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	<title>Moda mare Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>Moda mare Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>La Vale Collection presenta Alchimia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[beauty]]></category>
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		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La collezione beachwear 2026 che celebra il body positive Quando si parla di costumi da bagno, la moda non riguarda soltanto stile e tendenze. Per molte donne rappresenta ancora oggi un terreno complesso, spesso influenzato da aspettative estetiche, confronti e insicurezze. Da questa riflessione nasce Alchimia, la nuova collezione beachwear 2026 di La Vale Collection, [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La collezione beachwear 2026 che celebra il body positive</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando si parla di costumi da bagno, la moda non riguarda soltanto stile e tendenze. Per molte donne rappresenta ancora oggi un terreno complesso, spesso influenzato da aspettative estetiche, confronti e insicurezze. Da questa riflessione nasce Alchimia, la nuova collezione beachwear 2026 di La Vale Collection, il brand fondato dalla modellista bresciana Valentina Pellegrini che ha fatto della valorizzazione della fisicità femminile e dell’artigianalità made in Italy il proprio punto di forza.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La nuova collezione si sviluppa come un vero e proprio racconto simbolico dedicato al rapporto che ogni donna costruisce con il proprio corpo nel corso della vita. Un percorso che attraversa quattro fasi: Risveglio, Desiderio, Coraggio e Libertà, trasformate in altrettanti drop che interpretano l’evoluzione dell’identità femminile attraverso colori, forme e dettagli.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="281" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop-Risveglio-gruppo.jpg" alt="" class="wp-image-63697" style="aspect-ratio:1.779399924856422;width:525px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop-Risveglio-gruppo.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop-Risveglio-gruppo-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">«<em>Per anni ci hanno insegnato che il problema fosse il corpo. Io credo che spesso il problema sia indossare qualcosa che non gli rende giustizia</em>», spiega Valentina Pellegrini, fondatrice del marchio. Una filosofia che si traduce nella progettazione di costumi studiati su fisicità reali e pensati per accompagnare le donne verso una maggiore consapevolezza del proprio corpo.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un viaggio tra stile e consapevolezza</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il primo capitolo della collezione, Risveglio, si ispira alle silhouette degli anni Cinquanta e propone una femminilità morbida e naturale. Fantasie a pois irregolari, tonalità di bordeaux, rosa e sfumature di blu costruiscono un immaginario delicato che richiama l’estetica pin-up reinterpretata in chiave contemporanea.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con Desiderio le linee diventano più audaci. Geometrie intrecciate, scollature impreziosite da pietre in resina e una palette intensa che spazia dal blu oceano al verde foresta raccontano il momento in cui emerge la volontà di esprimere liberamente la propria personalità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop-Desiderio-gruppo.jpg" alt="" class="wp-image-63698" style="aspect-ratio:1.779450193373053;width:550px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop-Desiderio-gruppo.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop-Desiderio-gruppo-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Coraggio rappresenta invece la fase della trasformazione. I modelli giocano con il corpo attraverso tagli più decisi, linee che si interrompono e si ricompongono, colori vibranti che spaziano dal verde oliva al lilla.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A chiudere il percorso è Libertà, una sezione dedicata all’accettazione e alla cura di sé. Qui i costumi accompagnano le forme senza costringerle grazie a drappeggi, arricciature, scolli strutturati e dettagli studiati per valorizzare l’unicità di ogni silhouette. Molti modelli presentano inoltre una costruzione reversibile che consente di alternare versioni color block più energiche a proposte monocromatiche essenziali.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Stampe esclusive e materiali sostenibili</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Elemento distintivo della collezione è il lavoro sulle stampe. La storica fantasia sfumata di La Vale Collection si rinnova attraverso una geometria romboidale che crea profondità e movimento, mentre debutta la nuova stampa Vipera, ispirata al simbolismo della muta e della trasformazione personale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’attenzione alla sostenibilità rimane centrale nel progetto. I costumi vengono realizzati utilizzando materiali certificati made in Italy e, quando possibile, tessuti riciclati come l’Econyl, nylon rigenerato ottenuto dal recupero di reti da pesca e altri materiali destinati allo smaltimento. La produzione esclusivamente su ordinazione permette inoltre di ridurre gli sprechi e limitare la sovrapproduzione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="400" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop_Desiderio-Gruppo3.jpg" alt="" class="wp-image-63699" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop_Desiderio-Gruppo3.