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	<title>new designers Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>new designers Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Arja Cajo racconta il fascino delle farfalle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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		<category><![CDATA[new designers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla fotografia naturalistica al design tessile, il brand italiano fondato da Viola Cajo De Cristoforis firma una nuova collezione di stole che celebra la trasformazione, tra Made in Italy, sostenibilità e ricerca artistica. Le farfalle hanno sempre occupato un posto speciale nell’immaginario collettivo. Simbolo di trasformazione, rinascita e libertà, hanno attraversato epoche, culture e discipline [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla fotografia naturalistica al design tessile, il brand italiano fondato da Viola Cajo De Cristoforis firma una nuova collezione di stole che celebra la trasformazione, tra Made in Italy, sostenibilità e ricerca artistica.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le farfalle hanno sempre occupato un posto speciale nell’immaginario collettivo. Simbolo di trasformazione, rinascita e libertà, hanno attraversato epoche, culture e discipline artistiche, ispirando pittori, fotografi e stilisti. Delicate solo in apparenza, racchiudono un equilibrio perfetto tra forza e leggerezza, diventando il manifesto di una bellezza capace di evolversi senza mai perdere la propria identità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A1932.jpg" alt="" class="wp-image-64662" style="width:324px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A1932.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A1932-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È proprio da questa suggestione che prende forma il nuovo capitolo creativo di Arja Cajo, il brand italiano fondato dalla fotografa Viola Cajo De Cristoforis, che continua a trasformare la natura in un linguaggio da indossare. La nuova collezione di stole introduce infatti le farfalle nel racconto visivo del marchio, confermando una filosofia che unisce fotografia, design tessile e manifattura Made in Italy in un dialogo continuo tra arte e moda.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla fotografia alla moda: l’identità di Arja Cajo</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nato nel 2019, Arja Cajo è molto più di un marchio di accessori. È il progetto attraverso cui Viola Cajo De Cristoforis ha scelto di dare una seconda vita alle proprie fotografie, trasformando immagini naturalistiche in creazioni tessili dal forte valore artistico.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ogni stola nasce infatti da uno scatto originale. Petali, foglie, texture botaniche e dettagli organici vengono osservati da vicino attraverso l’obiettivo fotografico, per poi essere rielaborati in pattern esclusivi che conservano la profondità della luce, le sfumature cromatiche e la ricchezza dei particolari. Il risultato è un accessorio che non si limita a decorare, ma racconta una storia fatta di osservazione, ricerca e sensibilità estetica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="64663" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A1769.jpg" alt="" class="wp-image-64663" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A1769.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A1769-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="64664" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2198.jpg" alt="" class="wp-image-64664" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2198.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2198-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="64665" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2099.jpg" alt="" class="wp-image-64665" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2099.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2099-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le farfalle inaugurano una nuova evoluzione creativa</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con questa collezione il brand compie un ulteriore passo nel proprio percorso creativo, scegliendo di raccontare uno degli elementi più iconici della natura. Le ali delle farfalle, con le loro geometrie sofisticate e le infinite variazioni di colore, diventano superfici vive che dialogano con il movimento del tessuto.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La fotografia mantiene il suo ruolo centrale, ma acquisisce una nuova dimensione grafica. Le immagini sembrano fondersi con la leggerezza delle stole, creando un effetto dinamico che accompagna il gesto e valorizza ogni dettaglio. È un’evoluzione che rimane fedele all’identità del marchio, ma ne amplia il linguaggio visivo con una sensibilità ancora più contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2137.jpg" alt="" class="wp-image-64666" style="width:338px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2137.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2137-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il valore del Made in Italy incontra la sostenibilità</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La ricerca estetica procede di pari passo con un’attenzione concreta alla qualità dei materiali e alla sostenibilità. Arja Cajo continua infatti a selezionare fibre leggere, morbide e durevoli, capaci di esaltare la definizione delle stampe fotografiche e garantire un’elevata qualità nel tempo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una scelta che riflette una visione della moda sempre più orientata alla consapevolezza, dove la cura del prodotto passa anche attraverso il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del saper fare italiano. In questo equilibrio tra innovazione, artigianalità e responsabilità risiede una delle caratteristiche distintive del brand.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una community costruita intorno ai valori della condivisione</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’universo Arja Cajo non si esaurisce nella creazione di accessori. Il marchio promuove infatti iniziative dedicate all’incontro e al dialogo tra donne, contribuendo alla nascita di una community fondata sulla condivisione, sul sostegno reciproco e sulla valorizzazione dell’espressione personale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un percorso che amplia il significato del progetto, trasformando ogni collezione in un’occasione per creare connessioni autentiche e ribadire come la moda possa essere anche uno strumento di relazione, cultura e consapevolezza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2003.jpg" alt="" class="wp-image-64667" style="width:331px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2003.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/07/L9A2003-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La natura diventa un linguaggio da indossare</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un momento storico in cui il lusso è chiamato a raccontare valori oltre che estetica, Arja Cajo sceglie di partire dalla natura, osservandola con attenzione e trasformandola in un racconto contemporaneo. La nuova collezione dedicata alle farfalle non rappresenta soltanto un’evoluzione stilistica, ma conferma una precisa visione creativa: quella di dare forma alla bellezza attraverso immagini reali, materiali di qualità e una sensibilità capace di coniugare arte, sostenibilità e design.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Perché, a volte, basta osservare più da vicino un’ala, un petalo o una trama della natura per scoprire che la vera eleganza nasce proprio dai dettagli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: press kit SZstudio</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Idama: il nuovo standard dell’activewear di lusso</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/31/idama-il-nuovo-standard-dellactivewear-di-lusso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Idama]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capi urbani immersi nella frenesia della contemporaneità: come Idama ridirige la conversazione tra lusso e funzionalità, riscrivendo le regole dell’activewear di lusso Ridefinire l’abbigliamento urbano attraverso un attento intreccio di estetica, funzione, e durata nel tempo: questo l’obiettivo di Idama, marchio fondato nel 2025 da Alessandro Amadi. La vision è cristallina – intercettare una trasformazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Capi urbani immersi nella frenesia della contemporaneità: come Idama ridirige la conversazione tra lusso e funzionalità, riscrivendo le regole dell’activewear di lusso</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ridefinire l’abbigliamento urbano attraverso un attento intreccio di estetica, funzione, e durata nel tempo: <strong>questo l’obiettivo di Idama, marchio fondato nel 2025 da Alessandro Amadi</strong>. La vision è cristallina – intercettare una trasformazione sempre più evidente nel modo in cui i consumatori si relazionano alla moda, anteporre la qualità alla quantità, e produrre capi che, nel vincere la scommessa contro il tempo, non rinunciano ad un posizionamento di prezzo coerente. In questo equilibrio tra attenta osservazione, valori e accessibilità, Idama costruisce la propria identità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large wp-duotone-grayscale"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="59802" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Black-5-1-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59802" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="59803" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20241021_Idama_FW248420-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59803" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Activewear di lusso: il dialogo tra performance tecnica e abbigliamento urbano di fascia alta</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel panorama sempre più affollato dei nuovi designer italiani, <strong>Idama </strong>non esiste e basta. Piuttosto, si ritaglia uno spazio preciso. Ponendo performance tecnica e abbigliamento urbano di lusso sullo stesso piano, il progetto non rincorre semplicemente il sempre più ricercato trend dell’activewear di lusso, ma sceglie di rileggerlo con approccio metodico. E allo stesso tempo, strettamente personale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A tirare le fila del brand vi è <strong>Alessandro Amadi</strong>, che ha scelto di ribaltare il proprio cognome per dar vita ad un’identità nuova, e allo stesso tempo intimamente connessa alla propria storia. Atto semplice quanto significativo. Ma Idama non è solo un intelligente gioco di anagrammi. Il nome racchiude infatti più livelli simbolici, tra cui il richiamo al termine giapponese <em>Hidama</em>, &#8220;sfera di fuoco&#8221;, che introduce una dimensione quasi spirituale fatta di energia, resilienza e trasformazione. Un’intuizione perfettamente in linea con la filosofia del brand, i cui capi sono pensati per accompagnare chi li indossa nell’affrontare piccole e grandi complessità della vita contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1217-min-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59804" style="aspect-ratio:0.8000455684666211;width:698px;height:auto" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cuore e anima di Idama: materiali, ricerca e studio</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cuore del progetto risiede nel <strong>minuzioso lavoro di ricerca e sviluppo dei materiali</strong>. I tessuti non vengono selezionati esclusivamente per le loro proprietà tecniche – come ad esempio la protezione da vento e acqua, l’ultra leggerezza, la sensibilità termica – , ma anche per le loro qualità tattili e visive. Gli elementi sensoriali diventano imprescindibili nella costruzione di un’estetica sofisticata: dal modo in cui un tessuto riflette la luce, alla sua capacità di evolvere nel tempo, fino alla qualità della sensazione al tatto. Inoltre <strong>la produzione, interamente italiana, si avvale di una filiera altamente specializzata</strong>, con lavorazioni e trattamenti che trovano nel distretto di Como uno dei suoi punti di eccellenza. Trattamenti come tinture in capo, lavaggi con resina e finiture enzimatiche aggiungono ulteriore complessità al risultato finale, creando superfici e texture uniche.