<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Hermes Archivi - AdL Mag</title>
	<atom:link href="https://www.adlmag.it/tag/hermes/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.adlmag.it/tag/hermes/</link>
	<description>Italian Freestyle</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Jan 2026 16:38:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/cropped-Logo-AdlMag-32x32.png</url>
	<title>Hermes Archivi - AdL Mag</title>
	<link>https://www.adlmag.it/tag/hermes/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Leila Menchari: la Visual Merchandiser che portò l’Oriente a Parigi</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/08/leila-menchari-la-visual-merchandiser-che-porto-loriente-a-parigi/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2026/01/08/leila-menchari-la-visual-merchandiser-che-porto-loriente-a-parigi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Hermes]]></category>
		<category><![CDATA[Leila menchari]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=54171</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scene surreali che lasciavano Parigi a bocca aperta, tra qualche duna e tramonto tunisino, Leila Menchari ha venduto l’amore per la sua Terra assieme a qualche Birkin. Quando passiamo davanti a una vetrina, quanto veramente apprezziamo e capiamo il lavoro e il valore che c’è dietro uno strato di vetro? E’ un po’ lo stesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/08/leila-menchari-la-visual-merchandiser-che-porto-loriente-a-parigi/">Leila Menchari: la Visual Merchandiser che portò l’Oriente a Parigi</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Scene surreali che lasciavano Parigi a bocca aperta, tra qualche duna e tramonto tunisino, Leila Menchari ha venduto l’amore per la sua Terra assieme a qualche Birkin. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando passiamo davanti a una vetrina, quanto veramente apprezziamo e capiamo il lavoro e il valore che c’è dietro uno strato di vetro? E’ un po’ lo stesso concetto del maglioncino ceruleo che “qualcuno” ha trovato nel reparto saldi. Lo vedi, ti piace e lo prendi senza renderti conto che un certo chi lo ha creato appositamente per te, che ti piaccia o meno. Lo stesso avviene per le vetrine dei negozi che ammiriamo e anche di quelli che nono conosciamo. Una posa, un abito, un concetto: la vetrina di un negozio ci parla molto più di quello che ci piacerebbe ammettere. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nella sociologia dei consumi, la vetrina non è solo uno spazio espositivo, ma una vera e propria interfaccia semantica tra la sfera pubblica (la strada) e quella privata (il negozio). </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In realtà, per un consumatore la vetrina ha un peso enorme. Le ricerche di marketing e di psicologia ambientale stimano che influenzi tra il 50% e il 70% degli acquisti non pianificati. Questo perchè la vetrina funge da selettore sociale. Con il design, i materiali e i prezzi esposti (o anche la loro assenza), la vetrina comunica immediatamente a quale gruppo sociale sta parlando.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi la vetrina, con il passare del tempo e il cambiare dei consumi, non vende più l’oggetto per la sua funzione, ma per ciò che rappresenta. Questo perchè ora più che mai il consumatore non sceglie un capo o un prodotto, ma un’immaginario. Ecco che grossi lavori di maestria, di scelte colori, di contrapposizioni si cimentano nel realizzare un vero e proprio spettacolo e la vetrina trasforma la merce in un’immagine mitica, rendendo l’atto del guardare piacevole tanto quanto quello del possedere. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Con il mondo digitale il peso della vetrina si è esteso portando alla nascita dello Showrooming: guardare la vetrina fisica per “sentire” l’estetica del brand e poi comprare online.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Qui il peso della vetrina è ancora più decisivo per la validazione del brand e la sua comunicazione, anche se la transazione avviene altrove. Con un marchio a volte la vetrina è l’ultima cosa che viene pensata per vendere, è il suo messaggio il vero scopo. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per un lavoro così importante ovviamente esiste una figura che si occupa di descrivere, narrare, raccontare un marchio fino a farci incantare ed entrare nel negozio senza nemmeno accorgercene, finché il conto non ci tira una pacca sulla schiena ricordandoci la via per l’uscita.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si tratta del Visual Merchandiser, una figura che tramite psicologia, sociologia, marketing e design diventa il regista dello spazio di consumo. Riesce a trasformare un luogo fisico in un’esperienza simbolica. Il Visual Mechandiser non vende prodotti, ma mondi possibili, traducendo i valori astratti di un brand in elementi visivi concreti.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nel 1961 le porte di Hermès accolgono una delle figure che in poco tempo diventerà una leggenda della disciplina: Leila Menchari.</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="400" height="330" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1594.jpeg" alt="" class="wp-image-54220" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1594.jpeg 400w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1594-300x248.jpeg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Commune Design</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Di origini tunisine, studia prima alle Belle Arti di Tunisi e poi di Parigi. Negli anni ‘60 entra nella storica sede di rue du Fauborg Saint-Honoré e nel 1978 ne diventa la Direttrice Artistica delle vetrine, ruolo che ricopre fino al 2013.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sua doppia esperienza in due mondi completamente diversi le ha permesso di sviluppare una sensibilità che non era né puramente orientale, né puramente occidentale, ma una vera e propria fusione di entrambe. Leila cresce poi con un esempio molto importante e decisamente progressista per l’epoca: sua madre, una pioniera del femminismo in Tunisia che rifiuta di indossare il velo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 1961 il suo percorso nel marchio parigino inizia come modella e illustratrice, diventando l’allieva dell’allora direttrice Annie Beaumel, figura che aveva già cominciato il processo di trasformazione delle vetrine in arte.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal 1978 al 2013 Leila ha trasformato le otto vetrine di Saint-Honoré in un appuntamento culturale per tutta la città di Parigi. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="521" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1595.jpeg" alt="" class="wp-image-54221" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1595.jpeg 720w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1595-480x347.