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	<title>Millennials Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>Millennials Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Youth Nursing Home: i giovani vanno in pensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Legate all’idea di vivere una vita lenta e sopratutto focalizzata sul proprio benessere, in Asia compaiono le Youth Nursing Home, dei luoghi in cui i giovani possono andare in pensione, temporaneamente. Sarà che il mondo sembra andare sempre più veloce, che ormai siamo tutti troppo impegnati, troppo indaffarati, ma in Cina i giovani vanno in [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Legate all’idea di vivere una vita lenta e sopratutto focalizzata sul proprio benessere, in Asia compaiono le Youth Nursing Home, dei luoghi in cui i giovani possono andare in pensione, temporaneamente.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sarà che il mondo sembra andare sempre più veloce, che ormai siamo tutti troppo impegnati, troppo indaffarati, ma in Cina i giovani vanno in pensione. Dove? Nelle <em><strong>Youth Nursing Home</strong></em><strong>. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I giovani stanno scoprendo la bellezza delle case di riposo, in queste Youth Nursing Home, infatti, Gen Z e Millennials imparano a vivere la vita sotto un altro punto di vista. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questi spazi si trovano solitamente ai margini delle grandi città, in montagna o sulle sponde dei laghi. Qui si ritrovano giovani tra i 20 e i 30 anni delusi dalla propria situazione professionale e dal grande aumento dei prezzi che impedisce la loro emancipazione. Perchè con questo innalzarsi dei costi i giovani non sono in grado di permettersi l’affitto di una casa, tantomeno di comprarla o creare una famiglia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6972-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-33617" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6972-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6972-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6972-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Via Radii China</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Qui si inserisce la filosofia definita “<em>Fire”</em> ossia <em>financial indipendence, retire early</em>. Tradotto: indipendenza finanziaria e in pensione presto. Questa filosofia si accompagna a uno stile di vita molto popolare in Asia, ossia il <strong><em>lying flat</em>: </strong>un modo di vivere che prevede di fare davvero il minimo indispensabile. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Entrare in queste strutture quindi permette ai giovani di tirare un respiro economicamente parlando, oltre che a livello di benessere personale. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo perchè all’interno delle Youth Nursing Home si può vivere una vita lenta e proprio il benessere mentale è uno dei principali obbiettivi di queste strutture. All’interno delle strutture troviamo bar, ristoranti, palestre e luoghi in cui esprimere le proprie passioni. Questo si può fare seguendo corsi d’arte o letterari.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, si tratta di una pensione temporanea, uno stop dal resto del mondo con le sue preoccupazioni e difficoltà. Tantissimi giovani nel 2024 hanno scelto una di queste strutture per scappare dalla città. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">C’è da dire che in Cina spesso i giovani si ritrovano ad abitare in case minuscole dal prezzo insensato, lavorando sottopagati fino allo stremo. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6977.webp" alt="" class="wp-image-33618" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6977.webp 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6977-480x360.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Via Business Insider</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per questo è facile comprendere l’esigenza che si sente di vedere qualche speranza in fondo a queste difficoltà. Le attività creative poi sono davvero tante. Si possono scrivere copioni, fare lavori a contatto con la natura e gli animali. Perfino giochi di squadra o da tavola. Questo per stimolare la socialità e contrastare l’individualismo e l’alienazione che nel paese sono sempre più dilaganti. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ovviamente sono convenienti anche a livello economico, con dei prezzi ragionevoli e sopratutto inferiori alla media degli affitti dei classici micro appartamenti. Parliamo di solo 420$ al mese, comprendenti anche della stanza. Molto meno rispetto ai costi degli affitti nelle principali città, che offrirebbero solo una minuscola camera e il caos della città. Esistono perfino delle strutture che offrono questo servizio gratuitamente, in cambio di qualche lavoro di volontariato.