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	<title>Parigi Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>Parigi Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Il nuovo volto di Acne Studios a Parigi</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/10/13/acne-studios-volto-parigino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Dolfini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Acne Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Acne Studios trasforma un ex laboratorio parigino in uno spazio dove luce, arte e architettura dialogano in perfetta armonia Nel cuore del 10º arrondissement di Parigi, all’interno dell’ex Laboratorio Gomenol in Rue des Petites Écuries, Acne Studios apre le porte della sua nuova sede parigina. Lo spazio, intriso di storia e fascino industriale, è stato [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Acne Studios trasforma un ex laboratorio parigino in uno spazio dove luce, arte e architettura dialogano in perfetta armonia</h2>



<p class="has-text-align-center">Nel cuore del 10º arrondissement di Parigi, all’interno dell’ex Laboratorio <em>Gomenol</em> in <em>Rue des Petites Écuries</em>, Acne Studios apre le porte della sua nuova sede parigina.</p>



<p class="has-text-align-center">Lo spazio, intriso di storia e fascino industriale, è stato reinterpretato come&nbsp;<em>un’ode alla bellezza originaria dell’edificio</em>. Un luogo in cui passato e presente dialogano in perfetto equilibrio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="825" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2894-825x1024.jpg" alt="" class="wp-image-49360" style="width:360px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando la storia diventa ispirazione</h2>



<p class="has-text-align-center">“<em>L’obiettivo principale era rispettare la storia di questo luogo, portandovi al tempo stesso un’energia nuova e moderna</em>”. Le parole di Jonny Johansson, direttore creativo del marchio e mente dietro al progetto, realizzato in collaborazione con lo studio di design svedese Halleroed.</p>



<p class="has-text-align-center">Il risultato è un ambiente che celebra l’autenticità dell’architettura originale, rinnovandola con un tocco contemporaneo che riflette pienamente l’estetica raffinata e sperimentale di Acne Studios.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il dialogo tra storia e contemporaneità di Acne Studios</h2>



<p class="has-text-align-center">La nuova sede di Acne Studios si sviluppa attorno al cortile dell’ex Laboratorio <em>Gomenol</em>. Essenziale ma ricco di personalità, lo spazio è animato da una scultura in marmo dell’artista Daniel Silver che introduce agli interni.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="826" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2895-826x1024.jpg" alt="" class="wp-image-49361" style="width:389px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Una reception e una sala d’attesa accolgono i visitatori tra modanature dorate, boiserie e pavimenti in parquet. Il fascino originario del laboratorio dialoga armoniosamente con elementi di design moderno.</p>



<p class="has-text-align-center">I monumentali divani in vinile rosa firmati Max Lamb, ne sono un esempio, diventando i veri protagonisti dello showroom. A completare l’esperienza, una VIP fitting room offre un’atmosfera più raccolta e intima. Ampie tende a doppia altezza e nuove sedute progettate da Lukas Gschwandtner, in continuità con l’allestimento creato per la sfilata donna PE24 di Acne Studios.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’armonia silenziosa dello spazio</h2>



<p class="has-text-align-center">La luce naturale accompagna i visitatori fino alla luminosa mensa. Grandi tavoli conviviali in legno chiaro e una cucina in acciaio inox, si aprono su un giardino esterno ribassato, creando un equilibrio tra funzionalità e calore. In tutto l’edificio, un’installazione luminosa su misura sottolinea con discrezione la narrazione spaziale ideata da Halleroed e Jonny Johansson, restituendo un senso di coerenza e leggerezza che pervade l’intero progetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="825" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2896-825x1024.jpg" alt="" class="wp-image-49362" style="width:354px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center">“<em>L’edificio ha una presenza architettonica straordinaria, intrisa di storie. Non volevamo cancellare tutto questo, ma piuttosto creare un dialogo tra passato e presente</em>.” conclude Jonny Johansson.</p>



<p class="has-text-align-center">Una frase che racchiude l’essenza del progetto. Un equilibrio sottile tra memoria e innovazione. La storia di un edificio che continua a vivere, reinterpretata attraverso lo sguardo contemporaneo di Acne Studios.</p>
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		<title>Parigi Fashion Week SS26: giorno cinque</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/10/03/parigi-fashion-week-ss26-giorno-cinque/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 19:36:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Leonard paris]]></category>
		<category><![CDATA[miyake]]></category>
		<category><![CDATA[nina ricci]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi Fashion Week]]></category>
		<category><![CDATA[Paris]]></category>
		<category><![CDATA[spring summer]]></category>
		<category><![CDATA[ss26]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra messaggi politici e dichiarazioni d&#8217;amore per tempi passati, il quinto giorno di moda a Parigi parla di una sensazione di nostalgia. Siamo al quinto giorno di Parigi Fashion Week e c&#8217;è da dire che non ha nulla a che vedere con la calma piatta della scorsa settimana Santa meneghina. Tra simboli politici e designer [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra messaggi politici e dichiarazioni d&#8217;amore per tempi passati, il quinto giorno di moda a Parigi parla di una sensazione di nostalgia.</h2>



<p class="has-text-align-center">Siamo al <a href="https://www.adlmag.it/2025/10/02/parigi-fashion-week-ss26-day-4/">quinto giorno</a> di Parigi Fashion Week e c&#8217;è da dire che non ha nulla a che vedere con la calma piatta della scorsa settimana Santa meneghina. Tra simboli politici e designer che pensano che attaccare i vestiti ai capezzoli delle donne sia una buona idea, la Paris Fashion Week di quest&#8217;anno ha sicuramente qualcosa da dire, ma non sembra avere le idee chiare. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ad aprire le danze è Leonard Paris e George Lux dà il via alla giornata con un eclettico revival degli anni &#8217;70. </h3>



<p class="has-text-align-center">La collezione rappresenta un tributo alla California, mosso dai terribili avvenimenti di gennaio quando gli incendi hanno devastato la zona. Prendendo ispirazione dal <em>lifestyle </em>del posto, Lux ha portato alla luce una collezione satura di colori accesi, motivi definiti e silhouette decisamente vintage. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48738" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260001-ea202184fdabd8bbb617.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48738" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260001-ea202184fdabd8bbb617.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260001-ea202184fdabd8bbb617.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48739" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260008-8b86c0f28d305703743b.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48739" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260008-8b86c0f28d305703743b.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260008-8b86c0f28d305703743b.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



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<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">A prendere il posto da protagonisti sono i fiori, giganti e utilizzati per impreziosire i motivi dei capi, destreggiandosi tra righe psichedeliche. Presenti ovviamente anche i pola dots, must attuale ma anche elemento tipico nella moda degli anni &#8217;70. Gli abiti rimangono in tema e sulla passerella sfilano caftani lunghissimi ed ampi assieme a pantaloni dalla vita altissima e abiti in sequin dal taglio halter. La collezione si si inserisce come una boccata d&#8217;aria fresca tra le collezioni audaci e &#8220;arroganti&#8221; che hanno sfilato fino ad oggi. Leonard Paris rappresenta il partito pacifista di questa campagna politica che la moda ama fare. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48742" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260015-1d748610735040b05157.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48742" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260015-1d748610735040b05157.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260015-1d748610735040b05157.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48743" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260028-aec253568a4630bea63e.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48743" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260028-aec253568a4630bea63e.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/leonardparisss260028-aec253568a4630bea63e.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Issey Miyake entra nella scena a gamba dritta con silhouette esagerate e per combattere il fashion si fa le spalle larghe, letteralmente. </h3>