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Grazia</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Spesso le vetrine di Leila non contenevano prezzi o messaggi promozionali, anzi, a volte perfino il prodotto veniva nascosto. Altre volte veniva reinterpretato in materiali impossibili, come una Kelly in argento o in corteccia d’albero. Questo approccio aiutava a rafforzare quel senso di distinzione che il mondo del lusso ama tanto. Il lusso non deve urlare per essere venduto, deve invece essere percepito come un oggetto di contemplazione estetica, rendendo il marchio che lo produce un’istituzione culturale. Poi anche boutique, ma prima di tutto il simbolo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ogni stagione Menchari sceglieva un tema e lo sviscerava con un’estrema ossessione per il dettaglio. Azione che coinvolgeva tutti, soprattutto gli artigiani della Maison. Scultori, pittori e argentieri, venivano tutti consultati per creare scenografie monumentali. Non era strano vedere vetrine con rocce vere, sabbia del deserto o strutture metalliche d’avanguardia. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sua esperienza e il suo vissuto le permettevano di dare vita a veri e propri tributi alla maestria artigianale e alla storia dei materiali da lei scelti. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="886" height="701" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1596.jpeg" alt="" class="wp-image-54222" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1596.jpeg 886w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1596-480x380.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 886px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le sue vetrine hanno rotto il confine tra museo e negozio, anticipando quella che oggi chiamiamo Retail Experience. Sebbene, poi, gli oggetti all’interno della boutique fossero accessibili a pochi, le sue vetrine erano un’opera d’arte regalata alla città. Chiunque passasse per strada poteva godere di un’installazione artistica di livello museale completamente gratuita. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ecco che la vetrina diventa un vero e proprio dispositivo culturale e teatrale, ridefinendo il desiderio dei consumatori per decenni. Prima di lei il Visual Merchandising era spesso puramente funzionali, Leila introduce invece il concetto di narrazione visiva, di storytelling. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="498" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1600.jpeg" alt="" class="wp-image-54225" style="aspect-ratio:1.3333333333333333;object-fit:contain;width:766px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1600.jpeg 720w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1600-480x332.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via thisisglamorous.com</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sua più grande rivoluzione: includere pezzi unici creati dagli artigiani Hermès che non erano in vendita. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È così che la vetrina smette di asservirsi a un prodotto, ma diventa il portale a un universo mitico. I parigini passavano davanti alle vetrine come si farebbe nei musei, di fronte alle migliori opere. Un’esposizione che cambiava di stagione in stagione, in cui Leila spesso e volentieri univa le sue radici tunisine ai suoi viaggi nel cuore di Parigi. Un ponte estetico tra Oriente e Occidente, permettendo a Hermès di diventare un custode di cultura globale, oltre che maison di moda. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1597-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-54223" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1597-1024x576.webp 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1597-980x552.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1597-480x270.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Forbes</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’intuizione di Leila Menchari è stata comprendere come la pubblicità efficace non fosse tanto quella che ti urla a gran voce “<em>comprami, io sono in vendita!” </em>(come direbbe una certa icona italiana). Quanto piuttosto generare un capitale estetico, un sentimento, un’idea</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Seguendo il corso naturale delle stagioni, ogni quattro volte l’anno Leila recuperava dai suoi ricordi paesaggi eterei che diventavano il palcoscenico e il prodotto il protagonista, ma totalmente rivoluzionato. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le altre cose Leila dirige anche il “Comitato del Colore” delle sete di Hermès, influenzando le tendenze cromatiche globali per decenni. La vetrina era quindi sì, il teatro, ma il colore diventa l’anima invisibile dell’intera produzione. Sotto la sua direzione la maison ha consolidato un archivio di ben oltre 75.000 tonalità diverse, ben conservate nel sito produttivo di Lione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Prima del suo tocco il gusto europeo per la seta tendeva verso i toni classici, quelli che definiremmo “rassicuranti”. Menchari ha operato una vera e propria trasfusione culturale. Seguendo il cuore il rosa bouganville, il blu di Sidi Bou Said, l’ocra del deserto e il turchese vibrante hanno fatto breccia nel rigido canone di Parigi. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1598.webp" alt="" class="wp-image-54224" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1598.webp 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1598-980x552.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1598-480x270.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via WWD</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Leila Menchari ha sdoganato i colori audaci e orientali, riuscendo a farli inserire nel diffidente guardaroba parigini e da lì in tutto il mondo. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non più “esotico”, ma “universale”. È stata proprio Menchari a consolidare l’arancione come colore della maison, rendendolo un segno di riconoscimento immediato che riesce a comunicare ricchezza e qualità senza il bisogno di aggiungere loghi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il suo talento è riconosciuto e innegabile tanto che nel 2017 al Grand Pailais di Parigi si tiene una mostra a suo nome, la “Hermès à tire-d’aile &#8211; Les mondes de Leila Menchari”. Ben otto scenografie monumentali che riproducevano l’atmosfera delle vetrine più iconiche di Saint-Honoré. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1602-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-54226" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1602-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1602-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1602-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via FranceInfo</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’Oriente con scene dedicate alla Tunisia e al Marocco. Le pietre e i simbolismi millenari, assieme a creature fantastiche e cavalli reinterpretati in materiali insoliti e audaci. Così una vetrina diventa un vero e proprio simbolo del patrimonio culturale di un’artista che ha fatto sognare l’Oriente a tutta Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/08/leila-menchari-la-visual-merchandiser-che-porto-loriente-a-parigi/">Leila Menchari: la Visual Merchandiser che portò l’Oriente a Parigi</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2026/01/08/leila-menchari-la-visual-merchandiser-che-porto-loriente-a-parigi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hermès, l’essenza del lusso che dura nel tempo</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/12/28/hermes-lessenza-del-lusso-che-dura-nel-tempo/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/12/28/hermes-lessenza-del-lusso-che-dura-nel-tempo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Di Fano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[enrica alessi]]></category>
