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	<title>meme Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>meme Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Kris Jenner: il nuovo volto della fortuna cinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cina ama i portafortuna e da oggi sembrerebbe averne guadagnato uno nuovo: il volto di Kris Jenner diventa uno dei nuovi talismani della Gen Z. Nell&#8217;era dell&#8217;estetica tutto può diventare un simbolo. Come Draco Malfoy è diventato sinonimo di buon auspicio durante il Capodanno Cinese, nel territorio asiatico è apparsa un&#8217;altra icona in grado [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Cina ama i portafortuna e da oggi sembrerebbe averne guadagnato uno nuovo: il volto di Kris Jenner diventa uno dei nuovi talismani della Gen Z. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nell&#8217;era dell&#8217;estetica tutto può diventare un simbolo. Come Draco <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/01/capodanno-cinese-e-draco-malfoy-ma-che-succede/">Malfoy è diventato sinonimo di buon auspicio</a> durante il Capodanno Cinese, nel territorio asiatico è apparsa un&#8217;altra icona in grado di attirare ricchezza, successo e fortuna. Si tratta di Kris Jenner, momager e simbolo di stile, ma in Cina è diventata anche di più.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="480" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5699.jpeg" alt="" class="wp-image-62161" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5699.jpeg 480w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5699-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Instagram</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La cina ha trasformato Kris Jenner in un vero e proprio talismano digitale per chiamare a sé il successo e la fortuna. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Da un giorno all&#8217;altro le foto profilo di migliaia di giovani cinesi sono state aggiornate con il volto di Kris Jenner. Le piattaforme cinesi si sono trovate invase da un&#8217;improvvisa tendenza: la matriarca della famiglia più famosa del mondo. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In Cina è stata ribatezzata &#8220;<em>Tai Hou&#8221;</em>, ossia &#8220;imperatrice madre&#8221;, un titolo che arriva dalle origini storiche del paese e che porta con sé un grosso senso di potere, controllo e rispetto. Poi c&#8217;è chi, ridendo e scherzando, l&#8217;ha fatta diventare la versione moderna del Dio della Ricchezza, <em>&#8220;Caishen&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5700-1024x682.webp" alt="" class="wp-image-62160" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5700-1024x682.webp 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5700-980x653.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5700-480x320.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo by PageSix</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ma perchè Kris Jenner è diventata un simbolo di potere e ricchezza dall’altra parte del globo?</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La risposta è piuttosto semplice, per quanto assurda sia la vicenda. La famiglia Kardashian-Jenner è piena di donne famose e intraprendenti, ma se <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/06/le-insicurezze-fanno-bene-al-fatturato-e-skims-lo-sa/">Kim</a> e Kylie nel mondo Occidentale sono più legate a un&#8217;immagine di sensualità e glamour, in Cina Kris Jenner è venerata per la sua capacità da momager. Viene vista come l&#8217;architetto di un impero miliardario. Ecco che il collegamento è fatto. Si tratta di una connessione molto semplice se pensiamo a quanto la cultura pop cinese sia legata al concetto di ambizione e duro lavoro.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Kris in quest&#8217;ottica viene apprezzata e ammirata per le sue capacità nel trasformare la sua famiglia in un brand globale monetizzabile e decisamente di successo. Non ha ereditato una grande fortuna, l&#8217;ha creata con una spietata e geniale pianificazione strategica, un qualcosa che sembrerebbe fare molto gola alla cultura asiatica. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Negli ultimi anni la Gen Z cinese ha vissuto una forte disillusione verso la narrativa tradizionale del successo lavorativo, la cultura del 996.</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="1280" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5703.jpeg" alt="" class="wp-image-62164" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5703.jpeg 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5703-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5703-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1280px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Shangai Daily</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lavorare dalle 9 del mattino alle 9 di sera, 6 giorni a settimana. Ma in un mercato del lavoro super competitivo e saturo, molto saturo, l&#8217;idea di faticare e basta ha perso il suo glamour. Sono perfino nati movimenti di protesta passiva come il <em>tangping</em> (sdraiarsi a terra) o il <em>bailan</em> (lasciare che le cose vadano in malora).