<p class="has-text-align-center">Tra le file dei critici si parla di un&#8217;espressione anti-fashion avvenuta tramite la rivisitazione volontaria di capi iconici i quali diventano completamente sconosciuti alle tendenze di oggi. Ma come si sa a Issey Miyake piace molto decostruire e attraverso semplici, ma non troppo, dettagli i capi cambiano faccia. Presentata al Centre Pompidou, abbina con maestria l&#8217;architettura moderna degli spazi con i suoi capi i quali si esimono dalle classiche funzioni di coprire e proteggere. Come? Cambiando le proprie geometrie. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48744" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260002-2831fa567fc0d1c4145e.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48744" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260002-2831fa567fc0d1c4145e.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260002-2831fa567fc0d1c4145e.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48746" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260005-1ad959d3065d0b784637.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48746" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260005-1ad959d3065d0b784637.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260005-1ad959d3065d0b784637.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48745" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260012-7b1028ba2f2c2a1d7aec.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48745" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260012-7b1028ba2f2c2a1d7aec.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260012-7b1028ba2f2c2a1d7aec.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Sono diversi gli elementi modulari che si inseriscono in ogni capo e così i vestiti oltre all&#8217;anima recupera anche un cervello proprio dotato di libero arbitrio. In questo modo a comunicare sono il capo e chi lo indossa, è un rapporto più intimo, che va oltre al presentarsi al mondo. Presenti anche le stampe, gli inserti e i colori accesi. Miyake porta in passerella una moda in movimento, viva, con tanto di polmoni e branchie, perfino con una propria mente. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48747" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260045-205efd5a912a0cc2531d.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48747" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260045-205efd5a912a0cc2531d.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260045-205efd5a912a0cc2531d.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48748" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260048-08e761f4809870137ff4.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48748" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260048-08e761f4809870137ff4.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260048-08e761f4809870137ff4.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48749" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260044-e73607717e68aa8ad671.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48749" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260044-e73607717e68aa8ad671.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/isseymiyakess260044-e73607717e68aa8ad671.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">A riportare il romanticismo sulle strade francesi, dopo Giambattista Valli ci pensa Vaillant. </h3>



<p class="has-text-align-center">Sviluppato partendo dai dieci anni di esperienza presso il teatro Opera hanno trovato vita nel nuovo e classico design che si reinventa con la decostruzione, così da rompere con i codici classici e dare spazio al moderno. A siflare è una donna parigina molto romantica, vestita di abiti morbido che dapprima la fasciano e dopo la carezzano con i modelli in satin. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48750" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260001-34bca1d8975944d1bc83.JPG.webp" alt="" class="wp-image-48750" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260001-34bca1d8975944d1bc83.JPG.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260001-34bca1d8975944d1bc83.JPG-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48751" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260002-d972a9ff131d4803fb6c.JPG.webp" alt="" class="wp-image-48751" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260002-d972a9ff131d4803fb6c.JPG.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260002-d972a9ff131d4803fb6c.JPG-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48752" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260003-db73fe751dd5284aa3d0.JPG.webp" alt="" class="wp-image-48752" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260003-db73fe751dd5284aa3d0.JPG.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260003-db73fe751dd5284aa3d0.JPG-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Fondamentale la linea di cappelli presentata, su ogni testa un modello diverso, ma perfetto per rendere l&#8217;idea di una francese innamorato o di una prigina alla moda. ImportantI il pizzo, il satin e le trasparenze. Poi alcuni look più audaci, quasi a ricordare alla di cosa è capace, rigorosamente romantica. Elegante in alcune combinazioni, in altre si permette di essere meno rigorosa.</p>



<p class="has-text-align-center">  </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48753" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260021-f566d2d1bc3a054a32fc.JPG.webp" alt="" class="wp-image-48753" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260021-f566d2d1bc3a054a32fc.JPG.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260021-f566d2d1bc3a054a32fc.JPG-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48754" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260031-a84fce513ff21e956563.JPG.webp" alt="" class="wp-image-48754" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260031-a84fce513ff21e956563.JPG.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260031-a84fce513ff21e956563.JPG-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48755" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260032-6208b53953768cafc80d.JPG.webp" alt="" class="wp-image-48755" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260032-6208b53953768cafc80d.JPG.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/vaillantss260032-6208b53953768cafc80d.JPG-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">A rimescolare le carte in tavola è Nina Ricci, che seguendo l&#8217;esempio di Leonard Paris porta in scena una collezione eclettica e decisamente estroversa.</h3>



<p class="has-text-align-center">Stampe, motivi, colori, geometrie, chi più ne ha più ne metta, letteralmente&#8230;Il risultato è un premeditato caos piacevole esteticamente. Ne esce una donna distaccata che rimane seria, perchè il look parla per lei. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48756" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260020-e6183b78830dba29d5a6.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48756" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260020-e6183b78830dba29d5a6.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260020-e6183b78830dba29d5a6.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48757" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260021-865655f20d90ccfa87f6.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48757" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260021-865655f20d90ccfa87f6.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260021-865655f20d90ccfa87f6.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48758" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260032-f6bdf918dccf2a369186.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48758" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260032-f6bdf918dccf2a369186.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260032-f6bdf918dccf2a369186.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Polka dots, pitonato e finitura lucida. Attenzione al color petrolio, possibile prossimo candidato per il colore dell&#8217;anno. Il risultato è un heroin chic molto pulito, rafforzato dalle shades scure e aranciate su alcune delle modelle. Il filo logico è dato proprio dal suo caos: audace ed elaborato. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48759" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260003-48d80d21532b86b234a0.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48759" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260003-48d80d21532b86b234a0.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260003-48d80d21532b86b234a0.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48760" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260004-af2eece0f3b1e3335219.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48760" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260004-af2eece0f3b1e3335219.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260004-af2eece0f3b1e3335219.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="480" data-id="48761" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260006-1ac14a082f5e1dbc992b.jpg.webp" alt="" class="wp-image-48761" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260006-1ac14a082f5e1dbc992b.jpg.webp 320w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/ninaricciss260006-1ac14a082f5e1dbc992b.jpg-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo via Tagwalk</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Io non so voi, ma sento aria di anni &#8217;70-&#8217;80 in arrivo nelle prossime tendenze e devo dire che non mi dispaice. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/10/03/parigi-fashion-week-ss26-giorno-cinque/">Parigi Fashion Week SS26: giorno cinque</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>La Rue porta  Parigi a Milano: arriva il ristorante iconico</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/09/28/la-rue-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[gourmet]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri La Rue, il nuovo ristorante parigino a Milano ispirato al leggendario Relais de l’Entrecôte. Un rituale gastronomico unico tra charme francese e stile urbano. Da Parigi a Milano: la nascita di un nuovo indirizzo cult Nel 1959, nel cuore di Parigi, nasce il primo Relais de l’Entrecôte. Un’idea semplice e rivoluzionaria: niente menu, niente [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Scopri La Rue, il nuovo ristorante parigino a Milano ispirato al leggendario Relais de l’Entrecôte. Un rituale gastronomico unico tra charme francese e stile urbano.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6039-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-48253" style="width:570px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6039-683x1024.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6039-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">piatto con entrecote e patatine</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Da Parigi a Milano: la nascita di un nuovo indirizzo cult</h2>



<p class="has-text-align-center">Nel 1959, nel cuore di Parigi, nasce il primo Relais de l’Entrecôte. Un’idea semplice e rivoluzionaria: niente menu, niente indecisioni, solo entrecôte con salsa segreta e patatine fritte illimitate. Quella che sembrava una scommessa gastronomica diventa in poco tempo una vera icona culinaria francese, amata da generazioni di parigini e viaggiatori. Oggi, questa filosofia approda finalmente anche a <a href="https://www.adlmag.it/2025/09/23/il-primo-capitolo-della-milano-fashion-week-p-e-2026/">Milano </a>con La Rue, un nuovo ristorante situato in zona Garibaldi. L’obiettivo è chiaro: portare nel capoluogo lombardo l’eleganza senza tempo e il fascino autentico dei bistrot parigini, reinterpretandoli con lo spirito internazionale che contraddistingue la città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6037-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-48252" style="width:576px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6037-768x1024.jpeg 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6037-480x640.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">interni  ristorante La Rue a Milano</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rituale dell’insalatina e dell’entrecôte: una tradizione che conquista</h2>



<p class="has-text-align-center">Da La Rue Milano, l’esperienza gastronomica segue un rituale preciso: Si inizia con un’insalatina verde, fresca e croccante, arricchita da noci e vinaigrette dal gusto deciso. Arriva poi l’entrecôte, servita con la leggendaria salsa segreta che ha reso celebre il Relais de l’Entrecôte. A completare il piatto, patatine fritte dorate e illimitate, sempre rinnovate al tavolo. Questa liturgia culinaria è ciò che distingue La Rue: il cliente non deve scegliere, ma si lascia accompagnare in un’esperienza che si ripete da oltre sessant’anni, trasformando la semplicità in un ricordo indelebile.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra storia, spiritualità e charme urbano</h2>