		<category><![CDATA[Hermes]]></category>
		<category><![CDATA[l'essenza del lusso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=53581</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel libro di Enrica Alessi la Maison viene raccontata come una storia di coerenza, misura e identità Ormai è chiaro: il legame tra editoria – dai libri ai magazine – e i grandi brand di moda è sempre più stretto. Raccontare un marchio significa costruirne l’immaginario, andare oltre il prodotto. E sicuramente Hermès è uno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/28/hermes-lessenza-del-lusso-che-dura-nel-tempo/">Hermès, l’essenza del lusso che dura nel tempo</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nel libro di Enrica Alessi la Maison viene raccontata come una storia di coerenza, misura e identità</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ormai è chiaro: <a href="https://www.adlmag.it/2025/10/26/brand-publishing-case-di-moda-e-magazine/">il legame tra editoria – dai libri ai magazine – e i grandi brand </a>di moda è sempre più stretto. Raccontare un marchio significa costruirne l’immaginario, andare oltre il prodotto. E sicuramente Hermès è uno di quei nomi che non ha bisogno di presentazioni. Nel libro <em><strong>Hermès. L’essenza del lusso</strong></em>, <strong>Enrica Alessi </strong>racconta la Maison in modo chiaro e diretto, mostrando come il vero lusso non sia seguire le mode, ma costruire uno stile che dura nel tempo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="506" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/Hermes-ad-1994.jpg" alt="" class="wp-image-53584" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/Hermes-ad-1994.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/Hermes-ad-1994-480x330.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il contenuto del libro</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Hermès. L’essenza del lusso</strong></em> è costruito come un vero e proprio viaggio all’interno della Maison. <strong>Ogni capitolo è dedicato a un aspetto fondamentale dell’universo Hermès</strong>: dalla storia del marchio alle borse iconiche, dal prêt-à-porter ai celebri carré di seta, fino agli accessori, ai profumi, agli orologi, all’alta gioielleria, al beauty e agli oggetti d’arredo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il libro accompagna il lettore in una visita guidata che mette al centro non solo i prodotti, ma soprattutto i valori che li rendono riconoscibili. Hermès viene raccontata come una Maison che costruisce mondi più che collezioni, puntando su una qualità costante e su un’estetica che non ha bisogno di cambiare per essere contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="374" height="556" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/image.png" alt="" class="wp-image-53582" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/image.png 374w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/image-202x300.png 202w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;essenza del lusso</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Uno dei temi centrali del volume è l’idea di lusso come misura.</strong> In un sistema moda sempre più veloce,<strong> Hermès sceglie di rallentare, di prendersi il tempo necessario per creare oggetti destinati a durare. </strong>Il lusso, in questo caso, non è legato all’eccesso o all’ostentazione, ma alla coerenza, alla cura dei dettagli e al rispetto del lavoro artigianale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Enrica Alessi riesce a spiegare questi concetti in modo semplice, rendendoli accessibili anche a chi non è un esperto di moda. La Maison diventa così un esempio di come il tempo possa essere un valore e non un limite, e di come uno stile solido riesca a superare le tendenze.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="483" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1993.jpg" alt="" class="wp-image-53585" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1993.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1993-480x315.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo sguardo di Enrica Alessi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/enrica_alessi/">Enrica Alessi</a> è<strong> scrittrice e docente universitaria di Storia della moda.</strong> Nei suoi libri e progetti racconta la moda come un linguaggio accessibile, capace di parlare a tutti senza perdere rigore. Autrice di romanzi, saggi e libri illustrati, ha sempre unito competenza e leggerezza, rendendo la cultura fashion uno strumento per comprendere meglio la società e il nostro modo di vivere. <strong>Con questo volume dedica a Hermès un ritratto coerente e misurato, in sintonia con lo spirito stesso della Maison.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oltre ai romanzi e ai saggi, ha creato <em>Storie che non passano di moda</em>, un progetto diventato prima libro illustrato e poi podcast e programma radio, dimostrando quanto la moda possa vivere anche fuori dalle passerelle. Il suo punto di forza è proprio questo: raccontare i brand come storie culturali, rendendoli comprensibili anche a chi non è un addetto ai lavori.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="507" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/download-44.jpg" alt="" class="wp-image-53586" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/download-44.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/download-44-480x331.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Courtesy of Hèrmes</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/28/hermes-lessenza-del-lusso-che-dura-nel-tempo/">Hermès, l’essenza del lusso che dura nel tempo</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/12/28/hermes-lessenza-del-lusso-che-dura-nel-tempo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>All&#8217;asta la borsa di Jane Birkin: la prima Birkin di Hermès</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/06/15/allasta-la-borsa-di-jane-birkin-la-prima-birkin-di-hermes/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/06/15/allasta-la-borsa-di-jane-birkin-la-prima-birkin-di-hermes/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Birkin]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Hermes]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[sotheby's]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=41633</guid>

