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	<title>payer Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Pambianco &#8211; Moda e Lusso 2018 Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 06:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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		<category><![CDATA[Pambianco Strategie di Impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accademia del Lusso ha avuto il piacere di ospitare lunedì 19 novembre David Pambianco, Vice Presidente di Pambianco Strategie di Impresa Srl, fondatore del portale www.pambianconews.com e della rivista Pambianco Magazine, una delle più diffuse e autorevoli testate per imprenditori, manager, retailer e opinion leader della moda, del lusso e del design, con più di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2018/11/22/pambianco-moda-e-lusso-2018-made-in-italy/">Pambianco &#8211; Moda e Lusso 2018 Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>				Accademia del Lusso ha avuto il piacere di ospitare lunedì 19 novembre <strong>David Pambianco</strong>, Vice Presidente di Pambianco Strategie di Impresa Srl, fondatore del portale www.pambianconews.com e della rivista Pambianco Magazine, una delle più diffuse e autorevoli testate per imprenditori, manager, retailer e opinion leader della moda, del lusso e del design, con più di 50.000 lettori.</p>
<p>A seguito del convegno <strong>‘Dalla manifattura allo store del futuro’</strong> tenutosi a Milano davanti a più di 700 aziende del settore presso Borsa Italiana, David Pambianco ha parlato della sfida attuale della moda, tra heritage e futuro, tra manifattura artigiana e mercati multichannel, mettendo in evidenza una crescita differenziata tra i due sistemi moda italiani: il lusso e il “non-lusso”. </p>
<p>Di seguito un report degli interessanti  dati condivisi con studenti e docenti:</p>
<p><strong>Moda e lusso &#8220;made in Italy&#8221;: + 8% nel 2018</strong></p>
<p>L&#8217;industria della moda e del lusso ha consolidato la sua crescita nel 2018 con un aumento dell&#8217;8% a livello mondiale. La redditività del settore non mostra lo stesso livello di crescita, a causa di un aumento della complessità del sistema lusso.</p>
<p>Sono le caratteristiche del Made in Italy -creatività, prodotto, qualità, bellezza- a conquistare i mercati esteri e a convincere fondi e investitori stranieri a capitalizzare nel sistema del lusso italiano.</p>
<p><strong>Crescita dell&#8217;industria della moda e del lusso ad un ritmo differenziato</strong></p>
<p>In Italia, il settore è diviso in due tendenze e modelli economici che si stanno allontanando in termini di posizionamento e sviluppo:</p>
<p>&#8211; il <strong>settore del lusso</strong>, capace di reinventarsi profondamente investendo in differenziazione, esperienza e qualità,<br />
&#8211; il <strong>settore &#8220;non di lusso&#8221;</strong> (con aziende di dimensioni più piccole), ancora allineato con modelli economici precedenti.</p>
<p>Le aziende del lusso hanno registrato un tasso di crescita del 6,4% nel periodo 2014-2017, rispetto al 4,8% delle imprese non di lusso (fascia bassa, media e alta gamma). La dimensione media delle società di lusso è pari a 624 milioni di euro contro 257 milioni per le PMI &#8220;non di lusso&#8221; (proporzione simile sul margine EBITDA: 22% rispetto al 13%). Ciò indica che in Italia il sistema del &#8220;fare&#8221; il lusso è più facile e più favorevole.</p>
<p>Motivo per il quale l’Italia del lusso è capace di attrarre capitali e investimenti esteri, come l’americano Michael Kors con Versace e il francese Kering con Gucci. In un mondo globale i capitali vanno dove c’è valore, con risorse che fanno crescere il Made in Italy, mantenendo la qualità manifatturiera e il capitale umano, alla conquista dei mercati esteri, particolarmente quelli asiatici.</p>
<p><strong>L&#8217;85% delle aziende di lusso produce in Italia, il 62% delle esportazioni sono extra-europee</strong></p>
<p>Molte aziende di lusso continuano o sono tornate a produrre in Italia (re-shoring): una re-localizzazione della produzione che raggiunge l&#8217;85% nelle aziende di lusso e nel sistema &#8220;made in Italy&#8221; è in costante crescita. All&#8217;opposto, le società non di lusso producono solo il 13% in Italia (scegliendo l’Asia come principale fornitore e produttore) e questo dato è perfino diminuito nel 2017.</p>
<p>La stessa tendenza si registra anche in termini di destinazione delle esportazioni: le aziende di beni di lusso vendono il 38% in Italia e in Europa (con la particolarità che la Svizzera si è trasformata in hub logistico dei grandi gruppi del lusso), il 62% delle vendite è esportato al di fuori dell&#8217;Europa, principalmente verso i mercati asiatici ( il 38% in Asia e il 19% negli Stati Uniti).</p>