<p class="has-text-align-center">La Rue non è solo cibo. Il ristorante trova la sua cornice ideale in una delle zone più affascinanti di Milano, nell&#8217;area della Chiesa di Santa Febronia. Questo piccolo gioiello architettonico nascosto, attraverso un accordo rent to buy verrà usato per ospitare eventi per privati durante momenti importanti e non sarà utilizzato come dehors. Il dialogo tra memoria sacra e ritualità laica è silenzioso ma potente: da un lato la spiritualità della chiesa, dall’altro la convivialità parigina del bistrot. Un contrasto armonioso che rende l’esperienza ancora più suggestiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6036-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-48250" style="width:594px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6036-768x1024.jpeg 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6036-480x640.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">chiesa di santa febronia ristorante La Rue</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un nuovo ristorante francese da provare a Milano</h2>



<p class="has-text-align-center">Con La Rue, Milano si arricchisce di un nuovo punto di riferimento gastronomico. Non è solo un ristorante francese, ma un vero e proprio luogo di incontro per gourmet, curiosi e viaggiatori. Qui si incontrano due mondi: L’eredità culinaria e il fascino romantico della Parigi del Relais de l’Entrecôte con l’energia cosmopolita e sofisticata di Milano Garibaldi. La Rue rappresenta un ponte ideale tra la Senna e la città meneghina, portando con sé la promessa di trasformare un semplice piatto in un’esperienza sensoriale completa. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6035-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-48251" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6035-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6035-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_6035-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">piatti iconici ristorante entrecote</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">La Rue non è solo un’apertura, ma una promessa: portare a Milano il gusto autentico di Parigi. Un invito a vivere un rituale gastronomico che unisce tradizione, semplicità e charme internazionale — e che promette di diventare uno dei luoghi più amati della scena culinaria milanese.</p>



<p>Photocredits: cibotoday</p>
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		<title>Rick Owens incanta Parigi</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/04/27/rick-owens-incanta-parigi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Rick Owens]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;La sua retrospettiva francese è un inno al dark romanticism Parigi – In un mondo della moda sempre più ossessionato dal consenso immediato e dall’omologazione digitale, Rick Owens resta una voce dissonante. Unico. Coerente. A tratti disturbante. Dal 28 giugno 2025, il Palais Galliera, il museo della moda della città di Parigi, celebra con una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>&nbsp;La sua retrospettiva francese è un inno al dark romanticism</strong></h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>Parigi –</strong> In un mondo della moda sempre più ossessionato dal consenso immediato e dall’omologazione digitale, Rick Owens resta una voce dissonante. Unico. Coerente. A tratti disturbante. Dal 28 giugno 2025, il <strong>Palais Galliera</strong>, il museo della moda della città di Parigi, celebra con una retrospettiva inedita uno dei più enigmatici e visionari couturier contemporanei. Una mostra che non è soltanto una raccolta di abiti, ma una dichiarazione estetica, politica, quasi esistenziale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" data-id="38736" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/EspacesPriv_HD_3257_@Galliera_Paris-Musees_©Pierre-Antoine.jpg.webp-copia.jpg" alt="" class="wp-image-38736" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/EspacesPriv_HD_3257_@Galliera_Paris-Musees_©Pierre-Antoine.jpg.webp-copia.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/EspacesPriv_HD_3257_@Galliera_Paris-Musees_©Pierre-Antoine.jpg.webp-copia-300x200.jpg 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/EspacesPriv_HD_3257_@Galliera_Paris-Musees_©Pierre-Antoine.jpg.webp-copia-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Rick Owens, un outsider diventato istituzione</strong></h3>



<p class="has-text-align-center">Owens, nato a Porterville, California, è uno stilista che ha sempre preferito la penombra della riflessione alla luce accecante dei riflettori. Eppure, oggi è al centro di un omaggio istituzionale, nella capitale mondiale dell’eleganza. Una <strong>prima retrospettiva francese</strong> che ne consacra il percorso dagli esordi underground di Los Angeles alle passerelle concettuali di Parigi, dove ha scelto di vivere e lavorare.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="394" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Subhuman-Inhuman-Superhuman-copia.jpg" alt="" class="wp-image-38737" style="width:593px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Subhuman-Inhuman-Superhuman-copia.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Subhuman-Inhuman-Superhuman-copia-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un linguaggio visivo inconfondibile</strong></h2>



<p class="has-text-align-center">La mostra si snoda come un poema visivo, articolata tra silhouette totemiche, volumi scultorei, materiali ruvidi e sensuali. Il nero — cifra distintiva dell’estetica owensiana — domina, ma mai in modo banale. È un nero che contiene tutte le sfumature della luce e della decadenza. È spiritualità e ribellione.</p>



<p class="has-text-align-center">In esposizione: <strong>creazioni iconiche, bozzetti, video di sfilate</strong>, oggetti personali, performance e installazioni che raccontano non solo la moda, ma una visione totale dell’esistenza. La cura è puntuale ma non didascalica: lascia spazio al dubbio, al silenzio, all’immaginazione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" data-id="38739" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/20161001REVIEW-slide-88T9-articleLarge.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-38739" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/20161001REVIEW-slide-88T9-articleLarge.jpg-copia.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/20161001REVIEW-slide-88T9-articleLarge.jpg-copia-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="411" data-id="38738" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/04rickowens-owens-3-articleLarge.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-38738" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/04rickowens-owens-3-articleLarge.jpg-copia.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/04rickowens-owens-3-articleLarge.jpg-copia-480x329.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Parigi come scelta simbolica</strong></h3>



<p class="has-text-align-center">La scelta di Parigi, e del Palais Galliera in particolare, è tutt&#8217;altro che casuale. È qui che Owens ha definito il proprio linguaggio più maturo. In una città che ha accolto i grandi della moda, da Balenciaga a Gaultier, Owens porta la propria estetica radicale, fatta di drappeggi monastici, pelle trattata, echi gotici e richiami all’architettura brutalista.</p>



<p class="has-text-align-center">In fondo, Rick Owens è il <strong>Brunelleschi del prêt-à-porter</strong>, un <a href="https://www.adlmag.it/2024/01/18/la-moda-museale-di-rick-owens/">costruttore di spazi emotivi </a>più che un semplice designer.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un messaggio culturale, Rick Owens è oltre la moda</strong></h2>



<p class="has-text-align-center">Questa retrospettiva è anche una riflessione sul tempo. Sulla sostenibilità intellettuale prima ancora che ambientale. Owens, con la sua <strong>estetica “post-umana”</strong>, ci chiede di ripensare i concetti di bellezza, genere, corpo. Non è un caso che molte delle sue collezioni siano state ispirate da figure della mitologia, della filosofia, dell’arte contemporanea.</p>



<p class="has-text-align-center">È una moda che non cerca di piacere, ma di restare.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="568" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/rick-owens-2012.jpg" alt="" class="wp-image-38740" style="width:486px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/rick-owens-2012.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/04/rick-owens-2012-480x389.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Perché vale la pena visitarla</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per comprendere la moda come forma d’arte e di pensiero.</li>



<li>Per lasciarsi coinvolgere da un’esperienza immersiva, quasi teatrale.</li>



<li>Perché in un’epoca di immagini veloci, <strong>Rick Owens ci invita a rallentare</strong> e ad ascoltare ciò che l’abito racconta.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-center"><strong>Titolo della mostra:</strong> <em>“</em><a href="https://www.palaisgalliera.paris.fr/en/exhibitions/rick-owens-temple-love"><em>Rick Owens: </em>Temple of love</a><em>”</em><br><strong>Luogo:</strong> Palais Galliera, Parigi<br><strong>Date:</strong> Dal 28 giugno 2025 al 4 gennaio 2026</p>



<p>Photocredits: Palais Galliera, Pinterest</p>
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		<title>Parigi Fashion Week F/W 25: capitolo otto</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/03/11/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-otto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[burc Akyol]]></category>
		<category><![CDATA[femminile]]></category>
		<category><![CDATA[kiko kostadinov]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ultima giornata di moda Parigi di questa FW 2025, concludiamo con alcune delle collezioni più interessanti, più dirette verso una elegante femminilità. Chissà poi se siamo pronti a ritornare alla vita senza fashion week. Nel mentre ci gustiamo gli ultimi capi. Il sipario si chiude oggi sull’ultima giornata di Parigi Fashion Week FW 2025. Chiudendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/03/11/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-otto/">Parigi Fashion Week F/W 25: capitolo otto</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nell’ultima giornata di moda Parigi di questa FW 2025, concludiamo con alcune delle collezioni più interessanti, più dirette verso una elegante femminilità. Chissà poi se siamo pronti a ritornare alla vita senza fashion week. Nel mentre ci gustiamo gli ultimi capi. </h2>



