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	<title>SS25 Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>SS25 Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Sandro S/S 2025: un sogno di eleganza sulla Riviera Francese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Somma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[sandro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SANDRO alza il sipario sulla sua collezione Primavera/Estate 2025 con una campagna che incarna il sogno di un&#8217;estate infinita, sospesa tra il fascino iconico della Riviera francese e un immaginario poetico e avanguardista. A Cannes, tra le luci del Mediterraneo e l’atmosfera rarefatta di una villa modernista immersa nel verde, il fotografo Nigel Shafran trasforma [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">SANDRO alza il sipario sulla sua collezione Primavera/Estate 2025 con una campagna che incarna il sogno di un&#8217;estate infinita, sospesa tra il fascino iconico della Riviera francese e un immaginario poetico e avanguardista.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A Cannes, tra le luci del Mediterraneo e l’atmosfera rarefatta di una villa modernista immersa nel verde, il fotografo Nigel Shafran trasforma ogni scatto in un dipinto sensoriale. Qui, moda e arte si incontrano in un raffinato gioco di illusioni: nastri fluttuanti, origami leggeri e tubi colorati danzano tra le silhouette fluide della collezione SANDRO, creando una dimensione sospesa tra realtà e sogno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/2GMqQ9Ww-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33785" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;essenza di un&#8217;estetica sofisticata</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il minimalismo incontra la libertà, i tagli sartoriali si fondono con tessuti impalpabili che scivolano sulla pelle, evocando il calore di una brezza estiva. Un&#8217;estetica che parla di sofisticata spensieratezza, tra richiami retrò e una freschezza tutta contemporanea.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">SANDRO non propone semplicemente una campagna, ma una visione: un invito a vivere la moda come espressione di un&#8217;eleganza spontanea e senza tempo. Un perfetto equilibrio tra leggerezza e stile.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un team di eccellenza</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La direzione artistica della campagna è stata curata dall&#8217;Atelier Franck Durand, mentre la fotografia è opera di Nigel Shafran, noto per il suo approccio unico che fonde moda e vita quotidiana. Shafran, fotografo britannico classe 1964, ha iniziato la sua carriera negli anni &#8217;80 come fotografo di moda, collaborando con riviste come The Face, i-D e Harper&#8217;s &amp; Queen. Nel tempo, il suo lavoro si è evoluto verso una dimensione più intima e contemplativa, concentrandosi su scenari quotidiani e trovando bellezza in situazioni familiari.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="566" height="800" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/ay13bJdQ.jpeg" alt="" class="wp-image-33786" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/ay13bJdQ.jpeg 566w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/ay13bJdQ-480x678.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 566px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I modelli protagonisti della campagna sono Merel Roggeveen, Joseph Uyttenhove e Takfarines Bengana, che incarnano lo spirito libero e sofisticato della collezione. Le immagini presentano una varietà di look che spaziano da abiti fluidi a completi strutturati, evidenziando la versatilità e l&#8217;attenzione ai dettagli tipiche di SANDRO.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cannes, una scelta di stile</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scelta di Cannes come sfondo non è casuale: la città, con la sua combinazione di glamour e autenticà, riflette perfettamente l&#8217;estetica del brand. Le strade vivaci, le spiagge soleggiate e l&#8217;architettura elegante offrono un contesto ideale per mettere in risalto le nuove proposte della collezione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La campagna è stata lanciata attraverso vari canali, inclusi i profili social ufficiali di SANDRO. Immagini e video del backstage, offrono uno sguardo dietro le quinte sulla realizzazione del progetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/AGG67g1Q-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33787" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sandro, eleganza senza tempo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con questa nuova campagna, SANDRO riafferma la sua capacità di unire estetica contemporanea e richiami nostalgici, celebrando un&#8217;eleganza spontanea e senza tempo. Ogni capo racconta una storia di stile, arte e sogno, invitando gli spettatori a immergersi in un mondo dove la moda diventa espressione poetica.</p>
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		<title>Prada: Ode alla pluralità</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/01/03/prada-ode-alla-pluralita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Camilla Marta Milani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Carey Mulligan Acts Like Prada]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Maisel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carey Mulligan è il nuovo volto di Prada per la primavera 2025 Carey Mulligan, tre volte candidata agli Oscar e icona del cinema contemporaneo, è stata scelta come volto della campagna primavera 2025 di Prada. Fotografata dal leggendario Steven Meisel, la campagna esplora l’essenza del marchio: la pluralità, la trasformazione e le infinite sfaccettature dell’identità, [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Carey Mulligan è il nuovo volto di Prada per la primavera 2025</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Carey Mulligan, tre volte candidata agli Oscar e icona del cinema contemporaneo, è stata scelta come volto della campagna primavera 2025 di Prada. Fotografata dal leggendario Steven Meisel, la campagna esplora l’essenza del marchio: la pluralità, la trasformazione e le infinite sfaccettature dell’identità, incarnate dall’incredibile talento dell’attrice.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>“Carey Mulligan Acts Like Prada”</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sotto l’occhio esperto di Meisel, la campagna si presenta come una galleria di ritratti straordinari, dove Mulligan si trasforma, interpretando diverse versioni di sé. Capelli lunghi e lisci, ricci ribelli, un taglio pixie corto o una parrucca nera: ogni look racconta una storia, ognuno è un tassello dell’universo complesso di Prada. Gli outfit, tra abiti estivi floreali, gonne plissettate abbinate a maglioni geometrici e camicette rosa su pantaloni grigi, dimostrano l’imprevedibilità e la versatilità del design di <a href="https://www.adlmag.it/2023/09/20/miuccia-prada-formalizza-il-ruolo-di-direttrice/">Miuccia Prada e Raf Simons</a>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="484" data-id="31295" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.56.18-1-1024x484.png" alt="Carey Mulligan, Prada Campaign 2025" class="wp-image-31295" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.56.18-1-980x463.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.56.18-1-480x227.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La didascalia <strong>“<a href="https://www.prada.com/it/it/pradasphere/campaigns/2025/ss-woman.html">Carey Mulligan Acts Like Prada</a>”</strong> non è solo un richiamo alla campagna del 2021 “Feels Like Prada,” ma un vero e proprio statement. La moda non è solo estetica, ma uno strumento performativo, capace di trasformare chi la indossa e chi la osserva. Come dichiarato da Prada, questa campagna non si limita a celebrare gli abiti, ma “incarna altre vite, riflessi di realtà alternative canalizzate attraverso un’unica persona.”</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un’attrice, infinite identità</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Carey Mulligan non è nuova alle trasformazioni. Dalla brillante Felicia Montealegre in <em>Maestro</em> al suo ruolo dirompente in <em>Una donna promettente</em>, la sua carriera è un inno alla versatilità e alla profondità. E proprio questa capacità di abbracciare identità molteplici la rende il volto perfetto per una campagna che celebra il cambiamento e la complessità.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“Ci sono molti modi di essere Prada,” ha spiegato Miuccia Prada nel backstage della sfilata di settembre. Mulligan, con la sua abilità di attraversare generi, emozioni e personalità, diventa il simbolo di un marchio che sfugge a ogni categorizzazione e continua a ridefinire sé stesso attraverso le contraddizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La moda come performance</strong></h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="566" data-id="31292" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.55.33-1024x566.png" alt="Carey Mulligan Acts Like Prada" class="wp-image-31292" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.55.33-980x542.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.55.33-480x266.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="567" data-id="31293" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.56.05-1024x567.png" alt="Carey Mulligan Acts Like Prada" class="wp-image-31293" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.56.05-980x543.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.56.05-480x266.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non è un caso che Mulligan, habituée del red carpet in abiti Prada, sia stata scelta per questa campagna. Come attrice, incarna la capacità di trasformarsi; come donna, riflette il messaggio di Prada: la moda è una forma d’arte, una piattaforma di espressione e uno specchio della nostra realtà mutevole.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Steven Meisel cattura questa essenza attraverso scatti che non sono semplici fotografie, ma narrazioni visive. La pluralità diventa protagonista: Mulligan non è solo se stessa, ma tutte le infinite possibilità di essere, trasformandosi da musa in manifesto.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="486" data-id="31294" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.54.12-1024x486.png" alt="Carey Mulligan Acts Like Prada" class="wp-image-31294" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.54.12-980x465.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-03-alle-10.54.12-480x228.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un messaggio per il 2025</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Prada e Mulligan insieme ci ricordano che la moda è molto più di un atto estetico: è un linguaggio, una dichiarazione, un mezzo per esplorare l’identità e abbracciare l’imprevedibilità. In un mondo sempre più omologato, questa campagna si fa portavoce di una visione diversa: celebrare la complessità, le contraddizioni e le molteplici possibilità che ogni persona racchiude in sé stessa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Carey Mulligan non è solo un volto, ma un simbolo della moda che evolve, sfida e ridefinisce sé stessa. E se Prada ci ha insegnato qualcosa, è che la vera bellezza risiede nella capacità di reinventarsi continuamente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un consiglio per il nuovo anno? Guardatevi nello specchio e chiedetevi: quante versioni di me esistono? La risposta &#8211; un po&#8217; &#8220;pirandelliana&#8221; &#8211; come sempre, è: infinite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Prada</p>