</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questo contesto di ansia economica, il viso di Kris Jenner e ciò che rappresenta, sono diventati una specie di valvola di decompressione. Un modo di affrontare un mondo instabile che pretende sempre lo stesso tanto, dando meno di prima. Ovviamente i giovani cinesi sanno che cambiare la propria foto profilo non cambierà radicalmente e profondamente le cose, ma una certa mano la dà. <br></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Kris Jenner diventa quindi un portafortuna che entra nel rituale di scaramanzia prima di un colloquio di lavoro o un esame universitario. <br></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Effettivamente esiste una grammatica culturale tipicamente cinese in cui i meme vengono codificati e dove i trend finiscono per rappresentare e rispecchiare pratiche tradizionali. Quindi pregare al tempio per avere un esito fortunato si riscrive per adattarsi all’era dei social media e un’icona tv viene trasformata in un’interfaccia emotiva per negoziare il proprio status. <br></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="400" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5702.webp" alt="" class="wp-image-62163" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5702.webp 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_5702-480x274.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Daily Jiang</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il trend, comunque, si è evoluto rapidamente e sono iniziati i fotomontaggi con tanto di slogan: “<em>keep rich, stay slay</em>” o “<em>Let</em>’s <em>manifest”. </em>Ma non solo, la momager viene anche photoshoppata nei vari ruoli aspirazionali: Kris Jenner con la toga della più rinomata Ivy League, Kris Jenner vestita da avvocato e perfino in abiti imperiali.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, tutto molto divertente, ma anche abbastanza significativo. Kris Jenner ha commentato sui social con la sua frase iconica “<em>You’re doing amazing sweetie”, </em>confermano la sua benevolenza. Ma per quanto simpatico sia, è anche molto significativo in un’ottica di cosa rappresenta e perché è necessario. <br></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È una chiara dimostrazione di come le nuove generazioni manipolino i simboli del capitalismo globale per esorcizzare quelle paure che un po’ salgono a tutti. Quella del futuro, della crisi finanziaria..insomma cosine così.</p>
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		<title>La satira morirà per causa della gen z?</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/03/17/satira-morira-con-la-gen-z/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Gallazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che valore assume la satira per la gen z? Morirà o subirà trasformazioni? Una domanda: vi immaginate la gen z, tra venti/trent’anni, impegnata a fare satira? No perché, io no, per niente proprio. Un Michele Serra del futuro che ironizza sulla fine dei tempi ormai vicini? Non sarebbe un’atteggiamento da gen z. Purtroppo. Sensibili alle [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Che valore assume la satira per la gen z? Morirà o subirà trasformazioni?</em></strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una domanda: vi immaginate la gen z, tra venti/trent’anni, impegnata a fare <em><strong>satira</strong></em>? No perché, io no, per niente proprio.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un <em>Michele Serra</em> del futuro che ironizza sulla fine dei tempi ormai vicini? Non sarebbe un’atteggiamento da gen z. Purtroppo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sensibili alle diversità, focalizzati sull’autenticità e sull’inclusività, porta bandiera del politically correct, con un forte senso di intraprendenza e professionalità, la generazione z, conoscendola,&nbsp; difficilmente porterà avanti la satira.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’umorismo della generazione z</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Gli Zoomers, con tutte queste caratteristiche perbenistiche ( O almeno, all’apparenza pare così), sembrano rifiutare la <strong><em>satira. </em></strong>Perché? Capita spesso, erroneamente, che i ragazzi la interpretino come uno strumento legato principalmente a stereotipi offensivi e ad una pseudo-violenza psicologica gratuita nei confronti di chi potrebbe anche non meritarsela, quando invece dietro c’è molto, ma molto di più.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Torniamo un attimo indietro, cos’è la satira?</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La parola <strong><em>satira</em></strong> deriva dal latino “satur” ossia “pieno”, ma in particolare si rifa all’espressione “lanx satura”, ossia un piatto colmo di primizie da portare in offerta agli dei.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’<strong>origine della satira</strong> come stile letterario risale al II secolo a.C., quando Lucilio scrisse trenta libri di satire, con un intento dichiaratamente polemico.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Molti giovani d’oggi ignorano che si tratta, oltre che di un genere letterario, di una <strong>comunicazione</strong> con una particolare attenzione critica ai vari aspetti della società, il cui scopo è mostrare le contraddizioni, al fine di stimolare il cambiamento. L’obiettivo, quindi, è raccontare un’avvenimento &#8211; oggi si parla molto di politica &#8211;&nbsp; in chiave comica, per suscitare nel pubblico una riflessione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ma forse gli Zoomers fanno satira in altri modi?</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Questa gen ha anche un lato menefreghista che tenta di nascondere, o che forse non si rende ancora conto di avere. L’inclusività è solo una facciata?</strong></h4>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Spesso si tende ad associare il nichilismo all’umorismo dei giovani.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La gen z, assuefatta da ciò che la circonda, anche<a href="https://www.adlmag.it/2024/12/31/l-apatia-della-lontananza/"> a causa del bombardamento continuo di informazioni e notizie che subisce quotidianamente</a>, assume automaticamente un atteggiamento di disperazione e negazione verso il mondo e i suoi valori, derivato dalla convinzione che ormai sia troppo tardi per rimediare. Questo comportamento si traduce in sfiducia verso le istituzioni e verso le leggi che regolano il nostro tempo e la nostra società. In passato, il <em>nichilista</em> era colui che negava le verità assolute del mondo e credeva che tutto fosse basato sul libero arbitrio, per dirla semplice.