<p class="has-text-align-center">Il sipario si chiude oggi <a href="https://www.adlmag.it/2025/03/10/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-sette/">sull’ultima giornata</a> di Parigi Fashion Week FW 2025. Chiudendo entrambi gli occhi sull’icona della giornata che ha aperto le sfilate di oggi, che vorremmo rimandare a settembre…Arriviamo a scoprire le collezioni che chiudono questo importante appuntamento fashion. Collezioni che celebrano la femminilità, tutte sotto una prospettiva diversa. </p>



<p class="has-text-align-center">Tra i primi troviamo Kiko Kostadinov. Originario della Bulgaria, ha dato vita a un vero e proprio culto dell’originale, ma soprattutto della stravaganza. C’è da dire che anche per questa FW 2025 il suo spirito non è cambiato. Layering decisamente decisi (scusate il francesismo, doppio…), il mix di texture e colori, assieme alle trame, dà vita a una passerella decisamente eclettica. Una caratteristiche che per quanto ami, non apprezzo particolarmente quando si percepisce sconclusionata. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35848" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250005-68a0458e4cfafc581074-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35848" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35849" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250007-28e09e9f76ffded15c3e-683x1024.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35849" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35850" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250001-a6ee1045caf64962f00c-683x1024.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35850" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Kiko Kostadinov Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Alcuni dei look risultano originali al punto giusto, portando un mix and match di dimensioni e forme che tutto sommato funzionano. </h3>



<p class="has-text-align-center">Per altri abbinamenti, invece, fatico a consegnarli il lascia passare. Presenti tantissimi copricapi che vengono ornati di dettagli diversi che riprendono gli stessi presenti sui capi. La riga è la protagonista principale, rappresentata su buona parte degli abiti come pantaloni, maglie, gonne, vestiti e qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Gli accessori poi variano, sia in quanto a scarpe che a borse. Non supero la forma della cintura presentata su buona parte dei look, dal gusto retrò che non amo particolarmente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35852" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250013-e7b6b5a396c01eae1dd1-683x1024.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35852" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35857" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250021-8e314a0a3c12f7e77d9a-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35857" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35858" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250071-7c7103d9bbbc2056d343-683x1024.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35858" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Kiko Kostadinov Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Le designer della linea womesnwear del brand, Laura e Deanna Fanning, spiegano che la collezione si basa su una sola domanda: chi sei tra la notte e la mattina? Raccontano di come con i capi seguiamo la vita di Vali Myers, una ballerina australiana che si è mossa molto a Parigi. Alzata tutta la notte, svestendosi, bevendo champagne e muovendosi coraggiosamente per la città mentre il sole sorge. “<em>Solo un cappotto sopra uno slip</em>”. Molto simpatica leggendola in questo modo, ma disponibilissima ad andare oltre. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35855" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250063-4093b74798561a7e882c-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35855" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35854" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/kikokostadinovaw250043-6ca424d142486c17eb59-683x1024.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35854" /></figure>



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<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Kiko Kostadinov Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tocca poi a Veronique Leroy, stilista belga che definisce il suo stile come un “ultrasexy normale”, per questa collezione ha presentato dei capi davvero interessanti. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35868" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1302.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35868" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1302.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1302-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35867" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1295.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35867" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1295.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1295-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35869" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1299-1.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35869" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1299-1.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1299-1-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Veronique Leroy Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Presenti alcuni modelli di hotpants che danno vita a dei look eleganti, ma mai noiosi. Ci sono poi anche dei modelli che definirei “<em>onesie</em>”, ovviamente elaborati in chiave “sfilata-Parigi”. Bello l’utilizzo della maglieria, che dà vita a abiti interi o completi dai dettagli vividi, ma mai esagerati. Si percepisce un’eleganza, un classico che però troppo classico non è. Le silhouette sono morbide, ma si particolareggiano in alcuni punti più esasperati come le spalle o i fianchi. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35859" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1303.jpeg" alt="" class="wp-image-35859" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1303.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1303-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35860" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1300.jpeg" alt="" class="wp-image-35860" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1300.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1300-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35861" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1301.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35861" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1301.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1301-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Veronique Leroy Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">La palette colori è decisamente semplice, ma, anche qui, non scontata. Tanto grigio, in diverse gradazioni. Poi il bianco, il verde menta un po’ desaturato e il nero, con qualche tocco di marrone e di blu. La collezione è il trionfo di un femminile elegante che non rinuncia ad essere originale. La maglieria viene utilizzata, a mio parere, divinamente, risultando davvero di qualità e appetibilissima per i giorni in cui ci piace vestire qualcosa di più classico ed elegante, senza dover rinunciare al nostro animo particolare. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35864" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1298.jpeg" alt="" class="wp-image-35864" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1298.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1298-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



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<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Veronique Leroy Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ci spostiamo nei Balcani con Burc Akyol, designer dalle origini turche che presenta un’eleganza distintiva che sa davvero come farsi riconoscere. </h3>



<p class="has-text-align-center">L’idea alla base è molto interessante, una domanda che forse buona parte dei designer uomini non si fa o se se la fa, forse sbaglia i toni. La collezione si chiama “Fem” e si basa su quello che Burc indosserebbe se fosse donna. Burc spiega: “<em>il modo più vicino per risolvere questa domanda possibilmente paralizzante è stato disegnare per la mia stessa femminilità dal girono uno. La donna che che vorrei essere. Non voglio essere davvero una donna, magari per un giorno o due, ma se fossi una donna so cosa vorrei indossare”. </em>Racconta poi che è “<em>vicino a un desiderio di performance, come andare su un palco”. </em></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35872" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1306.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35872" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1306.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1306-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Burc Akyol Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">I look, a mio parere, sono bellissimi. Si presentano come look composti da elementi semplici che vengono coronati da alcuni elementi decisi, che spiccano. Un esempio sono i capi in pelo o pantaloni in mesh trasparente. Su altri capi si presentano degli elementi piccoli, ma coraggiosi come delle simil monetine d’oro applicate sulle frange di una giacca cropped in pelle, messi elegantemente e con ordine. O gli stessi aggiunti alla fine delle maniche di una maglia nera che potrebbe sembrare semplice, ma non lo è. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35875" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1307.jpeg" alt="" class="wp-image-35875" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1307.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1307-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35877" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1308.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35877" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1308.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1308-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35876" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1309.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35876" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1309.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1309-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Burc Akyol Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><em>“La femminilità di un uomo è in qualche modo artificiale, e molto vicina a un’immagine fantastica, cinematica e da una cultura di immagini inculcate. La mia femminilità, mi sono reso conto, è fem. Fem come il gergo queer fem. Fem alla definizione di fem artificiale di Susan Sontag</em>. <em>Osservantamente e ampiamente fem”. </em></h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35879" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1310.jpeg" alt="" class="wp-image-35879" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1310.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1310-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35881" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1312-1.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35881" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1312-1.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1312-1-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Burc Akyol Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Per chi se lo chiedesse Susan Sontag è una scrittrice che delle donne ha scritto tantissimo. Quindi a noi arriva una femminilità libera, diversa, decisamente personale. Quello che forse avevamo bisogno di vedere in sfilate di collezioni che seguono quello che il mercato vuole, ma poco quello che il cuore davvero sente. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35882" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1315.jpeg" alt="" class="wp-image-35882" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1315.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1315-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35883" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1314.jpeg" alt="" class="wp-image-35883" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1314.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1314-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35884" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1313.jpeg" alt="Femminilità" class="wp-image-35884" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1313.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1313-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Burc Akyol Fall Winter 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Insomma, questa giornata di sfilate non poteva avvicinarsi alla sua conclusione meglio di così. Con una collezione donna che la donna la studia e la rappresenta nel modo più innocente e puro possibile: immedesimandosi in quello che si vorrebbe indossare e cosa vorremmo sentire con i capi che portiamo se fossimo delle donne. Forse il modo più semplice e amabile di rappresentare una linea <em>womenswear </em>senza essere <em>woman</em>. </p>