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="59805" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1145-min-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59805" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="59806" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20241021_Idama_FW248319-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59806" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="59807" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1171-min-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59807" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A questa attenzione per i materiali si affianca un processo progettuale rigoroso, al termine del quale ogni capo diviene il risultato di un approfondito studio di precisone. Dalla ricerca iniziale alla prototipazione, fino al perfezionamento finale, ogni fase contribuisce a definire un prodotto che non ha come priorità unica la funzionalità, ma anche la coerenza stilistica.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Un capo Idama non è solo un capo. </strong>È un elemento di testimonianza, destinato ad evolvere nel tempo insieme a chi lo indossa.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La risposta giusta è Idama</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Più che una collezione di capi,<strong> Idama propone un sistema di abbigliamento pensato per un’esistenza in continuo divenire</strong>. La contemporaneità, con i suoi irregolari ritmi e le sue ibride esigenze, diventa il vero scenario – e punto di partenza progettuale – del marchio. Ogni pezzo è concepito per essere adattabile, stratificabile, capace di transitare tra contesti diversi in maniera rapida e risoluta. Non è solo estetica. Né solo performance. Si tratta di dare una risposta concreta ad uno stile di vita sempre più fluido. E, perché no, anche imprevedibile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un contesto in cui il concetto di lusso si sta progressivamente, oggi come non mai, ridefinendo, Idama fornisce una soluzione tangibile, nonché realizzabile: capi che uniscono prestazioni e versatilità. <strong>Che si adattano invece che chiederci di adattarci a loro.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="59808" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20241021_Idama_FW249582-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59808" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="59809" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1291-min-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-59809" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Idama costruisce un nuovo standard, in cui il valore del capo non risiede nella sua estetica o effimera desiderabilità, bensì, nella sua capacità di accompagnare il corpo che lo abita, con tutte le sue infinite metamorfosi. <strong>Emergente, dirompente, funzionalmente innovativo: semplicemente Idama.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Press Office AFF Comunicazione</em></strong></p>
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		<title>Nel mondo di La Toile Milan: intervista ad Anna Mainolfi e Camilla Lattuada</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/24/la-toile-milan-intervista-anna-mainolfi-camilla-lattuada/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[La Toile Milan]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Creare qualcosa che duri, in continua metamorfosi insieme a chi lo crea: mente e cuore di La Toile Milan si raccontano ad ADL Mag Femminilità plurale, Made in Italy, tessuti deadstock, produzione sartoriale. Uno sguardo giovane filtrato da una fermezza profondamente consapevole: della propria identità, della propria visione, e del contesto in cui esse si [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Creare qualcosa che duri, in continua metamorfosi insieme a chi lo crea: mente e cuore di La Toile Milan si raccontano ad ADL Mag</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Femminilità plurale, Made in Italy, tessuti deadstock, produzione sartoriale. Uno sguardo giovane filtrato da una fermezza profondamente consapevole: della propria identità, della propria visione, e del contesto in cui esse si muovono. <strong>La Toile Milan, brand fondato da Anna Mainolfi e Camilla Lattuada, è tutto questo.</strong> Giovani e già sotto il radar del mondo moda emergente, le due designer hanno dato vita alla loro visione creativa appena un anno e mezzo fa. Oggi firmano collezioni che raccontano una libertà espressiva nitida. Le abbiamo incontrate per parlare di <strong>inizi, rischi, sostenibilità e di cosa significa avere il coraggio di osare anche – soprattutto – quando nessuno ti prende ancora sul serio.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="826" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/La-Toile-founders-826x1024.jpg" alt="" class="wp-image-57122" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Toile Milan ha un’identità molto precisa. Qual è stata l’intuizione iniziale? Come nasce e perché nasce La Toile?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il brand nasce con lo scopo di creare qualcosa che duri nel tempo, uno studio del prodotto, in senso letterale. Siamo attive da un anno e mezzo, il nostro focus è il settore femminile, il nostro obiettivo quello di creare capi interamente Made in Italy. <strong>Privilegiare la qualità rispetto la quantità.</strong> Nessuna di noi due ha studiato design, ma grazie alla nostra sarta siamo riuscire ad imparare sul campo: come i tessuti possono esser lavorati, i diversi modi in cui possono vestire i corpi. <strong>La Toile è molto connesso a noi. Noi cresciamo, ed insieme a noi cresce anche il brand. </strong>Di base, ciò che conta per noi è tenere sempre i valori con i quali abbiamo iniziato questo percorso.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="827" height="1024" data-id="57130" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.54.03-1-827x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57130" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="775" height="1024" data-id="57131" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.54.03-2-775x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57131" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Siete, a tutti gli effetti, una coppia creativa. Qual è il vostro equilibrio, come si intrecciano le vostre visioni creative?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Abbiamo due caratteri totalmente opposti, ma allo stesso tempo intrecciati. Ci bilanciamo molto in tutto, riusciamo sempre a trovare un compromesso soddisfacente per entrambe, sia a livello creativo, che a livello più pratico. <strong>La diversità dei nostri approcci aiuta tanto, perché mentre una ha paura di osare, l’altra spinge affinché ci si provi lo stesso.</strong> Se fossimo fatte allo stesso modo, tutto questo non ci sarebbe, La Toile non sarebbe possibile. È questo il nostro punto di forza.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Essere giovani imprenditrici: quali sono state le difficoltà più concrete di questo percorso?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando abbiamo aperto il brand eravamo totalmente inesperte: un conto è studiare moda, un altro è farla. La prima vera difficoltà che abbiamo riscontrato è stata legata all’età. Da giovani, nessuno ti prende sul serio. Con il tempo impari che non c’è bisogno di aver paura di parlare, di farsi sentire. Molto spesso il nostro progetto viene visto come fosse una prova, una sorta di gioco. <strong>Serve la forza di trovare il giusto equilibrio tra il mettersi in condizioni di imparare, e farsi rispettare.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">A proposito di brand emergenti: qual è la cosa che nessuno racconta davvero sull’avviare un brand oggi?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Creare un tuo networking è complicatissimo. È un mercato estremamente competitivo. <strong>Convertire in vendita e far capire perché tra mille brand il tuo vale, è la parte più difficile. </strong>All’inizio tutto è battaglia e investimento. Arriva poi il momento in cui raccogli i frutti, ma quando si inizia non vi sono ritorni, solo investimenti. Non è semplice persistere.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nelle vostre collezioni parlate di “una nuova idea di femminilità”: che responsabilità sentite oggi in quanto brand nel proporre un’immagine più ampia e inclusiva di donna, e quindi, di femminilità?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vi sono infiniti modi per esprimere la femminilità. Nei nostri capi tentiamo di mostrarla in tutte le sue intensità. C’è un capo &#8211; il capo &#8220;Essenza&#8221; nella collezione <em>Eternal Love</em> &#8211; fatto interamente di trasparenze e perline: per qualcuno, quella può essere la massima espressione del femminile. Qualcun altro, magari, vede la stessa cosa in un più classico e semplice completo gilet e pantalone in lana. C’è chi preferisce mostrare il proprio corpo, chi nasconderlo, chi rivelarne solo alcune parti. <strong>Sono tutte espressioni di femminilità valide. </strong>Le nostre collezioni sono per più donne, più femminilità, e più corpi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="681" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_LT05-681x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57127" style="aspect-ratio:0.6650440992461928;width:628px;height:auto" /></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando abbiamo sfilato alla London Fashion Week, il vestito &#8220;Essenza&#8221;, quello più scollato in assoluto, abbiamo deciso di farlo indossare ad una modella molto adulta. Il concetto è stato: anche a 65 anni puoi sentirti bella, valorizzata, libera, con un abito che per un’altra persona magari è completamente fuori luogo. È bello esplorare questo. <strong>Il poter essere quello che sei, a qualsiasi età.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="775" height="1024" data-id="57126" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.54.04-775x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57126" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="825" height="1024" data-id="57125" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.54.04-1-825x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57125" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">C’è una donna che secondo voi incarna lo spirito di La Toile, e che sognate possa indossare uno dei vostri capi?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Cher!</strong> È una donna che ha sempre lottato per l’amore, per ciò che voleva. Sempre stata molto femminile in un modo tutto suo. Eccentrica, con il capello lungo fino alla vita, sensuale a qualsiasi età. È una rappresentazione perfetta.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Parlando invece di sostenibilità. Oggi, “sostenibile”, è una parola molto abusata e poco praticata nel mondo della moda. Cosa significa per voi, in termini pratici?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A livello di sostenibilità, noi ci concentriamo sui tessuti. Ci siamo messe a tavolino, per capire in che modo procedere per produrre una moda quanto più sostenibile possibile. Uno degli ambiti in cui si spreca di più, è quello della realizzazione del prodotto. Molto spesso, per fare un capo, si hanno a disposizione un tot di metri di tessuto che non vengono mai interamente utilizzati: <strong>molti vengono gettati poiché non rientrano nel taglio, e allo stesso tempo non bastano per fare altro.</strong> Abbiamo quindi deciso di <strong>lavorare per lo più con tessuti di deadstock</strong>. Immettere un prodotto nel mercato significa quasi per definizione non essere al 100% sostenibile, è normale. Però ci sono delle soluzioni per questo: per un brand emergente, operare con deadstock, oppure avere una sarta che produce senza minimi può fare la differenza. Così non si producono quantità invendute, e si mantiene lo stock controllato.