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	<title>ristorazione Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Giovani rivoluzionari: l’insoddisfazione giustificata del presente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Boicottando i sistemi tradizionali, rifiutando i lavori quando sottopagati, i giovani di oggi applicano una rivoluzione contro il presente con la speranza di un futuro migliore. “Ai miei tempi era molto più difficile e non si lamentava nessuno, ah voi giovani!”. Ecco, questa è una di quelle frasi che se siete come me, nel fior [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/27/giovani-rivoluzionari-linsoddisfazione-giustificata-del-presente/">Giovani rivoluzionari: l’insoddisfazione giustificata del presente</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Boicottando i sistemi tradizionali, rifiutando i lavori quando sottopagati, i giovani di oggi applicano una rivoluzione contro il presente con la speranza di un futuro migliore. </h2>



<p class="has-text-align-center">“<em>Ai miei tempi era molto più difficile e non si lamentava nessuno, ah <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/02/giovani-e-fraintesi-sfoghi-di-una-vita-complicata/">voi giovani</a></em>!”. Ecco, questa è una di quelle frasi che se siete come me, nel fior fiore dell’età nell’era delle nuovi generazioni, avrete sentito dire almeno una volta. L’unica risposta possibile, vi avviso, è una calorosa pacca sulla spalla e una bacchettata sulle mani per non aver detto nulla.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma perchè non avete detto nulla?</p>



<p class="has-text-align-center">Voglio dire, ma come può essere un vanto dire che le cose prima erano più difficili? A parte dire che mi dispiace io non saprei come rassicurarvi. Male che non abbiate detto nulla, magari adesso sareste meno nervosi e ci sarebbe un panorama economico-sociale molto più equo. Possibile? </p>



<p class="has-text-align-center">Con la scusa che tutto prima era più difficile, non cambierebbe assolutamente nulla. Invece, è giusto sovvertire le cose se non vanno bene, ma non perchè siamo pigri e vogliamo lavorare un quantitativo di ore umanamente igienico che ci permetta di avere una vita oltre l’orario di lavoro, ma perchè è giusto correggere ciò che non funziona.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">E’ evidente che la Gen Z stia ridefinendo le regole di interazione con le istituzioni e il mondo del lavoro. E va benissimo così. </h3>



<p class="has-text-align-center">Nell’ultimo periodo sono diversi i casi che hanno fatto scalpore. Pensiamo all’ondata di rifiuti per l’esame orale della Maturità 2025. Questo avvenimento non deve essere letto come “<em>i giovani non hanno più voglia di fare niente, quando possono usano una scorciatoia”</em>. Piuttosto andrebbe letto come “<em>i meccanismi di valutazione scolastici, l’eccessiva competitività e la mancanza di empatia del corpo docente ha portato molti studenti a rifiutare l’orale in segno di protesta”.</em> Un po’ diverso, no?</p>



<p class="has-text-align-center">Gli studenti che quest’anno hanno deciso di rifiutare di sostenere l’esame hanno raccontato di un forte senso di delusione verso l’istituzione scolastica e lo stesso esame di Maturità. Uno dei ragazzi racconta: “<em>mi è dispiaciuto che la preside del mio istituto mi abbia bollato come uno sfaticato. Credo che ciascuno debba sempre mettersi in discussione</em>. <em>Sono deluso da chi dovrebbe guidarci, dagli adulti, e dal fatto che la scuola sia ormai diventata un luogo in cui si trasmettono solo nozioni. C’è molto su cui riflettere”. </em></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un’altra studentessa racconta di come, a suo parere, la scuola andrebbe ripensata, sia nel rapporto con i professori sia nel modo in cui viene incentivata la competitività e gli studenti spersonalizzati. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="660" height="378" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2162.jpeg" alt="" class="wp-image-46141" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2162.jpeg 660w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2162-480x275.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 660px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Skuola.net </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">“<em>I docenti non guardano come sta lo studente davvero. Sono solo interessati al voto e questo crea molta competitività”. </em>Racconta di essersi confrontata assieme ad altri suoi compagni con alcuni docenti, con altri non è stato possibile. Alcuni, spiega, hanno provato a cambiare, senza però riuscirci.</p>



<p class="has-text-align-center">Parliamoci chiaro: il sistema scolastico italiano è strutturo in modo decisamente gerarchico sia nelle classi, che nella progressione di carriera degli insegnanti. Ecco che si sviluppano le dinamiche di potere che finiscono per rendere sgradevoli i rapporti umani, arrivando a episodi di abuso, clima di terrore e umiliazioni reciproche. Pensiamo anche solo al concetto di stress, una componente considerata naturale parte del percorso di studi. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli insegnanti entrano in classe con la consapevolezza che gli studenti non abbiano voglia di fare nulla se non caos. Per entrambi vige l’idea che qualsiasi cosa si faccia non cambierebbe nulla.</h3>



<p class="has-text-align-center">La risposta delle istituzioni? “<em>Hanno fatto un gesto folcloristico a livello mediatico, il loro è stato un modo per mettersi in evidenza”</em>, commenta il presidente di Anp Roma. “<em>L’anno prossimo chi boicotterà l’esame sarà semplicemente bocciato”</em>, replica il ministro dell’Istruzione. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2164-1024x682.png" alt="Giovani " class="wp-image-46142" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2164-980x653.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2164-480x320.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Demografica | Adnokronos</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Ora, ripensate al punto che gli studenti hanno cercato di dimostrare, rileggete queste reazioni e sono sicura che capirete benissimo il problema dove sta. (Spoiler: alla base)</p>