					<description><![CDATA[<p>La prima borsa Birkin della storia, creata su misura per l&#8217;attrice e cantante Jane Birkin da Hermès nel 1984, sarà battuta all&#8217;asta da Sotheby&#8217;s. Un pezzo unico che racchiude la nascita di un’icona del lusso e del design. La Birkin originale &#160; Sotto l’austera volta dei cieli tra Parigi e Londra, là dove le élite [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/06/15/allasta-la-borsa-di-jane-birkin-la-prima-birkin-di-hermes/">All&#8217;asta la borsa di Jane Birkin: la prima Birkin di Hermès</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La prima borsa Birkin della storia, creata su misura per l&#8217;attrice e cantante Jane Birkin da Hermès nel 1984, sarà battuta all&#8217;asta da Sotheby&#8217;s. Un pezzo unico che racchiude la nascita di un’icona del lusso e del design.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="448" height="672" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bbd62e5e588ca5fe277af637212d31d0-edited.jpg" alt="" class="wp-image-41641" style="width:285px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bbd62e5e588ca5fe277af637212d31d0-edited.jpg 448w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bbd62e5e588ca5fe277af637212d31d0-edited-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La Birkin originale &nbsp;</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sotto l’austera volta dei cieli tra Parigi e Londra, là dove le élite si incontrano più per destino che per scelta, prende vita – quasi per sbaglio – quella che diventerà la borsa più desiderata del pianeta: <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/01/la-birkin-di-hermes-e-da-anni-la-borsa-piu-redditizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la Birkin.</a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Correva l’anno 1984, e a bordo di un volo Air France sedevano, uno accanto all’altra, due mondi distanti ma destinati a fondersi: Jane Birkin, attrice e cantante dalla grazia disordinata, e Jean-Louis Dumas, elegante erede della dinastia Hermès. La giovane madre – sì, madre prima ancora che musa – si lamentava con sincerità tutta britannica del caos che si riversava dalla sua cesta di vimini. Una borsa, diceva, dovrebbe poter contenere una vita, e farlo con stile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dumas ascoltò. Poi tracciò uno schizzo improvvisato sul retro di una busta per il mal d&#8217;aria. Quello che nacque da quel volo fu  più di una borsa: si potrebbe definire un manifesto di praticità aristocratica, un oggetto destinato a incarnare l’essenza stessa del lusso.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un oggetto nato dal caso, consacrato dalla storia</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quella prima Birkin – che ora, dopo decenni di discreto silenzio, sarà battuta all’asta da Sotheby’s il prossimo 10 luglio a Parigi – non è solo un accessorio: è una testimonianza viva del tempo che passa, del lusso che ancora si concede di essere imperfetto, vissuto, reale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="900" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/5sUpe78NBbugKHUxVTcFLc.jpg" alt="" class="wp-image-41648" style="width:284px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/5sUpe78NBbugKHUxVTcFLc.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/5sUpe78NBbugKHUxVTcFLc-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Realizzata in pelle nera morbida, con finiture in ottone dorato (non ancora l’iconico palladio delle versioni moderne), porta con sé i segni di una vita vera: iniziali “J.B.” incise sul cuoio, cerniere consumate, e persino – dettaglio meravigliosamente umano – un tronchesino da unghie appeso a una catena. Non è una reliquia intoccabile, ma una borsa usata, amata, portata finché il peso non ha chiesto conto alla spalla dell’attrice.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La Birkin di Jane: tra maternità, sigarette e rivoluzione stilistica</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non è un caso che la Birkin, oggi simbolo di status e potere, sia nata per trasportare pannolini e taccuini, non diamanti. Jane Birkin era madre, attrice, intellettuale bohémienne. Usava la sua borsa non per apparire, ma per vivere. La moda, in quell’epoca benedetta, ancora serviva alle donne, e non viceversa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E così la Birkin originale, più grande del modello classico 35, con un taglio leggermente sproporzionato e una chiusura zip ormai abbandonata dai modelli attuali, è un oggetto quasi archeologico, in grado di raccontare la storia di una donna e di un secolo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="356" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Photo1_1_22d44936e1.webp" alt="" class="wp-image-41647" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Photo1_1_22d44936e1.webp 200w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Photo1_1_22d44936e1-169x300.webp 169w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Sotheby’s all’asta: quando la borsa si fa leggenda</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo essere stata donata da Jane Birkin nel 1994 per sostenere la ricerca contro l’AIDS – gesto nobile e coerente con lo spirito libero dell’attrice – la borsa è entrata nella collezione di Catherine Benier, stilista francese e mercante d&#8217;arte. È rimasta lì, lontana dalle cronache patinate, fino a oggi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ora, la “Original Birkin” si prepara a un ritorno trionfale: esposta tra New York e Parigi prima di essere battuta all’asta. Nessuna stima ufficiale è stata rilasciata da Sotheby’s, ma i sussurri tra i collezionisti parlano di cifre che potrebbero superare il mezzo milione di dollari, proprio come la celebre Birkin Himalaya.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="665" data-id="41645" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-13-alle-14.44.38.png" alt="" class="wp-image-41645" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-13-alle-14.44.38.png 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-13-alle-14.44.38-480x532.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="565" data-id="41646" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-13-alle-14.45.00.png" alt="" class="wp-image-41646" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-13-alle-14.45.00.png 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-13-alle-14.45.00-480x452.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" data-id="41644" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-of-the-j-b-letters-on-the-original-birkin-crafted-news-photo-1749547571.pjpeg_.jpeg" alt="" class="wp-image-41644" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-of-the-j-b-letters-on-the-original-birkin-crafted-news-photo-1749547571.pjpeg_.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/close-up-of-the-j-b-letters-on-the-original-birkin-crafted-news-photo-1749547571.pjpeg_-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il paradosso Birkin: lusso nato dalla semplicità</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Che ironia: quella che oggi è la borsa più esclusiva al mondo, con liste d’attesa degne della corte dei Windsor, nasce da un gesto quotidiano – il bisogno di una giovane madre di avere spazio per tutto ciò che la vita le chiedeva di portare con sé.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ogni Birkin è fatta a mano, da un solo artigiano, in oltre venti ore di lavoro. Ma quella prima, nata tra le nuvole, è irripetibile: non per materiali o per forma, ma per spirito. È l’unica Birkin non pensata per il lusso, ma per la necessità. E per questo, forse, la più lussuosa di tutte.