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		<title>GIO, Giovanni Gerosa presenta il suo nostalgico Chapter VI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[amber island]]></category>
		<category><![CDATA[ambra]]></category>
		<category><![CDATA[GIO GIOVANNI GEROSA]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni gerosa]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>GIO ci racconta l&#8217;importanza dei ricordi nella nostra quotidianità presentando il suo Chapter VI, Amber Island. Se c&#8217;è una cosa che amo della moda sono i brand che hanno una creatività unica e una forte e importante ispirazione alle spalle. E&#8217; il caso di GIO, Giovanni Gerosa. GIO viene descritto come un universo di idee, [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">GIO ci racconta l&#8217;importanza dei ricordi nella nostra quotidianità presentando il suo Chapter VI, Amber Island. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se c&#8217;è una cosa che amo della moda sono i brand che hanno una creatività unica e una forte e importante ispirazione alle spalle. E&#8217; il caso di <strong>GIO, Giovanni Gerosa. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">GIO viene descritto come un universo di idee, di sogni che diventano veri al tramonto e di ideali che passano per mani esperte. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel suo lavoro è presente la conoscenza dell&#8217;artigianato pregiato, caratterizzato da metodi artigianali. L&#8217;ispirazione arriva dalla natura che si riappropria dei suoi sentimenti più profondi attraverso fili e tessuti. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cucito fatto a mano dà vita a pezzi unici dedicati a ognuno di noi. La bravura sta nei dettagli e GIO lo sa bene: ogni pezzo è unico e unito agli altri da un filo conduttore. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4458-1-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-27507" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ciascuno dei capi è legato a un&#8217;essenza che si trasforma in un ideale che viene donato con amore e per l&#8217;amore, con la voglia di resistere nel tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chapter 1, il &#8220;primo capitolo&#8221; della storia del brand, prende vita durante la pandemia. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un momento delicato che ha anche segnato l&#8217;inizio di un libro che il marchio continua a scrivere da allora. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">GIO è un viaggio senza partenza o arrivo, un caleidoscopio di emozioni che cattura l&#8217;occhio, proprio come fanno i tessuti. Una storia che viene cucita, capitolo dopo capitolo, assieme alla tribù femminile che la supporta. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tutti i capi sono fatti a mano e prodotti in Italia, con estrema cura e precisione in ogni dettaglio. Ognuna delle creazioni richiede molto tempo per essere realizzata e altrettanto tempo per adornarla di tutti i dettagli che presenta. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per il marchio, inoltre, la tematica dell&#8217;ambiente è importantissima e per questo i capi sono realizzati su richiesta e questo permette a GIO di evitare qualsiasi tipo di spreco. Realizzare le richieste dei clienti senza un magazzino del materiale è una condizione essenziale per mantenere l&#8217;inquinamento e l&#8217;impatto ambientale al minimo. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Durante la fashion week, in occasione della Spring/Summer 2025, GIO ha presentato il suo Chapter VI, Amber Island. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="700" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/GIO-Giovanni-Gerosa_Chapter-VI-Presentation_18.09.24_DSC5182_1.jpg" alt="" class="wp-image-27340" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/GIO-Giovanni-Gerosa_Chapter-VI-Presentation_18.09.24_DSC5182_1.jpg 560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/GIO-Giovanni-Gerosa_Chapter-VI-Presentation_18.09.24_DSC5182_1-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 560px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Giovanni ci spiega come lui si senta governato dalla malinconia, di come si senta in attesa, in sospeso. Necessita di sigillare un&#8217;idea per renderla preziosa e unica e cosi ricordarla per sempre. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;Ambra è la protagonista di questo capitolo. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">GIO ci ricorda la sua funzione: l&#8217;Ambra è il sigillo della memoria e viene utilizzata per solidificare e analizzare qualcosa di immobile. Il profumo evoca in Giovanni emozioni forti, momenti passati che ha sigillato in sé stesso per riviverli raggiungendoli con il pensiero. Ecco che torna la malinconia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="700" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/GIO-Giovanni-Gerosa_Chapter-VI-Presentation_18.09.24_DSC6433_1.jpg" alt="" class="wp-image-27341" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/GIO-Giovanni-Gerosa_Chapter-VI-Presentation_18.09.24_DSC6433_1.jpg 560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/GIO-Giovanni-Gerosa_Chapter-VI-Presentation_18.09.24_DSC6433_1-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 560px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Giovanni ci racconta di sua madre, Anna, il suo primo collegamento all&#8217;Ambra. La fragranza circondava tutti i posti a lei cari e caratterizza il ricordo dell&#8217;infanzia di Giovanni assieme alla pietra d&#8217;Ambra che la madre ancora oggi custodisce come un&#8217;amuleto prezioso, ovunque si trovi. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La collezione è un omaggio al tramandare quello che viene suggellato nella nostra memoria e che riviviamo ogni volta che ne sentiamo il bisogno. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">GIO ci ricorda la nostra natura, ci ricorda che noi tutti viviamo di ricordi e che viviamo anche per crearne di nuovi. Ecco che GIO ci regala un amuleto di Ambra che diventerà la chiave per aprire le porte dei nostri ricordi e del nostro futuro. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Luce, calore, sole, pelle, rumore, natura, sabbia, roccia, isola. Gli elementi che caratterizzano l&#8217;essenza di questa collezione. Amber Island è l&#8217;essenza di tutto questo, il nuovo capitolo di GIO che lega passato e futuro, cuore e anima. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo nuovo capitolo del brand affonda le proprie radici in un terreno concreto, tangibile e materico. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le stampe, i materiali, i colori e le lavorazioni hanno lo scopo di far percepire la materia che compone i capi. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="27342" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/40_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2D10_1.jpg" alt="" class="wp-image-27342" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/40_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2D10_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/40_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2D10_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="27343" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/34_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2T6_1.jpg" alt="" class="wp-image-27343" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/34_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2T6_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/34_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2T6_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ogni capo è una tela su cui vengono sovrapposti colori e motivi e dove si intravedono dettagli sempre più particolari e dipinti a mano. Qui si intuisce il significato della seconda parola nel nome della collezione: <em>Island. </em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Isola perchè madre della terra, essenza della materia. L&#8217;isola per Giovanni ha sempre avuto un significato importante che definisce un luogo sospeso, ma reale allo stesso tempo. L&#8217;isola gli dà l&#8217;impressione di toccare davvero la terra, di sentirne il calore e così di imparare ad ascoltarsi e a conoscersi. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ognuno dei capi che fanno parte di questa collezione è stato immaginato per diventare parte di questa scoperta e per accompagnare chiunque li indossi in momenti che verranno sigillati nella memoria. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="27344" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/8_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2C6_1.jpg" alt="" class="wp-image-27344" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/8_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2C6_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/8_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2C6_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="27345" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/21_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2J3_2.jpg" alt="" class="wp-image-27345" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/21_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2J3_2.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/21_GIO-GIOVANNI-GEROSA_SS25_CH6D2J3_2-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I capi si presentano leggeri e pieni di dettagli e sfumature, proprio come i ricordi. Nei colori percepiamo la presenza dell&#8217;isola, della terra. Le forme sono morbide e danno così modo di vestire i corpi come e dove decidiamo noi. Vengono stampate alcune frasi sui capi che rappresentano la fugacità e la densità che i ricordi portano con sé. Poi i disegni, che ci riportano con i piedi per terra sulla nostra isola. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">GIO con le sue collezioni ci regala momenti unici e ci permette di rivivere quelli passati con la stessa intensità della prima volta e di racchiuderli così nel nostro amuleto d&#8217;ambra personale. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Complimenti a GIO per il suo nuovo capitolo e grazie per la sincerità che ha messo nel raccontarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/10/05/gio-giovanni-gerosa-presenta-il-suo-nostalgico-chapter-vi/">GIO, Giovanni Gerosa presenta il suo nostalgico Chapter VI</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Passerella a Parigi: welcome back at Ville Lumière</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/27/passerella-a-parigi-welcome-back-at-ville-lumiere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[PFW]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quarto giorno in passerella Continua la Paris Fashion Week, e con oggi, siamo al quarto giorno. Coco Chanel diceva: “la moda è un linguaggio che parla da sé”. Innegabile. Non c’è motivo alcuno per il quale si debba darle torto. Ogni designer, ogni brand, trasmette qualcosa, lancia un messaggio e che il tema sia universale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/09/27/passerella-a-parigi-welcome-back-at-ville-lumiere/">Passerella a Parigi: welcome back at Ville Lumière</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Quarto giorno in passerella </strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Continua la Paris Fashion Week, e con oggi, siamo al quarto giorno.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Coco Chanel diceva: “<em>la moda è un linguaggio che parla da sé</em>”. Innegabile. Non c’è motivo alcuno per il quale si debba darle torto. Ogni designer, ogni brand, trasmette qualcosa, lancia un messaggio e che il tema sia universale o meno, poco importa. Perché? Semplice, perché alla fine, sarà come quel messaggio è stato trasmesso che ci rimarrà impresso.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questa quarta giornata vediamo l’apertura, in passerella, di Chloè.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-2-2-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27032" style="width:309px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-2-2-683x1024.jpg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-2-2-480x719.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Chloè</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In uno scenario dapprima futuristico, rivelatosi poi, un piacevole ambiente dalle sfumature bucoliche. Giocando sui toni del bianco e del verde, Chemena Kamali ci ha mostrato la sua seconda collezione. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In passerella vediamo sfilare le modelle con camicie bianche, finemente ricamate e dallo spessore minimale, pantaloni coordinati, alcuni di questi con cordoncini in vita. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oppure pantaloncini bloomer, questo stile a palloncino che tra pizzo e ritagli al ginocchio, tessuti di cotone ci ricordano molto…l’intimo tra ‘700 e ‘800. In ogni caso non è una novità, l’uso di biancheria intima come capospalla, ma sembra che Kamali stia sfacciatamente reinventando gli stili tra XVIII e XIX secolo. La conclusione è un boom di floreale, tra rouche, abiti lunghi e morbidi in varie tonalità pastello con tenui fiori dei medesimi colori. Un’esplosione della “primavera” di Botticelli. Per la SS25  -doveroso un &#8220;<em>Floreale a primavera? Avanguardia pura&#8221;- </em>non ci aspettavamo questo rimando alla SS del 2022.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="27029" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/b80f.jpg.avif" alt="" class="wp-image-27029" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="27030" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-1-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27030" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="27031" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-6-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27031" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tutta la collezione, nella sua delicata eleganza dei toni neutri e delle semitrasparenze, può essere ricondotta a un “indossa ciò che vuoi”.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se si vuole, invece, cercare qualcosa che reincarni la modernità e, al tempo stesso, la creatività penso sia doverosa una menzione alla sfilata di Uma Wang.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Uma Wang</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non sono insolite le sfilate all’interno di location particolari. Questa volta, per la SS25, è toccato a una chiesa sconsacrata.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le modelle hanno sfilato al centro della navata. Protagonisti colori in palette neutre e terrose, con accenni di nero, sono sempre le shilouette a colpirci. L’uso di tessuti come cotone, seta o lino, hanno reso evidente un gioco di forme oversize con drappeggi e strati che scivolano sulle figure -a volte con elaborati intrecci o rouche- creando, nel complesso, un senso di calma e raffinatezza. Tutte caratteristiche volte a riflettere quella che vuole essere una bellezza discreta e sobria.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="1024" data-id="27026" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.45.22-696x1024.png" alt="" class="wp-image-27026" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.45.22-696x1024.png 696w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.45.22-480x706.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 696px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="1024" data-id="27027" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.47.44-696x1024.png" alt="" class="wp-image-27027" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.47.44-696x1024.png 696w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.47.44-480x706.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 696px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="1024" data-id="27028" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.45.36-696x1024.png" alt="" class="wp-image-27028" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.45.36-696x1024.png 696w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-21.45.36-480x706.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 696px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Doveroso rimarcare l’attenzione ai dettagli di Uma Wang. La designer attinge profondamente al patrimonio sartoriale e visivo del suo paese: basta notare la cura nei dettagli, nelle cuciture elaborate e in applicazioni che, sicuramente, richiedono tecniche sartoriali decisamente uniche.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In una sfilata, la location, il contesto è importante. Indubbio. Trasmette tutto ciò che il designer vuole far vedere, e questo, non avviene solo tramite le modelle e i modelli che sfilano, ma anche e soprattutto grazie all’ambiente che circonda gli ospiti. Eppure, quando siamo nel bel mezzo della fashion week a Parigi, è altrettanto facile pensare che, in quanto a location molti siano quasi dei set cinematografici. Spazi per kolossal, e -complice lo scenario di giugno- pensiamo subito alla passerella di Rick Owens.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Rick Owens</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ancora una volta il designer si affida ad <a href="https://www.instagram.com/p/DAZOTSiCUD0/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hollywood.</a> Il taglio è rigido ora, meno leggero di quello della sfilata uomo di giungo, e, lo si nota partendo dalla colonna sonora: <em>Tristan und Isolde</em> di Richard Wagner. Una collezione segnata dal nero dell’inizio in charmeuse, che, pian piano vira verso il beige pallido. Forme annodate e drappeggi caratterizzano i vestiti lunghi che hanno anche la coda, giacche tailored e rigide in seta delicatissima e trasparente, cappe in fragile tulle. Tutto richiama il contrasto tra la forza e la delicatezza. In una processione a gruppi, lenta e sotto il fumo, sfilano studenti e docenti delle scuole di moda. Persone vestite in una sartoria rigida, con mantelli, ricami, una prevalenza di nero e denim sdruciti arrivando a un finale dove cinghie e abiti in argento laccato chiudono la passerella. Sicuramente emotivamente impegnativa. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Parigi è teatro di storia della moda, i più grandi nomi, hanno avuto origine lì.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="569" height="1024" data-id="27025" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.12.11-569x1024.png" alt="" class="wp-image-27025" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.12.11-569x1024.png 569w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.12.11-480x864.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 569px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="569" height="1024" data-id="27024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.12.04-569x1024.png" alt="" class="wp-image-27024" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.12.04-569x1024.png 569w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.12.04-480x864.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 569px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="569" height="1024" data-id="27023" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.11.16-569x1024.png" alt="" class="wp-image-27023" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.11.16-569x1024.png 569w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-26-alle-23.11.16-480x864.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 569px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Schiaparelli</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La rivoluzione della moda, la sua diffusione, è partita proprio da Parigi. Ora, tra i nuovi nomi campeggiano sempre le grandi storie: Schiaparelli è una di queste.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La linea guida di una collezione femminile, essenziale e intramontabile c’è sempre. Quello che Daniel Roseberry definisce “<em>Future Vintage</em>”, raccontando una femminilità contemporanea, innovativa, senza rinunciare all’eleganza intramontabile di Schiaparelli. Il tentativo di portare il brand di Diego della Valle in un ready to wear, sembra riuscire. Colori vivaci, tessuti leggeri, stampe animali sono uniti a forme semplici e ariose, al denim e camice sagomate come abiti. «<em>La collezione è volutamente ridotta. Ma è un momento straordinario per essere piccoli, perché ti permette di progettare con un vero scopo, e per noi lo scopo vince sempre sulla banalità. Il mondo può sembrare più caotico che mai, ma qui l’atmosfera è celebrativa: sia di ciò che la moda può essere, sia di come la moda può farti sentire</em>», spiega Roseberry.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="27019" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/24d1.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-27019" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/24d1.jpg-copia.jpg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/24d1.jpg-copia-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="27021" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/3438.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-27021" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/3438.jpg-copia.jpg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/3438.jpg-copia-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="27020" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/921e.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-27020" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/921e.jpg-copia.jpg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/921e.jpg-copia-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La conclusione di questa giornata, forse quella che ci serviva, è l’esplosione di vivacità di&nbsp;<strong>Casablanca.</strong>&nbsp;Con un salto nel tempo fino all’America degli anni ’50 con abiti gessati in stile gangster, quattro auto vintage -dal sapore di un margarita a Cuba- al centro della passerella e gli anni ’70 subito dopo con colori e look luminosi ricordanti surfisti e skater. E con lo stile “Californication” da Parigi, è tutto!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Vogue, Fashion Network, Instagram</p>