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia_Drop_Desiderio-Gruppo3-480x384.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Costumi personalizzati per ogni fisicità</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’approccio di La Vale Collection va oltre la semplice realizzazione del capo. Ogni cliente può accedere a un percorso di consulenza personalizzata, in atelier oppure online, durante il quale vengono analizzate proporzioni, vestibilità, armocromia ed esigenze individuali per individuare il modello più adatto.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ogni fantasia è disegnata direttamente da Valentina Pellegrini e trasformata in una stampa esclusiva, contribuendo a rendere ogni creazione unica e altamente personalizzata. Una filosofia che riflette la volontà del brand di valorizzare la diversità delle forme femminili senza inseguire modelli standardizzati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia-Drop-Coraggio1.jpg" alt="" class="wp-image-63700" style="width:370px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia-Drop-Coraggio1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Alchimia-Drop-Coraggio1-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con Alchimia, La Vale Collection propone quindi una visione del beachwear che unisce sartorialità, sostenibilità e inclusività, trasformando il costume da bagno da semplice capo stagionale a strumento di espressione personale e benessere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: press kit B2M</p>
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		<title>LaVale Collection: I costumi che non temono lo specchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 18:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[costumi da bagno]]></category>
		<category><![CDATA[LaVale Collection]]></category>
		<category><![CDATA[Moda mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate è arrivata e con lei la tanto temuta prova costume. Protagonista il costume da bagno la cui prova spaventa i più. LaVale Collection studia un&#8217;alternativa inclusiva che non mette in difficoltà di fronte allo specchio. Il costume da bagno è uno di quei capi d&#8217;abbigliamento difficili e &#8220;spaventosi&#8221;, se vogliamo esagerare. Si tratta, in [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;estate è arrivata e con lei la tanto temuta prova costume. Protagonista il costume da bagno la cui prova spaventa i più. LaVale Collection studia un&#8217;alternativa inclusiva che non mette in difficoltà di fronte allo specchio.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.adlmag.it/2024/04/23/come-ci-vestivamo-e-ci-vestiremo-al-mare/">costume da bagno</a> è uno di quei capi d&#8217;abbigliamento difficili e &#8220;spaventosi&#8221;, se vogliamo esagerare. Si tratta, in effetti, di un indumento che poco lascia all&#8217;immaginazione e, per chi è insicuro sul suo fisico, di certo non è semplice. D&#8217;altro canto però, molto spesso, non ci si può sottrarre ne dall&#8217;acquisto ne dall&#8217;utilizzo. Dall&#8217;idea di una designer bresciana nasce LaVale Collection, un atelier che realizza abiti e costumi su misura per tutti i corpi e tutte le età.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-La-Vale-Collection-6-1024x683.jpg" alt="LaVale Collection" class="wp-image-23849" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-La-Vale-Collection-6-1024x683.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-La-Vale-Collection-6-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-La-Vale-Collection-6-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto comincia con una videocall. Una consulenza con la designer in cui si definiscono i gusti della cliente e se ne studia la fisicità in modo da poterle proporre il prodotto migliore. Così si sceglie il taglio giuro, il tessuto più idoneo e si procede alla rilevazione delle misure. Processo in cui alla cliente è seguita pedissequamente da Valentina. Oltre al costume è possibile scegliere accessori e altri pezzi che completino il look da spiaggia!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni capo di LaVale Collection è realizzato direttamente da Valentina su ordinazione. Si tratta di una produzione al più possibile sostenibile. I materiali sono made in Italy certificati e, quando possibile, riciclati. Il made to order consente di ridurre gli sprechi evitando di accumulare invenduto e fondi di magazzino che diventerebbero, inevitabilmente, rifiuti tessili per natura inquinanti. I pezzi sono curati nei minimi dettagli. Valentina disegna personalmente tutte le fantasie dei costumi che vengono trasformate in stampe grafiche esclusive per garantire unicità alle clienti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-la-Vale-collection4-1024x683.jpg" alt="LaVale Collection" class="wp-image-23851" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-la-Vale-collection4-1024x683.