<p> </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/03/11/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-otto/">Parigi Fashion Week F/W 25: capitolo otto</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Parigi Fashion Week F/W 25: Capitolo Cinque</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/03/08/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-cinque/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 21:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[elie saab]]></category>
		<category><![CDATA[noir kei nonomiya]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al quinto giorno di Parigi Fashion Week, a vincere sulla passerella è il concettuale e il punk. Con qualche accenno al minimal che sembra sia arrivato il momento di salutare, accogliamo forse una nuova era di massimalismo eclettico? Siamo quasi alla fine di uno degli appuntamenti della moda più atteso dell’anno, ossia la Paris Fashion [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Al quinto giorno di Parigi Fashion Week, a vincere sulla passerella è il concettuale e il punk. Con qualche accenno al minimal che sembra sia arrivato il momento di salutare, accogliamo forse una nuova era di massimalismo eclettico?</h2>



<p class="has-text-align-center">Siamo quasi alla fine di uno degli appuntamenti della moda più atteso dell’anno, ossia la <a href="https://www.adlmag.it/2025/03/08/paris-fashion-week-f-w-25-capitolo-quattro/">Paris Fashion Week</a>. Nota per la presenza di collezioni e marchi notoriamente più chic ed eleganti e giganteschi nomi del fashion world, oggi si fa notare per il suo lato più concettuale.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Junya Watanabe apre la giornata di passerelle, mandando in scena una collezione decisamente bold e geometrica. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35618" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250007-0ed9092c3f45b10c9e00-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35618" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35619" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250016-c8c6a083b1ec7106ee8b-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35619" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Junya Watanabe FW 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Stilista giapponese, è stato il braccio destro di Rei Kawakubo, designer di Comme del Garçons, marchio per cui ancora Junya lavora. Simpatica la coincidenza sul calendario che vede sfilare entrambi lo stesso giorno. Ma forse sono solo io che sono estremamente romantica e penso che tutto accada per un motivo, ma chissà magari lo è anche il presidente della Federation de la haute couture et de la mode. (Dubito fortemente).</p>



<p class="has-text-align-center">Junya porta una collezione che prende decisamente ispirazione dal mondo punk rock. I capi sono creativi e principalmente neri e in pelle. Figure strane, grande passione dello stilista, si vanno a creare con i diversi abiti. La pelle viene letteralmente manipolata e trasformata in capispalla che si fanno riconoscere per la loro geometria e dimensioni. I materiali poi cambiano, così come i colori, ma le grandezze e le esagerazioni con i capi rimangono. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35621" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250029-81e1fa8fc7009ab99032-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35621" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35624" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250051-191c12a352e03301f15a-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35624" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250049-f4df57d1bf840eb651b6-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35625" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Junya Watanabe FW 2025</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Protagonisti della collezione sono decisamente i capispalla, esagerati oltre l’immaginazione. </h3>



<p class="has-text-align-center">Anche il più classico dei capi, il trench, viene reinterpretato trasformandosi in un qualcosa che potremmo trovare in qualche film di Matrix. Insomma, se Neo avesse indossato un trench beige al posto di un cappotto di pelle, avesse attraversato un glitch e noi avessimo bloccato il dvd proprio in quel frame otterremmo un risultato simile. Non so se ho reso l’idea, ma a me questo arriva. Alcuni dei capi però risultano eleganti e “semplici” nel loro essere comunque bold e decisi, ma forse dopo tutto quel surreale ci sembrano più facili da digerire. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35623" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250038-4706384a10acb9bf9105-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35623" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35622" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/junyawatanabeaw250040-e186e3e2b5ae3139c0cc-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35622" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Junya Watanabe FW 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Rimanendo nell’ambito del punk, troviamo in calendario <a href="https://www.adlmag.it/2024/03/02/noir-kei-ninomiya-e-la-sua-passerella-concettuale/">Noir Kei Ninomiya</a>, che adotta sempre un design concettuale che spesso mostra collezioni futuristiche e all’avanguardia. Presenti anche con Noir volumi impossibili e impensabili. Lo stilista giapponese per questa collezione ha mandato in campo una rosa di capi decisamente colorati e complicati, come piace a tutti ultimamente. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Colori e materiali vari davvero elaborati, assieme alle forme esasperate, sono le caratteristiche principali di questa sfilata. Il concettuale arriva forte e chiaro (si fa per dire).</h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35627" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250072-3cc862c1140f462800cf-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35627" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35626" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250005-320e7868ffa0191514f4-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35626" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Noir Kei Ninomiya FW 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Fiori, fiori, fiori e fiori. Non importa come vengono fatti, ma ci sono. Decisamente in tutte le forme e colori. Anche quest’anno Noir propone una collezione eclettica e amabilmente piena di dettagli. Il nero non lascia neanche questa passerella e riesce a guadagnarsi i posti migliori con alcuni dei capi, a mio avviso, più belli. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-25 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35632" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250016-396854f39bf219b06503-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35632" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35630" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250034-83d5780afba59cfa8b71-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35630" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35631" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250040-e8186db3d4b7fb6fce05-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35631" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption"> Noir Kei Ninomiya FW 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">La passerella si apre con abiti che compaiono letteralmente accesi in una stanza completamente spenta, mostrando quindi la loro “capacità” di illuminarsi al buio. Dei fari nella strada del chic eclettico, del punk colorato e concettuale. Sui materiali vorrei dirvi di più, ma dire che sono infiniti e complicatissimi è decisamente riduttivo. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-26 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35628" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250078-52d4a7ac7b14cd811f37-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35628" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35629" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/noirkeininomiyaaw250053-1d8f75bf274a242c0e57-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35629" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Noir Kei Ninomiya FW 2025</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Elie Saab ci riporta poi con i piedi per terra, in queste strade chic ed eleganti quali sono, dopotutto, le <em>rues</em> di Parigi.</h3>



<p class="has-text-align-center">Elegante, donna, decisa e minimal il giusto. La donna Elie ce la mostra <em>fierceful</em>, che pretende di osare con capi illuminati e trasparenze. Irrinunciabile il pelo che viene elaborato in tantissimi modi per accontentare anche i gusti più difficili e le occasioni più particolari, senza dimenticarsi delle più semplici, che meritano comunque un tocco poliedrico. I colori in palette sono decisamente i più visti di queste stagioni: nero, verde e bordeaux. (Sabato, ma a cosa ci hai condannati? Ci libereremo mai di questo colore?).</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-27 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35634" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250063-3a8efbbb0941beed513c-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35634" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35633" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250097-81df833a9833368ef22b-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35633" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Elie Saab FW 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">I capi, alla fine dei conti, se uno volesse armarsi di coraggio, potrebbe affermare che sono abbastanza “semplici”. Questo perchè le silhouette non rientrano in quello che possiamo definire concettuale o complicato da intendere. Allo stesso tempo, però, i capi non sono per nulla facili. Sono tantissimi i dettagli e le sovrapposizioni, come abiti in quello che sembra un sequin acceso ed elementi in maglia, che rendono i look decisamente interessanti. Impegnati, ma non impegnativi. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-28 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35637" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250079-73564e6a600e83f68b43-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35637" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35635" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250057-3f6338324f2701d66c75-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35635" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35636" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250091-d0a7f4a4bbc7ee2c8328-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35636" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Elie Saab FW 2025</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La donna che arriva quindi è elegante, romantica dopotutto, che anche quando indossa un look minimal non rinuncia al tocco bold che svolta tutto quanto.</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-29 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35638" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250099-045b8b327b38e9820ecd-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35638" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35639" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/eliesaabaw250114-57a356b414ae130af517-683x1024.jpeg" alt="Concettuale" class="wp-image-35639" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Elie Saab FW 2025</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Vabbè, ma si sa Elie Saab sta nei dettagli…ah, non era così? Sarà…</p>