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		<title>Parigi Fashion Week: la terza giornata tra plagi e chiccherie</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/26/parig-fashion-week-la-terza-giornata-tra-plagi-e-chiccherie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Acne Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Balmain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terza giornata di Fashion Week a Parigi troviamo la classica eleganza della città, ma forse anche un po&#8217; troppe copie delle copie. Cerchiamo le differenze assieme. Bonjour à tout le monde! Miei cari fashionisti, ci troviamo sotto la pioggia di Parigi e anche nel terzo giorno di Parigi Fashion Week. La terza giornata ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nella terza giornata di Fashion Week a Parigi troviamo la classica eleganza della città, ma forse anche un po&#8217; troppe copie delle copie. Cerchiamo le differenze assieme. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Bonjour à tout le monde!</em> Miei cari fashionisti, ci troviamo sotto la pioggia di Parigi e anche nel <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.adlmag.it/2024/09/25/bonjour-paris-secondo-giorno-sulla-passerella/&amp;ved=2ahUKEwjmy6i6h9-IAxWniv0HHZmFAxEQFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw3DNGNezWwdTul9L3FQaEO1">terzo giorno di <strong>Parigi Fashion Week</strong></a>. La terza giornata ha dei nomi non da poco nella sua lista, ma forse dobbiamo ancora riprenderci dal Saint Laurent di ieri&#8230;<em>mondieu!</em></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">ll terzo giorno di Paris Fashion Week lo apre Courrèges. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Conosciuto per il suo futurismo dal lontano 1961, anche la SS25 di <strong>Courrèges</strong> si permea dell&#8217;heritage del brand. Geometrie dai tagli netti (ovviamente) e rigore clinico. La severità si fa sexy. Linee dritte rinforzate e posizionate dove non si dovrebbe, o forse proprio dove dovrebbero andare. Serietà, austerità, bianco e nero. Courrèges sa come funziona la matematica e le formule geometriche, per questo delle micro-fasce diventano i top più minimal ( e desiderati) che mai. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Gli abiti che poi scendono dritti avanti, si liberano di qualsiasi tessuto sul retro, lasciando una schiena nuda. Satin, pelle e sandali prisma super chic. E come ogni formula matematica vuole, tutto ha un senso. I capi non sfilano in conseguenza senza rigore: ogni look è il punto di partenza di quello successivo. Nicolas Di Felice ci spiega che quello che si vuole ricreare è un circolo di ripetizioni che vogliono indurre familiarità. Assolutamente sì! </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-id="26984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4093.webp" alt="" class="wp-image-26984" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4093.webp 684w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4093-480x719.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 684px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="26985" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4094-768x1024.webp" alt="parigi fashion week " class="wp-image-26985" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Courrèges Spring Summer 2025 </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A mezzogiorno suonano le campane e tutti gli spettatori allo show di <strong>The Row</strong>, e sono stati pochissimi, se ne sono accorti. Un pubblico selezionatissimo racchiuso in una villa in pietra tagliata in <em>rue des Capucines</em>. E nonostante le persone fossero solo poche e fidate, vige, ancora, la regola no-phone-no-photo, fino alla pubblicazione ufficiale dalla casa di moda. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lo stile The Row è dettagliato nella sua semplicità: sfila una t-shit grigia e oversize monotasca, ma in cashmere. E che cashmere&#8230;E poi ancora: canotte tagliate con scollature smerlate, gonne a doppio strato in garza e dalle tasche profonde. Tutti dettagli che sono sicura saranno stati annotati sul taccuino lasciato a ogni ospite nel proprio posto. Tutto era così semplice, senza però esserlo davvero. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">E se questa stagione è stata prettamente monocolore, The Row ha sfilato con decisione pochi, ma buoni, colori: nero, blu, grigio ed écru. </h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="899" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4095-899x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26986" /><figcaption class="wp-element-caption">Il taccuino alla sfilata di The Row, via @<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.instagram.com/outlandermagazine/&amp;ved=2ahUKEwiXxYfFh9-IAxV7hP0HHU-_FtsQFnoECAoQAQ&amp;usg=AOvVaw1ThJTGlV7pAsTUfEwhw28D">outlandermagazine</a></figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel primo pomeriggio sfila Lui: <strong>Dries Van Noten</strong>. La casa di moda, con la sua collezione, porta finalmente il colore in una grigia e monotematica Parigi. Nonostante il ritiro dell&#8217;omonimo stilista dal marchio e un team diverso alla guida, la sfilata era più familiare che mai. I tipici colori languidi, le stampe intelligenti e il lavoro sartoriale: il dna di Van Noten era presente. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tornando indietro con il tempo possiamo facilmente renderci conto che la runway FW del 1997 è stata un importante punto di riferimento. Fiori, gioielli e un mix di codici stilistici. La novità l&#8217;abbiamo trovata nei riferimenti alla lingerie, presenti in alcuni capi. Ma poi i colori, le stampe! I fiori sono presenti, a volte molto espliciti, altre volte meno. I capispalla sono, scusatemi il gioco di parole, il <em>fiore </em>all&#8217;occhiello della collezione. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La creatività non ha mai lasciato la stanza e un po&#8217; avremmo voluto non lo facesse neanche Dries Van Noten, ma se l&#8217;andazzo è questo potremmo anche trovare il modo di consolarci. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26987" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/driesvannotenss250025-96b426ee9f8d858d09bd.jpg-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-26987" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26988" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/driesvannotenss250059-ca05369e974033abd9b6.jpg-683x1024.webp" alt="parigi fashion week " class="wp-image-26988" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Dries Van Noten Spring Summer 2025 </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E&#8217; il turno di <strong>Rabanne</strong>. In passerella sfila uno stile preppy e chic, sarà l&#8217;aria di Parigi. I colori sono tenui, ma comunque vari. Troviamo righe e fiori (una forte e persistente tendenza). Ovviamente non poteva essere una sfilata Rabanne senza oro e senza argento. Sfilano quindi dei look totalmente cromati e altri che portano il colore solo in alcuni dettagli, che non passano comunque inosservati. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non mancano anche le maglie Rabanne, elemento chiave che la casa di moda si porta dietro dagli anni &#8217;90 e che fa schizzare i prezzi dei capi ogni volta che le intrecciano. Lo stesso concetto viene portato sugli accessori e così in passerella sfila una borsa dal valore di 250,000euro. Perchè? Beh prima di tutto è Rabanne, poi è in oro 18k ed è anche impreziosita da diamanti. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il futurismo in questa Fashion Week parigina con Rabanne, e anche con Courrèges, permea le passerelle e diventa chic. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26990" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/rabanness250026-56b8108bba48f1f70636.JPG-682x1024.webp" alt="" class="wp-image-26990" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26989" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/rabanness250031-3406fc72060acf548916.JPG-682x1024.webp" alt="parigi fashion week " class="wp-image-26989" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Rabanne Spring Summer 2025 </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Verso sera ci troviamo in hangar asettico per <strong>Acne Studios</strong>. Il set design è curato dall&#8217;artista Jonathan Lyndon Chase il cui focus è il concetto tra pubblico e privato, che ha poi inserito con le sue opere nell&#8217;enorme spazio. Acne Studios ha fatto il suo con i capi e la collezione diventa lo stemma del &#8220;lasciarsi andare&#8221;. Quindi le forme sono morbide, fluide, esasperate a volte. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I completi della collezione non strizzano l&#8217;occhio alla formalità, ma più al gioco, al comodo, al morbido, al tornare a casa, più che all&#8217;uscirci. Forse un po&#8217; di ispirazione la vediamo presa dai giochi di Bottega Veneta e dalle forme e dallo styling Balenciaga. I massici, ma semplici, gioielli spiccano su capi che vengono ripensati e ricostruiti partendo dalla loro forma comune e andando poi oltre, senza sbilanciarsi troppo. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I capi sono bellissimi, ma i look a volte sembrano già visti, un po&#8217; troppo familiari. Che si possa giocare a trovare le differenze in questa Paris Fashion Week?</h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26991" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-4-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26991" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26992" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-1-683x1024.jpg" alt="parigi fashion week " class="wp-image-26992" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Acne Studios Spring Summer 2025 </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Concludiamo la terza giornata di moda parigina con <strong>Balmain</strong> che, anche per questa stagione, è a un passo dalla bocca. La SS25 della casa di moda è un inno al corpo femminile e al suo empowerment. Con forme coniche proprio dove ve le immaginereste, le spalle si appuntiscono e si fanno più grosse. Come per il <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.adlmag.it/2024/01/21/balmain-una-ventata-di-couture/&amp;ved=2ahUKEwjZ9JnUh9-IAxXKhP0HHV8pNVAQFnoECCEQAQ&amp;usg=AOvVaw3nEd9a_B12YWRpu-JIPcGZ">menswear della FW24</a> si ripresentano gli Swarovski che ricreano i visi di donna sui capi, per intero. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Poi il nero e la pelle e le catene. Dalle file dietro sento dei bisbigli che parlano di una vibe molto Rick Owens e una catena un po&#8217; troppo N°5. Alcuni dei look risultano eccessivamente retrò, va bene la nostalgia, ma così anche troppa. Appesantiti di perle troppo ravvicinate alcuni degli ultimi capi fanno molto &#8220;opulenza&#8221;. Viene portato in passerella anche il rosa antico e il rosso accesso. Poi le forme si particolareggiano e i look diventano più Met Gala che<em> Champs Elysees</em>. Alcune delle <em>misse</em> impeccabili, altre già viste, forse addirittura dai boomers della moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="414" height="621" data-id="26993" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/balmain-spring-2025-gg-034.jpeg.webp" alt="parigi fashion week " class="wp-image-26993" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/balmain-spring-2025-gg-034.jpeg.webp 414w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/balmain-spring-2025-gg-034.jpeg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26994" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-5-683x1024.jpg" alt="parigi fashion week " class="wp-image-26994" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Balmain Spring Summer 2025 </figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sempre apprezzato il revival, attenzione però a non scivolare su un decennio un po&#8217; troppo in là. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La terza giornata di Parigi Fashion Week si conclude qui. Molto chic, ovviamente, ma anche piena di&#8230;plagi? Mi sembra il termine più elegante per dire &#8220;scopiazzature&#8221;, siamo pur sempre nella città dell&#8217;eleganza. Manteniamo quindi un certo contegno, anche quando ci mettiamo più comodi. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Bonne nuit Paris, à demain!</em></p>
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		<title>Bonjour Paris: secondo giorno sulla passerella</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/25/bonjour-paris-secondo-giorno-sulla-passerella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[PFW]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In passerella da New York a Parigi, passando per Londra e Milano. Le grandi quattro città della moda, the fabulous four, continuano a regalarci emozioni.  Certo, ammettiamo tutti che ci si aspettava molto di più da New York e Londra -che sono sembrati sottotono- e forse, ma non voglio essere troppo disfattista, anche Milano ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>In passerella da New York a Parigi, passando per Londra e Milano.</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong> Le grandi quattro città della moda, the fabulous four, continuano a regalarci emozioni. </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Certo, ammettiamo tutti che ci si aspettava molto di più da New York e Londra -che sono sembrati sottotono- e forse, ma non voglio essere troppo disfattista, anche Milano ci poteva regalare molto di più. Tuttavia, lasciamo stare quel discreto senso di incompletezza.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante i tempi cambino, e non sia più al centro dello stile, Parigi rimane in grado di trascinarci in quell’allure di fashionable che porta con sé.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>In passerella</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con l’entusiasmo di Emily, quando vola da NY a Parigi, ci buttiamo sulle passerelle parigine. La seconda giornata regala un perfetto mix: come un bravo bartender esperto nell’arte della mixology, e chissà che non sia la carta vincente, si uniscono nuovi nomi a grandi colossi. E’ l’emblema di questa giornata che ha visto in calendario -ad esempio- una contrapposizione di storicità. Fondato nel 2023, Alain Paul, apre la seconda giornata ed a metà troviamo (l’essenza della moda francese, insieme a Mademoiselle Chanel) Dior.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Alain Paul</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nuovo, nuovissimo, porta sulle scene il mondo della danza.&nbsp;<em>“ I want to bring the dancer’s wardrobe to the streets”,&nbsp;</em>Alain Paul esprime chiaramente la sua idea. Un mondo fatto di tessuti elasticizzati, crepe, maglieria, sete e un gioco di colori e trasparenze.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Linee pulite e silhouette contemporanee, elementi sartoriali combinati con materiali innovativi, donano freschezza alla collezione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il bianco e il nero la fanno da padrone, insieme alle linee pulite, c’è attenzione ai dettagli ma anche note di colori come il rosso scuro e un piacevole contrasto giallo tenue e grigio. Tutto assemblato con rigore ed eleganza. Esattamente quello che si vedrebbe in un balletto all’Operà.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="704" height="1024" data-id="26927" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-20.54.27-704x1024.png" alt="" class="wp-image-26927" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-20.54.27-704x1024.png 704w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-20.54.27-480x698.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 704px, 100vw" /></figure>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ruohan&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sempre in tema di rigore ed eleganza, nonostante non c’entri niente il mondo fatto di tulle e scarpette a punta, vediamo l’essenzialità dello stile minimalista di Ruohan Nie. Forte della sua ispirazione legata al mondo dell’arte, dei viaggi e del design -direttamente dalla Cina- ci accompagna in una sfilata dove l’unico obbiettivo è accompagnarci per mano in questo mondo. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="734" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.20.38-1-1024x734.png" alt="" class="wp-image-26935" style="width:525px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.20.38-1-1024x734.png 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.20.38-1-980x703.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.20.38-1-480x344.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le modelle, hanno sfilato all’esterno di un quadrato, velato da loro stesse, dove musica dal vivo accompagnava la passerella. Musica delicata come i tessuti mostrati, in palette di colori neutri, morbidi ed allo stesso tempo femminili. Un’insieme di dettagli e accessori, come borse a spalla, mocassini, pochette che creano un connubio di eleganza e raffinatezza insieme all’essenziale. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Stravaganza, fino ad ora, non se ne vede.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26934" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.40.44-683x1024.png" alt="" class="wp-image-26934" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.40.44-683x1024.png 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.40.44-480x719.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il momento di stupirci arriva presto. Con una reinterpretazione del mito delle Amazzoni, Maria Grazia Chiuri, celebra la donna contemporanea.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un po&#8217; come ha fatto Hermès, nella collezione AI 24/25.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Christian Dior&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con arco e frecce, rimandi all’ispirazione equestre avuta da Christian Dior, una serie di look uniscono l&#8217;estetica sportiva a quella haute couture.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Abiti fluidi e confortevoli si alternano a tailleur sartoriali,&nbsp;il tutto impreziosito da dettagli tecnici e materiali innovativi.&nbsp;Le silhouette sono slanciate e dinamiche,&nbsp;perfette per una donna sempre in movimento.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un elemento chiave della collezione è la rivisitazione del classico tailleur Dior.&nbsp;Giacche e pantaloni sono proposti in tessuti tecnici e presentano tagli più sportivi,&nbsp;creando un contrasto affascinante con la femminilità delle linee.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tuttavia, è l&#8217;abbigliamento sportivo a rubare la scena.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tute,&nbsp;leggings e felpe sono rivisitate in chiave luxury,&nbsp;con l&#8217;aggiunta di dettagli preziosi e lavorazioni artigianali.&nbsp;Le scarpe,&nbsp;un mix tra stivali e infradito,&nbsp;e le sneakers con gambali in stretch completano il look.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dalla mitologia passiamo alla magia. Certo, sempre creatura mitologica rimane, ma, è facilmente collegabile a un mondo magico. Parliamo dell’unicorno di Florentina Leitner.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" data-id="26938" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.52.55-722x1024.png" alt="" class="wp-image-26938" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.52.55-722x1024.png 722w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-21.52.55-480x681.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Florentina Leitner</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una collezione che è pura fantasia. in passerella tessuti scintillanti, combinazioni di colori giocosi, -che ci riportano alla nostra infanzia, tra brillantini e tulle, quando volevamo essere tutte principesse- accessori accattivanti e un audace uso del rosso e del nero. Tutto questo ci porta in una dimensione onirica, probabilmente quello di cui abbiamo bisogno senza saperlo, e ci apre a un mondo di tessuti riciclati, stampe 3D, lavorazioni artigianali e disegni floreali. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con materiali ecosostenibili e un pizzico di ironia, non si rinuncia a parlare dell’eterna battaglia tra bene e male. Eh si, perché la collezione, della designer austriaca è ispirata a “T<a href="https://www.instagram.com/reel/DANlKabNUcw/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">he Last Unicorn</a>” di Peter S. Beagle. Come ci è facile intuire dal tema sulla passerella. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questo viaggio tra eleganza, rigore, mitologia e magia arriviamo alla conclusione di questa seconda giornata.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Saint Laurent&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Giacche in pelle con spalle larghe, occhiali da sole, doppiopetto e pantaloni sartoriali accompagnati da tacchi. Sulla passerella rimandi alla moda maschile degli anni ’50. Vaccarello ha saputo bilanciare alla perfezione l&#8217;eros e la raffinatezza, creando capi che sono al tempo stesso provocatori e chic. La palette cromatica, dominata dal nero e dal bianco, è stata interrotta da tocchi di colore vibrante, come il rosso fuoco e l&#8217;azzurro elettrico, che hanno aggiunto un tocco di vivacità alle creazioni.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I dettagli sartoriali impeccabili e le proporzioni oversize hanno conferito ai capi un&#8217;aria sofisticata e moderna.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="729" height="1024" data-id="26945" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-22.13.42-729x1024.png" alt="" class="wp-image-26945" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-22.13.42-729x1024.png 729w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-24-alle-22.13.42-480x674.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 729px, 100vw" /></figure>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scelta di far sfilare le modelle in un ambiente minimalista ha permesso di mettere in risalto la forza delle creazioni, senza distrazioni. Infine, ultima, ma non meno importante: la colonna sonora,&nbsp;coinvolgente,&nbsp;ha accompagnato perfettamente la sfilata,&nbsp;creando un&#8217;atmosfera intensa ed emozionante.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa seconda giornata della Paris Fashion Week ci trasporta nel cuore della moda, dove tutto è possibile.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Photocredits: Instagram</p>
