.745.jpg" alt="Pedro Pascal per Apple Headphones" class="wp-image-61524" style="width:456px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-04T001720.745.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/download-2026-05-04T001720.745-480x599.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;La sua immagine spesso definita <strong>‘Internet daddy’</strong> è fresca, accessibile ma sofisticata, capace di dialogare con le nuove generazioni.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il suo stile fluido e contemporaneo lo ha reso estremamente appetibile per i brand globali. Emblematico è il <strong>corto pubblicitario Apple “Someday” </strong>realizzato per le nuove Airpods 4, diventato virale con milioni di visualizzazioni. <br>Oltre ad Apple, l’attore è stato scelto da diversi brand per rappresentare una nuova idea di stile maschile. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="61527" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-4-683x1024.jpg" alt="pedro pascal" class="wp-image-61527" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-4-683x1024.jpg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-4-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="1002" data-id="61528" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-at-the-Met-Gala-1.jpg" alt="Pedro Pascal in Valentino al Met Gala 2023" class="wp-image-61528" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-at-the-Met-Gala-1.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-at-the-Met-Gala-1-480x653.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le collaborazioni rilevanti spiccano <strong>Valentino,</strong> che lo ha vestito in numerose occasioni ufficiali con look audaci e sofisticati, tra cui ricordiamo il Red Hot look al Met Gala 2023. Con <strong>Bottega Veneta</strong> Pascal ha condiviso un’estetica contemporanea e minimale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Pascal per Chanel Eyewear 2026</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="704" height="1024" data-id="61530" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-at-the-Chanel-Paris-Show-704x1024.jpg" alt="Pedro Pascal at Chanel Paris Fashion Week 26" class="wp-image-61530" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-at-the-Chanel-Paris-Show-704x1024.jpg 704w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-at-the-Chanel-Paris-Show-480x698.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 704px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="1024" data-id="61531" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/pedro-per-chanel-700x1024.jpg" alt="Pedro Pascal per Chanel Eyewear campaign 2026" class="wp-image-61531" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/pedro-per-chanel-700x1024.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/pedro-per-chanel-480x702.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;La collaborazione più significativa e recente è quella con <strong>Chanel,</strong> che lo ha scelto come volto per la nuova campagna <strong>Eyewear Spring Summer</strong> <strong>2026</strong>. Una decisione che segna un cambio di visione: Chanel, storicamente legata a un’immagine femminile classica, abbraccia una figura maschile fluida, simbolo di una <strong>nuova eleganza inclusiva</strong>. Matthieu Blazy, direttore creativo della Maison, lo ha definito come ‘un uomo straordinario e un attore incredibile’. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scelta di Pedro Pascal come nuovo volto Chanel va oltre una semplice operazione di casting. Segna un’evoluzione. <strong>Chanel con Blazy vuole dare un’identità presente ben precisa alla sua maison: moderna, contemporanea e aperta alle nuove generazioni.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong> Oltre il sex symbol: il volto dell’Era fluida</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="1017" data-id="61534" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/LOOK-AT-HIM-1.jpg" alt="Pedro Pascal per Vanity Fair 2025" class="wp-image-61534" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/LOOK-AT-HIM-1.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/LOOK-AT-HIM-1-480x664.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" data-id="61535" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-Vanity-Fair-2025.jpg" alt="Pedro Pascal per Vanity Fair 2025" class="wp-image-61535" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-Vanity-Fair-2025.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Pedro-Pascal-Vanity-Fair-2025-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Pedro Pascal rappresenta oggi una figura culturale chiave: un uomo che ridefinisce la mascolinità attraverso autenticità, libertà espressiva e impegno sociale.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il fatto che brand iconici lo scelgano dimostra quanto la moda, il cinema, la musica, stiano evolvendo verso una rappresentazione più ampia e inclusiva. Con il passare degli anni, l’attore si afferma come sex symbol contemporaneo, capace di conquistare anche le nuove generazioni, non solo per il suo fascino, ma per ciò che rappresenta.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong> Pascal è, dunque, espressione di come il linguaggio visivo moderno voglia rompere con gli schemi rigidi del passato. Non in modo provocatorio, ma superandoli con naturalezza, rendendo la fluidità qualcosa di estremamente accessibile e ordinario.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="982" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Tumblr.jpg" alt="Pedro Pascal" class="wp-image-61536" style="width:505px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Tumblr.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Tumblr-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Photocredit</strong>: Pinterest</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Leggi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.adlmag.it/?s=pedro+pascal">Pedro Pascal indossa &#8216; Protect the Dolls&#8217;</a></li>



<li><a href="https://www.adlmag.it/2025/12/06/chanel-e-aap-rocky/">Chanel e A$AP Rocky</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/05/05/pedro-pascal-icona-fluid-gender-stile-film-e-attivismo-lgbtq/">Pedro Pascal icona fluid gender: stile, film e attivismo LGBTQ+</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalma Callado</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/28/dal-brasile-a-valentino-il-fascino-eterno-di-dalma-callado/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Billi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Dalma Callado]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[top model]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Brasile a Valentino Ogni grande stilista ha avuto una musa, il volto umano della concezione di ogni designer, una figura capace di trasformare l’ispirazione in visione. Per Givenchy Audrey Hepburn incarnava l’eleganza pura e raffinata, e per Gianni Versace Naomi Campbell rappresentava la donna audace, sensuale e dominante, per Valentino, Dalma Callado personificava la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal Brasile a Valentino</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ogni grande stilista ha avuto una musa, il volto umano della concezione di ogni designer, una figura capace di trasformare l’ispirazione in visione. </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per Givenchy Audrey Hepburn incarnava l’eleganza pura e raffinata, e per Gianni Versace Naomi Campbell rappresentava la donna audace, sensuale e dominante, per Valentino, <strong>Dalma Callado</strong> personificava la raffinatezza e l’eleganza senza tempo, in perfetta armonia con l’estetica romantica e pura della maison.