<p class="has-text-align-center">Che dire? Questa giornata di sfilata è un susseguirsi di elaborate geometrie e figure femminili <em>bold</em>, che si tengono le proprie peculiarità strette con le unghie e con i denti. La sfilata di Comme Des Garçon è un esempio direi decisamente azzeccato per rappresentare tutto questo. Sapere che il minimal dopotutto sta lasciando il passo a un rinnovato massimalismo e alla personalizzazione, speriamo estrema, è una boccata d’aria in un mondo dove il semplice e il classico forse inizia a stare stretto. No al minimal, sì all’elaborato! Ave massimalismo, ti stavamo aspettando a braccia aperte e con look complicati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/03/08/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-cinque/">Parigi Fashion Week F/W 25: Capitolo Cinque</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<item>
		<title>Parigi Fashion Week F/W 25: capitolo uno</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/03/05/parigi-fashion-week-f-w-25-capitolo-uno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 07:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[PFW sfilate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via il rush finale del fashion month. Con oggi sono ufficialmente cominciate le sfilate parigine. Tra star, party e grandi griffe vediamo cosa è successo a Parigi Parigi comincia con il piede giusto. È lo show di Zomer a dare il la al pret a porter pargino. Le 40 uscite della collezione invertono, nel [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Al via il rush finale del fashion month. Con oggi sono ufficialmente cominciate le sfilate parigine. Tra star, party e grandi griffe vediamo cosa è successo a Parigi</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-30 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35332" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/temp-78-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35332"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35331" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/temp-79-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35331"/></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">Parigi comincia con il piede giusto. È lo show di <strong>Zomer</strong> a dare il la al pret a porter pargino. Le 40 uscite della collezione invertono, nel vero senso della parola, l&#8217;idea del vestire. Gli abiti sembrano essere stati indossati al contrario dai modelli sulla passerella. Volumi, forme e ironia rendono lo show realmente interessante, una ventata di aria fresca in un mondo della moda che sembra essersi dimenticato come divertirsi con gli abiti. Frange, piume e perfino un paralume come cappello. Secondo il duo di Zomer tutto può diventare un abito. Non esistono regole, un caposcala può essere indossato al contrario ed essere estramamente cool. </p>



<p class="has-text-align-center">Gioca con la moda anche <strong>Anrealage</strong>, ormai famoso per le sue sperimentazioni. Per la FW 2025 il brand sfila all&#8217;interno di una chiesa e gli abiti richiamano i giochi di luce delle vetrate gotiche. In uno stupendo connubio tra moda e tecnologia lo show di Anrealage abbatte i confini della moda e ritrasforma in performance.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-31 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35333" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/temp-80-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35333"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35334" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/temp-81-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-35334"/></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Lavora su colori e forme esagerate anche il mondo di <strong>Undercover</strong>. Una sfilata ricca di dettagli che, con sapienza, affianca il mondo sportò ad influenze etniche. Da un lato i piumini i prendono nuova forma e diventano abiti, dall&#8217;altro una giacca ricca di patch, impunture e gingilli di ogni provenienza pare essere in grado raccontare una storia che arriva da lontano. La donna pensata da Undercover è una viaggiatrice attenta e intellettuale. Una femminilità consapevole che abbraccia l&#8217;abito senza farsi soffocare. Parla di un femminile intenso anche lo show del <strong>Dior</strong> di <strong>Maria Grazia Chiuri</strong> che si ispira a Orlando, personaggio del romanzo di Virginia Wolf, per i suoi look dall&#8217;animo 700esco. Jabot ridondanti (ispirati al Dior di <strong>Ferrè</strong>) e giacche militari accompagnano il ritorno in passerella della t-shirt &#8220;J&#8217;adore Dior&#8221; pensata da <strong><a href="https://www.adlmag.it/2024/07/29/john-galliano-dove-finira-lincroyable-della-moda/">Galliano</a></strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-32 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35345" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/A28AA81D-D485-4A38-9E74-E47B22881E5E-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35345"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35344" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/60375F94-1F79-4D0E-9E9A-1FA846E2FDD6-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35344"/></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Più minimal e decisamente parigino lo stile proposto in passerella da <strong>Marie Adam Leenardet</strong> e <strong>Mame Kurogouchi</strong>. Capello anni ‘30 e abiti dal taglio artistico per Kurogouchi, viaggia invece sul binario della parisienne Leenardet. In passerella l’eleganza della città dell’amore tra cappotti leopardati e tailleur castigati dalle forme inaspettate.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-33 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35347" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/6F3EFD05-56F8-486E-BB25-1349904E66E3-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35347"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="35346" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/497BC812-E74B-4E3B-9F7A-51655B3D4FAE-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-35346"/></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Decisamente positivi i presupposti del pret a porter all’ombra della Torre Eiffel. Parigi stupisce con colpi di scena e collezione eclettiche nel loro minimalismo. La bellezza è nel dettaglio, nella ricerca di forme e materiali e nella sperimentazione tecnologica che rendono grande la moda francese.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Foto: Vogue</em></p>
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		<title>Cronache di un’haute couture parigina a metà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 11:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[haute couture]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sogno parigino finisce con le ultime sfilate dell’haute couture francese. Ma cos’è l’alta moda nel 2025? Magia, arte, bellezza…sono queste le sensazioni che dovrebbe evocare l’haute couture francese. Momento di massima espressione della creatività degli stilisti che non necessita di assecondare logiche di mercato. La città, storicamente, ha abituato il pubblico a spettacoli roboanti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/02/01/cronache-di-un-haute-couture-parigina-a-meta/">Cronache di un’haute couture parigina a metà</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il sogno parigino finisce con le ultime sfilate dell’haute couture francese. Ma cos’è l’alta moda nel 2025?</h2>



<p class="has-text-align-center">Magia, arte, bellezza…sono queste le sensazioni che dovrebbe evocare l’<strong>haute couture</strong> francese. Momento di massima espressione della creatività degli stilisti che non necessita di assecondare logiche di mercato. La città, storicamente, ha abituato il pubblico a spettacoli roboanti e colpi di scena mozzafiato. Le aspettative, infatti, ogni hanno sono sempre più alte; forse anche per questo le sfilate della stagione lasciano un po’ con l’amaro in bocca. Sono pochi i lampi di genio che fanno sobbalzare dalle sedute. Alla ricerca di una nuova bellezza tanto preferiscono il raggiungimento di un bello eterno ed indiscutibile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-34 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33309" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/75E2D567-DDB0-49BC-A7FD-55B03232332E-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33309"/><figcaption class="wp-element-caption">Schiaparelli</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33310" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/826CB5D9-C494-426C-A6B7-BA419B46BE1A-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33310"/><figcaption class="wp-element-caption">Valentino</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">A farla da padrone, anche quest’anno, è lo <strong>Schiaparelli</strong> di <strong>Daniel Rosberry</strong>. Un tripudio di lavorazioni eccezionali calcano una passerella tinta di color champagne che narra la storia di chi ha sempre puntato in alto. È Icarus il titolo della collezione con un chiaro rimando ad al mito greco. Rosberry raccoglie dal passato per costruire il presente e, così facendo, rimane sempre attuale pur realizzando abiti con nastri degli anni ‘20 e ‘30, scovati in un piccolo negozio parigino, da cui è composta parte della collezione.</p>