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="681" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_LT10-1-681x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57132" style="aspect-ratio:0.6652226628608957;width:633px;height:auto" /></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Toile produce interamente in Italia. Cosa significa per voi oggi difendere il Made in Italy in un mercato globale che sembra non riuscire a smettere di correre?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Per noi non è mai stato &#8211; e mai sarà &#8211; un compromesso produrre al di fuori dell’Italia.</strong> L’Italia viene da una storia di cultura sartoriale, una storia della moda, che è importante difendere. Un capo fatto da una sarta italiana ha un tipo di valore diverso. Le sarte italiane molto spesso sono anche modelliste, quindi hanno un modo di guardare al prodotto, e di studiarlo, che è impeccabile. Per un brand emergente è sicuramente difficile produrre in Italia, ma se si riesce è fondamentale. <strong>È da difendere. </strong>Inoltre, consumatore di oggi è interessato sempre di più alla qualità del prodotto, piuttosto che alla sua brandizzazione. E il Made in Italy è sinonimo di qualità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="1024" data-id="57133" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.54.03-1-1-777x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-57133" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="57134" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_LT04-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-57134" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Pensando al futuro, ad Anna e Camilla – e La Toile – fra qualche anno: qual è il rischio creativo che vi piacerebbe prendere?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La pelle!</strong> (<em>all’unisono, ndr</em>) Siamo innamorate dei capi in pelle, ma per poterne fare bisogna esser posizionati in un certo modo. Tutto quello che riguarda la pelle deve essere fatto in una maniera precisa. Un cambio di tessuto equivale ad un cambio di prodotto, e quindi, di fornitori, e così via. In un certo senso, sarebbe un po’ come ricominciare da capo per noi. <strong>Ma non vediamo l’ora.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Courtesy of La Toile Milan</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/24/la-toile-milan-intervista-anna-mainolfi-camilla-lattuada/">Nel mondo di La Toile Milan: intervista ad Anna Mainolfi e Camilla Lattuada</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>INSTITUTION è il vincitore dello Zalando Visionary Award</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/30/institution-e-il-vincitore-dello-zalando-visionary-award/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Dios]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Galib Gassanof]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E il premio va a&#8230; Galib Gassanof! Il designer georgiano-azero, fondatore anche di INSTITUTION, è stato insignito dello Zalando Visionary Award, che sostiene nuove prospettive sulla moda e approcci sostenibili dei designer emergenti. Cosa rappresenta lo &#8220;Zalando Visionary Award&#8221; Zalando è nota soprattutto per essere una piattaforma di shopping digitale attiva dal 2008. Da allora, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/30/institution-e-il-vincitore-dello-zalando-visionary-award/">INSTITUTION è il vincitore dello Zalando Visionary Award</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">E il premio va a&#8230; Galib Gassanof! Il designer georgiano-azero, fondatore anche di INSTITUTION, è stato insignito dello Zalando Visionary Award, che sostiene nuove prospettive sulla moda e approcci sostenibili dei designer emergenti.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cosa rappresenta lo &#8220;Zalando Visionary Award&#8221;</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Zalando è nota soprattutto per essere una piattaforma di shopping digitale attiva dal 2008. Da allora, si è ridefinita tra i creativi come motore di scoperta per i nuovi designer emergenti che cercano di affermarsi sul mercato. Ha iniziato nel 2022 con la speranza di sostenere la nuova generazione di designer che stanno ridefinendo gli standard del settore. I nuovi designer non vengono riconosciuti solo per i look mostrati in passerella, ma anche per le pratiche etiche e le scelte sostenibili che si nascondono nel loro processo creativo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con la Generazione Z, il mercato ha oscillato tra l&#8217;ultra fast-fashion (Shein) e i nuovi designer che garantiscono la tracciabilità e la qualità del prodotto finale. Giunto alla sua quarta edizione, per il 2026 i finalisti erano tre: KYLE HO, Milk of Lime e INSTITUTION, tutti selezionati da una giuria composta da esperti del settore. Il loro approccio lungimirante, la loro visione chiara e la loro volontà di promuovere la creatività sono ciò che li ha fatti notare e invitati a Copenhagen per presentare le loro collezioni e proclamare un vincitore. La piattaforma digitale ha promosso un cambiamento positivo e questo premio è solo un altro lato della medaglia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="686" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/INSTITUTION-BY-GALIB-GASSANOF-WOVEN-DRESS-686x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55490" style="aspect-ratio:0.66992706992707;width:461px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La cerimonia di premiazione a Copenhagen</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Durante la Copenhagen Fashion Week (dal 27 al 30 gennaio), è stata allestita un&#8217;installazione per mostrare ogni designer con il proprio mondo e la propria visione. Prima della cena celebrativa che ha premiato INSTITUTION con lo Zalando Visionary Award, Giuliano Calza, mentore dei tre marchi, ha condotto una tavola rotonda. Calza ha espresso la sua opinione sulla cultura e sul futuro della moda, fornendo al contempo una visione approfondita dell&#8217;ispirazione dei finalisti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="685" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/PANEL-DISCUSSION-AT-ZALANDO-VISIONARY-AWARD-685x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55494" style="aspect-ratio:0.6689600423392432;width:399px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“Sono lieta di congratularmi con INSTITUTION per aver vinto lo Zalando Visionary Award. La determinazione di Galib nel promuovere l&#8217;artigianato, unita alla sua capacità di integrare diverse esperienze culturali, è stata il fattore decisivo”, ha dichiarato Sara Spännar, membro della giuria e VP Brand &amp; Creative di Zalando. Con sede a Milano, Galib Gassanof ha fondato il suo marchio come organizzazione socio-artistica con una forte etica alle spalle. L&#8217;uso di materiali naturali e la loro lavorazione attraverso il coinvolgimento delle comunità contribuiscono a rafforzare l&#8217;impatto sociale e consentono all&#8217;artigianato di continuare a tessere.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La scelta di INSTITUTION come vincitore</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sua collezione e i valori del suo marchio mirano ad affrontare il cambiamento sociale e l&#8217;arte coinvolgendo piccole comunità e mantenendo viva l&#8217;artigianalità. Per questo motivo, i giudici hanno deciso di assegnare a Gassanof lo Zalando Visionary Award. Inoltre, questo premio non si riflette solo nei suoi look finali, ma anche nell&#8217;essere in linea con i requisiti di sostenibilità della Copenhagen Fashion Week e nella fiducia che sarà più che in grado di presentare una nuova collezione con i suoi valori e le sue proposte caratteristici.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" data-id="55492" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/HANDMADE-LOOK-FROM-INSTITUTION-REPRESENTING-CRAFTSMANSHIP-740x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55492" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-id="55493" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/HANDMADE-DRESS-FROM-INSTITUTIONS-SS26-COLLECTION-684x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55493" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Durante la Copenhagen Fashion Week di agosto, INSTITUTION presenterà la sua collezione Primavera-Estate 2027 con il supporto di Zalando. Non si tratta solo di un premio in denaro di 50.000 euro, ma di un percorso completo che include il tutoraggio di Edward Buchanan, i casting con la direttrice Emma Matell e un sostegno finanziario di 35.000 euro per la produzione della sfilata. Durante la premiazione, la giuria ha sottolineato all&#8217;unanimità la sua visione chiara, la sua maestria artigianale e la sua visione culturalmente ricca che si riflette perfettamente nel lavoro presentato.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo era esattamente il desiderio di Zalando. La creazione di uno spazio aperto per i designer emergenti è già stata realizzata attraverso il loro negozio online; consentendo ai finalisti di presentare il loro lavoro durante una Fashion Week “emergente”. Ciò che ha attirato l&#8217;attenzione della giuria è stata la nuova prospettiva che Galib Gassanof sta creando con il proprio marchio e, se questa è solo la quarta collezione, sono ansioso di scoprire cosa porterà INSTITUTION ad agosto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="687" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/GALIB-GASSANOF-NEXT-TO-HIS-CREATION-FROM-INSTITUTION-687x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55496" style="aspect-ratio:0.6709119749879308;width:431px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">ENGLISH VERSION</p>



<h1 class="wp-block-heading">INSTITUTION is the winner of the Zalando Visionary Award</h1>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">And the award goes to&#8230; Galib Gassanof! The Georgian-Azerbaijani designer, also founder of INSTITUTION, has been awarded the Zalando Visionary Award that supports new perspectives on fashion and emerging designers’ sustainable approaches.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">What does Zalando Visionary Award represent</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Zalando is best known for being a digital shopping platform that has been up since 2008. Since then, it has been redefining itself among creatives as a discovery engine for new emerging designers looking to break into the market. It started back in 2022 with the hope to support the new generation of designers who are redefining the industry’s standard. New designers are not just being recognized for the looks shown on the runway but the ethical practices and sustainable choices that hide in their process.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">With Gen Z, the market has been switching between ultra fast-fashion (Shein) but also to new designers that are accountable for their traceability and bring quality to the final product. Now on its fourth edition, for 2026 there were three finalists: KYLE HO, Milk of Lime, and INSTITUTION &#8211; all chosen by industry experts that formed the jury. Their forward-thinking approach, clear vision, and will for pushing creativity is what got them noticed and invited to Copenhagen to present their collections and declare a winner. The digital platform has been promoting positive change, and this award is just another side of the coin.  </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="690" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/ZALANDO-VISIONARY-AWARD-PRESENTS-INSTITUTION-BY-GALIB-GASSANOF-690x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55489" style="aspect-ratio:0.66992706992707;width:461px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">The award ceremony at Copenhagen  </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">During this Copenhagen Fashion Week (from January 27th to January 30th), an installation was created to show each designer with its own world and vision. Before the celebratory dinner that awarded INSTITUTION the Zalando Visionary Award, Giuliano Calza, mentor for the three brands, led a panel discussion. Calza expressed himself about culture and the future of fashion while giving an in-depth look at the finalists&#8217; inspiration.