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="55325" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/givenchy-1-3.jpg" alt="" class="wp-image-55325" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/givenchy-1-3.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/givenchy-1-3-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="598" data-id="55326" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/versace-e-naomi-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-55326" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/versace-e-naomi-1-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/versace-e-naomi-1-1-480x574.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="55327" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/dalma-e-valentino-1.jpg" alt="" class="wp-image-55327" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/dalma-e-valentino-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/dalma-e-valentino-1-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chi era Dalma Callado?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Di lei si conoscono poche informazioni ufficiali, dato che ha sempre mantenuto una vita molto riservata. Di origini brasiliane, Dalma Callado è considerata una delle supermodelle più famose degli anni Ottanta e Novanta, e, una delle figure più richieste fino agli anni 2000. È stata il volto di brand come Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferré, Emanuel Ungaro e Christian Dior. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 2007, dopo la nascita del figlio Giorgio, scelse di interrompere le sfilate e terminare la carriera, quasi contemporaneamente all’addio di Valentino alla moda, celebrato a Roma nello stesso anno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="585" height="879" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/dalma-6.jpg" alt="" class="wp-image-55328" style="aspect-ratio:0.6655528657642606;width:268px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/dalma-6.jpg 585w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/dalma-6-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 585px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;incontro con Valentino</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Mentre si trovava a Roma per un servizio fotografico per Vogue, l’agenzia di Dalma le chiese di partecipare a un casting da Valentino. «Io, scioccata, ci andai struccata e controvoglia. Arrivata alla maison, tutti mi guardarono male per come mi ero presentata, ma poi entrò Valentino e mi fece provare un abito direttamente sulla pedana». </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dalma sfilò per lui a gennaio e subito dopo divenne protagonista della sua campagna. Tra loro si creò un legame di profonda amicizia e di scambio creativo: la modella, ad esempio, propose il tema della sfilata 1990/91 ispirata a Marlene Dietrich, dopo essere rimasta affascinata da una mostra sull’attrice.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="711" data-id="55331" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/c-e-v-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-55331" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/c-e-v-1-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/c-e-v-1-1-480x683.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="565" data-id="55332" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/vale-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-55332" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/vale-1-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/vale-1-1-480x542.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="346" data-id="55333" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/copertina-valentino-1.jpg" alt="" class="wp-image-55333" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/copertina-valentino-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/copertina-valentino-1-480x332.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ricordando Valentino, la commossa <strong>Dalma Callado</strong>, oggi 68enne, racconta: «Mi diceva che avevo i capelli più belli del mondo e che avevo il corpo più bello della passerella. Sì, ero la sua musa, ma lui e Giancarlo erano una coppia davvero votata alla bellezza in tutte le sue forme. Il loro amore è un esempio per tutti di eleganza e sobrietà».</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="580" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/v-e-g-1.jpg" alt="" class="wp-image-55334" style="width:268px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/v-e-g-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/v-e-g-1-480x557.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Crediti foto: Pinterest<br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Valentino e il prezzo di una visione sbagliata: dalla gloria al dubbio</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/07/06/valentino-e-il-prezzo-di-una-visione-sbagliata-dalla-gloria-al-dubbio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i corridoi della moda si parla di imminenti dimissioni del CEO di Valentino, e -arrivato poco più di un anno fa- del direttore creativo, Alessandro Michele. C’è un silenzio teso, più che imbarazzante, che si aggira nei saloni ovattati di Palazzo Mignanelli, quel tempio dorato dove un tempo si celebrava l’alta moda come liturgia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Tra i corridoi della moda si parla di imminenti dimissioni del CEO di Valentino, e  -arrivato poco più di un anno fa- del direttore creativo, Alessandro Michele.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C’è un silenzio teso, più che imbarazzante, che si aggira nei saloni ovattati di <strong>Palazzo Mignanelli</strong>, quel tempio dorato dove un tempo si celebrava l’alta moda come liturgia aristocratica. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ora invece si sussurra — a mezza bocca, perché i marmi ascoltano — che <strong>Valentino</strong>, il nome, il mito, l’istituzione, stia crollando. Un’inclinazione quasi impercettibile, certo, ma chi conosce l’arte del potere sa che i crolli iniziano così: con un sospiro non detto, uno sguardo abbassato, un CEO che “si prende una pausa per motivi di salute”.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="425" height="594" data-id="43102" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/f614ae06-a7f3-4aac-83c2-f1333690cdc4.jpg" alt="" class="wp-image-43102" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/f614ae06-a7f3-4aac-83c2-f1333690cdc4.jpg 425w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/f614ae06-a7f3-4aac-83c2-f1333690cdc4-215x300.jpg 215w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="901" data-id="43103" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ALESSANDRO-MICHELE-2-RIDIMENSIONATA-682x1024-1.jpg" alt="" class="wp-image-43103" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ALESSANDRO-MICHELE-2-RIDIMENSIONATA-682x1024-1.