<p class="has-text-align-center">Parla di passato anche lo show del <strong>Valentino</strong> disegnato da <strong>Alessandro Michele</strong>. Il debutto dello stilista nel mondo della couture lascia perplessa la critica. Tra chi lo vede troppo ancorato all’archivio e chi ne nega i punti in comune con il Signor Garavani. Per la sua prima couture Alessandro Michele rende suoi i codici di Maison Valentino e guadagna la fiducia della premiere, come lui stesso ha dichiarato. Emblematico il titillo della collezione, Vertigineux, che rievoca la sensazione di “paura” che si prova a lanciarsi nel vuoto. Mai metafora più azzeccata.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-35 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33312" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/515BA403-8D50-4551-8F1C-75A5129863B5-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33312"/><figcaption class="wp-element-caption">Armani Privé</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33311" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/D5A0EB1A-D745-4137-B553-120FD1F0B9EF-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33311"/><figcaption class="wp-element-caption">Zuhair Murad</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">A non suscitare alcun tipo di vertigine, se non per l’estrema bellezza, sono show come quello di <strong>Armani Privé, Elie Sab o Zuhair Murad</strong>. Passerelle in cui sfilano abiti bellissimi pensati per donne stupende e occasioni mondane. Nient’altro che bei vestiti realizzati in maniera eccellente. Ricami perfetto, linee impeccabili che raccontavano la storia di una bellezza di cui forse non abbiamo più bisogno. Eppure lo show dedicato ai 20 anni della linea Privé di <a href="https://www.adlmag.it/2024/10/18/alla-corte-newyorkese-di-re-giorgio/">Re Giorgio</a> ancora riscuote un successo incredibile. 94 uscite che raccontano la vita di chi ha fatto la storia della moda italiana.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-36 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33327" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/D274519D-3563-4721-BDC5-68CCD872218B-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33327"/><figcaption class="wp-element-caption">Chanel</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33328" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/1F37EE91-7A17-4C28-B36C-DD6FB90DD189-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33328"/><figcaption class="wp-element-caption">Dior</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">Siamo portati a vedere la couture come un mestiere adulto, qualcosa di datato. Non mancano, a questo proposito, le crinoline del <strong>Dior</strong> di <strong>Maria Grazia Chiuri</strong> o i tailleur dello <strong>Chanel</strong> non ancora rinnovato da <strong>Matthieu Blazy</strong>. Eppure, tra le sfilate, si scorge anche qualche giovane promessa. Il merito è tutto di <strong>Jean Paul Gaultier</strong> che, ogni anno, sceglie un designer “emergente” e gli affida la realizzazione delle sue collezioni. Questa stagione è stato il turno di <strong>Ludovic de Saint Sernin</strong>. “Un incontro fatto in paradiso” lo definisce <strong>Rick Owens</strong> accorso a vedere lo show. I codici di Ludovic si fondono alla perfezione con la moda di Gaultier. Il risultato? Una collezione matura e di una raffinata audacia che risveglia la settimana della couture francese.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-37 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33313" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/78371E6E-F32D-46FC-BBA0-B3105CE515A7-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33313"/><figcaption class="wp-element-caption">Viktor&amp;rolf </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33314" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/C9F89F25-4BEF-40E4-A576-07DE3A554400-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33314"/><figcaption class="wp-element-caption">Jean Paul Gaultier by Ludovic de Saint Sernin</figcaption></figure>
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<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">E se si parla di audacia non si può non nominare lo show di <strong>Viktor&amp;Rolf</strong> che, per l’occasione, si chiedono cosa definisca la couture. Partendo dalla base di un look semplice come jeans, camicia e capospalla beige trasformano tutto in un virtuosismo tecnico che diventa bello nella sua ridondanza.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-38 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33317" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/689ECCF4-D13B-4381-B64E-14094D2DE8CE-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-33317"/><figcaption class="wp-element-caption">Dolce&amp;Gabbana</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33318" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/1BD4129E-5502-4933-B097-EEE3ECE66DD3-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33318"/><figcaption class="wp-element-caption">Gurav Gupta</figcaption></figure>
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<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">Ormai l’haute couture non è più solo francese, dall’India arriva, infatti, lo stupendo design di <strong>Gurav Gupta</strong>. Una couture meravigliosa che fonde moda, tecnologia e tradizione in un simbiotico nucleo di bellezza per nulla francese. Un’alta moda che sa di lontano e descrive un’eleganza inedita. Fuori calendario anche l’Italia fa pressioni per conquistare Parigi. Il duo siciliano <strong>Dolce&amp;Gabbana</strong>, infatti, sfila in occasione del trasferimento della sua mostra milanese a Parigi. Un successo che vuole dimostrare che, in fondo, ”italians do it better”.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Toglieteci tutto, ma non l’alta moda!</h2>



<p class="has-text-align-center">Foto: Vogue Runway </p>
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		<title>Messieurs c&#8217;est Paris! La moda uomo conquista le passerelle</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/01/27/messieurs-cest-paris-la-moda-uomo-conquista-le-passerelle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 11:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[MODA UOMO]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parigi chiude magistralmente la moda uomo mixando passato e presente per scrivere una nuova pagina dello stile maschile. Parigi è sempre il momento più atteso dal mondo della moda quando si tratta di sfilate e presentazioni, anche per la moda uomo. Dopo una Milano un po&#8217; spenta la capitale francese torna in gran rispolvero. All&#8217;ombra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Parigi chiude magistralmente la moda uomo mixando passato e presente per scrivere una  nuova pagina dello stile maschile.</h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>Parigi</strong> è sempre il momento più atteso dal mondo della moda quando si tratta di sfilate e presentazioni, anche per la moda uomo. Dopo una <strong><a href="https://www.adlmag.it/2025/01/21/milano-moda-uomo-come-si-vestiranno-i-maschietti-nel-2025/">Milano</a></strong> un po&#8217; spenta la capitale francese torna in gran rispolvero. All&#8217;ombra della torre Eiffel, dove la moda ha preso forma, la storia si fonde con l&#8217;avanguardia. I brand che hanno costruito quello che è oggi il mondo della moda duettano con nuovi talenti e stimoli che costruiranno il fashion system del domani. In un calendario ricchissimo c&#8217;è spazio per tutti e così la moda uomo parigina diventa l&#8217;appuntamento più interessante del menswear, nonché l&#8217;unico degno di destare attenzione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-39 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32946" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/temp-72-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-32946"/><figcaption class="wp-element-caption">Louis Vuitton</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32947" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/temp-73-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-32947"/><figcaption class="wp-element-caption">Dior</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">Sono state le sfilate delle grandi griffe quelle più rumorose, nonostante fossero le più piatte. È rosa il <strong>Louis Vuitton</strong> di <strong>Pharrell Williams</strong> per l&#8217;autunno 2025. Il suo risulta sempre lo show più atteso, incredibilmente in grado di catalizzare l&#8217;attenzione dei media. Protagonista della sfilata la famosa tela Damier che ha fatto la storia del brand e che Pharrel fa dialogare con uno streetwear anni 2000 che riscuote un grande successo. Tutt&#8217;altro programma quello dell&#8217;altro colosso della moda francese: il <strong>Dior</strong> di <strong>Kim Jones</strong>. Un omaggio alla famosa linea H pensata da Monsieur agli inizi della sua carriera. L&#8217;uomo immaginato da Jones è si veste di un classicismo d&#8217;avanguardia che lo copre di elegante mistero.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-40 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32948" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/temp-72-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-32948"/><figcaption class="wp-element-caption">Rick Owens</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32949" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/temp-73-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-32949"/><figcaption class="wp-element-caption">KidSuper</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">Dopo il misterioso silenzio di Dior subito si passa alla teatralità gotica firmata Rick Owens. I vampiri in total black di Owens conquistano, come ogni volta, il pubblico parigino che rimane incantato dalla spettrali della moda inindossabile del genio. Qualcuno li chiamerebbe &#8220;mostri&#8221; gli uomini firmati Rick Owens, ma sono creazioni che raccontano molto più di un&#8217;estetica gotica. Interessante il titolo della collezione, &#8220;<strong>Concordians Men&#8217;s</strong>&#8220;, un omaggio alla cittadina industriale italiana dove i disegni del maestro prendono vita. Parlando di teatralità non si può non nominare la moda di KidSuper. Nella periferia parigina, avvolti dal fumo, gli uomini di <strong>KidSuper</strong> stupiscono il pubblico perbenista della città. Forse non ci ricorderemo i suoi abiti, probabilmente non li indosseremo, ma il nome di KidSuper sarà difficile da scordare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-41 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32951" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/6BFA0C15-77BE-458D-BA71-994D07496007-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-32951"/><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Comme des Garçons</strong></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32950" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/35B6A8B2-E1DE-4C2F-904C-7255C5C078EB-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-32950"/><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Yohji Yamamoto</strong></figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-wide"/>



<p class="has-text-align-center">Presenza fissa nel calendario parigino sono gli stilisti dell’avanguardia Nipponica. I giapponesi che hanno reso grande la città dagli anni ‘80 ad oggi. Si dice che l’accessorio sbagliato faccia il look e gli uomini di <strong>Comme des Garçons</strong> lo sanno bene. Un po’ militari, un po’ cartooneschi gli uomini giapponesi migrati a Parigi interpretano il maschile con una nuovo appeal. Da Yamamoto continua, invece, il processo di decostrizione delle forme della moda. L’over size, indelebile trend, prende nobile forma nelle mani di <strong>Yohji Yamamoto</strong> che rimane un appuntamento intramutabile nella moda parigina. Interessante la scelta di Mahmood come modello, non l’unico cantante italiano a sfilare sulle passerelle di Parigi. Anche Tedua ha sfilato per Drôl de Monsieur.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-42 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32952" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/CCF14EBD-3EFD-41F9-B59E-801DEBD2C8A7-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-32952"/><figcaption class="wp-element-caption">Willy Chavarria</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="32953" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/1570900A-5C07-461A-BE72-8A4C98B7749A-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-32953"/><figcaption class="wp-element-caption">Willy Chavarria</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots"/>