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="685" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/PANEL-DISCUSSION-AT-ZALANDO-VISIONARY-AWARD-685x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55494" style="aspect-ratio:0.6689600423392432;width:399px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“I am delighted to congratulate INSTITUTION on winning the Zalando Visionary Award. Galib’s determination to promote craftsmanship, combined with his ability to integrate different cultural experiences, was the deciding factor,” said Sara Spännar, jury member and VP Brand &amp; Creative at Zalando. Based in Milan, Galib Gassanof has founded his brand as a social-artistry organization that has strong ethics behind it. The use of natural materials and their manipulation by engaging communities helps strengthen social impact and allows the craft to keep on weaving.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">The choice of INSTITUTION as a winner</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">His collection and brand values are to approach social change and artistry while involving small communities and keeping craftsmanship alive. For this reason, the judges have decided to gift Gassanof the Zalando Visionary Award. And then again, this prize is not only reflected in his final looks but in being aligned with the sustainability requirements for Copenhagen Fashion Week and trusting that he will be more than capable of presenting a new collection with his characteristic values and propositions.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" data-id="55492" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/HANDMADE-LOOK-FROM-INSTITUTION-REPRESENTING-CRAFTSMANSHIP-740x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55492" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" data-id="55493" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/HANDMADE-DRESS-FROM-INSTITUTIONS-SS26-COLLECTION-684x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55493" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">During Copenhagen Fashion Week in August, INSTITUTION will present its Summer-Spring 2027 collection with Zalando’s support. This is not just an award with a cash prize of €50,000 but being walked through. This includes mentorship from Edward Buchanan, castings with casting director Emma Matell, and €35,000 in financial support for the production of the show. During the awards, the jury unanimously emphasized his clear vision, craftsmanship, and culturally rich vision that perfectly reflects on his presented work.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">This was exactly Zalando’s wish. Creating an open space for emerging designers is already done through their online shop; allowing finalists to present their work during an “emerging” Fashion Week. What has caught the jury’s eyes was the new perspective that Galib Gassanof is creating with his own brand, and if this is just the fourth collection, I am eager to find out what INSTITUTION is bringing in August.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="687" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/GALIB-GASSANOF-NEXT-TO-HIS-CREATION-FROM-INSTITUTION-687x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55496" style="aspect-ratio:0.6709119749879308;width:431px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: Press Kit Next Agency</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/30/institution-e-il-vincitore-dello-zalando-visionary-award/">INSTITUTION è il vincitore dello Zalando Visionary Award</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Arête Studios e il boom dei concept store</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Dios]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 15:06:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I concept store hanno assunto un ruolo di primo piano nei motori di ricerca che ospitano designer emergenti e la loro visione. Arête Studios, con sede a New York, offre un&#8217;ampia gamma di marchi e storie che vale la pena condividere. I fondatori MJ Perez e Kotryna Jukneviciute hanno creato un negozio che copre lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/26/arete-studios-e-il-boom-dei-concept-store/">Arête Studios e il boom dei concept store</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I concept store hanno assunto un ruolo di primo piano nei motori di ricerca che ospitano designer emergenti e la loro visione. Arête Studios, con sede a New York, offre un&#8217;ampia gamma di marchi e storie che vale la pena condividere.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I fondatori MJ Perez e Kotryna Jukneviciute hanno creato un negozio che copre lo stile della Generazione Z in tutta la sua ampiezza e dove c&#8217;è comprensione tra cliente e offerta. Ricercando designer emergenti in tutto il mondo, il loro obiettivo è quello di creare una comunità di persone che non solo amano la moda, ma apprezzano anche la qualità e le pratiche etiche. Anche la ricerca dei marchi non è un compito facile. Pur dando la priorità alla filiera locale e ai designer con i piedi per terra, il loro lavoro è quello di mettere in contatto le persone con il cuore della moda: la comunicazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="571" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-1024x571.jpeg" alt="" class="wp-image-55228" style="aspect-ratio:1.7933946203609126;width:590px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-1024x571.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-980x546.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-480x267.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lavorare come “centro di distribuzione” ha anche permesso a marchi di Bogotá, Buenos Aires e Tokyo di ottenere la visibilità che meritano. “Non è che questi marchi non siano competitivi, è che il sistema non è stato creato per consentire loro di affermarsi”, ha affermato Kotryna in un articolo su Archiv3. In questi negozi la narrazione ha un ruolo di primo piano e i prodotti non sono i capi di abbigliamento, ma le loro storie. Essere unici, esclusivi e globali non è mai stato così chic.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Designation</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il meglio dello slow fashion. La sua fondatrice, Zahra Omarji, ha creato un marchio che è l&#8217;esempio perfetto della globalizzazione: nato in Mozambico, prodotto in Portogallo e modellato in India. Designation affonda le sue radici nei principi della sostenibilità e dell&#8217;artigianato sudasiatico, proponendo linee pulite, capi minimalisti e dettagli unici. Le sue pratiche etiche si riflettono nella priorità data alla qualità rispetto alla quantità, con una collezione dai colori neutri e capi unici che vengono valorizzati dalla forma e dalla trama. La possibilità di abbinarli all&#8217;infinito permette loro di vivere per sempre nei nostri guardaroba.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="667" height="1024" data-id="55229" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4882-667x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55229" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="446" height="965" data-id="55245" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-13.21.43-1-edited.jpeg" alt="" class="wp-image-55245" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-13.21.43-1-edited.jpeg 446w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-13.21.43-1-edited-139x300.jpeg 139w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">As if it wear</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondato solo pochi mesi fa, As if it wear si è fatto strada fino agli Arête Studios e ai pop-up store di Parigi. Con uno spirito vintage anni &#8217;80 e &#8217;90, gli occhiali del marchio sono meticolosamente prodotti in Argentina per chi è affascinato dalla bellezza. Anche la slow fashion gioca un ruolo importante, con molti pezzi in edizione limitata e altri etichettati come “classici” e rinnovati ad ogni collezione. L&#8217;estetica francese è utilizzata per attirare l&#8217;attenzione, ma sono sicuro che la qualità e l&#8217;attenzione unica ai dettagli sono ciò che fa tornare le persone ad acquistare questi prodotti.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="869" height="1024" data-id="55230" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4880-869x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55230" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4880-869x1024.jpeg 869w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4880-480x566.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 869px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="837" height="1024" data-id="55231" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4879-837x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55231" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4879-837x1024.jpeg 837w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4879-480x587.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 837px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Outsider Artist</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“Una silenziosa armatura per il mondo interiore” si legge aprendo la loro pagina. Le piccole scelte che facciamo, la leggerezza con cui ci muoviamo e la profonda consapevolezza di essere in movimento sono ciò che caratterizza l&#8217;ispirazione di Outsider Artist. I loro valori prendono forma nell&#8217;argento 925 riciclato e nelle pietre naturali tagliate al laser e incastonate a mano sui gioielli. La sua forma scultorea crea una tensione tra punte affilate e curve emozionali, mettendo in mostra il significato e l&#8217;energia che esistono in noi stessi mentre lo indossiamo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1005" data-id="55236" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-1024x1005.jpeg" alt="" class="wp-image-55236" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-1024x1005.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-980x962.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-480x471.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="1024" data-id="55234" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4874-820x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55234" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nuda Intimates</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Reimmaginare la moda attraverso la lingerie e l&#8217;inclusività. I suoi capi realizzati in rete, pizzo e tessuti morbidi ed elasticizzati non sono utilizzati solo come lingerie, ma anche come capi di transizione dal giorno alla notte. Fondata nel 2018 a Buenos Aires, Nuda Intimates celebra la diversità nel modo più rivoluzionario: normalizzandola. Sembra che la moda sia tornata a nascondere le modelle taglie forti, e che avere una ragazza formosa che sfila in passerella sia un segno di diversità. Non funziona così! Nuda invita le persone ad accettarsi attraverso un design consapevole e la sostenibilità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="604" height="1024" data-id="55233" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4876-604x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55233" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4876-604x1024.jpeg 604w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4876-480x814.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 604px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="602" height="1024" data-id="55232" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4877-602x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55232" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4877-602x1024.jpeg 602w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4877-480x817.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 602px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Studio Prati</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondato a Buenos Aires molti anni fa, Studio Prati si basa sulla poesia. Non solo stampata sulle magliette, ma la base delle sue collezioni è la scrittura. “La poesia è il pilastro di un universo ispirato dall&#8217;arte”. I testi si basano sull&#8217;esperienza umana e su ciò che ci sfida, ci distrugge, ci fa piangere e ci rende felici.