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ALESSANDRO-MICHELE-2-RIDIMENSIONATA-682x1024-1-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un CEO che lascia nel silenzio</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Jacopo Venturini</strong>, l’uomo che doveva condurre la maison tra le onde agitate del nuovo millennio, è sparito dalle cronache con la stessa discrezione con cui era entrato: un addio travestito da congedo. Ma a nessuno sfugge il sottotesto. Dietro quella formula burocratica si cela l’ennesimo fallimento di un progetto ambizioso quanto fragile: portare <strong>Alessandro Michele</strong>, il santone del massimalismo barocco, a <a href="https://www.adlmag.it/2024/03/22/pierpaolo-piccioli-lascia-valentino-la-fine-di-unera/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reinventare l’eleganza rarefatta di Valentino.</a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> Una missione quasi blasfema, se si conosce davvero la differenza tra il velluto rosso cardinalizio di un atelier romano e le piume d’alce che svolazzavano sopra le passerelle gucciane.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I numeri, impietosi come sempre, inchiodano il sogno alla realtà: <strong>ricavi in flessione dell’1-2%</strong>, <strong>profitti in picchiata del 22%</strong>. E intanto le boutique restano vuote, i bonus dei venditori evaporano, e quelle borse un tempo simbolo di libertà borghese ora sembrano solo oggetti qualunque, svuotati di anima e destino.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="285" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/4cfc6d1bfc406943998b58228136d0af.jpg" alt="" class="wp-image-43104" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/4cfc6d1bfc406943998b58228136d0af.jpg 400w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/4cfc6d1bfc406943998b58228136d0af-300x214.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> Il grande pubblico — quello con la carta di credito in mano e il gusto per l’epifania — non ha capito, o peggio ancora: non ha voluto capire.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il difficile compito di Alessandro Michele</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Michele, il profeta postmoderno, il demiurgo che aveva trasformato Gucci in un sabba fashion, oggi si ritrova disarmato. Quella stessa estetica eccessiva, quel bricolage culturale tra Medioevo e gender fluid, ora si infrange come vetro sottile contro il minimalismo disciplinato che Valentino aveva saputo far vibrare sin dai tempi del fondatore.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> L’eleganza silenziosa, che non urla ma incanta. Qui la rivoluzione visiva è sembrata un’invasione. E se all’inizio qualcuno applaudiva con deferenza — “che bella luce!”, “che visione poetica!” — oggi si alza il sopracciglio dell’ironia: “ma chi compra tutto questo incenso e broccato?”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="376" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cover-valentino-sfilata-paris-fashion-week-getty.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-43105" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cover-valentino-sfilata-paris-fashion-week-getty.jpg-copia.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cover-valentino-sfilata-paris-fashion-week-getty.jpg-copia-480x301.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Valentino e i numeri della crisi</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Perché sì, la moda è visione, è arte, è racconto. Ma è anche mercato. E nel lusso, se non vendi, non esisti. Il vestito che non esce dalla boutique è come un romanzo che nessuno legge. E allora si può anche costruire una cattedrale sul tessuto, intessere simboli, evocare maghi e santi; ma se resta lì, appeso in silenzio, è un monumento al fallimento.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel frattempo, i <strong>veri padroni</strong>, i qatarioti del fondo <strong>Mayhoola</strong>, osservano. Silenziosi come faraoni, impassibili come banchieri. E con loro, <strong>Kering</strong>, il colosso francese che ha già acquistato il 30% di Valentino, soppesa il momento giusto per affondare il colpo finale: salire al 100% entro il 2028. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="338" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/33182264-ef3c-4dc1-993a-50a0ce9eb56e.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-43107" style="width:376px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/33182264-ef3c-4dc1-993a-50a0ce9eb56e.jpg-copia.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/33182264-ef3c-4dc1-993a-50a0ce9eb56e.jpg-copia-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma cosa succede se il valore intanto si sgretola? Se l’aura del brand si dissolve come un profumo svanito nel vento?</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La moda, caro Valentino, è (anche) strategia</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La moda non ammette esitazioni. E oggi Valentino vacilla. Non basta l’aura, non bastano gli archivi spolverati, i racconti arcani, le silhouette esoteriche. Serve concretezza. Leadership. Serve qualcuno che ricordi che dietro ogni abito ci dev’essere un cliente. E dietro ogni visione, una strategia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="898" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/00053-valentino-resort-2025-cred-1.jpg-copia-1.jpg" alt="" class="wp-image-43108" style="width:331px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/00053-valentino-resort-2025-cred-1.jpg-copia-1.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/00053-valentino-resort-2025-cred-1.jpg-copia-1-480x718.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il rischio, se nessuno prende il timone, è che la prossima collezione diventi una passerella di fantasmi: un luogo dove sfilano le idee senza esito, le ambizioni senza fondamento, i nomi senza eredi. E in quel caso, nemmeno il più ispirato degli stilisti potrà salvarci.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Perché la moda, come la storia, è spietata con chi dimentica il proprio tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Pinterest</p>