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I colpevoli dietro queste difficoltà potrebbero essere il capitalismo e la FOMO, di cui sempre più spesso sentiamo parlare. Le Youth Nursing Home rappresentano la soluzione ad entrambi. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per quanto strano, sono proprio i giovani che vogliono invertire queste tendenze tossiche aiutando iniziative come questa. Tutto questo cercando di demolire le idee classiche che abbiamo sulla concezione del lavoro. Come diremmo noi: lavorare per vivere, ma non vivere per lavorare. Una cosa che ultimamente sembra dimenticata un po’ da tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="938" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6974-1024x938.webp" alt="" class="wp-image-33619" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6974-980x898.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6974-480x440.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Via South China Morning Post</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non è più cool andare in <em>bornout</em>, come non è più cool essere troppo pieni di cose da fare. Dovremmo imparare a non sentirci più in colpa quando ci prendiamo del tempo per noi, staccando la testa da tutto. Dovremmo anche ricordarci che dedicare del tempo al nostro benessere, dopotutto è considerabile produttivo. Quindi stare sul divano a volte è necessario. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ad ogni modo, questa pensione precoce è del tutto temporanea e molte delle persone che hanno usufruito di questo servizio raccontando di essere tornati al loro lavoro a tempo pieno, con una motivazione più alta e la promessa di prendersi più tempo per se stessi. Un modo come un altro per trovare il giusto equilibrio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Legami emozionali e moda, da Alberto Zambelli a Sergei Grinko</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 08:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Zambelli]]></category>
		<category><![CDATA[fast fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lusso e moda]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[Sergei Grinko]]></category>
		<category><![CDATA[women empowerment]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo esperti e analisti, tra i trend che coinvolgono lusso e moda, figura un concetto destinato ad avere un peso sempre maggiore: si tratta della capacità di un marchio di stabilire un legame emozionale con i propri consumatori. Le emozioni, dunque, diventano un punto cruciale e le ragioni sono molteplici, dall’impatto del consumismo alla crescita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>				Secondo esperti e analisti, tra i trend che coinvolgono <strong>lusso e moda</strong>, figura un concetto destinato ad avere un peso sempre maggiore: si tratta della <strong>capacità di un marchio</strong> <strong>di stabilire un legame emozionale</strong> con i propri consumatori.</p>
<p>Le emozioni, dunque, diventano un punto cruciale e le ragioni sono molteplici, dall’impatto del consumismo alla crescita di un nuovo pubblico attento a tematiche maggiormente legate alla sfera delle emozioni.</p>
<p>Il <strong>consumismo</strong> sfrenato ci presenta oggi un conto alquanto salato: un recente forum delle Nazioni Unite a Ginevra ha evidenziato,per l’ennesima volta,come l’industria del <strong>fast fashion</strong> rappresenti un’emergenza ambientale quanto a consumo d’acqua ed emissioni nocive. Ed è <strong>un’emergenza</strong> che non possiamo più ignorare.</p>
<p>Per fortuna, i <strong>Millennials</strong> si confermano come consumatori più attenti verso tematiche etiche e sostenibili: gli studi mostrano che gli appartenenti a talegenerazione (e si parla di una percentuale pari al 70%) <strong>vogliono spendere tempo</strong> e denaro per marchi capaci di sostenerele cause che giovani e giovanissimi hanno a cuore.</p>
<p>Non solo, la stessa parola <em>&#8220;sostenibilità&#8221;</em> sta cambiando significato nel tempo, andando ad assumere un senso sempre più ampio e che comprende una serie di questioni interconnesse, dalla parità di gener e alla filantropia, dalle campagne pubblicitarie che promuovono concetti di inclusione a quelle che fanno uso di immagini non ritoccate.</p>