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La moda incontra la memoria</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel grande teatro della moda, dove ogni stagione reclama il suo palcoscenico, la prima Birkin non è solo un oggetto da collezione. È memoria cucita in pelle, è arte artigiana al servizio della vita quotidiana, è simbolo di una femminilità libera, ironica e indimenticabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre a Parigi si preparano a farla sfilare all’incanto, noi – poveri mortali con o senza borsa – possiamo almeno consolarci sapendo che anche i miti, ogni tanto, nascono da una semplice conversazione tra due sconosciuti a bordo di un volo di linea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Pinterest, Vogue, Sotheby&#8217;s</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/06/15/allasta-la-borsa-di-jane-birkin-la-prima-birkin-di-hermes/">All&#8217;asta la borsa di Jane Birkin: la prima Birkin di Hermès</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/06/15/allasta-la-borsa-di-jane-birkin-la-prima-birkin-di-hermes/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Camail di Hermès:Esempio di Design Multifunzionale</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/11/12/the-camail-di-hermesesempio-di-design-multifunzionale/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2024/11/12/the-camail-di-hermesesempio-di-design-multifunzionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Camail]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Hermes]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=28718</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hermès ha sempre rappresentato l’apice del lusso e dell’eleganza senza tempo. Tuttavia, con il lancio di&#160;The Camail, la maison francese spinge i limiti della creatività. Hermes porta sul mercato un accessorio che è molto più di una semplice borsa o casco. Si può definire un’opera d’arte indossabile e multifunzionale, frutto della collaborazione con il talentuoso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/11/12/the-camail-di-hermesesempio-di-design-multifunzionale/">The Camail di Hermès:Esempio di Design Multifunzionale</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Hermès ha sempre rappresentato l’apice del lusso e dell’eleganza senza tempo. Tuttavia, con il lancio di&nbsp;The Camail, la maison francese spinge i limiti della creatività.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Hermes porta sul mercato un accessorio che è molto più di una semplice borsa o casco. Si può definire  un’opera d’arte indossabile e multifunzionale, frutto della collaborazione con il talentuoso designer londinese<a href="https://www.instagram.com/p/DBnwfeIIeFd/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;<strong>Chiyang Duan</strong>.</a> Presentato come un accessorio versatile, The Camail è ispirato a concetti di trasformazione, innovazione e richiamo alla storia del brand.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Le Radici del Design: Omaggio alla Serie Camails Scarf del 1974</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’ispirazione principale per The Camail proviene dalla storica collezione&nbsp;<strong>Camails Scarf del 1974</strong>, disegnata da Françoise de la Perrière. Questo dettaglio non è solo un tributo al passato, ma una vera e propria reinterpretazione di un classico Hermès, aggiornata per il consumatore contemporaneo. Proprio come i motivi della serie Camails Scarf  -che rievocavano le forme degli antichi caschi medievali-.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> The Camail combina tradizione e modernità, esplorando nuove modalità di utilizzo e presentazione dell’accessorio.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Design Innovativo e Artigianato Eccellente</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Realizzato con la rinomata pelle&nbsp;<strong>Hermès Portrion Veau</strong>, The Camail rappresenta l’espressione massima dell’artigianalità della maison. La pelle è robusta ma flessibile, e risponde perfettamente alle esigenze di un design che richiede sia resistenza che adattabilità. Ogni dettaglio è studiato per consentire una trasformazione fluida da casco ad armatura, incarnando una funzionalità estetica unica nel suo genere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;Questo tipo di design sfida la distinzione tradizionale tra accessorio e moda. Porta l’oggetto a un livello scultoreo che rende omaggio al know-how artigianale di Hermès.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="826" height="1024" data-id="28720" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3358-826x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-28720" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="830" height="1024" data-id="28719" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3359-830x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-28719" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Multifunzionalità: Un Casco che Diventa Armatura</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una delle caratteristiche distintive di The Camail è la sua capacità di trasformarsi senza sforzo, cambiando forma da casco a protezione per il corpo. Questa trasformazione non è solo simbolica, ma ha una funzionalità effettiva: la capacità di adattarsi e svolgersi in diverse forme.  Permette all’utente di giocare con il design e trovare nuove modalità di indossarlo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;Questo approccio alla multifunzionalità segna un cambiamento significativo nella concezione degli accessori di lusso, che non devono più limitarsi a un singolo scopo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Chiyang Duan: Il Genio Creativo Dietro The Camail</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Chiyang Duan</strong>, designer londinese con una solida formazione presso il Royal College of Art, ha collaborato con Hermès per dare vita a questa creazione innovativa. La sua abilità nel fondere influenze storiche e tecniche contemporanee è evidente in The Camail, che riflette non solo la tradizione del brand, ma anche una visione moderna e audace del design. Chiyang ha già dimostrato il suo talento vincendo il prestigioso&nbsp;<strong>39° Hyères Festival</strong>, e The Camail è solo l’ultima di una serie di opere che ne consolidano la reputazione nel mondo del design di lusso.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="729" height="1024" data-id="28722" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3364-729x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-28722" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3364-729x1024.jpeg 729w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3364-480x674.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 729px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="755" height="1024" data-id="28721" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3363-755x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-28721" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3363-755x1024.jpeg 755w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3363-480x651.