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		<title>La Fondazione Garavani-Giammetti e la mostra inaugurale</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/03/11/la-fondazione-garavani-giammetti-e-la-mostra-inaugurale/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/03/11/la-fondazione-garavani-giammetti-e-la-mostra-inaugurale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella suggestiva cornice di&#160;Piazza Mignanelli, simbolo della moda a Roma, la&#160;Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti&#160;si prepara a presentare un progetto innovativo. L’annuncio ufficiale di&#160;Giancarlo Giammetti&#160;ha confermato che nella primavera del&#160;2025&#160;verrà inaugurata una&#160;mostra di moda e arte&#160;all&#8217;interno del rinnovato palazzo situato al&#160;civico 23. Un nuovo spazio per la moda e l’arte a Roma Questo nuovo&#160;polo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella suggestiva cornice di&nbsp;<strong>Piazza Mignanelli</strong>, simbolo della moda a Roma, la&nbsp;<strong>Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti</strong>&nbsp;si prepara a presentare un progetto innovativo. L’annuncio ufficiale di&nbsp;<strong>Giancarlo Giammetti</strong>&nbsp;ha confermato che nella primavera del&nbsp;<strong>2025</strong>&nbsp;verrà inaugurata una&nbsp;<strong>mostra di moda e arte</strong>&nbsp;all&#8217;interno del rinnovato palazzo situato al&nbsp;<strong>civico 23</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un nuovo spazio per la moda e l’arte a Roma</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo nuovo&nbsp;<strong>polo culturale</strong>, che si estende per oltre&nbsp;<strong>1.000 metri quadrati</strong>, è stato oggetto di un meticoloso restauro, pensato per celebrare l’eleganza e la raffinatezza distintive della&nbsp;<strong>maison Valentino</strong>. Al suo interno, le&nbsp;<strong>sale dell’Accademia</strong>&nbsp;ospiteranno sia esposizioni temporanee che attività didattiche, creando un punto di riferimento internazionale per la promozione dell’<strong>arte, della cultura e del design</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/03d8fac3c389e093c4961fe8b414a65e-1.jpg" alt="" class="wp-image-35840" style="width:612px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/03d8fac3c389e093c4961fe8b414a65e-1.jpg 774w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/03d8fac3c389e093c4961fe8b414a65e-1-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 774px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La mostra inaugurale: un omaggio a Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’evento di<a href="https://www.adlmag.it/2025/01/28/fondazione-garavani-giammetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> apertura </a>sarà dedicato alla straordinaria carriera di <strong>Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti</strong>, con una selezione esclusiva di <strong>abiti d’archivio</strong> che incarnano la raffinatezza della maison. Questa mostra segna l’inizio di una programmazione espositiva destinata a consolidare la <strong>Fondazione</strong> come centro di riferimento nel panorama artistico e culturale internazionale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="152" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fondazione_valentino_garavani_e_giancarlo_giammetti_cover.jpeg" alt="" class="wp-image-35839" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fondazione_valentino_garavani_e_giancarlo_giammetti_cover.jpeg 900w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fondazione_valentino_garavani_e_giancarlo_giammetti_cover-480x81.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> “Beauty creates Beauty”</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondata nel <strong>2016</strong> con uno spirito filantropico, la <strong>Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti</strong> si basa sul principio che la bellezza può ispirare e trasformare. <strong>Valentino e Giammetti</strong> hanno dichiarato: </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> “Abbiamo dedicato le nostre vite a celebrarla, a scoprirne le infinite sfumature e a condividerla con il mondo. La Fondazione nasce da questo stesso amore per la bellezza, con l’intento di preservarla, promuoverla e trasmetterla alle future generazioni.”</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con l’inaugurazione di questo nuovo spazio,&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;si arricchisce di un luogo in cui&nbsp;<strong>moda e arte contemporanea</strong>&nbsp;si intrecciano, offrendo un’esperienza unica all’insegna dell’<strong>eccellenza e della creatività</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/1277354367-copia.jpg" alt="" class="wp-image-35844" style="width:524px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/1277354367-copia.jpg 900w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/1277354367-copia-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Valentino a Parigi: la collezione autunno/inverno 2025/26</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Mentre Roma si prepara a celebrare la moda con il suo nuovo spazio culturale,&nbsp;<strong>Parigi</strong>&nbsp;ha recentemente ospitato una sfilata che ha fatto discutere. Per la collezione&nbsp;<strong>autunno/inverno 2025/26</strong>, il nuovo&nbsp;<strong>direttore creativo di Valentino</strong>,&nbsp;<strong>Alessandro Michele</strong>, ha presentato “<strong>Le Méta-Théâtre des Intimités</strong>”, una collezione che ha sfidato le convenzioni attraverso una scenografia d’impatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una sfilata tra passato e futuro</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La passerella si è trasformata in un&nbsp;<strong>bagno pubblico in stile Art Nouveau</strong>, un’ambientazione simbolica che ha esplorato il confine tra&nbsp;<strong>pubblico e privato</strong>. Le modelle sono emerse contemporaneamente dalle cabine, dando vita a una vera e propria&nbsp;<strong>teatralità dell’intimità</strong>. La collezione ha giocato con epoche diverse, alternando&nbsp;<strong>gonne voluminose ispirate al XVIII secolo</strong>&nbsp;a dettagli degli&nbsp;<strong>anni ’70</strong>, in un mix tra opulenza storica e modernità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="35842" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/e60b.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-35842" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/e60b.jpg-copia.jpg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/e60b.jpg-copia-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="35841" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/b7ba.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-35841" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/b7ba.jpg-copia.jpg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/b7ba.jpg-copia-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le reazioni alla sfilata di Alessandro Michele</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante il fascino della collezione, alcuni critici hanno evidenziato un eccesso di&nbsp;<strong>elementi decorativi</strong>, ritenendo che abbiano rischiato di appesantire il concept. Tuttavia, l’inclusività della sfilata – con modelle di diverse età e background – ha confermato l’impegno di&nbsp;<strong>Valentino</strong>&nbsp;verso una visione più ampia e contemporanea della bellezza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/a447.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-35843" style="width:312px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/a447.jpg-copia.jpg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/a447.jpg-copia-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Moda e cultura: il dialogo tra Roma e Parigi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Mentre&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;si appresta a inaugurare un nuovo&nbsp;<strong>tempio della moda e dell’arte</strong>,&nbsp;<strong>Parigi</strong>&nbsp;ha assistito a una sfilata rivoluzionaria che ha stimolato riflessioni sul concetto di intimità e sull’evoluzione stilistica della maison sotto la guida di&nbsp;<strong>Alessandro Michele</strong>. Questo&nbsp;<strong>dialogo tra tradizione e innovazione</strong>&nbsp;conferma ancora una volta il ruolo centrale di&nbsp;<strong>Valentino</strong>&nbsp;nel panorama della moda internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Ansa, FashionNetwork, Vogue Runway</p>