&nbsp;Fin dal suo esordio, Agustina Prati, fondatrice del marchio, ha messo tutto il suo cuore in questo progetto, e le sue parole si concretizzano in capi dai colori neutri, con tagli asimmetrici e dettagli innovativi che elevano i capi base del guardaroba.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="651" height="1024" data-id="55238" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4873-651x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55238" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4873-651x1024.jpeg 651w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4873-480x755.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 651px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="677" height="1024" data-id="55239" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4872-677x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55239" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4872-677x1024.jpeg 677w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4872-480x726.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 677px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il problema delle nuove entrate.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Come ha detto Korina, non esiste un sistema nella moda che sostenga i designer emergenti, figuriamoci gli studenti che iniziano la loro carriera. I prezzi, le tasse, la distribuzione e il fatto che i loro modelli vengano copiati dalle catene più grandi (per lo più fast fashion) non fanno altro che demotivare i giovani designer. Apoc Store, Arete Studios, Antonia Milano, 10 Corso Como e SSENSE, che siano negozi grandi o piccoli o piattaforme digitali, hanno la responsabilità di condividere ciò che i nuovi designer non possono fare! Invito tutti voi a dare un&#8217;occhiata ad Arête, a scorrere la scheda dei designer ed esplorare le molteplici sfaccettature che un negozio può avere. Troverete sicuramente pratiche etiche, pezzi unici e marchi internazionali pronti a vestirvi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>ENGLISH VERSION</strong></p>



<h1 class="wp-block-heading has-text-align-center">Arête Studios and the booming of concept stores</h1>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Concept stores have been taking the lead on discovery engines housing emerging designers and their vision. Arête Studios, based in New York, has a wide range of brands and stories worth sharing.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Founders MJ Perez and Kotryna Jukneviciute have created a store where Gen Z’s style is covered in all its width and there’s an understanding between customer and offer. Sourcing up-and-coming designers worldwide, their goal is to create a community of people who not only love fashion but appreciate quality and ethical practices. Sourcing brands is not an easy task either. While prioritizing a local supply chain and down-to-earth designers, their job is to connect people with the heart of fashion: communication.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="571" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-1024x571.jpeg" alt="" class="wp-image-55228" style="aspect-ratio:1.7933946203609126;width:572px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-1024x571.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-980x546.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4883-480x267.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Working as a “distribution center” has also allowed brands from Bogotá, Buenos Aires, and Tokyo to get the visibility they deserve. “It’s not that these brands can’t compete &#8211; it’s that the system wasn’t built for them to break in,” said Kotryna in an article on <a href="https://archiv3.xyz/articles/arete-is-becoming-fashions-new-international-discovery-engine">Archiv3</a>. Strong narratives take the lead in these stores and the products are not the garments but their stories. Being unique, exclusive, and global has never looked so chic.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Designation</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Slow fashion at its finest. Its founder, Zahra Omarji, creates a brand that’s the core example of globalization: born in Mozambique, produced in Portugal, and shaped in India. <a href="https://www.designation-official.com/pages/about-us">Designation</a> is rooted in the principles of sustainability and South Asian craftsmanship, delivering clean lines, minimal garments, and unique details. Its ethical practices reflect in the prioritization of quality over quantity, their collection having neutral colours and one-of-a-kind pieces that are emphasized by shape and texture. Being able to pair them up infinitely allows them to live forever in our wardrobes.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="667" height="1024" data-id="55229" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4882-667x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55229" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="446" height="965" data-id="55245" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-13.21.43-1-edited.jpeg" alt="" class="wp-image-55245" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-13.21.43-1-edited.jpeg 446w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-13.21.43-1-edited-139x300.jpeg 139w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">As if it wear</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Founded just a few months ago, <a href="https://www.asifitwear./">As if it wear</a> has paved its way to Arête Studios and pop-up stores in Paris. With a vintage spirit of the 80s and 90s, the brand’s glasses are meticulously produced in Argentina for those who have a fascination with beauty. Slow fashion also plays a part here with many pieces being limited edition and others getting labeled as “classics” and being renewed with every collection. The French aesthetic is used as eye-catching, but I’m sure their quality and unique attention to detail is what keeps people coming back to it.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="869" height="1024" data-id="55230" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4880-869x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55230" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4880-869x1024.jpeg 869w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4880-480x566.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 869px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="837" height="1024" data-id="55231" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4879-837x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55231" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4879-837x1024.jpeg 837w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4879-480x587.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 837px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Outsider Artist</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“Quiet armor for the inner world” reads when we open their page. The small choices we make, the lightness with which we move, and the deep feeling that makes us aware that we are moving are what characterize <a href="https://www.outsiderartist.us/">Outsider Artist</a>’s inspiration. Their values take shape in recycled 925 silver and natural stones cut with laser and hand-set on the jewellery. Its sculptural form creates a tension between sharp tips and emotional curves, showcasing the meaning and energy that exist in ourselves while wearing it.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1005" data-id="55236" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-1024x1005.jpeg" alt="" class="wp-image-55236" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-1024x1005.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-980x962.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4875-480x471.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="1024" data-id="55234" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4874-820x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55234" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nuda Intimates</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Reimagining fashion through lingerie and inclusivity. Its pieces made out of mesh, lace, and stretch-soft fabrics aren’t used only as lingerie but also as transitional pieces from day to night. Founded in 2018 in Buenos Aires, <a href="https://www.nuda.com.ar/">Nuda Intimates</a> celebrates diversity in the most revolutionizing way: normalizing it. It seems fashion has gone back to hiding their plus-size models, and having one curvy girl walk a runway is a sign of diversity. It doesn’t work that way! Nuda invites people to embrace themselves through conscious design and sustainability.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="604" height="1024" data-id="55233" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4876-604x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55233" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4876-604x1024.jpeg 604w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4876-480x814.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 604px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="602" height="1024" data-id="55232" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4877-602x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55232" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4877-602x1024.jpeg 602w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4877-480x817.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 602px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Studio Prati</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Founded in Buenos Aires many years ago, Studio Prati is based on poetry. Not only printed on t-shirts but the foundation for its collections is writing. “Poetry is the pillar of a universe inspired by art.” Texts are based on human experience and what challenges us, what demolishes us, makes us cry, and makes us happy. Since its first appearance, Agustina Prati &#8211; founder &#8211; has included her heart in her whole project, and her words materialize in neutral coloured clothes with asymmetric cuts and innovative details that elevate wardrobe basics.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="651" height="1024" data-id="55238" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4873-651x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55238" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4873-651x1024.jpeg 651w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4873-480x755.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 651px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="677" height="1024" data-id="55239" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4872-677x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-55239" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4872-677x1024.jpeg 677w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4872-480x726.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 677px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">The new entries problem.&nbsp;</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">As Korina said, there is not one system in fashion that supports emerging designers, let alone students starting their own careers. Prices, taxes, distribution and having their designs copied by bigger (mostly fast fashion) chains only serves to demotivate young designers. Apoc Store, Arete Studios, Antonia Milano, 10 Corso Como and SSENSE being big/small stores or digital platforms are responsible for sharing what new designers can’t! I invite you all to check Arête and scroll around their designers tab and explore the many many facades a store can have. You’ll find for sure ethical practices, one of a kind pieces and worldwide brands ready to dress you up.