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-la-Vale-collection4-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Rivoluzione-la-Vale-collection4-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La mission di LaVale Collection è non lasciare nessuno escluso. Valentina Pellegrini, con il suo atelier, vuole estendere il concetto di femminilità e bellezza oltre i confini delimitati dalle convenzioni sociali. Non per nulla la sua collezione per l&#8217;estate 2024 porta il nome RIVOLUZIONE. Tema ben raccontato nello shooting fotografico realizzato non con modelle, ma con donne vere di tutte le età e tutte le fisicità reclutate con una call to action sui social media.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Ogni corpo è bello e merita di essere valorizzato con il giusto abbigliamento. Il costume è per sua natura un accessorio che consente di osare nella scelta di fantasie e geometrie in maniera eccezionale. Unire alla creatività, l&#8217;ascolto delle necessità delle donne che si rivolgono a me è il metodo che utilizzo anche per creare i diversi modelli, migliorandone sempre di più i dettagli</em></p>
<cite>Valentina Pellegrini, fonder di LaVale Collection</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Valentina-pellegrini-1024x683.jpg" alt="Valentina Pellegrini, fonder di LaVale Collection" class="wp-image-23848" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Valentina-pellegrini-1024x683.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Valentina-pellegrini-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Valentina-pellegrini-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Valentina Pellegrini, fonder di LaVale Collection</figcaption></figure>
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		<title>Come ci vestivamo e ci vestiremo al mare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Moda mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina la stagione estiva e, con i primi caldi, il pensiero va subito alle spiagge e ai primi bagni in mare (che forse qualcuno ha già fatto). Allora via libera alla ricerca del costume da bagno perfetto! Ma sapete la lunga e controversa storia di questo capo? I precedenti  Andare in spiaggia e fare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Si avvicina la stagione estiva e, con i primi caldi, il pensiero va subito alle spiagge e ai primi bagni in mare (che forse qualcuno ha già fatto). Allora via libera alla ricerca del costume da bagno perfetto! Ma sapete la lunga e controversa storia di questo capo?</h2>



<h2 class="wp-block-heading">I precedenti </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Andare in spiaggia e fare il bagno in mare è sempre stata considerata un’attività ludica non concessa in toto alle donne. Nell’epoca moderna, infatti, la donna deve aspettare il ‘700 per poter entrare, non completamente, in acqua; quando si scopre che porta grandi benefici alla salute. I primi costumi erano dei veri e propri abiti lunghi con pesetti in piombo nell’oro, in modo che non galleggiassero e, soprattutto, non scoprissero troppo il corpo. Ben distanti dai bikini sgambati che si vedono oggi sulle nostre spiagge.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="460" height="650" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/D7E5C86C-3F87-4091-A008-8072DEEC1EE5.jpeg" alt="" class="wp-image-20989" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/D7E5C86C-3F87-4091-A008-8072DEEC1EE5.jpeg 460w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/D7E5C86C-3F87-4091-A008-8072DEEC1EE5-212x300.jpeg 212w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per arrivare a quel punto bisognerà aspettare almeno gli anni ‘50. Nel frattempo, in epoca 800esca, la regina Vittoria, che non era particolarmente libertina, reputava le attività balneari poco femminili. Motivo per cui vennero architettati metodi ancora più severi per evitare che le donne scoprissero il proprio corpo. Se volevano fare il bagno in mare, infatti, le ragazze dell’epoca vittoriana dovevano cambiarsi in cabine mobili portate direttamente in mare. In modo da indossare i loro costumi, rigorosamente scuri (in modo che il tessuto non sembrasse bagnato), lontane da occhi indiscreti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="441" height="624" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/1523D064-031F-48B3-AC95-4AE870250DA0.jpeg" alt="" class="wp-image-20990" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/1523D064-031F-48B3-AC95-4AE870250DA0.jpeg 441w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/1523D064-031F-48B3-AC95-4AE870250DA0-212x300.jpeg 212w" sizes="(max-width: 441px) 100vw, 441px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È il secolo veloce a dare, per l’appunto, un’accelerata alla moda mare. Con l’inserimento del nuoto come sport agonistico femminile, infatti, si iniziarono a studiare modelli più performanti e meno castigati. A lottare per questo fu la nuotatrice australiana Annette Kellerman che venne accusata di aver indossato costumi indecenti. La risposta dell’atleta, accolta dalla giuria, fu che il suo interesse era quello di  indossare capi performanti che la aiutassero nella prestazione e non la appesantissero. Da qui in poi le cose cambiarono.