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		<title>Gucci o Valentino? Pre-Fall a confronto</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/12/21/gucci-o-valentino-pre-fall-a-confronto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[Pre-Fall]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato De Sarno e Alessandro Michele hanno presentato, rispettivamente per Gucci e Valentino, le loro Pre-Fall 2025. Due collezioni, due visioni, e due stili agli antipodi, che camminano però nella stessa direzione: verso il ritorno degli anni ’70. Gucci e Valentino, due brand che quest’anno più che mai, si sono ritrovati fianco a fianco nella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><em>Sabato De Sarno e Alessandro Michele hanno presentato, rispettivamente per Gucci e Valentino, le loro Pre-Fall 2025. Due collezioni, due visioni, e due stili agli antipodi, che camminano però nella stessa direzione: verso il ritorno degli anni ’70.</em></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Gucci e Valentino, due brand che quest’anno più che mai, si sono ritrovati fianco a fianco nella miriade di discorsi dei fashion addicts. Da un lato, “Questo è Gucci, non Valentino”, è stata la frase più pronunciata ad ogni look sceso in passerella durante il debutto di Alessandro Michele per la maison romana. Dall’altro, le vendite di Gucci sotto la direzione di Sabato De Sarno sembrano non corrispondere al grande apprezzamento generale per il ritrovato minimalismo del brand. Ma quindi, in che direzione si sta andando? Che siano i Pre-Fall a parlare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1919" height="2560" data-id="30440" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-30440" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall-edited-scaled.jpg 1919w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall-edited-1280x1708.jpg 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall-edited-980x1307.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall-edited-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1919px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30439" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/gucci-prefall4-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30439" /></figure>
</figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;opulenza ottimista di Valentino</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se cercassimo la definizione di <em>massimalismo </em>sul vocabolario, molto probabilmente troveremmo la sua foto: ad Alessandro Michele, effettivamente, il quiet luxury non è mai andato a genio. Per il prossimo periodo pre-autunnale, Valentino ha le idee ben chiare. Sessantadue look donna e ventotto look uomo che non hanno alcuna intenzione di passare inosservati. Una trionfale esplosione di appliqués e ruches si accompagna a vivaci calze di pizzo e stampe optical, creando un caleidoscopico insieme di elementi che a prima vista sembrano essere in contrasto, ma in realtà sono in profondo dialogo fra loro.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ancora: le nappe, il tapestry-jacquard, le borse a tracolla ispirate a quelle delle rivoluzioni studentesche, e il fiocco, ovvero l’elemento che come un fil rouge accompagna la narrazione dell’intera collezione. Collezione che, partendo dalle graphic tees fino ad arrivare agli abiti in tulle, risponde perfettamente alla primaria intenzione di Michele di creare un “<em>reale guardaroba</em>”.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30444" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall2-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30444" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30469" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-15-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30469" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30468" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/valentino-prefall4-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30468" /></figure>
</figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;eleganza giornaliera di Gucci</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Gucci invece, ha un punto di vista diverso. Pur essendo composta maggiormente da capi quali giacche, tailleur e cappotti, che non lasciano nient’altro che viso e mani scoperte, la <a href="https://www.gucci.com/it/it/st/stories/article/between-sensuality-and-ease?srsltid=AfmBOopPNq3RZh0GpY3cQZzAVIPqw2UfjqI0VxuHDtYYqbfVqKRFjIgR">Pre-Fall di Gucci</a> è intrisa di sensualità. I colori decisi ma tenui, l’attenzione alle texture, gli accessori vistosi ma ben misurati: qui non c’è bisogno di rintracciare le connessioni tra elementi, si autorivelano. Equilibrata ma decisa, la collezione richiama sia gli anni ’70 del brand, sia l’essenzialismo degli anni di Tom Ford.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il monogram tono su tono orna giacche e tailleur impercettibilmente, in nome di “<em>un’eleganza giornaliera, semplice e profondamente italiana</em>”, come dichiarato da De Sarno stesso. Quello di Gucci è un minimalismo rumoroso, che prende voce grazie a picchi di colore e all’attenzione nei dettagli. Pellicce, bandane in seta e pelle, ed occhiali da sole in infinite varianti ne sono la prova.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30450" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/gucci-prefall-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30450" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30453" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/gucci-prefall5-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30453" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="30452" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/unnamed-17-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30452" /></figure>
</figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Come due rette parallele</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A primo impatto non è semplice riconoscere quali sono i punti in comune delle due proposte: sembrano essere due rette parallele destinate a non incontrarsi. Ma nel passaggio dall’estremo di uno, a quello dell’altro, è impossibile non notare i punti d’incontro. La scelta metodica dei materiali, l&#8217;uso strategico degli accessori, e la nostalgia degli anni &#8217;70.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se Valentino va in aggiunta, Gucci ragiona in sottrazione, ma entrambi guardano allo stesso obiettivo: l’avanguardia del retrò.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: Courtesy of Gucci, Valentino.</em></p>
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		<title>C’è ancora moda sotto tutto questo layering?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro michele]]></category>
		<category><![CDATA[Miu Miu]]></category>