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			</item>
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		<title>Milano Fashion Week ,sfilate,  day 3 </title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/20/milano-fashion-week-sfilate-day-3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[MFW]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terzo giorno di sfilate non delude affatto.  La Milano Fashion Week continua a stupire, tra sfilate e tendenze,  e la giornata del 19 settembre non ha fatto eccezione. Il calendario è stato fitto di appuntamenti che hanno visto sfilare alcune delle maison più prestigiose del panorama internazionale. Le sfilate più attese Tra le sfilate più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il terzo giorno di sfilate non delude affatto. </strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La Milano Fashion Week continua a stupire, tra sfilate e tendenze,  e la giornata del 19 settembre non ha fatto eccezione. Il calendario è stato fitto di appuntamenti che hanno visto sfilare alcune delle maison più prestigiose del panorama internazionale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Le sfilate più attese</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le sfilate più attese della giornata,&nbsp;spiccano quelle di&nbsp;<strong>Max Mara</strong>,&nbsp;<strong>Genny</strong>, &nbsp;<strong>Philosophy di Lorenzo Serafini</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Prada</strong>. Queste griffe hanno presentato le loro collezioni&nbsp;<strong>Primavera/Estate 2025</strong>,&nbsp;proponendo visioni dello stile femminile contemporaneo che spaziano dall&#8217;eleganza senza tempo all&#8217;avanguardia più audace.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26706" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Philosophy1.avif" alt="" class="wp-image-26706" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26709" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Genny1.avif" alt="" class="wp-image-26709" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26707" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/MaxMara1.avif" alt="" class="wp-image-26707" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Max Mara</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Come sempre Max Mara mantiene i piedi per terra: in un periodo in cui, complici i social, le tendenze effimere, la moda segue questa scia. Quelle micro tendenze da tiktok. La casa di moda di Reggio Emilia, invece, è salda sui suoi “principi”. Capi sartoriali, un’eleganza quasi sussurrata -in cui le nuance della terra, del bianco e del nero e grigio sono protagoniste- si dà risalto a qualcosa destinato a durare nel tempo. Tessuti importanti, durevoli, di preziosa fattura e riutilizzabili. Una moda volta, come piaceva ai nostri nonni, a durare nel tempo. Ispirazione: antica Grecia. E indubbiamente questa eleganza ci piace anche a noi, mai mancante di un tocco di originalità. In passerella vediamo infatti camicie classiche, gonne midi aderenti, pantaloni dal taglio sartoriale e abiti dalle linee pulite e strutturate. Non sono mancati i cappotti morbidi ed eleganti, ormai capi cult della maison.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26719" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/MaxMara1-1.avif" alt="" class="wp-image-26719" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26718" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/MaxMara2.avif" alt="" class="wp-image-26718" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26717" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/MaxMara3-1.avif" alt="" class="wp-image-26717" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Prada</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Da un’ispirazione all’altra. Miuccia Prada vede ogni essere umano come un supereroe. Grazie Miuccia. Con i nostri difetti e imperfezioni abbiamo, anche, superpoteri: “Siamo partiti dalla volontà di aprire un dialogo sul nostro contesto culturale. Ne abbiamo esaminato il senso profondo e abbiamo espresso le nostre reazioni: l’idea della scelta, dell’imprevedibilità come misura della creatività umana, di Prada per ogni individuo” ha spiegato Miuccia Prada. La SS 25, dove uniscono le forze Prada e Raf Simons, è imprevidibilità, abnegazione dell’imitazone e delle aspettative che definiscono un essere umano. Ha sfilato l’idea di una moltitudine di colori: gonne con ganci di metallo, abiti lunghi in nuances scure, collant che diventano leggings, borchie metalliche su gonne midi. Una collezione, durante la MFW, che vuole essere portavoce di un’autoaffermazione. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26715" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Philosophy2.avif" alt="" class="wp-image-26715" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26713" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/MM62.avif" alt="" class="wp-image-26713" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26714" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Genny2.avif" alt="" class="wp-image-26714" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non ci sono dubbi che <strong>Maison Margela MM6, </strong>sia il brand dell’innovazione. Quando si parla di John Galliano ogni commento è superfluo. Lo stilista britannico, è, dal 2014 la mano dietro tutte le sfilate di MM6. C’è tutta l’essenza di Galliano in questa passerella minimale, dove, un gioco di luci e ombre crea quell’atmosfera tale da invitare il pubblico a cercare sfumature nelle creazioni, che, sfilano. Ogni pezzo racconta una storia, i dettagli di pelle, cuciture a vista, pantaloncini strappati. Sono tutti dettagli che riflettono, quella possibile, dualità tra il caos e la tranquillità. Le line cadono bene sulle shilouette, e, si passa da toni neutri a macchie di colori vivaci -come jeans e giubbotto in oro/verde laminato- creando un contrasto tra presente e futuro. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La giornata si è conclusa nel più degno dei modi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26710" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Armani2.avif" alt="" class="wp-image-26710" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26711" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Armani3.avif" alt="" class="wp-image-26711" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26712" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/Armani1.avif" alt="" class="wp-image-26712" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al terzo giorno di MFW, il padrone di casa -Re Giorgio- ha fatto gli onori. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Giorgio Armani</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il maestro della moda italiana ha dimostrato ancora una volta la sua maestria nel creare capi iconici e senza tempo, che definiscono l&#8217;eleganza contemporanea. In questa collezione, infatti, c’è un’unione tra passato e futuro. Indissolubilmente legati sulla passerella. Eleganza e classe per eccellenza: tra tailleur oversize e abiti impreziositi da strass ( altri trasparenti) si legge l’identità di <a href="https://www.instagram.com/p/DAHHRz3ohHf/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giorgio Armani</a>. Come quarant’anni fa, anche ora, è innegabile la capacità di guardare oltre e anticipare i tempi della moda. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Possiamo dire, che, la città meneghina,&nbsp;con il suo mix unico di storia,&nbsp;cultura e dinamismo,&nbsp;rappresenta il luogo ideale per celebrare la moda e guardare al futuro con ottimismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Fashion Network. </p>
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		<title>London Fashion Week  Day 2</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/14/london-fashion-week-day-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[London Fahion week]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo New York c’è Londra.  La London Fashion Week continua. Chissà se la capitale inglese saprà stupirci? Questa edizione la London Fashion Week, ebbene si, compie quarant’anni. Da sempre, nella storia della moda, Londra è la capitale dell’innovazione: Vivienne Westwood, Alexander McQueen e John Galliano sono uno degli esempi. In queste ultime settimane c’è un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Dopo New York c’è Londra. </strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La London Fashion Week continua</strong>. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Chissà se la capitale inglese saprà stupirci?</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa edizione la London Fashion Week, ebbene si, compie quarant’anni. Da sempre, nella storia della moda, Londra è la capitale dell’innovazione: Vivienne Westwood, Alexander McQueen e John Galliano sono uno degli esempi. In queste ultime settimane c’è un senso di dejavu. Con il ritorno degli Oasis e un governo laburista, quel sentore di Cool Britannia, è da aggiungere al calderone della Fashion Week londinese. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella frenesia della settimana della moda londinese, la giornata di ieri -seconda in calendario- ha saputo toccare corde molto diverse da New York.  Incominciando con la sfilata di Paul Costelloe, che, si è imposta come un momento di rara bellezza e raffinata audacia. Con un&#8217;abbondanza di colori ricchi e tessuti nobili, Costelloe ha mescolato tradizione e modernità. Creando, così, una collezione che racconta una storia di eleganza senza tempo, ma con uno sguardo attento al presente.