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa è una concezione molto individualista, che rappresenta a pieno la gen z, la quale, stanca di doversi battere per ciò che la circonda, agnostica e indifferente all’altro, pensa soltanto al proprio orto e a far andare tutto liscio per se stessa.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per tornare all’umorismo, la gen z, magari senza darci troppo peso, scherza e tratta con leggerezza tematiche tragiche ed importanti, soprattutto sui social. Su TikTok sono circolati milioni di meme su un’imminente terza guerra mondiale, per non parlare di tutti quelli riguardo alla pandemia. Si tratta di un meccanismo di autodifesa che adottano i giovani per proteggersi da ciò che gli ruota attorno, non criticateli; ormai non siamo più in grado di reagire agli eventi senza quella dose di ironia che risiede nei meme. Tutto è assorbito dalla pop-culture, che rende ogni cosa più frivola di quel che è in realtà. Non è colpa nostra, ma della società e di come siamo stati cresciuti. &nbsp;</p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Quindi i meme sono la nuova satira per la gen z?</strong></h5>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un certo senso si, ma con un concetto di base differente. I meme &#8211; per chi non lo sapesse, sono contenuti digitali umoristici, composti da fotografie e sottotitolati con espressioni di ilarità &#8211; non sono, per noi, solo strumenti di svago, come molti adulti pensano e fanno fatica a comprendere, ma anche meccanismi che ci permettono di affrontare lo stress e le ansie del presente con un pizzico di leggerezza. Secondo alcune statistiche la nostra è la generazione più depressa di tutte: pandemia, guerre, grossi cambiamenti climatici, grandi problemi politici, la caduta delle Torri Gemelle nel 2001, è proprio per questo che tendiamo ad ironizzare. <strong>E forse senza rendersene conto mette in atto una specie di satira, che la aiuta a trovare la via di fuga.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel mondo digitale è facile fare ridere e ironizzare, basta mettere insieme qualche parola e qualche immagine, e il gioco è fatto. La differenza tra meme e <strong><em>satira </em></strong>è il saper utilizzare le parole per creare un discorso che vada a segno, che colpisca, che ci emozioni, come è in grado di fare appunto la <strong>satira</strong> che abbiamo conosciuto fino ad oggi. L’arte oratoria sta perdendo il suo potere, e se questo accadrà non ci sarà più modo di tornare indietro. Perdere la forza della parola, significa ripiombare nel buio dell’ignoranza, sprofondando verso un declino, senza risalita.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="474" height="566" data-id="36153" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/18aeb9b65e1210fb824c14453ee01b26.jpg" alt="La satira morirà per causa della gen z?" class="wp-image-36153" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/18aeb9b65e1210fb824c14453ee01b26.jpg 474w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/18aeb9b65e1210fb824c14453ee01b26-251x300.jpg 251w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="474" height="474" data-id="36152" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3bdee72df44e61899201bf7282c9c4f8.jpg" alt="" class="wp-image-36152" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3bdee72df44e61899201bf7282c9c4f8.jpg 474w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3bdee72df44e61899201bf7282c9c4f8-300x300.jpg 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3bdee72df44e61899201bf7282c9c4f8-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="430" height="516" data-id="36154" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/35fbe041bd0fbf55d4f561e6db580659.jpg" alt="La satira morirà per causa della gen z?" class="wp-image-36154" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/35fbe041bd0fbf55d4f561e6db580659.jpg 430w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/35fbe041bd0fbf55d4f561e6db580659-250x300.jpg 250w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h6 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Perché la satira è importante e perché dovremo impegnarci per assicurarle un futuro?</strong></h6>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La <strong>satira</strong> serve. In un certo senso, <strong>incarna la libertà di espressione</strong>, è un modo per dire le cose come stanno, senza mezzi termini. È <strong>un’informazione che genera consapevolezza</strong>, che fa pensare, che <strong>sprona a ragionare </strong>con la propria testa e a<strong> farsi un’opinione personale</strong>. Cosa che oggi accade ben poco nei ragazzi.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ecco perché la gen z deve comprendere il valore della satira, senza demonizzarla a prescindere.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagini: <a href="https://www.sololibri.net/Cos-e-la-satira-origine-generi-storia-scopo.html#google_vignette">https://www.sololibri.net/Cos-e-la-satira-origine-generi-storia-scopo.html#google_vignette</a> , <a href="https://it.pinterest.com/search/pins/?q=meme&amp;rs=typed">Pinterest.com </a></p>