		<category><![CDATA[Miuccia Prada]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante l’ultima Parigi Fashion Week abbiamo visto sfilare molto concettualismo, spesso espresso con layering di capi particolari o eccessivi, ma ci stiamo ancora capendo qualcosa? La moda è vorace, ha sempre fame di cose nuove e quando non viene saziata non ha pietà neanche dei più grandi nomi. A riguardo vogliamo parlare dell’ultima sfilata di [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Durante l’ultima Parigi Fashion Week abbiamo visto sfilare molto concettualismo, spesso espresso con layering di capi particolari o eccessivi, ma ci stiamo ancora capendo qualcosa? </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La moda è vorace, ha sempre fame di cose nuove e quando non viene saziata non ha pietà neanche dei più grandi nomi. A riguardo vogliamo parlare dell’ultima sfilata di Miu Miu, andata in passerella qualche settimana fa <a href="https://www.adlmag.it/2024/10/02/futurismo-nostalgico-i-look-dell-ultima-giornata-di-moda-parigina/">durante la Parigi Fashion Week</a>, proprio a chiusura di quest’ultima.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’anno scorso Miu Miu era il brand più amato e finiva su tutte le liste possibili, da Lyst a Fashion Network. E oggi?</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In realtà il brand risulta ancora essere tra i più amati, ma se ci si aspettava un grande trionfo durante la sfilata, ecco, questo non è successo. Molte delle cose che per questa SS25 hanno calcato la passerella erano già vecchie, già viste e tra l’altro proprio da Miu Miu l’anno prima. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I look sono risultati assolutamente ripetitivi, sia nei capi che nello styling. Giacché sportive, camicette, sovrapposizioni su sovrapposizioni, overaccessoring di cinture e tante stampe diverse tutte assieme. Allora, capiamoci bene, non è che la collezioni non funzioni, abbiamo capito Miuccia e la sua visione, ma siamo solo stupiti di aver ri-visto le stesse cose in passerella. Un ribadirsi di look che non sono sicuramente dedicati alla grande massa di consumatori, ma a chi sfrutta un occhio più critico. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma ancora layering su layering, di nuovo e di nuovo e ancora. In pieno stile Miu Miu, ma abbiamo ancora bisogno di tutte queste sovrapposizioni nella moda?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/miumiuss250003-2ab8d5593c1c8a722be9-682x1024.jpeg" alt="Layering" class="wp-image-27634" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Reggiseni, reggiseni sportivi, biancheria intima e mutandine che spuntano dagli abiti e top semiaperti, non vi sembra di averne già sentito parlare?</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Erano novità ed erano novità portate da Miu Miu, ma forse superata quella fase di gioia per qualcosa di nuovo, iniziamo a chiederci un po’ il senso, il nesso, il filo che lega l’inizio dalla fine. Miuccia ce l’ha poi spiegato attraverso un’installazione dell’artista Goshka Macuga che ha presentato l’opera “<em>The Truthless Times”</em>, un giornale cartaceo che vuole esplorare i concetti di verità e manipolazione. Gli ospiti, quindi, erano immersi in una rappresentazione di macchine da stampa. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ecco che i capi diventano una metafora per raccontare una verità che può essere alterata o percepita diversamente da quello che è in realtà, causa di tutto questo è il modo in cui le parole vengono usate, in questo caso come gli abiti vengono utilizzati. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/miumiuss250025-7de85806db227600347a-682x1024.jpeg" alt="Layering" class="wp-image-27635" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Miuccia però una confessione ce la fa e la racconta con il primo look: un vestito bianco di cotone. Ecco la soluzione: la semplicità, che offre sempre chiarezza, nella moda e nell’ informazione. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Converrete anche voi che il concetto è bellissimo, arriva, lo capiamo, ora tutto ha più senso. Ma comunque un po’ stufa di questo concettualismo nello styling dei look ci rimango. Sarà che sto invecchiando e quindi automaticamente inizio ad avvicinarmi a quello che è la mia vecchia scuola, che tanto lontano da Lotta Volkova e le sue sovrapposizioni in realtà non va, però sono davvero pochi i look Miu Miu di cui reputo sinuosa e complementare la scelta di styling. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un altro esempio di ultra-sovrapposizioni e di styling ricchissimo è stato Valentino, che ha debuttato a Parigi con il suo nuovo direttore creativo: Alessandro Michele. Ora, a me la sfilata è piaciuta tantissimo, forse per via di un certo senso di affezione nei confronti di Alessandro Michele e di come la sua storia si sia sviluppata dall’uscita di Gucci. Però se dovessi staccare il cuore dal mio senso critico, e lo faccio a fatica, posso ammettere che alcuni dei look erano un susseguirsi di molti, tanti capi. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/004papss25valentino-7c87b354-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-27636" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La visione di Alessandro però è particolare e ben definita, per questo non mi infastidisco a vedere esaltata una certa opulenza, è la sua storia.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I look sono esuberanti: pellicce sopra vestiti e occhiali da sole, cappelli enormi su look già pomposi, colori forti, lustrini, un’”eleganza” che sappiamo che c’è, ma che soprattutto c’era, un po’ datata, ma sempre coerente alla storia. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Anche qui mi viene un po’ difficile ammettere che magari, presi singolarmente i look privi di contesto e motivazione, possono essere impegnativi da mettere in atto e da spiegare. Però è tutto molto in linea con il suo creativo, quindi tutto torna, nell’ottica in cui ci guardiamo e diciamo: “Vabbè, dopotutto sono firmati da Alessandro Michele”. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ma il layering eccessivo è davvero la risposta giusta alla richiesta di tendenza dell’industria? E’ l’unico modo che ci rimane per esprimere un concetto?</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Forse però riesco ad apprezzare di più queste sovrapposizioni che risultano più calde, più creative, più dal cuore, che vogliono dimostrare e raccontare. Mi piacciono i look esosi e mi piacciono quando li vedo per strada e spiccano tra tutto il grigio e il piattume, per cui Valentino, avrà anche esagerato con i capi e gli accessori, ma lo sento più dal cuore, è più vicino a un amico con un suo stile decisamente eclettico. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="27639" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/031papss25valentino-6c2301be-1-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-27639" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="27638" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/miumiuss250042-6e6ff07dc4f35bb19cc6-682x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-27638" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Miu Miu mi arriva più industriale, più fredda e soprattutto già vista. Forse volevo ancora un’altra versione della donna Miu Miu, quella che qualche stagione fa ha dettato i trend da seguire per tutte le case di moda e produzioni fast fashion, tenendo in pugno un’intera industria. Questa volta invece sembrava di trovarsi al recap di quelle che è stata l’ultima collezione. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ve l’ho detto, dalla fame e dalla brama di nuovo della moda, non si salvano neanche i più grandi e i più esperti. Con il cambiare delle tendenze un eccessivo styling, o meglio, un eccessivo layering è diventato il nuovo must, il nuovo trend. Lo capisco eh! Vestirsi a cipolla è sempre la soluzione migliore quando si è incerti, ma sul meteo, non in alta moda…</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Ancora cambiamenti nelle case di moda</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/03/26/valentino-4/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 14:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Pierpaolo Piccioli]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua il gioco della poltrona: dopo Walter Chiapponi che ha lasciato Blumarine, ora è il turno di Valentino che è rimasto da pochissime ore senza direttore creativo. Da quando Pierpaolo Piccioli ha annunciato le sue dimissioni dalla storica maison romana, dopo 25 anni di onoratissima carriera, subito sono iniziati i toto nomi per scoprire chi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Continua il gioco della poltrona: dopo Walter Chiapponi che ha lasciato Blumarine, ora è il turno di Valentino che è rimasto da pochissime ore senza direttore creativo.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Da quando <a href="https://www.adlmag.it/2024/03/22/pierpaolo-piccioli-lascia-valentino-la-fine-di-unera/">Pierpaolo Piccioli </a>ha annunciato le sue dimissioni dalla storica maison romana, dopo 25 anni di onoratissima carriera, subito sono iniziati i toto nomi per scoprire chi sarebbe stato il prossimo ad occupare il suo posto. Nello spazio di quarantotto ore che hanno separato l’addio di Piccioli al brand i gossip della moda sono esplosi. Con al centro quello di Alessandro Michele che, secondo Repubblica, avrebbe addirittura già firmato nel corso del weekend. E la cui nomina potrebbe giungere in settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i rumor non erano mai stati confusionari quanto ora dato il gran numero di brand in cerca di un nuovo designer e di un grande reboot. Al momento, i posti vacanti nei brand sono quattro: si cercano nuovi direttori creativi da Valentino, da Dries Van Noten, da Blumarine e Givenchy. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="620" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/pierpaolo.jpeg" alt="Pierpaolo Piccioli lascia la direzione creativa di Valentino" class="wp-image-19902" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/pierpaolo.jpeg 620w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/pierpaolo-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 620px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grande fermento nel mondo della moda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">WWD&nbsp;ha riportato una serie di ipotesi di successione. La più quotata vede Alessandro Michele prendere le redini di Valentino. Per&nbsp;<em>WWD</em>,&nbsp;Piccioli potrebbe andare da Givenchy&nbsp;e, secondo alcuni, anche da Chanel o da Balenciaga (il che implicherebbe un addio di Demna a cui, al momento, è difficile pensare).  Mentre alcuni si sono messi a dire che&nbsp;Maria Grazia Chiuri potrebbe tornare a Roma&nbsp;rientrando da Valentino o da Fendi. Ma altre voci, meno fondate, parlano anche di Michele da Dior. C’è poi&nbsp;la carta jolly di Simone Porte Jacquemus, il cui nome esce sempre fuori quando serve un direttore creativo e che molti vorrebbero vedere all’opera in un brand più grande e storico anche se non pare che il designer abbia manifestato desideri in tal senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma siamo di fronte a una vera e propria giostra, uno scambio di carta dove i protagonisti sono sempre gli stessi. Un film già visto, una trama già nota che non può finire bene però. Le implicazioni infatti di questo gioco, alquanto eccitante, saranno sicuramente drammatiche. Sia per i brand stessi che quasi sempre vanno a perderci quando succede una cosa del genere, sia per gli investitori. Gli unici a divertirsi in questo caso siamo noi clienti che ci godiamo lo spettacolo da casa come in una soap opera. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Vanity Fair</p>
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		<title>Pierpaolo Piccioli lascia Valentino: la fine di un&#8217;era</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/03/22/pierpaolo-piccioli-lascia-valentino-la-fine-di-unera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 15:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Pierpaolo Piccioli]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 8 anni alla direzione creativa unica e ben 25 anni in Maison Valentino Pierpaolo Piccioli lascia la scrivania. La fine di un&#8217;era che ha cambiato le sorti della casa di moda romana più glamour della storia. Nell&#8217;annuncio, appena arrivato, si parla di una &#8220;decisione congiunta&#8221; tra la maison e il creativo. La notizia lascia [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Dopo 8 anni alla direzione creativa unica e ben 25 anni in Maison Valentino Pierpaolo Piccioli lascia la scrivania. La fine di un&#8217;era che ha cambiato le sorti della casa di moda romana più glamour della storia.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;annuncio, appena arrivato, si parla di una &#8220;decisione congiunta&#8221; tra la maison e il creativo. La notizia lascia senza parole. Jacopo Venturini, CEO di Valentino dichiara: &#8220;Sono grato a Pierpaolo per il suo ruolo di direttore creativo e per la sua visione, impegno e creatività che hanno portato la Maison Valentino a quello che rappresenta oggi&#8221;. L&#8217;annuncio sconvolge gli equilibri del fashion system già scombussolati per l&#8217;addio di Dries Van Noten. Con la promessa di un tempestivo annuncio della nuova direzione nel comunicato commuovono le parole del deisgner.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Non tutte le storie hanno un inizio ed una fine, alcune vivono una specie di eterno presente che brilla di una luce intensa, così forte da non lasciare ombre. Sono stato in questa azienda per 25 anni, e per 25 anni sono esistito ed ho vissuto insieme alle persone che con me hanno intessuto le trame di queste storia bella che è mia e nostra. Tutto è esistito ed esiste grazie alle persone che ho conosciuto, con cui ho lavorato, con cui ho condiviso sogni e creato bellezza, con cui ho costruito qualcosa che appartiene a tutti, e che resta immutabile e tangibile. Questo patrimonio d&#8217;amore, di sogni, di bellezza e di umanità, lo porto con me, oggi e per sempre. Questa è la bellezza che abbiamo creato, è vita, speranza, opportunità e gratitudine, è la mia gente, il mio cuore, è l&#8217;amore che ti regala tutte le possibilità del mondo, soprattutto quelle che da solo non potresti immaginare. Grazie a ogni singola persona che ha reso possibile in un modo o nell&#8217;altro tutto questo, è stato un privilegio e un onore condividere il mio percorso, e i miei sogni, con voi. E grazie al Sig. Valentino e a Giancarlo Giammetti che mi hanno consegnato i loro». </p>