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26465" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/f329.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26465" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26466" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/ecf8.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26466" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26467" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/e16e.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26467" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Paul Costelloe</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le creazioni di Costelloe sembrano riflettere un dialogo continuo tra il passato e il futuro della moda. Un aspetto particolarmente interessante della sfilata è stata l’interpretazione del colore. Costelloe ha scelto una palette di tonalità pastello, in tutte le loro sfumature, segnando un contrasto affascinante tra sobrietà e vivacità. Questa scelta cromatica ha donato alla collezione un&#8217;energia nuova, rievocando la gioia e la vitalità di una moda che sa sorprenderti. Con quel retrogusto anni ’60, che ci piace tanto. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tuttavia, nonostante l’indubbia maestria tecnica, alcune scelte stilistiche hanno sollevato interrogativi. In alcuni casi, i dettagli decorativi sembravano eccessivi. Ciò rispetto alla sobrietà delle silhouette, dando vita a un risultato visivo talvolta confuso -con un sentore alla Barbie-. Ma sarà un richiamo d’oltreoceano probabilmente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inoltre, si è potuto notare un’assenza di diversità nei modelli presentati. Dove la rappresentanza e l’inclusività stanno guadagnando sempre maggiore attenzione nella moda, si è notata la mancanza di una gamma variegata di silhouette. Ciò ha lasciato una sensazione di incompletezza nella collezione. Costelloe potrebbe considerare il potere della diversità come uno strumento non solo estetico, ma anche culturale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26459" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/5f16.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26459" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26460" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/277c.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26460" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26461" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/567c.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26461" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Di Petsa</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa giornata alla <a href="https://londonfashionweek.co.uk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">London Fashion Week </a>è stata caratterizzata dalla straordinaria sfilata di Di Petsa. I tessuti fluidi e le silhouette avvolgenti hanno messo in risalto il movimento e la sensualità. La collezione è stata un vero e proprio inno all&#8217;autenticità e all&#8217;espressione individuale, presentando modelli che sfidano le convenzioni e celebrano la diversità. Ogni look raccontava una storia, immergendo gli spettatori in un viaggio visivo che ha lasciato un&#8217;impronta indelebile. Di Petsa continua a dimostrare di essere una delle voci più fresche e promettenti della moda contemporanea.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Fashion East&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La London Fashion Week è stata scossa dall&#8217;energia innovativa di Fashion East. La piattaforma nota per il suo impegno nel sostenere i giovani designer e le nuove voci della moda. La sfilata, che ha avuto luogo nel cuore di Londra, ha presentato una collezione audace e fresca, catturando sicuramente l&#8217;attenzione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La serata è iniziata con una celebrazione delle silhouette audaci e dei materiali innovativi. I designer hanno sfidato le convenzioni, proponendo abiti che combinano estetica e funzionalità. Dalla pelle riciclata ai tessuti tecnologici, ogni look raccontava una storia di sostenibilità e sperimentazione.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sfilata di Fashion East alla London Fashion Week del 13 settembre è stata un&#8217;emozionante vetrina di creatività e innovazione. I designer emergenti hanno dimostrato che la moda non è solo un&#8217;estetica, ma un mezzo potente per esprimere idee, valori e culture. Mentre la settimana della moda prosegue, l&#8217;impatto di Fashion East rimarrà nel cuore degli appassionati e dei professionisti del settore. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-25 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26462" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/3e73.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26462" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26463" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/3da5.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26463" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26464" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/45bf.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26464" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Helen Anthony</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La prima cosa che mi ha colpito all&#8217;ultima sfilata di Helen Anthony alla London Fashion Week è stato l&#8217;uso del colore da parte del marchio. Lo spettacolo presentava una vivace tavolozza di rossi, blu, viola e gialli. Una scelta deliberata che non solo ha dato vita ai disegni, ma ha anche creato un&#8217;impressione indelebile. La seconda cosa: i tessuti. Si spazia dal velluto, al principe di Galles per finire su tessuti talmente leggeri da essere trasparenti. Nella sfilata si gioca con le silhouette e i materiali, creando contrasti bellissimi da vedere in passerella. Eleganza e innovazione si fondono, e, di certo non si può dire di restare delusi da questa collezione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Natasha Zinko&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sfilata di Natasha Zinko ha portato una ventata d&#8217;aria fresca nel panorama della moda. La stilista ucraina, ha sfilato ieri a Londra. La designer ucraina e londinese Natasha Zinko non è una che mantiene le cose semplici. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Natasha Zinko ha aperto una clinica di chirurgia ultraterrena per SS25. Si sono esaminate le procedure che migliorano la bellezza,e, trasmettendo il processo prima e dopo che è spesso nascosto ai social media. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-26 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26468" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/2edb.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26468" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26469" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/4d06.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26469" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26470" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/29e3.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26470" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26471" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/9acd.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26471" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26473" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/9089.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26473" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="26472" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/aa7b.jpg.avif" alt="" class="wp-image-26472" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collezione è stata invasa con l&#8217;energia apocalittica di Zinko. Ha riempito lo spazio ovale di Londra con dozzine di spettatori che il designer si aspettasse di aprirli. Abbiamo ottenuto ciò che ci aspettavamo e molto di più, con diversi modelli oltre alla gigantesca finestra fasciata post-chirurgia del locale. La vetrina è iniziata rapidamente con 46 look che imitavano i processi procedurali invasivi. Le modelle hanno camminato per la passerella indossando giubbotti chirurgici, portando garze detergenti e iPhone illuminati. Seguite da bottoni pre-bagnati abbinati a pantaloncini corti a doppia vita. Insomma, non è stata solo una semplice presentazione di abiti, ma un&#8217;esperienza immersiva a 360 gradi. La scenografia, la musica e le luci hanno contribuito a creare un&#8217;atmosfera unica, in cui gli spettatori sono stati invitati a partecipare attivamente allo show. Credo non ci sia modo migliore per concludere la giornata durante la London Fashion Week. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: FashionNetwork</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/09/14/london-fashion-week-day-2/">London Fashion Week  Day 2</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>SETCHU: la nuova collezione dalla funzionalità giocosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[funzionalità]]></category>
		<category><![CDATA[meltingpot]]></category>
		<category><![CDATA[SETCHU]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
		<category><![CDATA[versatilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla mente di Satoshi Kuwata, il brand SETCHU presenta una collezione dalla strepitosa funzionalità, per una SS25 divertente e versatile. Scopriamola assieme. I viaggi sono cibo per l’anima. Le esperienze e le conoscenze che ci portiamo a casa creano un bagaglio enorme di informazioni e ricordi che trasportiamo ovunque andiamo senza sentirne il peso. E’ [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/07/03/setchu-la-nuova-collezione-dalla-funzionalita-giocosa/">SETCHU: la nuova collezione dalla funzionalità giocosa</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dalla mente di Satoshi Kuwata, il brand SETCHU presenta una collezione dalla strepitosa funzionalità, per una SS25 divertente e versatile. Scopriamola assieme. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">I viaggi sono cibo per l’anima. Le esperienze e le conoscenze che ci portiamo a casa creano un bagaglio enorme di informazioni e ricordi che trasportiamo ovunque andiamo senza sentirne il peso. E’ quello che è successo anche a Satoshi Kuwata, mente creativa del brand SETCHU. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Satoshi ha viaggiato a lungo in Giappone e in tutto il mondo raccogliendo così un sacco di informazioni su molte tradizioni diverse. Ha vissuto a Kyoto, Parigi, Milano, Londra e anche a New York. Questo melting pot di esperienze ha fatto sì che Satoshi sviluppasse un approccio personale e unico. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La profonda conoscenza e il rispetto per le diverse culture e l’artigianato, in tutte le sue forme, dà vita alla filosofia di SETCHU.