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		<title>Don Marino Dalè: “Fatevi una canna!”</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/02/12/don-marino-fatevi-una-canna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara De Bonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il parroco invita i fedeli a “farsi una canna”: Don Marino Dalè e la raccolta fondi per l’organo della Chiesa&#160; “Fatevi una canna!…Parlo delle canne dell’organo, ovviamente, le uniche che fanno bene al corpo, all’anima e anche allo spirito. Sono queste le canne che ci avvicinano a Dio” L’arciprete don Marino Dalè lancia un appello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il parroco invita i fedeli a “farsi una canna”: Don Marino Dalè e la raccolta fondi per l’organo della Chiesa&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>“Fatevi una canna!…Parlo delle canne dell’organo, ovviamente, le uniche che fanno bene al corpo, all’anima e anche allo spirito. Sono queste le canne che ci avvicinano a Dio”</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’arciprete don Marino Dalè lancia un appello ai parrocchiani&#8230; ed è subito meme. Dietro questa ironica provocazione si cela un obiettivo ben più alto: raccogliere i 25mila euro necessari per il restauro e l’installazione dell’organo nella chiesa del paese.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È risaputo che lo scandalo coinvolge di più di una causa nobile. Il gioco di parole ha subito catturato l’attenzione della comunità e dei social, e il meme sta contribuendo a diffondere consapevolezza sull’importante progetto di recupero dello strumento musicale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image0-13.jpeg" alt="don Marino Dalè" class="wp-image-34030" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image0-13.jpeg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image0-13-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image0-13-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’organo in questione, costruito nel 1993 dal maestro Daniele Giani per una scuola di musica a Trigolo, è rimasto a lungo inutilizzato dopo la chiusura dell’istituto. Abbandonato e logorato dal tempo, è stato recuperato e grazie a un decreto vescovile. Sarà ora affidato in comodato d’uso alla chiesa di Fiesco, che finora ne era sprovvista. A occuparsi della sua riqualificazione è lo stesso maestro che lo realizzò 31 anni fa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Chiunque desideri contribuire può farlo direttamente rivolgendosi a don Marino o utilizzando la cassetta delle offerte. Se la raccolta fondi avrà successo, il suono dell’organo tornerà a riempire la chiesa il prossimo 25 marzo. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Don Marino Dalè richiama l&#8217;attenzione su un &#8220;comune&#8221; progetto di crowdfunding, ma tutta questa vicenda va ben oltre la semplice raccolta fondi. Dietro c’è un significato più profondo, legato sia alla tradizione religiosa che alle radici culturali della comunità. <em>“La musica d’organo </em>– sottolinea don Dalè –<em> è parte integrante della liturgia cattolica e il Concilio Vaticano II ne ha ribadito l’importanza. Per la nostra parrocchia è una grande opportunità, anche perché possiamo contare su due scholae cantorum di eccellenza: una a Trigolo, diretta da Giovanna Stanga, e l’altra a Fiesco, guidata da Sergio Guerini”.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un’idea intelligente, un appello originale e un fine nobile. Si può già donare, a piacere e secondo possibilità. Chissà se la comunità di Fiesco sosterrà con fierezza il progetto.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" data-id="34029" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image1-10.jpeg" alt="don Marino Dalè organo chiesa" class="wp-image-34029" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image1-10.jpeg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image1-10-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/image1-10-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Illustrazioni: Aurora Longo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chill Guy: qual è la storia del nuovo meme sui social</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/12/10/chill-guy-qual-e-la-storia-del-nuovo-meme-sui-social/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[chill girl]]></category>
		<category><![CDATA[Chill guy]]></category>
		<category><![CDATA[cill girl]]></category>
		<category><![CDATA[criptovaluta]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[Phillip Banks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maglioncino a collo alto, mani in tasca e sguardo fisso in camera, ecco come si presenta il nuovo meme del chill guy, un cane antropomorfo che vuole solo vivere la sua vita “nel chill”. Se avete un telefono, e lo so che lo avete, sui social avrete visto girare, in queste ultime settimane, un nuovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Maglioncino a collo alto, mani in tasca e sguardo fisso in camera, ecco come si presenta il nuovo meme del <em>chill guy</em>, un cane antropomorfo che vuole solo vivere la sua vita “nel chill”. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se avete un telefono, e lo so che lo avete, sui social avrete visto girare, in queste ultime settimane, un nuovo e simpatico meme. Si tratta del “<em>Just a chill guy”</em>. Lo si riconosce al volo: maglioncino grigio a collo alto, jeans, mani in tasca e sguardo “leggero”. C’è anche chi denota una certa somiglianza con il personaggio di Brian dei Griffin. Questo meme dopo aver spopolato sui social, si è poi trasformato in un trend che soprattutto su TikTok sta facendo la sua fortuna. Nulla di nuovo. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista del meme è un cane che vuole solo una cosa: essere un ragazzo chill. </h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@refugefreebuter/video/7440448653736561942" data-video-id="7440448653736561942" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@refugefreebuter" href="https://www.tiktok.com/@refugefreebuter?refer=embed">@refugefreebuter</a> <p><a title="perte" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/perte?refer=embed">#perte</a> <a title="foryou" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/foryou?refer=embed">#foryou</a> <a title="tiktok" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/tiktok?refer=embed">#tiktok</a> <a title="youtube" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/youtube?refer=embed">#youtube</a> <a title="twich" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/twich?refer=embed">#twich</a> <a title="ragazzochill" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/ragazzochill?refer=embed">#ragazzochill</a> <a title="ragazzo" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/ragazzo?refer=embed">#ragazzo</a> <a title="chill" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/chill?refer=embed">#chill</a> <a title="meme" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/meme?refer=embed">#meme</a> <a title="chillguy" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/chillguy?refer=embed">#chillguy</a> </p> <a target="_blank" title="♬ originalljud - BestClips1312" href="https://www.tiktok.com/music/originalljud-7439384102412765984?refer=embed">♬ originalljud &#8211; BestClips1312</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
</div></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per traduzione <em>“chill”</em> in inglese significa <em>molto rilassato</em> o anche <em>affabile, alla mano</em>. Il significato intrinseco racconta un tipo di atteggiamento maschile nei confronti della vita e delle relazioni interpersonali. Non gli interessa nulla, vuole solo vivere la vita in tranquillità senza preoccuparsi di niente. Vivere, insomma, “nel chill”, una italianizzazione dello slang americano di vivere in tranquillità, di “fare” <em>chilling. </em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il meme è diventato virale su TikTok dopo l’estate, ma il primo ad utilizzare il disegno del cane antropomorfo è stato Philip Banks, un’illustratore che lo pubblica nell’ottobre 2023 su X. Così il meme fa il giro dei profili che lo definiscono come il loro alter-ego <em>chill</em> e indolente, disinteressato. In realtà la sua evoluzione video è relativamente recente ed è spesso legato a un brano di Gia Margaret, <em>“Hinoki Wood”</em>. Il brano suona in sottofondo mentre in sovraimpressione leggiamo la situazione a cui è legato il meme, diversa per ciascuno, ma unica nella sua intenzione: essere semplicemente un <em>chill guy</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_0952-1024x683.webp" alt="Chill guy" class="wp-image-29768" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_0952-980x653.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_0952-480x320.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">E se è partito con una caratterizzazione prettamente maschile, ora il meme è adattato a tutti indistintamente dal genere. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Qualcuno ha interpretato il meme come la rappresentazione della voglia degli uomini di non sottostare alle pressione di altri e lo definirebbero come una richiesta d’aiuto. Un richiamo alla salute mentale degli uomini che, come rappresentano le situazioni descritte dal meme, spesso vengono fraintesi nelle loro intenzioni e bisogni. Il giornale indiano <em>Times Now News</em>, invece, associa il meme a un qualcosa che incoraggia le persone a focalizzarsi su se stesse, rimanere <em>stress-free</em> e approcciare la vita con atteggiamento rilassato. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@_notalexei_/video/7438384728568237334" data-video-id="7438384728568237334" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@_notalexei_" href="https://www.tiktok.com/@_notalexei_?refer=embed">@_notalexei_</a> <p>I&#8217;m just a chill guy <a title="chillguy" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/chillguy?refer=embed">#chillguy</a> <a title="justachillguy" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/justachillguy?refer=embed">#justachillguy</a> <a title="meme" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/meme?refer=embed">#meme</a> <a title="reddit" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/reddit?refer=embed">#reddit</a></p> <a target="_blank" title="♬ Hinoki Wood - Gia Margaret" href="https://www.tiktok.com/music/Hinoki-Wood-7437999422224550699?refer=embed">♬ Hinoki Wood &#8211; Gia Margaret</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
</div></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’immagine viene usata per rappresentare, ormai, qualsiasi cosa. Da situazioni quotidiane in cui ci si può identificare, alle vere e proprie lotte per rivendicare i diritti nel proprio posto di lavoro, fino a commenti politici e sociali, non sempre <em>chill</em>. Questo perchè, con la sua freddezza, il <em>Chill Guy</em> riesce a farsi scivolare le cose, eludere le brutte situazioni e scacciare via i pensieri negativi. “<em>Non è vero che non mi interessano le cose, ma alla fine voglio solo vivere in maniera tranquilla”</em>. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante questo, c’è anche chi usa il meme per descrivere situazioni abbastanza limite. Del tipo “<em>l’ho tradita, ma sono solo un chill guy”</em>. Cioè…va bene il meme, ma anche no.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il suo grande successo è sicuramente dovuto dal fatto che permette una facilissima immedesimazione. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Poi “l’internet” fa quello che sa fare meglio ed ecco che appare una criptovaluta basata proprio sul meme. Ispirato dall’opera d’arte di Phillip Banks, chiamata “CHILLGUY” arrivando a un valore di mercato di $488 milioni sulla piattaforma di trading Solana. La moneta meme è stata lanciata a inizio settembre da creatori anonimi. Il suo valore di mercato sale di $10 milioni il 18 novembre, diventando così la settimana moneta meme più grande di Solana. Per questo motivo, poi, professionisti nell’ambito delle criptovalute hanno detto che proprio per questa crescita repentina è molto probabile che il valore della moneta crolli rapidamente e anche di molto. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Apparentemente questa popolarità sembrerebbe derivare dalle creazione della “<em>Chill Girl”</em> sempre a novembre, che rappresenta il personaggio di Chill Guy con lunghi capelli photoshoppati “alla meglio”. In questo caso il meme utilizza delle situazioni per mettere a fuoco, ancora, il tema della salute mentale degli uomini. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il meme del <em>Chill Guy </em>è stato anche utilizzato da diverse aziende e personaggi pubblici, per sponsorizzare i propri post.</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante l’evidente successo dell’opera d’arte, però, Banks ha scritto su X che non approva e non dà il consenso per utilizzare la sua arte in nessun tipo di cosa legata al mondo cripto. Ha poi detto che ha aggiunto il copyright al suo lavoro e avrebbe “buttato giù” qualsiasi tipo di merchandising e criptovalute che avrebbero cercato di guadagnare utilizzando la sua creazione. Ha anche sottolineato, però, che questo non avrebbe incluso gli account aziendali che usano l’immagine come trend.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dopo queste dichiarazioni, l’artista ha dovuto rendere privato il suo account su X per evitare fastidi e dopo aver raccontato di essere stato vittima di doxing. Ossia qualcuno ha rilevato le sue informazioni personali online, senza il suo consenso, rubandogliele. Ad ogni modo la criptovaluta CHILL GUY è scesa fino alla metà del suo valore, ma in qualche modo è riuscita a risalire.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@dystopian.exp/video/7441305969805626646" data-video-id="7441305969805626646" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@dystopian.exp" href="https://www.tiktok.com/@dystopian.exp?refer=embed">@dystopian.exp</a> <p>Chillguy. <a title="render" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/render?refer=embed">#render</a> <a title="dystopian" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/dystopian?refer=embed">#dystopian</a> <a title="chillguy" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/chillguy?refer=embed">#chillguy</a> <a title="chill" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/chill?refer=embed">#chill</a> <a title="animation" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/animation?refer=embed">#animation</a> <a title="blender" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/blender?refer=embed">#blender</a> <a title="3dprinting" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/3dprinting?refer=embed">#3dprinting</a> </p> <a target="_blank" title="♬ suono originale - Dystopian.exp" href="https://www.tiktok.com/music/suono-originale-7441317869004114710?refer=embed">♬ suono originale &#8211; Dystopian.exp</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
</div></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ci spiace molto per come l’artista si sia sentito, dopotutto voleva solo essere un<em> chill guy….</em></p>
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		<item>
		<title>Ornella Vanoni: oggi un meme, ieri un mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 14:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[Ornella Vanoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ospite fisso da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” Ornella Vanoni, cantante simbolo della musica leggera italiana, con la sua chioma rossa e l’umorismo senza freni è diventata l’idolo della Gen Z. Oggi ha 89 anni e la sua immagine è legata strettamente alle sue divertenti uscite nei programmi televisivi dove è ospite. Famosissime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ospite fisso da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” Ornella Vanoni, cantante simbolo della musica leggera italiana, con la sua chioma rossa e l’umorismo senza freni è diventata l’idolo della Gen Z.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi ha 89 anni e la sua immagine è legata strettamente alle sue divertenti uscite nei programmi televisivi dove è ospite. Famosissime sono le interviste di Ornella Vanoni con Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa” (dove è ospite fisso per questa edizione), ma anche le gag sul palco dell’Ariston e in mille altri programmi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3059-819x1024.jpg" alt="Ornella Vanoni" class="wp-image-17819" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3059-819x1024.jpg 819w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3059-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 819px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene oggi sia associata, quasi esclusivamente, ad un meme, in realtà, nel tempo è entrata nell’Olimpo delle dive italiane della musica leggera del secondo novecento. Dopo una carriera nel teatro entrerà nel mondo della canzone d’amore. I suoi testi e la sua voce diventano simbolo di sensualità ed irriverenza così da consegnarla ad un successo assicurato. Negli anni interpreta canzoni indimenticabili per la storia della musica italiana. Nel 1970 esce con &#8220;L&#8217;appuntamento&#8221; (oggi sigla di Belve con Francesca Fagnani) cantando l&#8217;interminabile attesa di una persona con cui è programmato un appuntamento. Nel ‘71 canta uno dei testi più malinconici della musica leggera italiana: “Domani è un altro giorno”. Intramontabile pezzo di storia della musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il palco dell’Ariston è come la sua casa (partecipa in gara per ben 8 volte e altre innumerevoli come ospite). A Sanremo 1979 canta in duetto con Califano “Due come noi”. Da questa strepitosa canzone nasceranno rumor sulla loro storia d’amore che, ancora oggi, fanno parlare. Ornella però decide di smentire tutto in un’intervista a Fabio Fazio con Mara Maionchi urlando a gran voce: “Non ho mai fatto l’amore con Califano!”