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 755px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>L’Iconografia del Cavaliere Moderno</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con i suoi elementi che richiamano l’armatura e il casco, The Camail non è solo un accessorio di moda, ma un simbolo. Rappresenta un moderno “cavaliere” metropolitano, una figura che combina tradizione e innovazione, forza e raffinatezza. In un’epoca in cui l’identità individuale è sempre più valorizzata, Hermès offre con The Camail un prodotto che celebra l’audacia e la personalità unica di chi lo indossa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Reazioni e Impatto sul Mercato</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">The Camail ha già catturato l’attenzione degli appassionati di moda e degli addetti ai lavori per la sua originalità e la sua capacità di reinterpretare un pezzo classico in chiave contemporanea. Nei social media, le immagini del prodotto hanno raccolto migliaia di “mi piace” e commenti di apprezzamento, evidenziando l’entusiasmo del pubblico verso questa novità.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Hermès ha sempre avuto il dono di saper innovare mantenendo un profondo rispetto per la propria eredità, e The Camail è un esempio perfetto di come il brand riesca a rimanere rilevante e all’avanguardia anche nel mercato attuale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="855" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_3362-855x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-28723" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>The Camail come Manifesto di Lusso Contemporaneo</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Hermès, attraverso la collaborazione con Chiyang Duan, non solo presenta un accessorio, ma anche un manifesto di ciò che la moda di lusso può diventare: versatile, artistica e profondamente personale.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">The Camail è una celebrazione dell’artigianalità senza compromessi, della ricerca storica e del design innovativo.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Mentre altre maison continuano a seguire le mode, Hermès dimostra di essere in grado di stabilire nuove tendenze, guardando al futuro senza dimenticare il proprio passato.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un mondo in cui il lusso si evolve sempre più verso l’individualità e la sperimentazione, The Camail rappresenta l’esempio perfetto di come Hermès riesca a coniugare tradizione e innovazione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> Un accessorio che non è solo un oggetto di desiderio, ma una vera e propria opera d’arte indossabile, destinata a lasciare il segno nella storia della moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredit: Pinterest </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/11/12/the-camail-di-hermesesempio-di-design-multifunzionale/">The Camail di Hermès:Esempio di Design Multifunzionale</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2024/11/12/the-camail-di-hermesesempio-di-design-multifunzionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hermès: come ottenere una birkin e perchè è “illegale”</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/05/03/hermes-come-ottenere-una-birkin-e-perche-e-illegale/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2024/05/03/hermes-come-ottenere-una-birkin-e-perche-e-illegale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[bag]]></category>
		<category><![CDATA[Birkin]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[Hermes]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Birkin]]></category>
		<category><![CDATA[kim kardashian]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=21366</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutti vogliono una Birkin, ma non tutti possono averla: ecco cosa si deve fare per riceverne una e perchè questo iter non è del tutto legale. Cosa siete disposti a fare per la borsa devi vostri sogni? Beh, c’è chi farebbe di tutto e chi l’ha fatto. È il caso di Hermès e più nello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/05/03/hermes-come-ottenere-una-birkin-e-perche-e-illegale/">Hermès: come ottenere una birkin e perchè è “illegale”</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Tutti vogliono una Birkin, ma non tutti possono averla: ecco cosa si deve fare per riceverne una e perchè questo iter non è del tutto legale.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa siete disposti a fare per la borsa devi vostri sogni? Beh, c’è chi farebbe di tutto e chi l’ha fatto. È il caso di Hermès e più nello specifico delle borse Birkin. Queste borse sono diventate nel tempo grande simbolo di ricchezza e tutti, ma davvero tutti, ne parlano. Ma soprattutto, tutti la vogliono. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La borsa nasce quando il direttore creativo di Hermes, Jean-Louis-Damas, nel 1983, si ritrova sullo stesso aereo di Jane Birkin.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’attrice girava con un cestino di vimini come borsa, nel quotidiano, e sull’aereo la situazione non era tanto diversa. Infatti, l’attrice si ritrovò a far cadere un sacco di fogli e si lamentò con il suo vicino di posto<em>. “Se solo facessero delle borse più capienti!</em>”. Ovviamente Jane non avrebbe mai immaginato che accanto a lei ci fosse lo stilista di un importantissimo brand di borse. Jean-Louis non ci pensa troppo e poco dopo le presenta una borsa con una tasca in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="21372" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0039-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-21372" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="1016" data-id="21371" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0040.jpeg" alt="" class="wp-image-21371" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0040.jpeg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0040-480x697.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La borsa prende il nome dall’attrice e si racconta che quando Jane andò a ritirarla, mentre se ne stava andando le venne fatto notare di doverla anche pagare. In realtà poi dopo venne rimborsata e ottenne anche un 10% di sconto a vita in qualsiasi boutique Hermes. Vabbè, assurdo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunque, la borsa da quel momento in poi approda nelle boutique e tutti la vogliono. Con un prezzo base di 8.000€, ne può raggiungere di ancora più alti. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il materiale, il colore della borsa e quello degli hardware in metallo presenti sulla chiusura, sono le cose che più hanno peso sul prezzo finale, assieme alla misura. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente alla moda piace strafare, si sa, e quando pensi che nessuno pagherebbe così tanto una borsa, una Birkin all’asta viene venduta per 1,9milioni di dollari. Esatto, perché le borse vengono sempre più arricchite. Famosissime quelle in pelle di coccodrillo che arrivano anche a prezzi listino di 100,000 dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0038-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-21369" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0038-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0038-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Birkin 35 in coccodrillo arancione, 65,000 euro </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vabbè, il problema non sta nel prezzo. Anche perché, che ci vuoi fare, il luxury è esagerato, altrimenti che lusso sarebbe?</p>