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="414" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/881EF685-CCFF-4237-B219-1CCA64A4527F.jpeg" alt="" class="wp-image-20991" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/881EF685-CCFF-4237-B219-1CCA64A4527F.jpeg 414w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/881EF685-CCFF-4237-B219-1CCA64A4527F-194x300.jpeg 194w" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Verso il costume moderno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La formulazione di nuovi tessuti come il Lastex rese possibile una maggiore sperimentazione. Per la prima volta stilisti di gran fama come Coco Chanel e Elsa Schiaparelli si interessarono alla produzione della moda mare. Nel contempo, anche grazie alle due couturier, venne sdoganata l’abbronzatura che prima veniva evitata in quanto simbolo della classe operaia. Si tratta pur sempre di tutine o pagliaccetti che coprono ancora, almeno parzialmente, il corpo femminile. Seguono le forme, ma sono ancora molto distanti dall’idea contemporanea di costume.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="600" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/5BD2D3A2-8630-445E-846F-4FDA14B2B84B.jpeg" alt="" class="wp-image-20992" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/5BD2D3A2-8630-445E-846F-4FDA14B2B84B.jpeg 400w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/5BD2D3A2-8630-445E-846F-4FDA14B2B84B-200x300.jpeg 200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La vera rivoluzione avvenne nel 1946 quando il sarto francese Louis Réard ideó il primo modello di costume a due pezzi. Nato dall’osservare che le donne spesso rimboccavano i costumi per prendere meglio il solo. A lui dobbiamo il nome con cui lo chiamiamo ancora oggi: bikini. Un attolo nelle isole Marshall dove stavano compiendo esperimenti nucleari. Convinto che l’impatto sociale sarebbe stato altrettanto esplosivo. E non aveva tutti i torti. Nessuna modella accetto di indossarlo quindi scelse Micheline Bernardini, una spogliarellista. Da qui in poi il bikini diventa l’abbigliamento da spiaggia per eccellenza. Si adatto alle tendenze dei decenni e addirittura ne nacquero versioni alternative come il trikini e il monokini che scopriva completamente il seno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="612" height="800" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/89190B1F-0634-4053-B79A-846A13A29AAD.jpeg" alt="" class="wp-image-20993" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/89190B1F-0634-4053-B79A-846A13A29AAD.jpeg 612w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/89190B1F-0634-4053-B79A-846A13A29AAD-480x627.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 612px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli anni ‘50 e ‘60 l’interesse per la moda mare si fece sempre più sentire. Anche e soprattutto grazie a due località turistiche italiane. <a href="https://www.adlmag.it/2024/04/20/jorts-levoluzione-street-dei-pantaloni-capri/">Capri</a> e Positano. Le coste più fashion d’Italia. Le dive del cinema facevano tappa fissa in queste località per trascorrere le loro vacanze. E allora tutta l’economia ruotava attorno a loro. Le sarte dei luoghi cominciarono a creare abiti guardando ciò che indossavano le turiste e così nacque un vero e proprio stile intramontabile. Fatto di capi semplici e scivolati in tessuti leggeri impreziositi, molto spesso, da dettagli in crochet. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="700" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/43A2F3F2-1789-441A-9924-C6B38E92B97F.jpeg" alt="" class="wp-image-20994" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/43A2F3F2-1789-441A-9924-C6B38E92B97F.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/43A2F3F2-1789-441A-9924-C6B38E92B97F-480x672.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E poi gli anni ‘80, Baywatch. Il film che, con la splendida Pamela Anderson ha sancito la coolness del costume intero super sgambato. Da quel momento in poi i trend si sono alternati. Dai costumi più minimal ai più elaborati. Ogni anno il trend prevede un materiale diverso o un dettaglio nuovo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Come ci vestiremo al mare questa estate?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il trend prevede, per l’estate 2024, diversi stili. Sull’onda delle olimpiadi di Parigi torna lo sporty anni 90. Tessuti iper tecnici, stampe grafiche e tagli funzionali vestono, per la spiaggia, una donna dinamica. Completamente su un altro fronte è lo stile retrò chic. Ispirati alle ammiccanti pin-up degli anni ‘50 tornano di moda costumi sagomati e romantici del secondo dopoguerra. E poi, per i più audaci, il costume diventa tela di artwork e grafiche inedite che renderanno unica e indimenticabile la tua presenza sulle spiagge!</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Foto: Pinterest</p>
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