<cite>Pierpaolo Piccioli, ex direttore creativo di Valentino</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/1711118346-pierpaolo-piccioli-lascia-valentino-direttore-creativo-foto-lofficiel3-1024x683.webp" alt="Pierpaolo Piccioli-Valentino" class="wp-image-19727" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/1711118346-pierpaolo-piccioli-lascia-valentino-direttore-creativo-foto-lofficiel3-980x653.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/1711118346-pierpaolo-piccioli-lascia-valentino-direttore-creativo-foto-lofficiel3-480x320.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di Pierpaolo da Valentino è una storia d&#8217;amore che dura da ben 25 anni. Nel 1999 inizia l&#8217;intreccio con la nota maison romana nel dipartimento degli accessori. Dal 2008 ne segue la direzione creativa della linea ready to wear e haute couture in sinergia con Maria Grazia Chiuri e dal 2016 porta avanti magistralmente il compito da solo. La collaborazione con la maison romana si chiude con la collezione &#8220;Valentino le noir&#8221; presentata a Parigi nell&#8217;ultima settimana della moda. Forse c&#8217;era da aspettarselo. Dopo le magnifiche esplosioni di colore delle precedenti collezioni le modelle calcano l&#8217;ultima passerella firmata da Piccioli come fossero in lutto. Il total black è protagonista dell&#8217;ultimo show. Un segno indelebile che rimanda alla <a href="https://www.adlmag.it/2024/01/31/stilisti-in-divisa/">divisa </a>del designer. Non manca passerella da cui Pierpaolo esca senza il suo iconico total black e, magari, accompagnato dalla squadra dell&#8217;atelier romano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo storico brand romano ha scritto una nuova pagina della moda sotto la direzione creativa di Pierpaolo Piccioli. Uno dei designer icona dei nostri tempi. Lui che ha saputo ricreare il sogno partorito dal signor Garavani e attualizzarlo rendendolo l&#8217;icona delle nuove generazioni. Resta solo un dubbio: chi sarà il prossimo direttore creativo? E dove andrà Pierpaolo? In ogni caso buon viaggio!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: instagram</p>
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		<title>Valentino: tra neoclassicismo ed esistenzialismo</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/01/25/valentino-3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 18:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[haute couture]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Canova a Giacometti, le opere d&#8217;arte della Haute Couture di Valentino. Che cos&#8217;è l&#8217;Haute Couture? E che significato ha assunto ad oggi? Queste sono le domande che Pierpaolo Piccioli si è posto per la sua collezione Primavera/esate 2024 Le Salon. L&#8217;Alta Moda è perfezione ossessiva, è eleganza, è magia, è duro lavoro. Ecco la [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Canova a Giacometti, le opere d&#8217;arte della Haute Couture di Valentino</strong>. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Che cos&#8217;è l&#8217;Haute Couture? E che significato ha assunto ad oggi? Queste sono le domande che Pierpaolo Piccioli si è posto per la sua collezione Primavera/esate 2024 <em>Le Salon</em>. L&#8217;Alta Moda è perfezione ossessiva, è eleganza, è magia, è duro lavoro. Ecco la sfilata di Valentino può essere definita come la massima espressione di quella che è stata ed è ad oggi l&#8217;Haute Couture. In passerella ha preso forma un racconto di ingegno e maestria che celebra l&#8217;atto della creazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con gli anni Pierpaolo Piccioli sta distruggendo e ricostruendo da zero l&#8217;Alta moda. Ogni sua collezione è uno studio di come è diventata ora l&#8217;haute Couture e di come diventerà negli anni. Durante la sfilata di giugno, nel castello di Chantilly, ha presentato nella collezione dei jeans, che a prima vista sembravano semplici e banali ma che in realtà sono stati realizzati in gazar di seta e tempestati di perline di vetro. Tutto questo per spogliare l&#8217;Alta Moda e rivestirla da zero. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/00017-valentino-spring-2024-couture-credit-brand-5-683x1024.webp" alt="Valentino Haute Couture 2024
" class="wp-image-17633" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno, nella sede di Valentino a Parigi in Place Vendôme, in scena vi è stato un approccio Neoclassico all&#8217;Esistenzialismo. È stato questo a fare di Pierpaolo Piccioli un vero radicale nel riportare l&#8217;Alta Moda allo stato puro. Alla Paris Haute Couture Week, nel vuoto delle certezze di oggi, la collezione Valentino <em>Le Salon</em> è un ritorno e una partenza. È una testimonianza della bellezza che arriva proprio da una riflessione del direttore creativo sul ruolo della Couture.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Questa collezione è la celebrazione dei rituali che hanno fatto della Couture l’espressione più alta della moda. Ma perché sia rilevante nella cultura attuale,<strong> deve essere trasportata all’oggi con il suo immaginario</strong>. Non esiste l’alta moda moderna ma esiste quella dell’esperienza fatta dalle persone che la realizzano con il loro lavoro. Quindi, insieme ai rituali, è una celebrazione dell’umanità».</p>
<cite>Pierpaolo Piccioli</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/00019-valentino-spring-2024-couture-credit-brand-683x1024.webp" alt="Valentino Haute Couture 2024" class="wp-image-17625" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;atmosfera rarefatta, come fosse ovattata per proteggere i sogni, gli abiti raccontano una complessità che solo da vicino può essere apprezzata davvero. Con la voce di Maria Callas e la sua <em>Casta Diva</em> in sottofondo quei saloni &#8211; da sempre il luogo della Haute Couture di Valentino &#8211; sono tornati a essere lo spazio della contemplazione e di un&#8217;intimità che solo agli abiti è concessa. A calcare la passerella non erano però solo abiti, ma vere e proprie opere d&#8217;arte, delle sculture che sembravano prendere vita. <em> </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Mi piace il fatto che il Salone permetta di vedere la collezione da molto vicino in modo che si possa apprezzare meglio il lavoro umano»</em> , dice Piccioli che da sempre ha ricordato a tutti il grande lavoro che c&#8217;è dietro l&#8217;Haute Couture, ma soprattutto ha ricordato chi c&#8217;è dietro. Come l&#8217;anno scorso infatti prima del direttore creativo, sul finale della sfilata Valentino Haute Couture, sono stati première, sarti e modellisti, chi costruisce e chi ricama, a essere applauditi in passerella. Perché sono loro le mani della bellissima storia raccontata da Valentino, &#8220;nel suo Salone&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/00021-valentino-spring-2024-couture-credit-brand-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-17634" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Rose rosse tridimensionali, pelli esotiche, pelliccia e piume replicati attraverso tessuti e tecniche che restituiscono l&#8217;effetto con una natura inventata, vestiti di organza e paillettes tagliate a mano, petali metallici, veli di pizzo. L&#8217; Haute couture trasforma i sogni in realtà e Valentino ce l&#8217;ha ricordato. Quindi grazie, grazie e ancora grazie a Pierpaolo Piccioli!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/Valentino-Haute-Couture-primavera-estate-2024-683x1024.webp" alt="Valentino Haute Couture 2024
" class="wp-image-17624" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Vogue Runway</p>
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