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0258-1-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23865" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La raffinatezza è importante per il brand e per la nuova collezione SS25 si accompagna assieme alla funzionalità, elemento portante della collezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per disegnare questa collection Satoshi si è impegnato nell’utilizzare i materiali nella loro interezza. Partendo da un foglio di carta, come per ogni collezione SETCHU, Satoshi lo taglia, di netto, ed ecco che SETCHU ha la sua ispirazione. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Questo taglio ha portato a un nuovo sistema di ganci che come si uniscono ancora più facilmente si possono disassemblare. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un pantalone lungo diventa midi e poi short. La giacca formale ora ha maniche removibili e diventa un gilet. Mantenendo protagonista la raffinatezza, i tagli laterali su una sahariana o un caban, rendono più semplice l’accesso alle tasche dei pantaloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-27 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23866" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0257-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23866" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23875" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0260-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23875" /></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading">I modelli della nuova collezione SETCHU sono diversi e tutti decisamente unici. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una tuta “safari”, realizzata in tela di lana e cotone si chiude con una fila di bottoni e una cerniera. La stessa è trasformabile in una combo top e pantaloni, le maniche annodabili in un fiocco da geisha sulla schiena. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Paper denim in versione delavè dà vita a capi leggeri, pantaloni dalla vestibilità over e capispalla dalle maniche staccabili. La funzionalità è sicuramente la protagonista di questa collezione. Capi formali e orli non rifiniti si incontrano con una giacca di lino abbinata a pantaloni di cotone e seta a righe, tipiche dell’abbigliamento tradizionale egiziano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-28 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23868" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0266-1-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23868" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23874" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0255-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23874" /></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading">In collaborazione con l’artista, e amico, Louis Barthelemy, nasce una nuova stampa: un’opera d’arte in stile manga ispirata alla recente storia del Giappone. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’immagine presenta un gruppo di samurai di fronte alla sfinge di Gaza, in visita in Egitto alla fine del periodo Edo. Questa stampa racconta la fusione di due culture e viene utilizzata su camicie, pantaloni morbidi e abiti asimmetrici. Anche per le scarpe i dettagli fanno la differenza. Le scarpe origami, piatte o con tacco midi, dalla punta squadrata e in morbido vitello, possono essere schiacciate e mantenere la loro forma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-29 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23870" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0261-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23870" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23869" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0256-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23869" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche gli accessori sono pensati in questa collezione: gamma di gioielli in argento a catena continua e in diversi spessori. Possono essere collana o cintura, a noi la scelta. Il viaggio ancora una volta influenza la collezione: capi antipioggia vengono creati utilizzando nylon nero da ombrello dando vita a trench che all’occasione possono diventare mantelle con solo un tocco di cerniera. In abbinamento viene presentato un berretto da pescatore ad ampie falde.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-30 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="23871" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0263-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23871" /></figure>



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<h3 class="wp-block-heading">La funzionalità in questa collezione diventa divertimento, gioco, qualsiasi capo può cambiare e diventare tutt’altro. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La parte ludica è rappresentata, poi, con il logo, a forma di gru origami. Ricamo sui capi basici ci ricorda di non prenderci mai troppo sul serio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0254-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-23873" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">SETCHU presenta una nuova collezione davvero intrigante e particolare. Importante la presenza delle diverse culture che sono fondamentali per la fusione e la creazione di questi capi senza tempo e luogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se le occasioni per partire sono poche, basta indossare un capo SETCHU per decidere dove andare e come farlo, pronti a cambiare il capo per ogni occasione. </p>
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		<title>Il terzo giorno della Parigi Fashion Week.</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/06/21/i-momenti-top-del-terzo-giorno-della-parigi-fashion-week/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[MODA UOMO]]></category>
		<category><![CDATA[Paris Fashion Week]]></category>
		<category><![CDATA[SS25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parigi: il sogno di chiunque. Tra la Tour Eiffel e Montmartre, passando per Notre Dame e la Senna si incappa nel terzo giorno della SS25, moda uomo, Fashion Week. A rendere la giornata spettacolare ci pensa Rick Owens. Rick Owens ha portato la sua visione poetica e potente alla Parigi Fashion Week Men, con una sfilata che [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"> Parigi: il sogno di chiunque. Tra la Tour Eiffel e Montmartre, passando per Notre Dame e la Senna si incappa nel terzo giorno della SS25, moda uomo, Fashion Week. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere la giornata spettacolare ci pensa Rick Owens.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rick Owens</strong> ha portato la sua visione poetica e potente alla <a href="https://www.fhcm.paris/en/paris-fashion-week">Parigi Fashion Week</a> Men, con una sfilata che ha stregato il pubblico. L&#8217;evento, intitolato &#8220;Hollywood&#8221;, ha visto una parata di soli look bianchi. Non solamente modelli, ma anche artisti e circensi. Non una sfilata, bensì, uno spettacolo tra acrobazie e effetti speciali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In passerella, 200 modelli hanno sfilato in total white, avvolti in capi fluidi e scultorei che evocavano un senso di purezza e spiritualità. Cappe, cappucci, maxi stivali e abiti in morbida charmeuse componevano un esercito di luce che avanzava con passo deciso. La palette monocromatica accentuava la forza delle silhouette allungate e delle proporzioni volumetriche, creando un&#8217;immagine di bellezza eterea e ieratica. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Issey Miyake&nbsp;</strong>La collezione era un testamento alla maestria nell&#8217;innovare le tecniche dei tessuti.&nbsp;Un cappotto blu acceso,&nbsp;con maniche rigide e angolari,&nbsp;contrastava magnificamente con la morbidezza delle sue pieghe.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Colori pastello mescolati ad altri accesi o tonalità più scure, decise come il bordeaux e il marrone. I tessuti leggeri e plissettati sembravano pronti per prendere il volo. I capi ampi e fluidi permettevano ai modelli di muoversi con grazia e senza sforzo,&nbsp;sottolineando la connessione tra il corpo umano e il vento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bluemarble&nbsp;</strong>Con questa sfilata,&nbsp;Bluemarble ha confermato il suo status di brand emergente da tenere d&#8217;occhio.&nbsp;Il marchio,&nbsp;fondato nel 2021,&nbsp;ha già conquistato un pubblico fedele con il suo stile unico e inclusivo. Camuflage, oversize, denim regnano sulla passerella. Insieme a un caleidoscopio di tessuti: dal bomber con cappuccio tecnico, ai dettagli in pelle degli accessori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Amiri&nbsp;</strong>Lo stile senza tempo, un’eleganza di linee e tessuti, rimandi agli anni ’70 con un’attenzione incredibile per gli accessori. Calzini ricamati, dettagli sui polsi dei blazer, anelli, bottoni e cinture. Una svolta glamour che vede accantonare lo stile skater. Con un’orchestra jazz di sottofondo Amiri ci presenta colori pastello e glitter, portandoci con shilouette longilinee in un’America anni’70 in cui ci si può godere un cocktail nelle serate estive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Polo e maglie attillate appartengono a un corollario di gessati perfetti, (con anche gli short perché no?) e pantaloni damascati. C’è sempre spazio per jeans e canotte, insieme ad accessori come papillon disfatti o spille appuntate al bavero. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Conclude la terza giornata della Parigi Fashion Week, moda uomo, <strong><a href="https://letsee-event-01.akamaized.net/hls/live/2099065/AMISS25_9/master-archive.m3u8?startTime=1718910621&amp;endTime=1718911635">AMI Paris</a></strong>. Ha portato un tocco di raffinata semplicità alla Paris Fashion Week Uomo con la sua sfilata per la Primavera Estate 2025.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">I capi di Alexandre Mattiussi,&nbsp;direttore creativo di AMI Paris,&nbsp;erano caratterizzati da linee pulite e silhouette rilassate. Blazer e trench grandi protagonisti e pantaloni sartoriali sono stati abbinati a magliette morbide e camicie in popeline,&nbsp;creando un look elegante e versatile allo stesso tempo.&nbsp;Tra i dettagli raffinati,&nbsp;si sono distinti i colletti a punta francese,&nbsp;le cuciture sartoriali e i polsini inamidati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La palette di colori era prevalentemente tenue, con sfumature di bianco, beige, grigio e blu navy. Tocchi di rosso, immancabile il jeans. I tessuti pregiati, come il cotone, il lino e la seta, hanno aggiunto un tocco di lusso e raffinatezza ai capi. Gli accessori erano discreti e minimalisti. Elegante e minimalista anche la location, confermando il marchio come uno dei nomi più interessanti della moda maschile contemporanea. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti: Fashion Network, Fèdèration de la Haute Couture et de la Mode </p>
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