<h3 class="wp-block-heading">La caratteristica più importante di questa borsa è legata allo status. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo vediamo anche in un episodio di <em>Sex and The City</em>. Samantha si ritrova a far da agente a Lucy Liu che le chiede di recuperarle una Birkin. Samantha va nel negozio e se la trova lì, chiede al commesso di comprare quella borsa in vetrina e il commesso, a tutto tono, le risponde: “<em>non è una borsa, è una Birkin</em>”. Ecco, se uno da una serie tv si aspetta finzione non è questo il caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="728" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0042-1024x728.jpeg" alt="" class="wp-image-21370" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0042-1024x728.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0042-980x697.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0042-480x341.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Ottenere una Birkin non è per nulla semplice.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La leggenda che si passa da Sales Advisor e compratore è più o meno questa: per farti offrire una Birkin, devi spendere un certo ammontare di soldi nel marchio. Infatti, la borsa te la devono offrire, non puoi semplicemente decidere di acquistarla e la cosa che accade più spesso è che quando finalmente succede, non ti venga offerta quella che davvero vuoi. Se poi ti va bene e ti viene offerta per davvero, dovrai lasciare un cospicuo acconto in boutique e poi saldare nel momento in cui vedrai l’agognata borsa. Ovviamente, solo se ti piace. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@by.martao/video/7335116728722001182" data-video-id="7335116728722001182" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@by.martao" href="https://www.tiktok.com/@by.martao?refer=embed">@by.martao</a> <p>Replying to @Luz BG751 que tuve que comprar en Hermes para que me ofrecieran un bolso  <a title="hermes" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/hermes?refer=embed">#hermes</a> <a title="compras" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/compras?refer=embed">#compras</a> <a title="oran" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/oran?refer=embed">#oran</a> <a title="sandalias" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/sandalias?refer=embed">#sandalias</a> <a title="zapatos" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/zapatos?refer=embed">#zapatos</a> <a title="coleccion" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/coleccion?refer=embed">#coleccion</a> <a title="lujo" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/lujo?refer=embed">#lujo</a> <a title="birkin" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/birkin?refer=embed">#birkin</a> <a title="kelly" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/kelly?refer=embed">#kelly</a> <a title="chypre" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/chypre?refer=embed">#chypre</a> <a title="carteras" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/carteras?refer=embed">#carteras</a> <a title="bolsos" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/bolsos?refer=embed">#bolsos</a> </p> <a target="_blank" title="♬ original sound - Marta" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7335116969156283167?refer=embed">♬ original sound &#8211; Marta</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tu puoi lasciare un wish in negozio specificando il colore e la grandezza che vorresti ricevere e se prima o poi ne avrai la possibilità la tua SA ti chiamerà e ti proporrà di acquistarla, ma occhio che mica è detto sia quella che vuoi, eh. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno potrebbe pensare, che male c’è? Beh, la criticità sta nel fatto che viene espressamente riferito, dagli addetti in boutique, che per ottenere la sola proposta di una birkin è necessario spendere in diversi articoli della maison in quanto c’è una lunga lista d’attesa per ottenere la borsa. La voce che si sarebbe sparsa dopo è che, per aiutarsi in questa lista d’attesa, è necessario spendere in oggetti per la casa e se possibile nel reparto equitazione. Poi vabbè, le storie sono diventate tante e confuse, ma lo status di questa borsa ne ha risentito solo in positivo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ovviamente tutti la vogliono e sono tantissimi i video testimonianza di chi ce la fa, ma soprattutto di chi no. E poi le speculazioni: “<em>Maccome, ti è stata offerta una Birkin e sei cliente solo da 1 anno</em>?” E così via. Per non parlare delle celebrity che se la vedono offrire come fosse cosa da poco conto. </h4>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="811" height="1000" data-id="21374" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0045.jpeg" alt="" class="wp-image-21374" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0045.jpeg 811w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0045-480x592.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 811px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="969" data-id="21373" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0046.jpeg" alt="" class="wp-image-21373" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0046.jpeg 720w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0046-480x646.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">A un certo punto comunque le indicazioni su come ottenere la borsa sono diventate poco chiare e molto confuse. Il tempo passa e c’è troppo brusio riguardo a questo metodo e la maison allora cambia le regole: non saranno più i Sales Advisor a scegliere a chi andranno le borse, ma sarà la maison a mettere a disposizione un certo quantitativo per un certo numero di persone. Qualcuno però, che da Hermes ci aveva speso, decide di denunciare questo iter di acquisto molto scorretto. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Due clienti californiani denunciano Hermès di violare la normativa antimonopolio. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione sarebbe arrivata in quanto viene richiesto di acquistare propedeuticamente altri articoli nel caso i due volessero acquistare le agognate borse Birkin. In base alla denuncia gli “accordi di vendite abbinate” che Hermès propone ai suoi clienti hanno permesso alla società di aumentare i prezzi di listino delle borse, con conseguente ricaduta positiva sui profitti dell’azienda. Vabbè, cose assurde. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="491" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0047.jpeg" alt="" class="wp-image-21375" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0047.jpeg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0047-480x359.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Ma le politiche commerciali Hermès violano le leggi USA?