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: Instagram <a href="https://aretestudios.com/collections/all?sort_by=best-selling&amp;filter.p.m.custom.category=Dresses&amp;filter.v.price.gte=0&amp;filter.v.price.lte=240000">Arête Studios</a>, <a href="https://www.studioprati.com.ar/">Studio Prati</a>’s website, <a href="https://www.nuda.com.ar/">Nuda Intimates</a>’ website, <a href="https://www.asifitwear./">As if it wear</a>’s website, <a href="https://www.outsiderartist.us/">Outsider Artist</a>’s website and <a href="https://www.designation-official.com/pages/about-us">Designation</a>’s website&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/26/arete-studios-e-il-boom-dei-concept-store/">Arête Studios e il boom dei concept store</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Il laboratorio creativo di Greg Harrison</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/12/05/il-laboratorio-creativo-di-greg-harrison/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[Greg Harrison]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni suo capo diventa manifesto di un’identità creativa in crescita: alla scoperta di Greg Harrison, tra sperimentazione e autenticità Se cercate il suo nome su Google, non esce nulla. Non vi è una foto, non vi è un articolo, non vi è nulla che menzioni o che parli di Greg Harrison – neppure di Gory [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/05/il-laboratorio-creativo-di-greg-harrison/">Il laboratorio creativo di Greg Harrison</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ogni suo capo diventa manifesto di un’identità creativa in crescita: alla scoperta di Greg Harrison, tra sperimentazione e autenticità</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se cercate il suo nome su Google, non esce nulla. Non vi è una foto, non vi è un articolo, non vi è nulla che menzioni o che parli di <strong>Greg Harrison</strong> – neppure di Gory Harrison, suo nickname social, e Greg Gory, il nome stampato sulle etichette dei suoi capi. Spulciando un po’, si trova solo il suo profilo LinkedIn, dal quale si denota che: ha frequentato la prestigiosissima Central Saint Martins, dove si è laureato lo scorso anno, vive a Londra, e al momento lavora presso Vivienne Westwood come assistente designer per il womenswear del brand.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Giovanissimo, appena uscito dal percorso di studi e ancora all’inizio della sua traiettoria creativa, Greg Harrison sta costruendo passo dopo passo la propria identità visiva. Perché vale la pena puntare i riflettori su di lui? <strong>Lasciamo che a spiegarlo sia la sua stessa opera.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="923" height="1024" data-id="52079" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6967-923x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52079" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="833" height="1024" data-id="52080" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6972-833x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52080" /></figure>
</figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Spaccati di vita di un giovane designer</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il lavoro di Greg, o Gory, Harrison va oltre il semplice abbigliamento. <strong>È un laboratorio, dove la forma, la materia, la tecnologia e la sperimentazione si intrecciano costantemente</strong>. Silhouette sculturali dialogano con elementi di streetwear, mentre alcuni capi – come il mini dress fatto di grandi spille che imitano piatti bianchi con su pomodori ridotti in poltiglia – strizzano l’occhio al surrealismo contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" data-id="52071" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6970-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52071" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="816" height="1024" data-id="52072" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6977-816x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52072" /></figure>
</figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La pagina Instagram di Greg (@goryharrison) mostra moltissimi dei suoi look in work in progress, o alcuni fitting degli stessi. Con una lente autentica e senza filtri, il designer immortala il suo lavoro. Ogni scatto, rapido e spontaneo, <strong>è uno squarcio nella sua officina creativa</strong>: senza pose studiate, Harrison ci invita a guardare il pensiero che prende vita tra tessuti e colori. Allegando poi, al termine dei suoi caroselli social, una lista dei materiali e dei costi sostenuti per ciascun look, Harrison rende il processo creativo ancora più tangibile, <strong>trasformando ogni post in un diario del making-of</strong>, e offrendo un insight su cosa significhi davvero essere un giovane designer al giorno d’oggi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="928" height="1024" data-id="52074" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6974-928x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52074" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="923" height="1024" data-id="52077" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6980-1-923x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52077" /></figure>
</figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra i suoi look, spiccano: il mix and matching di tessuti diversi, un sapiente gioco di layering, e silhouette inusuali. Ciò che sembra davvero definire la sua identità, tuttavia, sono due dettagli in particolare. <strong>Viti incastonate nella punta delle scarpe, e quattro fori per le dita che attraversano top, giacche, e borse</strong>. Sono loro gli elementi ricorrenti, i veri marchi di fabbrica del suo stile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="856" height="1024" data-id="52076" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_6975-1-856x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52076" /></figure>
</figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un panorama creativo sempre più omologato, Greg Harrison dimostra che l’originalità nasce dall’audacia, confermando che <strong>il futuro del design è, prima di tutto, libertà di sperimentare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Instagram @goryharrison</em></strong></p>
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		<title>Il movimento di Max Zara Sterck</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/12/04/il-movimento-di-max-zara-sterck/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Dios]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 20:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Max Zara Sterck]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
		<category><![CDATA[STILISTI EMERGENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Libertà ed espressione sono i due componenti che fanno a Max Zara Sterck spiccare fra tanti brand. Avvolti in tessuti leggeri capiamo quanto si possa stare bene in capi pensati per il movimento. Il percorso di Max Zara Sterck La stilista Max Zara, di origini olandesi, ha un passato come ginnasta professionista che viene rispecchiato [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Libertà ed espressione sono i due componenti che fanno a Max Zara Sterck spiccare fra tanti brand. Avvolti in tessuti leggeri capiamo quanto si possa stare bene in capi pensati per il movimento.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il percorso di Max Zara Sterck</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La stilista Max Zara, di origini olandesi, ha un passato come ginnasta professionista che viene rispecchiato nella sua ispirazione con il movimento. Il corpo e il movimento sono armonizzati attraverso i capi. La sua casa e il suo ambiente l&#8217;hanno motivato ad essere creativa &#8211; un padre grafico e una madre fotografa &#8211; in cui viene spinta ad essere se stessa, ad esprimersi attraverso qualsiasi forma d’arte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="583" height="756" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX8.png" alt="Stilista Max Zara Sterck" class="wp-image-52167" style="width:414px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX8.png 583w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX8-480x622.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 583px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 2015 finisce la sua laurea in Fashion Design presso l’ArtEZ, Università delle Arti, e debutta nel 2024 nella settimana della moda di Amsterdam. La sua esperienza lavorativa passa da brand come J.W Anderson a Alexander McQueen fino allo scorso anno in cui decide di dedicarsi completamente al suo proprio progetto.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel suo spazio ad Amsterdam Ovest, quando inizia a realizzare un capo, lo progetta esplorando le proporzioni del cliente e le sue azioni quotidiane. “Durante le prove e con il nuovo abito, li vedo muoversi in modo diverso, perché scoprono una nuova coscienza di sé: ed è qui che il mio lavoro davvero prende forma.” dichiara Max Zara Sterck per quanto riguarda il suo processo creativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Collezioni e ispirazioni</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dalla precedente esperienza atletica trasforma la sua collezione in una ricerca tridimensionale di volumi e vestibilità. L’estensione del corpo e la valorizzazione della diversità come espressione pura, vengono raccontate attraverso una narrazione che unisce i materiali, le forme e una grande attenzione ai dettagli. Le collezioni sono praticamente bianco e nero dando alla designer lo spazio di concentrarsi sulla forma e i volumi, come un capo si posa e agisce con il corpo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="52171" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX6-819x1024.jpg" alt="Campagna 2024 del brand. La modella ha i capelli corti biondi e indossa un mini abito bianco richiamando il momento iconico di Marilyn Monroe" class="wp-image-52171" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;24 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="52169" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX7-819x1024.jpg" alt="Campagna 2024 del brand. La modella e abassata con un vestito nero che ha dei cut-out circolari lungo tutto il laterale" class="wp-image-52169" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;24 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Evolve dal prêt-à-porter al su misura con l’utilizzo di tessuti ad alta gamma. La stilista invita all’esplorazione del proprio corpo, le emozioni e l’energia. I materiali, a volte aderenti a volte no, funzionano come una seconda pelle che non costringono assolutamente la libertà del corpo ma permettono l’esperimentazione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sterck spende parecchio tempo a fare sperimentazioni con soluzioni sostenibili e vuole che si veda riflesso nelle loro pratiche come quella di acquisire scarti di tessuto da grandi case di moda. Di solito, avvolge i ballerini che fanno le prove nel suo studio e mentre lei disegna, loro si muovono e riesce a catturare quel movimento nelle sue bozze. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La donna che indossa Max Zara Sterck: confident, forte e libera</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un grande valore che possiamo aggiudicare al brand è la sicurezza che ci dà. “Ho notato che la loro postura cambiava, aumentando la loro sicurezza. Sembrava quasi un cambiamento nel loro atteggiamento.” racconta Max Zara Sterck a <a href="https://www.tributetomagazine.com/interview-max-zara-sterck/">Tribute To Magazine</a>. La forza risiede nella propria consapevolezza del corpo e il potenziale che possiamo sentire dentro un capo di questo brand.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX4-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52173" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;25 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX5-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-52172" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;25 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>