. Storiche su quel palco, nel 2019, le sue imitazioni ad opera di Virginia Raffaele durante le quali irrompe specificando alla Rai di essere venuta “a gratis” e accertandosi che non succeda mai più. E poi come dimenticare la richiesta allo scorso Sanremo di avere dei carciofi al posto dei fiori!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="708" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3057.jpg" alt="" class="wp-image-17817" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3057.jpg 708w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3057-480x694.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 708px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La sua immagine irriverente e sensuale non poteva che andare a braccetto con uno dei più grandi stilisti degli anni ‘70 italiani: Gianni Versace. Amico della cantante che lei stessa ricorda spesso con piacere parlando delle loro serate insieme, dei viaggi e delle feste. Ornella la racconta come un’amicizia sincera che andava oltre i loro ruoli di cantante e stilista. La Vanoni è la perfetta donna Versace che infatti, fino alla morte del designer, veste il brand della medusa dalla mattina alla sera. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Un giorno chiesi a Gianni un vestito molto coperto che non lasciasse intravedere il corpo e lui mi rispose: “io vesto le zoccole, se vuoi vestirti da monaca vai da Romeo Gigli!”. </p>
<cite>Ornella Vanoni</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione con Gianni si chiude alla sua morte e oggi Ornella veste principalmente abiti e completi Dior con i quali vorrebbe essere sepolta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3058-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-17818" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni non ha mai negato i suoi due grandi vizi: le canne e l’alcol. È infatti alla ricerca di una badante che sappia rollare perché senza canne non riesce a dormire. E poi ha tristemente dichiarato di non poter più bere causa il pace maker e che tutto quello che la faceva ridere prima ora non la fa più ridere. “Ridevo perché ero ubriaca” è la frase che è diventata virale su Tik Tok.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Ornella Vanoni, al di là del meme che fa sorridere, è quella di una donna libera con la “L” maiuscola, quella di chi non ha mai posto freni alla propria personalità tanto “domani è un altro giorno e si vedrà”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Pinterest</p>
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		<title>Come le barzellette hanno cambiato la storia delle risate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Gallazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 17:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[barzellette]]></category>
		<category><![CDATA[comicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo dove le gif e i meme sono all&#8217;ordine del giorno, le barzellette hanno ancora senso di esistere? Barżellétta s. f. [etimo incerto]. – Storiella comica, spiritosa: raccontare barzellette; una b. spinta, grassa, piccante; pigliare, prendere una persona (o una cosa) in barzelletta, scherzarci su, non prenderla sul serio; politico (medico, scienziato, ecc.) [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>In un mondo dove le gif e i meme sono all&#8217;ordine del giorno, le barzellette hanno ancora senso di esistere?</em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Barżellétta</em></strong><em> s. f. [etimo incerto]. – Storiella comica, spiritosa: raccontare barzellette; una b. spinta, grassa, piccante; pigliare, prendere una persona (o una cosa) in barzelletta, scherzarci su, non prenderla sul serio; politico (medico, scienziato, ecc.) da barzelletta, di nessun valore, da non prendere sul serio.</em></p>
<cite><em>Da Treccani</em></cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le barzellette. Un ricordo lontano che ci riporta all’infanzia.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non erano una cosa da tutti. E non tutti erano bravi a raccontarle. C’erano quei pochi eletti all’interno delle classi che avevano il privilegio e lo spazio di fare il proprio intervento, con l’intento di scatenare risate in tutti gli altri bambini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Venivano raccontate al cambio d’ora, oppure all’intervallo, quando le maestre erano lontane e si potevano dire anche cose “proibite” dalla scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le barzellette potevano essere brevi e fulminee o lunghe e teatrali, queste ultime solo per coloro che erano bravi a gesticolare con mani ed espressioni del volto. C’erano poi i <em>colmi,</em> per i più astuti<em>. </em>Questa sottocategoria, formulata come un indovinello, si distingueva per il suo essere assurdo e impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistevano moltissime tipologie di barzellette. Quelle più conosciute avevano come protagonista <strong><em>Pierino</em></strong>, il bambino che ha accompagnato tutti noi dalla fanciullezza all’adolescenza, quelle sui carabinieri, sulle suocere, sulla scuola, sulla politica, e su qualsiasi cosa accadesse nel mondo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra gli altri c’erano quelle incentrate sugli stereotipi… Quando qualcuno iniziava con “<em>Ci sono un inglese, un americano, un tedesco e un italiano…</em>” tutti sapevamo già come sarebbe andata a finire…Ed era bello così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tempi sono cambiati e oggi è nata una professione tramite cui dei professionisti cercano di far ridere un pubblico, senza usare battute scarne e prive di contenuti, ma con uno studio alle spalle. Il <strong><em>comico</em></strong> è un mestiere che richiede talento e cultura, sia da parte di chi racconta, sia di chi scrive, in questo caso l’autore, che collabora alla stesura dei pezzi (Spesso le due figure possono coincidere).