<p>I marchi italiani sono spesso in linea con questa filosofia di pensiero: in occasione della recente Milano Fashion Week, diversi brand hanno puntato il riflettore su tematiche sociali e sentimenti.</p>
<p>Tra le collezioni che rivelano un nucleo fortemente emozionale c’è quella di <strong>Alberto Zambelli</strong>: per la sua collezione FW 2018 – 19, lo stilista è <strong>partito dall’idea che ogni essere umano è unico</strong>, poiché nessuno di noi è identico a un altro.</p>
<p><strong>Personalità e unicità ci caratterizzano</strong>, tuttavia esiste qualcosa che ci fa smettere di essere tanti singoli per metterci in connessione con i nostri simili diventando collettività: si tratta dell&#8217;abbraccio, un gesto semplice quanto primordiale che ricompone due singoli.</p>
<p>Alberto ha pensato di tradurre la gestualità dell&#8217;abbraccio in abiti, attraverso un<strong> linguaggio fatto di rappresentazioni figurative</strong> e di materiali avvolgenti che si incontrano. Come avviene, appunto,<strong> in un abbraccio</strong>.</p>
<p>La naturalezza dell&#8217;abbraccio è stata così <strong>tradotta in capispalla sartoriali</strong>, caldi e avvolgenti, mentre fasce che percorrono abiti e top e strutture tridimensionali simili a origami si palesano come braccia che stringono<strong> il corpo in una stretta morbida e calorosa</strong>.</p>
<p>Trasformando <strong>il gesto in rappresentazione grafica</strong>, Alberto ha inoltre creato stampe dal gusto rigoroso nonché preziosi ricami in cristalli.</p>
<p>In un momento storico in cui il concetto di <em>women empowerment</em> è sempre più risonante anche grazie a movimenti sostenuti da hashtag quali #Metoo e #Timesup, lo stilista <strong>Sergei Grinko</strong> ha dato un titolo eloquente a collezione e sfilata: <em>“That’senough! Stop violenceagainstwomen”.</em></p>
<p>Senza distinzione né tra Paesi né tra classi sociali, quelle sulle donne continuano a figurare tra le violazioni dei diritti umani più diffuse al mondo: dalla violenza domestica fino alle mutilazioni genitali, gli stereotipi di genere impattano quotidianamente sulla vita di moltissime donne fin dall’infanzia.</p>
<p>Sergei è da sempre impegnato a legare la sua visione stilistica a tematiche sociali: con la collezione FW 2018 – 19, lo stilista ha voluto esprimere la sua indignazione per il presente ma, nel contempo, ha anche voluto dare voce alla speranza che le nuove generazioni sappiano <strong>creare uno scenario futuro più equo e dignitoso</strong>, uno scenario in cui uomini e donne possano vivere in reale armonia.</p>
<p>Ed è alle nuove generazioni che Grinko pensa con<strong> i suoi abiti attraversati da un’energia impetuosa e irriverente</strong>, applicando alla tradizione artigianale italiana un’attitudine decisamente moderna e che desidera scardinare il passato: in quest’ottica, decostruisce la silhouette in nome di una visione più sciolta nella quale si gioca con i generi, mischiando abiti femminili e capi dal sapore maschile per un risultato libero e rilassato.</p>
<p>Da varie stagioni, lo stilista ha fatto propria la tendenza a <strong>unire collezioni uomo e donna in un’unica sfilata</strong> e l’ha fatto anche stavolta: l’emozione è diventata palpabile quando, insala, sono entrati un ragazzo e una ragazza, fianco a fianco, con outfit coordinati uniti dallo slogan <em>“Stop violence against women”.</em></p>
<p>Dall’abbraccio alla parità di genere, <strong>la moda</strong> conferma dunque la sua <strong>capacità di stabilire legami emozionali</strong> importanti.</p>
<p>Emanuela Pirré</p>
<p><a href="http://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Sergei-Grinko-FW-18-19.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1418" src="http://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Sergei-Grinko-FW-18-19-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Sergei-Grinko-FW-18-19-300x300.jpg 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Sergei-Grinko-FW-18-19-150x150.jpg 150w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Sergei-Grinko-FW-18-19.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> <a href="http://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Alberto-Zambelli-FW-18-19-cover.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1419" src="http://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2018/03/Emozioni-e-moda-Alberto-Zambelli-FW-18-19-cover-300x89.jpg" alt="" width="300" height="89" /></a>		</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2018/03/25/legami-emozionali-moda-alberto-zambelli-sergei-grinko/">Legami emozionali e moda, da Alberto Zambelli a Sergei Grinko</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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