<p>I consumatori asiatici rappresentano 38% del mercato ; a questo numero bisognerebbe aggiungere almeno un 10% di “travel customers”, viaggiatori asiatici che acquistano i prodotti del made in Italy in Italia, per una quota consuntiva pari al 50% del mercato totale. Questo fenomeno, unito alla crescita digitale e alla capacità delle aziende del lusso a soddisfare i clienti sia in termine di prodotto sia a livello di esperienza, si traduce in un target giovane. <strong>Il lusso è un prodotto per giovani</strong>, capace di relazionarsi con questa fascia di mercato.</p>
<p> Le società non di lusso fanno fatica a conquistare questi mercati, il 91% delle loro vendite è realizzato in Italia e in Europa, mostrando una reale difficoltà ad esportare al di fuori dell&#8217;Europa ed a creare una relazione con i consumatori più giovani.</p>
<p><strong>Distribuzione diretta e piattaforme digitali</strong></p>
<p>Un altro fattore di distanza tra le industrie del lusso e del non-lusso riguarda il canale distributivo: la distribuzione offline diretta (negozi fisici) con la prevalenza dei negozi di lusso di proprietà e la crescita della distribuzione online (e-commerce e negozi digitali). Il 50% delle grandi aziende utilizza un fornitore di piattaforme, ma solo il 4% delle aziende non di lusso utilizza questa partnership, il che significa che le piattaforme di e-commerce sono principalmente focalizzate su prodotti e servizi di lusso.</p>
<p>A sostenere la crescita della rete distributiva diretta il recente fenomeno della <strong>distribuzione blend</strong>, ossia l’integrazione omni channel offline/online (mix retail tradizionale e online) dei diversi canali di vendita, per dare l’esperienza migliore al consumatore e proporre soluzione nuove e flessibili. </p>
<p><strong>Forte aumento del digitale nell&#8217;esperienza del consumatore e nella relazione con il marchio</strong></p>
<p>Ci sono anche alcune grandi differenze in merito agli investimenti nella comunicazione. Negli ultimi tre anni, i marchi hanno spostato l&#8217;allocazione dei loro budget pubblicitari dai media tradizionali alla comunicazione digitale e ai social network. Il compartimento del lusso sta cercando di soddisfare le esigenze della generazione Millennials e creare una relazione emotiva basata sull’esperienze diretta.</p>
<p>Per fare la differenza in un mercato così competitivo e soggetto ai cambiamenti è particolarmente rilevante l’inclusione dei clienti, con cui oggi il marchio si deve rapportare in modo diretto, “parlando” a una community di persone informate e consapevoli. Servono quindi nuove tecnologie per stimolare il desiderio del consumatore con un immaginario cool e rendere l’acquisto più appetibile. La proposta del brand crea la domanda all’interno del mercato di riferimento.</p>
<p>La distanza tra il marchio e il consumatore si è notevolmente ridotta, i drivers a monte si sono moltiplicati; ciò richiede quindi più investimenti e creatività per migliorare l&#8217;esperienza del consumatore e rafforzare la comunicazione. In effetti le imprese più piccole si stanno muovendo molto meno rapidamente verso la migrazione digitale e stanno lottando per far fronte a questo cambiamento, con meno forza competitiva e soggette alla concorrenza dei big player mondiali. </p>
<p>Queste nuove strategie comportano ulteriori costi per le aziende e hanno accentuato la polarizzazione tra le performance tra aziende medio-piccole e grandi. Il prodotto e la creatività sono fondamentali e la qualità è una risorsa indispensabile.</p>
<p>Le grandi società generano una performance di rendimento molto superiore a quella delle imprese con capitalizzazione inferiore. Il sistema dell’industria tessile-moda italiano è un modello di successo che richiede investimenti e supera i 90 miliardi di fatturato e continua a crescere. In breve, “fare business” è diventato più costoso, il che rende più difficile raggiungere la redditività. Il fattore dimensionale è un elemento di differenziazione sempre più rilevante. </p>
<p><em>Questo articolo è basato sull’intervento di David Pambianco all’Accademia del Lusso e sull&#8217;analisi &#8220;Dalla fabbrica al negozio del futuro&#8221;. La ricerca ha preso in esame i diversi livelli della catena del prodotto, partendo da un esame dei bilanci delle 110 maggiori imprese italiane, alle quali è stato poi sottoposto un questionario, ottenendo una redemption di oltre il 30%. </em></p>
<p><strong>Chloé Payer</strong><br />
Docente di Accademia del Lusso		</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2018/11/22/pambianco-moda-e-lusso-2018-made-in-italy/">Pambianco &#8211; Moda e Lusso 2018 Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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