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi esistono spazi pensati per allenarsi ed esercitarsi, così da trasformare qualcosa di puro intrattenimento in un vero e proprio lavoro. Gli <strong><em>open-mic</em></strong>, letteralmente “microfono aperto”. Si tratta di serate in cui aspiranti comici, e persone ancora sconosciute, si ritrovano per sperimentare il loro talento davanti ad un pubblico di gente comune. Non ci sono votazioni ne giudizi professionali. La vera vittoria è la sfida personale di suscitare ilarità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Politicamente corretto</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Politically correct</strong> (in ital. politicamente corretto)<em>: designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone. </em></p>
<cite><em>Da Treccani</em></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Allora a proposito di questo<em> politically correct,</em> molte cose dovrebbero cambiare nella nostra società, a partire dai comici<em>. </em>Un comico funziona quando si prende in giro. Quando prende in giro sé stesso e il luogo da cui proviene, quando si mette a nudo e scherza sui i propri difetti. È questo che piace al pubblico, allora perché c’è chi esagera e deve sempre tirare fuori la parola <em>politicamente corretto, </em>anche in contesti non pertinenti? È giusto proteggere e neutralizzare determinati tipi di atteggiamenti, ma addirittura non poter dire assolutamente niente ed essere presi di mira, mi sembra un’esagerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma tornando alle barzellette, negli anni questo panorama è stato alimentato molto dalla televisione. L’apice è rappresentato dalla trasmissione “<strong><em>La sai l’ultima</em></strong>”, un format di Canale 5 incentrato sul tema delle barzellette. Tra le tante edizioni, la conduzione è passata da <em>Pippo Franco e Pamela Prati, </em>a <em>Gerry Scotti </em>e<em> Paola Barale, </em>a <em>Natalia Estrada, Gigi Sabani, Massimo Boldi, Lorella Cuccarini </em>e <em>Ezio Greggio. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Più recentemente, nel 2019, è stato trasmesso “<strong><em>Battute</em></strong>?” su Rai 2, condotto da <em>Riccardo Rossi</em>, in cui una serie di comici commentavano, tramite delle battute, le notizie della giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è, poi il caso <strong><em>LOL &#8211; Chi ride è fuori</em></strong>, una game show dove degli umoristi possono servirsi di qualsiasi mezzo per fare ridere i concorrenti. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="367" data-id="17677" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/ad12e2d2b6d751199e6fde181a61cef6.jpg" alt="" class="wp-image-17677" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/ad12e2d2b6d751199e6fde181a61cef6.jpg 563w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/ad12e2d2b6d751199e6fde181a61cef6-480x313.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 563px, 100vw" /></figure>



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</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Internet e le barzellette</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Con Internet le barzellette iniziarono a prendere di mira le <em>gaffe</em> di politici, attori e personaggi famosi in generale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma siamo al punto in cui i racconti e le storie non bastano più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La generazione Z non è abituata a leggere soltanto. Il nostro è il secolo delle immagini. Ecco perché i testi scritti non ci fanno più alcun effetto; abbiamo bisogno di vedere le cose e di percepirle. Così sono nati i <strong><em>meme</em></strong> e le <strong><em>gif</em></strong>. Sono loro i veri colpevoli del declino delle barzellette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ai social network, i <strong>meme </strong>e le<strong> gif, </strong>un mix di testi, immagini statiche o in movimento, hanno preso sempre più piede, fino a diventare l’intrattenimento di ragazze e ragazzi di ogni età, che ogni sera passano ore e ore a guardarli sullo schermo del loro cellulare prima di addormentarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I meme più famosi</strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="430" height="516" data-id="17666" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/35fbe041bd0fbf55d4f561e6db580659.jpg" alt="" class="wp-image-17666" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/35fbe041bd0fbf55d4f561e6db580659.jpg 430w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/01/35fbe041bd0fbf55d4f561e6db580659-250x300.jpg 250w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></figure>



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<p class="wp-block-paragraph">Siamo in un mondo travolto da guerre, pandemie e difficoltà sociali, che sente la necessità di divertirsi, ecco perché le barzellette sono state solo il primo passo verso una mondo di risate. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagini: Pinterest</p>
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