<p class="has-text-align-center">Da fuori Parigi arriva anche uno dei designer che più ha appassionato la critica durante questa fashion week. Si tratta di Willy Chavarria che festeggia i 10 anni del suo brand con uno show spettacolare all’interno dell’American Cathedral. Quello di Chavarria, come sempre, è un atto politico. La stessa scelta di spostarsi dall’america di Trump diventa un importante momento politico che conquista la critica e consacra Chavarria tra i migliori designer del momento.</p>



<p class="has-text-align-center">Alla fine della moda uomo parigina si tirano le somme sullo stile maschile. Non ce n’è una vera definizione, ma pare che tutti siamo pronti a restaurare un’eleganza classica con qualcosa in più da dire. Ed ora non si fa altro che aspettare gli show della couture!</p>



<p class="has-text-align-center">Foto: Vogue</p>
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		<title>Fashion Exhibitions in Paris!</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/10/26/fashion-exhibitions-in-paris/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Birkin]]></category>
		<category><![CDATA[Lindbergh]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Jones]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parigi, capitale della moda, non delude mai: un tris di mostre per celebrare icone e maestri La Ville Lumière si conferma -ancora una volta- epicentro dell&#8217;eleganza e dell&#8217;innovazione, con tre fashion exhibitions. Come? Ospitando questa triade di esposizioni, che, celebrano alcune delle figure più emblematiche del mondo della moda.  Un viaggio affascinante tra le opere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Parigi, capitale della moda, non delude mai: un tris di mostre per celebrare icone e maestri</strong></h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>La Ville Lumière si conferma -ancora una volta- epicentro dell&#8217;eleganza e dell&#8217;innovazione, con tre fashion exhibitions. </strong></p>



<p class="has-text-align-center">Come? Ospitando questa triade di esposizioni, che, celebrano alcune delle figure più emblematiche del mondo della moda. </p>



<p>Un viaggio affascinante tra le opere di Peter Lindbergh, l&#8217;arte millenaria della cappelleria di Stephen Jones e il mito senza tempo di Jane Birkin. </p>



<p class="has-text-align-center"> Si unisce passato, presente e futuro in un unico, avvolgente, racconto.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Peter Lindbergh: oltre lo scatto</strong></p>



<p class="has-text-align-center">La prima, delle tre, fashion exhibitions si trova all&#8217; 11 Rue François 1er.</p>



<p class="has-text-align-center">La <a href="https://www.harpersbazaar.com/it/cultura/a62667236/mostra-dior-lindbergh/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">retrospettiva dedicata</a> al celebre fotografo tedesco è un omaggio alla sua capacità di catturare l&#8217;anima delle donne, trasformandole in icone senza tempo. </p>



<p class="has-text-align-center">E’ la Galerie Dior ad ospitare, gli oltre cento scatti, -per la maison e non solo- avvenuti tra il 1988 e il 2018.</p>



<p class="has-text-align-center">Una mostra ,e un omaggio, visitabili fino al 4 maggio 2025.</p>



<p class="has-text-align-center">Le immagini esposte, provenienti da serie leggendarie e arricchite da inediti scatti, ci conducono in un percorso emozionale attraverso la storia della moda, svelandoci un Lindbergh intimo e appassionato.</p>



<p class="has-text-align-center">Le fotografie di Vogue e Harper&#8217;s Bazaar, che hanno fatto la storia della rivista, dialogano con le stampe a contatto e le prove di stampa, offrendo al pubblico un’opportunità unica di immergersi nel processo creativo dell’artista.</p>



<p class="has-text-align-center"> Un racconto che va oltre la semplice esposizione di opere, per diventare un’analisi profonda del suo stile inconfondibile e del suo impatto sulla cultura visiva contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-43 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="594" data-id="28143" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/cover-13.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-28143" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/cover-13.jpg-copia.jpg 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/cover-13.jpg-copia-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 890px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="593" data-id="28144" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/DIOR-x-LINDBERGH-SCENOGRAPHY-©-ADRIEN-DIRAND-38.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-28144" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/DIOR-x-LINDBERGH-SCENOGRAPHY-©-ADRIEN-DIRAND-38.jpg-copia.jpg 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/DIOR-x-LINDBERGH-SCENOGRAPHY-©-ADRIEN-DIRAND-38.jpg-copia-300x200.jpg 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/DIOR-x-LINDBERGH-SCENOGRAPHY-©-ADRIEN-DIRAND-38.jpg-copia-768x512.jpg 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/DIOR-x-LINDBERGH-SCENOGRAPHY-©-ADRIEN-DIRAND-38.jpg-copia-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 890px) 100vw, 890px" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>Stephen Jones: il re della cappelleria</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Il mondo della moda è un sistema complesso, dove ogni elemento, anche il più piccolo, contribuisce a definire uno stile.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Stephen Jones, maestro indiscusso della cappelleria, ne è la prova vivente.</p>



<p class="has-text-align-center">Al Palais Galliera -dove è ancora in corso la mostra su Gabrielle Chanel, Fashion Manifesto- sono presentati i lavori del designer britannico. </p>



<p class="has-text-align-center"> La fashion exhibitions parigina è un’ode all’arte millenaria della creazione di copricapi, unendo tradizione e sperimentazione in un connubio perfetto.</p>



<p class="has-text-align-center">Dalle forme più classiche alle creazioni più avanguardistiche, l’esposizione ci rivela il talento di Jones nel trasformare un semplice accessorio in un’opera d’arte. Ogni cappello è un racconto, un viaggio attraverso la storia della moda e della società, un’espressione della personalità di chi lo indossa.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Un omaggio -visibile fino al 16 marzo 2025- a un artista che ha saputo reinventare un mestiere antico, rendendolo contemporaneo e desiderabile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="677" height="320" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/4._simon_procter.jpg" alt="" class="wp-image-28145" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/4._simon_procter.jpg 677w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/4._simon_procter-480x227.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 677px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>Jane Birkin: un’icona senza tempo</strong></p>



<p class="has-text-align-center">L’eleganza parigina ha un volto, e quel volto è quello di Jane Birkin. L’attrice e cantante britannica, musa ispiratrice di generazioni, è protagonista di una mostra che celebra la sua bellezza, il suo stile e il suo impatto sulla cultura popolare.</p>



<p class="has-text-align-center">La Birkin originale, donata nel 1994 dalla stessa Jane Birkin a un&#8217;asta di beneficienza, si distingue dalle successive produzioni per numerosi dettagli. Il modello è più morbido e informale, con una chiusura a zip e un manico singolo.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">La pelle, di colore naturale, presenta delle imperfezioni che ne sottolineano l&#8217;autenticità e la lavorazione artigianale.</p>



<p class="has-text-align-center">Nata da un incontro fortuito tra l&#8217;attrice e Jean-Louis Dumas, CEO di Hermès, questa icona della pelletteria è ora esposta nella nuova sede parigina di Sotheby&#8217;s, regalando ai visitatori un&#8217;esperienza unica fino al 31 ottobre. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="862" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-25-alle-20.22.33.png" alt="" class="wp-image-28146" style="width:530px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-25-alle-20.22.33.png 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-25-alle-20.22.33-480x465.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 890px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>Un dialogo tra passato, presente e futuro</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Le tre mostre, pur essendo dedicate a figure e mondi apparentemente distanti, dialogano tra loro in modo sorprendente. Lindbergh ha immortalato la bellezza di donne come Jane Birkin, mentre i cappelli di Jones hanno spesso adornato le teste delle dive più famose.</p>



<p class="has-text-align-center">Un intreccio di storie che ci ricorda come la moda sia un linguaggio universale, in continua evoluzione, ma profondamente radicato nella storia e nella cultura.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Parigi, con le sue mostre, ci invita a riflettere sul nostro rapporto con l’abbigliamento, sulla sua capacità di esprimere la nostra identità e di costruire un ponte tra generazioni.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Un invito a scoprire</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Queste esposizioni sono un invito a tutti gli appassionati di moda, ma anche a chi desidera semplicemente immergersi in un universo fatto di bellezza, creatività e immaginazione.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Un’occasione unica per scoprire il lavoro di tre maestri, per ammirare opere d’arte uniche e per lasciarsi ispirare dalla loro visione del mondo.</p>



<p class="has-text-align-center">Parigi, città dell’amore e della moda, ci offre ancora una volta un’esperienza indimenticabile.</p>



<p>Photocredits: Instagram, Pinterest</p>
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