</div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una gioia al tatto e alla vista. Il brand olandese prende come valori la libertà e l’espressione del sé e lo presenta con colori sobri, linee asimmetriche e tessuti leggeri. Tutto fluisce e niente costringe. “Ci sono così tante complessità e <a href="https://www.someotherlabel.com/interview/interview-006.html">riflessioni</a> dietro le mie creazioni, ma il risultato finale è sempre quello di cercare di raggiungere la semplicità.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ENGLISH VERSION</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading has-text-align-center">The movement of Max Zara Sterck</h1>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Freedom and expression are the two components that make Max Zara Sterck stand out among many brands. Wrapped in lightweight fabrics, we understand how comfortable it can be to wear garments designed for movement.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Max Zara Sterck&#8217;s journey</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dutch designer Max Zara has a background as a professional gymnast, which is reflected in her inspiration from movement. The body and movement are harmonized through the garments. Her home and environment have motivated her to be creative—her father is a graphic designer and her mother is a photographer—where she is encouraged to be herself and express herself through any form of art.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="583" height="756" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX8.png" alt="Fashion designer Max Zara Sterck" class="wp-image-52167" style="width:414px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX8.png 583w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX8-480x622.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 583px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In 2015, she completed her degree in Fashion Design at ArtEZ University of the Arts and made her debut in 2024 at Amsterdam Fashion Week. Her work experience ranges from brands such as J.W Anderson to Alexander McQueen, before last year when she started devoting herself entirely to her own project.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In her studio in Amsterdam West, when she begins to create a garment, she designs it by exploring the client&#8217;s proportions and daily actions. “During fittings and with the new dress, I see them move differently because they discover a new self-awareness: and that&#8217;s where my work really takes shape,” says Max Zara Sterck about her creative process.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Collections and inspirations</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Drawing on her previous athletic experience, she transforms her collection into a three-dimensional exploration of volume and wearability. The extension of the body, the celebration of diversity as pure expression, is conveyed through a narrative that combines materials, shapes, and great attention to detail. The collections are predominantly black and white, giving the designer the space to focus on shape and volume, how a garment sits and interacts with the body.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-25 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="52171" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX6-819x1024.jpg" alt="2024 brand's campaign. The model is standing and has short blonde haur. She is wearing a mini white dress that references Marilyn Monroe's iconic subway moment" class="wp-image-52171" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;24 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="52169" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX7-819x1024.jpg" alt="2024 brand's campaign. The model is clutched down with  along black dress that has cut-outs all over the side part." class="wp-image-52169" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;24 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">She evolves from ready-to-wear to made-to-measure with the use of high-end fabrics. The designer invites exploration of one&#8217;s body, emotions, and energy. The materials, sometimes tight-fitting, sometimes not, function as a second skin that does not constrain the freedom of the body but allows for experimentation.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sterck spends a lot of time experimenting with sustainable solutions and wants this to be reflected in her practices, such as acquiring fabric scraps from major fashion houses. She usually drapes on the dancers in her studio in her designs, and while she sketches, they move and she manages to capture that movement in her drafts. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">The woman who wears Max Zara Sterck: confident, strong and free</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">One great value we can attribute to the brand is the confidence it gives us. “I noticed that their posture changed, increasing their confidence. It almost seemed like a change in their attitude,” Max Zara Sterck tells <a href="https://www.tributetomagazine.com/interview-max-zara-sterck/">Tribute To Magazine</a>. Strength lies in body awareness and the potential we can feel inside a garment from this brand.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-26 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="52173" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX4-819x1024.jpg" alt="The most recent collection from Max Zara Sterck. The model is wearing asymmetric black trouser and a white top with thin straps" class="wp-image-52173" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;25 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="52172" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/MAX5-819x1024.jpg" alt="The most recent collection from Max Zara Sterck. The model is wearing the &quot;Dragon Skirt&quot; made of intrecci and a top made out of transparent mesh and bandage like elastics" class="wp-image-52172" /><figcaption class="wp-element-caption">Campaign &#8217;25 &#8211; Online shop Max Zara Sterck</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A joy to the touch&#8217;sensations and to the eye. The Dutch brand embraces freedom and self-expression as values and presents them with sober colors, asymmetrical lines, and lightweight fabrics. Everything flows and nothing constricts. “There are so many complexities and <a href="https://www.someotherlabel.com/interview/interview-006.html">reflections</a> behind my creations, but the end result is always to strive for simplicity.”</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: sito web di <a href="https://maxzarasterck.com/pages/campaign-24">Max Zara Sterck</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/04/il-movimento-di-max-zara-sterck/">Il movimento di Max Zara Sterck</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Zhaoyi Yu: l’essenza della vulnerabilità intrappolata in metri di tessuto</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/07/15/zhaoyi-yu-lessenza-della-vulnerabilita-intrappolata-in-metri-di-tessuto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 16:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
		<category><![CDATA[zhaoyi yu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Strati di organza, silhouette traslucide e corsetti madreperlati diventano simboli di autoriflessione: la demi-couture di Zhaoyi Yu. Lo stilista emergente Zhaoyi Yu non ha alcuna paura di osare: i capi del suo brand omonimo, dopotutto, hanno a tutti gli effetti le caratteristiche di un vero e proprio marchio di Couture. Ad influenzare il suo approccio, [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Strati di organza, silhouette traslucide e corsetti madreperlati diventano simboli di autoriflessione: la demi-couture di Zhaoyi Yu.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lo <a href="https://www.adlmag.it/2025/07/02/lou-de-betoly-tra-decadentismo-onirico-e-surrealismo/">stilista emergente</a> Zhaoyi Yu non ha alcuna paura di osare: i capi del suo brand omonimo, dopotutto, hanno a tutti gli effetti le caratteristiche di un vero e proprio marchio di Couture. Ad influenzare il suo approccio, l’adolescenza passata nel sud della Cina, luogo di cui ha respirato, vissuto e assorbito la cultura. Se la visione estetica tipica delle sue opere può esser quindi ricondotta all’influenza del suo paese di nascita, la loro precisione e le complesse competenze tecniche sono frutto di un approfondito studio portato avanti in tutt’altro luogo, in Inghilterra, al London College of Fashion. Due lati che sembrano essere troppo divergenti per incontrarsi, eppure lo fanno, <strong>tramite metri di tessuti che prendono forma ispirati da narrazioni personali del designer</strong>, momenti di auto-riflessione, e problematiche sociali attuali.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-27 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="814" height="1024" data-id="43788" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1682-814x1024.jpg" alt="" class="wp-image-43788" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="832" height="1024" data-id="43789" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1684-832x1024.jpg" alt="" class="wp-image-43789" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un matrimonio di contrasti</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Per Zhaoyi Yu, il tratto umano più affascinante è la vulnerabilità</strong>, in ogni sua accezione e sfaccettatura. Dichiara che la fragilità è solo una conseguenza della forza, e quando essa si spezza, la prima viene in suo soccorso. Questo è il fil rouge che narra ogni sua creazione. Come? Attraverso elementi strutturali, che impongono brutalmente la loro presenza nello spazio, rimanendo allo stesso tempo leggeri ed eterei. Tessuti trasparenti, apparentemente fatti della stessa materia dell’aria, scivolano liberi seguendo le linee della silhouette femminile. In opposizione ad essi, rigide sculture d’ispirazione anatomica costituiscono busti, spalle e corsetti, in virtù del matrimonio di contrasti, tipica cifra stilistica di Yu.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-28 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="830" height="1024" data-id="43790" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1689-830x1024.jpg" alt="" class="wp-image-43790" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="833" height="1024" data-id="43791" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1680-833x1024.jpg" alt="" class="wp-image-43791" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’estetica dei design cattura immediatamente l’occhio di chi guarda, ma ciò che magnetizza lo sguardo, facendo sì che vi rimanga incollato, è la tecnica. Oltre a portare avanti il racconto delle vulnerabilità umane tramite la grazia stilistica dei suoi abiti, Yu, al fine di dar vita alle sue creazioni, <strong>mette in atto dei metodi di lavorazione che uniscono tradizione, innovazione, e sostenibilità.</strong> La lavorazione più distintiva, sia dal punto di vista tecnico che visivo, è l’elaborazione artigianale cinese dell’intarsio in madreperla. Utilizzata tipicamente nelle arti decorative, consiste nell&#8217;inserire parti di madreperla, opportunamente sagomate, in un supporto ligneo o di altro materiale, creando così disegni e motivi. Anche in questo, c’è un po’ di casa: l’ispirazione di Yu sono infatti i mobili intarsiati della casa di sua nonna. <strong>Ogni abito diventa quindi materializzazione di un ricordo d’infanzia.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando gli viene chiesto come spera che i suoi lavori influenzino il mondo, dice che <strong>sarà il mondo stesso a dare una risposta</strong> a tempo debito. Tuttavia, la sua determinazione nel superare i confini della moda attraverso la sperimentazione tessile, unita alla sensazionalità dei suoi design, e all’impegno del brand nel preservare il patrimonio culturale, fanno prevedere che il suo recente debutto alla Fashion Week di Londra del settembre scorso sia solo l’inizio di qualcosa di più grande.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-29 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="827" height="1024" data-id="43792" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1686-827x1024.jpg" alt="" class="wp-image-43792" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Più che designer emergente, è prorompente, promettente: <strong>mondo della moda, sei pronto per Zhaoyi Yu?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Instagram</em></strong></p>