<p class="has-text-align-center">In ogni caso, secondo regolamento, se ci si siede all’esame orale di Maturità con un punteggio di almeno 60, è possibile non sostenere l’orale e superare lo stesso l’anno. Ma questo sembrerebbe non essere sufficiente…</p>



<p class="has-text-align-center">Parliamo poi del mondo del lavoro. Rimanendo nell’ambito della Gen Z, uno dei lavori più ricorrenti tra i giovani, aldilà del babysitter, è sicuramente quello del cameriere.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dentro le mura dei ristoranti migliaia di giovani e lavoratori si trovano a dover fare i conti con orari massacranti, retribuzioni inadeguate e contratti poco chiari. </h3>



<p class="has-text-align-center">Tutto questo nonostante il settore della ristorazione sia una parte importante dell’economia del nostro paese. Il problema principale rimane quello dello stipendi. Spesso, sopratutto per i giovani, i compensi orari possono arrivare perfino sotto i 5 euro l’ora. Una retribuzione che non è assolutamente sufficiente a coprire la fatica fisica e mentale richiesta.</p>



<p class="has-text-align-center">Secondo le stime circa il 40% dei lavoratori nella ristorazione percepisce uno stipendio che non supera i 1.100 euro al mese, con picchi negativi sopratutto nelle grandi città, dove ovviamente il costo della vita è più alto. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="480" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2166-1024x480.jpeg" alt="Giovani" class="wp-image-46144" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2166-1024x480.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2166-980x459.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2166-480x225.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via IlSussidiario.net</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Dobbiamo considerare poi anche la terribile piaga del lavoro in nero o parzialmente in nero. Nelle piccole attività o nei pressi di quelle che sono zone turistiche, i giovani sono assunti con contratti irregolari o con part-time “fittizi”. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nel caso di stagisti e apprendisti le cose vanno peggio: sfruttati per mansioni e orari che dovrebbero spettare a personale qualificato. Il tutto senza ricevere nemmeno la giusta formazione, oltre che una pessima paga. </h3>



<p class="has-text-align-center">Ecco che si sentono le lamentele dei ristoratori: “<em>i giovani di oggi non hanno più voglia di lavorare, noi ristorante del centro non riusciamo a trovare dipendenti”. </em>Poi, vai a vedere il contratto proposto e ti ritrovi davanti un contratto di 40 ore a 450 euro, con giusto un giorno di riposo. Beh, caro Gianfranco, menomale non trovi nessuno, sarebbe preoccupante il contrario. </p>



<p class="has-text-align-center">Se poi gli dici qualcosa “<em>eh ma se uno ha bisogno di lavorare accetta lo stesso”.</em> Ma perchè? Così che tu possa perpetrare un’illegalità? Così che tu possa continuare a sfruttare la gioventù di qualche sfortunato? Magari anche no.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I social aiutano poi a dare un potere di “accountability” che prima nessuno aveva il coraggio, forse, di prendere in mano. </h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@linquistore/video/7525635767314468118" data-video-id="7525635767314468118" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@linquistore" href="https://www.tiktok.com/@linquistore?refer=embed">@linquistore</a> <p></p> <a target="_blank" title="♬ suono originale - L'inquistore" href="https://www.tiktok.com/music/suono-originale-7525635719847627542?refer=embed">♬ suono originale &#8211; L&#8217;inquistore</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
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<p class="has-text-align-center">Con i social media è possibile aggirare le gerarchie tradizionali e creare un’opinione pubblica istantanea, che come sappiamo non perdona. Vengono esposti contratti non conformi, orari eccessivi non retribuiti e condizioni di lavoro degradanti. Ecco perchè poi troviamo in <em>auge</em> fenomeni come il “quiet quitting”, che vede una volontaria riduzione dell’impiego al minimo indispensabile, rifiutando straordinari non pagati o di assumersi responsabilità extra. Anche qui c’è una dinamica di aziendalismo su cui dovremmo stendere un velo pietoso, ma andiamo oltre. </p>



<p class="has-text-align-center">La Gen Z, ma non solo, sta reagendo alle pessime condizioni di lavoro con una varietà di strategie. Proteste organizzate e azioni individuali, si manifesta una profonda insoddisfazione e un cambio di valori rispetto alle generazioni precedenti. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I giovani, poi, stanno mostrando una crescente disaffezione per il concetto di “carriera a tutti i costi”, idea cardine invece delle generazioni precedenti.</h3>



<p class="has-text-align-center">La stabilità economica non è più l’unico obbiettivo e quindi il benessere psicologico, la flessibilità e un lavoro con un senso diventano le nuove priorità. Ecco che lo stipendio nel ristorante a 4 euro all’ora non basta più e invece di accontentarsi si punta il dito contro chi dovrebbe prendersi le responsabilità di questo sfruttamento. </p>



<p class="has-text-align-center">Per cui, la prossima volta che qualcuno vi ricorda che ai suoi tempo era pure peggio, ricordategli che a voi non interessa e che il presente, se possibile, assieme al futuro devono essere migliori, a prescindere. Questo con la speranza di poter dire alle generazioni future “<em>anche ai miei tempi si stava bene”</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/27/giovani-rivoluzionari-linsoddisfazione-giustificata-del-presente/">Giovani rivoluzionari: l’insoddisfazione giustificata del presente</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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