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A primo acchito, sembrerebbe di sì. La legge in Usa fa divieto di utilizzare l’acquisto forzato o le cosiddette vendite “vincolate” per aumentare i propri volumi di vendita negli ambiti di mercato in cui l’impresa non va benissimo. E riflettendoci è proprio quello che accade, no? In ogni caso gli esperti definiscono improbabile la possibilità che Hermès perda la causa, ma sicuramente a livello di immagine non è un bel risultato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla maison è silenzio stampa, viene solo ricordato che le Birkin vengono realizzate da un solo artigiano dall’inizio alla fine e nulla più. Insomma, la situazione non è delle migliori in casa Hermès, ma sono sicura che lo status di questa borsa ne rimarrà inalterato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E voi? Con 30,000 euro in tasca, la comprereste una Birkin? Vabbè, mi dicono dalla regia che tanto i tempi sono abbastanza lunghi, quindi andate sereni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/05/03/hermes-come-ottenere-una-birkin-e-perche-e-illegale/">Hermès: come ottenere una birkin e perchè è “illegale”</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2024/05/03/hermes-come-ottenere-una-birkin-e-perche-e-illegale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutta colpa di Jane Birkin</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/07/17/jane-birkin-hermes/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2023/07/17/jane-birkin-hermes/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 09:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Hermes]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Birkin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=8896</guid>

					<description><![CDATA[<p>È scomparsa all&#8217;età di 76 anni Jane Birkin. Artista poliedrica: attrice, cantante, icona degli anni 70. È grazie a lei che esiste una delle borse più ambite da tutte le fashioniste: la Birkin di Hermes. Una vita all&#8217;insegna della libertà quella di Jane Birkin. Figlia delle rivoluzioni del &#8217;68 l&#8217;iconica cantante è il sigillo dello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2023/07/17/jane-birkin-hermes/">Tutta colpa di Jane Birkin</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>È scomparsa all&#8217;età di 76 anni Jane Birkin. Artista poliedrica: attrice, cantante, icona degli anni 70. È grazie a lei che  esiste una delle borse più ambite da tutte le fashioniste: la Birkin di Hermes.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una vita all&#8217;insegna della libertà quella di Jane Birkin. Figlia delle rivoluzioni del &#8217;68 l&#8217;iconica cantante è il sigillo dello stile bohémien. Diventata famosa per uno dei primi topless sul grande schermo, nel film &#8220;Blow-Up&#8221; di Michelangelo Antonini la Birkin racconta di una sensualità naturale, senza pretese. Un fascino senza tempo che tutti hanno tentato di copiare, ma che nessuno ha mai eguagliato. La chiave del suo stile? la spontaneità. Lontana anni luce dalle dive costruite a tavolino Jane Birkin è stata musa ispiratrice per artisti di ogni genere. Simbolo di un&#8217;eleganza spontanea e libera dalle costrizioni: è la perfetta icona della swinging London. Con il suo broncio definito &#8220;il più belo del cinema&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="688" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-149926151-1-688x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8898" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Una vita censurata </h3>



<p class="wp-block-paragraph">È<strong> </strong>lei la voce della celebre canzone del 1969 &#8220;Je t&#8217;aime moi non plus&#8221; censurata dalla BBC e dal programma radiofonico italiano Hit Parade. Scritto dal suo compagno dell&#8217;epoca Serge Gainsbourg il singolo è un concentrato di sensualità dichiarata. Gemiti, sospiri e il racconto di un rapporto sessuale hanno fatto si che la canzone fosse prima in classifica anche se nessuno ne riconosceva il merito. Non geniale, ma spontanea, naturale perchè, ancora una volta non si tratta di un&#8217;idea pensata a tavolino, piuttosto di un sentimento reale. Una necessità in un periodo di totale costrizione e censura. Denunciata da chiunque per Oscenità la canzone rimane simbolo delle rivoluzioni degli anni &#8217;70. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-953415182-691x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8899" /></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Un nome, una garanzia</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Solita girare senza una vera e propria borsa è diventata poi il nome garanzia nel panorama delle it-bag. Sempre accompagnata da un cesto di vimini non utilizzava mai borse perchè nessuna era abbastanza comoda e capiente. Comprato in un mercatino portoghese negli anni &#8217;60, il cesto in vimini, è stato l&#8217;accessorio della sua fortuna, quello che l&#8217;ha resa riconiscibile: se c&#8217;era il cesto c&#8217;era Jane Birkin. Fino a quando, nel 1983, su un volo Parigi Londra, l&#8217;conico accessorio cadde e diede così vita ad uno dei cult del fashion system. Ebbene sì, perchè su quel volo una giovane Jane Birkin incontrò proprio lui: Jean-Louis Dumas all&#8217;epoca a capo di maison Hermes. E visto che la casa di moda francese si è sempre promessa di accontentare i sogni delle donne, proprio lì, su quel volo venne disegnato il primo bozzetto della Birkin di Hermes. La borsa che oggi vanta un prezzo base di 7000 euro è stata pensata come un accessorio capiente e comodo che si potesse usare dalla mattina alla sera. E volete sapere dove è stata abbozzata per la prima volta? Proprio lì, su uno di quei sacchetti che si trovano sugli aerei destinati a scopi non propriamente glamour.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-949966750-696x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8900" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La borsa è diventata subito l&#8217;oggetto del desiderio di tutte le donne e ancora una volta Jane è stata in grado di interpretarla con spontaneità e naturalezza. È lei che, per la prima volta, ha deciso di personalizzarla decorandola con adesivi e bracciali che la rendevano unica nel suo genere. Trend che ancora oggi è vivo e che, su Tik Tok, ha preso il nome di &#8220;Jane Birkin Effect&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="684" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-51037000-684x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8901" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di Jane è la storia di una donna libera che con naturalezza ha contribuito anche alla liberazione di tutte le altre donne. Simboleggiando, ancora una volta, quanto la cultura pop possa segnare la vita delle persone. E allora ciao Jane e grazie per averci regalato un sogno vivo ancora oggi!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-918836472-683x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8902" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-2665788-675x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8903" width="675" height="1024" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/GettyImages-542250482-683x1024.webp" alt="Jane Birkin" class="wp-image-8904" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">foto: vanityfait.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2023/07/17/jane-birkin-hermes/">Tutta colpa di Jane Birkin</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2023/07/17/jane-birkin-hermes/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/


Served from: www.adlmag.it @ 2026-07-22 01:55:35 by W3 Total Cache
-->