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		<title>Lou de Bètoly: tra decadentismo onirico e surrealismo</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/07/02/lou-de-betoly-tra-decadentismo-onirico-e-surrealismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 15:56:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lou de bètoly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sofisticato e femminile caos è il fil rouge delle sue enigmatiche elaborazioni di tessuto. Scopriamo la designer – e artista – Lou de Bètoly. Lou de Bètoly è l’anagramma del suo nome, Odèly Teboul. Lo pseudonimo fa riferimento all’espressione francese “deux bêtes au lit”, ovvero “due bestie a letto”. Uno scambio di lettere che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/07/02/lou-de-betoly-tra-decadentismo-onirico-e-surrealismo/">Lou de Bètoly: tra decadentismo onirico e surrealismo</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un sofisticato e femminile caos è il fil rouge delle sue enigmatiche elaborazioni di tessuto. Scopriamo la designer – e artista – Lou de Bètoly.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Lou de Bètoly</strong> è l’anagramma del suo nome, Odèly Teboul. Lo pseudonimo fa riferimento all’espressione francese “deux bêtes au lit”, ovvero “due bestie a letto”. <strong>Uno scambio di lettere che riflette lo spirito emblematico della designer francese</strong> da un lato, e un’evocativa metafora del dualismo che la contraddistingue dall’altro, mostrando il vero significato del suo marchio: <strong>un gioco surrealista senza alcuna regola.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chi è Lou?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il primo contatto tra Bètoly e la moda avviene quando la (allora futura) stilista ha solo cinque anni, tramite sua madre, che le dà un po’ di lana avanzata con l’intento di farla lavorare, o chissà, forse solo giocare, all’uncinetto. Lei ancora lo ricorda. Ricorda con orgoglio il risultato di quell&#8217;esperienza, ma anche che il colore di quella lana non la convinceva per niente. Oggi, quello spirito già al tempo audace si combina ad <strong>una minuziosa maestria artigianale e</strong> a <strong>un’accurata ricerca di materiali, segni distintivi del suo brand.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-30 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="830" height="1024" data-id="42835" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0727-830x1024.jpg" alt="" class="wp-image-42835" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="827" height="1024" data-id="42836" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0726-827x1024.jpg" alt="" class="wp-image-42836" /></figure>
</figure>



<div style="height:16px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le sue principali fonti di ispirazione sono il surrealismo, la nostalgia, la decadenza, e la stravaganza. Il tutto viene esplicitato in collezioni che più che fatte di abiti, sembrano composte da mini opere d’arte contemporanea. I diversi materiali impiegati, la maggior parte dei quali sono di recupero, entrano in dialogo in un infinito gioco di contrasti che risulta allo stesso tempo armonioso e d’impatto. In uno stesso look possono coesistere vetro e seta, pizzo e spazzatura. Per Lou, <strong>ogni materiale ha una storia che vale la pena raccontare.</strong> E quasi tutti provengono dalle sue giornate passate al mercatino delle pulci.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella sua ultima collezione presentata alla Berlino Fashion Week per l’Autunno 2025, ad esempio, merletti antichi e vecchie coperte si uniscono a lingerie di seconda mano e schegge di catarifrangenti.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-31 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1153" height="1537" data-id="42842" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0721-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-42842" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0721-edited-1.jpg 1153w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0721-edited-1-980x1306.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0721-edited-1-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1153px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1220" height="1627" data-id="42839" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0719-edited.jpg" alt="" class="wp-image-42839" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0719-edited.jpg 1220w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0719-edited-980x1307.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0719-edited-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1220px, 100vw" /></figure>
</figure>



<div style="height:16px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">“Ci sono già abbastanza vestiti al mondo”</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Così la designer giustifica la sua decisione di sfilare una sola volta l’anno, invece che due. Il suo approccio slow fashion restituisce valore al fatto a mano, ad <strong>una creatività che si riprende i suoi tempi</strong>, togliendo il piede dall’acceleratore in contrapposizione ad un sistema che urla all’iper-produzione. Bètoly subisce il fascino della nostalgia, e lo trasforma in contemporaneità. Se è vero ciò si evince dai suoi design, è anche vero che fa parte della sua quotidianità: Lou colleziona oggetti e vestiti, e li archivia fotocopiandoli. Rende digitale il reale, appiattendolo. La parola d’ordine, quindi, nel lavoro e nel personale è: <strong>contrasto</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="751" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0729-1-1024x751.jpg" alt="" class="wp-image-42846" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0729-1-1024x751.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0729-1-980x719.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0729-1-480x352.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<div style="height:16px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lou de Bètoly è una vera artista, i manichini sono la sua tela. Di recente ha confezionato un abito per il Cowboy Carter Tour di Beyoncè: body e stivali composti da vecchi telefoni, cavi, resistori e diodi d’argento. <strong>Femminile, sostenibile, avanguardistica</strong>: parte del futuro della moda è sicuramente nelle sue mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Foto: Instagram, @loudebetoly</strong></em></p>
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		<title>Il dialogo multiculturale di Jawara Alleyne</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/06/10/il-dialogo-multiculturale-di-jawara-alleyne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 13:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[jawara alleyne]]></category>
		<category><![CDATA[new designers]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cuore giamaicano, spirito caraibico, verve londinese: l’approccio avanguardistico dello stilista Jawara Alleyne fonde influenze culturali e design contemporaneo. Quando Rihanna lo definì il suo nuovo stilista preferito, Jawara stentò a crederci. Certo, aveva visto le foto della cantante paparazzata con indosso le sue camicie decostruite, ma non avrebbe mai immaginato che conoscesse il suo nome. [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cuore giamaicano, spirito caraibico, verve londinese: l’approccio avanguardistico dello stilista Jawara Alleyne fonde influenze culturali e design contemporaneo.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando Rihanna lo definì il suo nuovo stilista preferito, Jawara stentò a crederci. Certo, aveva visto le foto della cantante paparazzata con indosso le sue camicie decostruite, ma non avrebbe mai immaginato che conoscesse il suo nome. Ancor di più, non avrebbe mai lontanamente potuto pensare di venir etichettato come il suo designer di fiducia per la comodità dei suoi top. <strong>Eppure è successo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="863" height="1306" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/1302518-edited.jpg" alt="" class="wp-image-41393" style="width:823px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/1302518-edited.jpg 863w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/1302518-edited-480x726.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 863px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto: Fashion East</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Radici e innovazione</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La fusione di artigianato tradizionale e tecniche moderne è il suo punto di forza, insieme al background multiculturale e all’attenzione per la sostenibilità. <strong>Jawara Alleyne</strong> nasce in Giamaica, cresce nelle Isole Cayman, e studia e lavora a Londra. Laureato al London College of Fashion nel 2016, approda poi nella famosissima Central Saint Martins, dove consegue il suo Master e attualmente tiene le sue lezioni. Fonda il suo marchio omonimo nel 2021 nell’ambito dell’iniziativa Fashion East, la piattaforma no-profit che offre ai giovani <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/28/louis-gabriel-nouchi-il-brand-di-menswear-ispirato-alla-letteratura/">designer emergenti</a> l’opportunità di presentare le proprie collezioni durante la London Fashion Week, dove Jawara sfila regolarmente dalla stagione P/E 2024.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="41408" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/temp-2025-06-08T113730.838-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-41408" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="41409" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/temp-2025-06-08T212848.204-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-41409" /></figure>
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<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’idea che la cultura sia un’esportazione la definisce “sorda”, e ribadisce costantemente quanto per lui sia importante parlare <strong>della sua cultura</strong>, ma anche <strong><em>alla</em> sua cultura</strong>, instaurando così un dialogo a doppio senso in cui <strong>restituisce alle sue radici ciò che da loro estrae per renderle note al resto del mondo</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I suoi capi sfoggiano silhouette audaci e dettagli intricati, caratterizzati da colori e forme che evocano la vivacità dell’infanzia isolana del designer. <strong>La ricchezza tattile e visiva è data dalla decostruzione, sua cifra distintiva</strong>. Maglie tagliuzzate, jeans posizionati l’un sull’altro, nodi e spille da balia contribuiscono alla mise di look che appaiono tanto caotici quanto armoniosi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-33 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="41410" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/temp-2025-06-08T212846.238-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-41410" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="41411" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/temp-2025-06-08T212846.951-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-41411" /></figure>
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<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il linguaggio stilistico di Jawara è frutto dei suoi numerosi progetti di ricerca e il risultato di una continua reinterpretazione interculturale. Ciò che lo rende unico è anche il suo impegno per la sostenibilità nella moda. Alleyne per le sue collezioni utilizza infatti materiali ecocompatibili e metodi di produzione etici. I tessuti tagliati, intrecciati e drappeggiati sono simbolo della sua filosofia. “<em>Ho capito che la cosa più importante che potevo dare all’industria, al mondo, erano le esperienze che avevo vissuto nei luoghi da cui provenivo</em>”, queste le sue parole. La capitale inglese lo accoglie ma non lo plasma, <strong>le Isole Cayman in cui è cresciuto vivono in lui e nei suoi design</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non serve rinunciare a sé stessi per avere successo: il talento viaggia in ogni dove, supera barriere, e oggi ha l’aspetto di un grande melting pot di stoffe diverse che sfila a Londra. Tra i designer del futuro, segnate il nome di Jawara Alleyne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Vogue</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/06/10/il-dialogo-multiculturale-di-jawara-alleyne/">Il dialogo multiculturale di Jawara Alleyne</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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