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	<title>giappone Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>giappone Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>L’arte del Sashiko</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Dolfini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da tecnica di sopravvivenza a raffinata forma d’arte, il Sashiko racconta storie di resilienza, bellezza e armonia, un punto dopo l’altro Il Sashiko è un’antica tecnica di cucito giapponese, nata durante il periodo Edo (1603–1868). In origine, era una pratica umile e necessaria. Nelle fredde regioni rurali del Giappone, le famiglie contadine rinforzavano e raddoppiavano [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Da tecnica di sopravvivenza a raffinata forma d’arte, il Sashiko racconta storie di resilienza, bellezza e armonia, un punto dopo l’altro</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong><em>Sashiko</em></strong> è un’antica tecnica di cucito giapponese, nata durante il periodo Edo (1603–1868). In origine, era una pratica umile e necessaria. Nelle fredde regioni rurali del Giappone, le famiglie contadine rinforzavano e raddoppiavano i tessuti per proteggersi dalle rigide temperature invernali. Le sottili cuciture creavano piccole camere d’aria che trattenevano il calore, rendendo gli abiti più resistenti e confortevoli. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="466" height="511" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2969.jpg" alt="" class="wp-image-49686" style="width:347px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2969.jpg 466w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2969-274x300.jpg 274w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma il Sashiko non era solo una soluzione pratica, era anche un gesto di cura. I tessuti, spesso fragili e soggetti a usura, venivano riparati e rinnovati grazie a queste fitte trame di punti. Da questa necessità nacque anche la pratica del <em>Boro Boro</em>, dal termine giapponese boro, che significa “pezzo di stoffa scartata” o “straccio”. Con pazienza e creatività, venivano applicate toppe di tessuto ancora utilizzabili, dando nuova vita ai capi e trasformandoli in un mosaico di memoria e resilienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Piccoli punti, grandi significati</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il termine “Sashiko” significa letteralmente “piccole punture” o “piccoli punti”. In esso si riflettono i principi estetici ed etici della cultura giapponese: la bellezza dell’imperfezione, la sobrietà, il minimalismo e la semplicità. Quello che in Giappone si racchiude nel concetto di <em>wabi-sabi </em>(侘寂). Questa filosofia celebra il valore delle cose imperfette e vissute, opponendosi allo spreco e promuovendo l’uso consapevole delle risorse. Il Sashiko, in fondo, è proprio questo: un’arte che unisce funzionalità e bellezza, memoria e sostenibilità, in un filo continuo di rispetto e armonia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="827" height="808" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2970.jpg" alt="" class="wp-image-49692" style="width:369px" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2970.jpg 827w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2970-480x469.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 827px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’armonia dei punti</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Più che un ricamo, il Sashiko è una vera e propria cucitura decorativa. Semplice nella forma, ma straordinariamente versatile. Può essere usato per rammendare con originalità un capo d’abbigliamento, abbellire un accessorio personale, oppure impreziosire elementi d’arredo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sua forza risiede nella linearità dei punti, che variano dai tre millimetri fino a un centimetro, a seconda del tessuto, dello stile e dell’intento di chi cuce. A prima vista ricorda il classico punto d’imbastitura, ma in realtà il Sashiko possiede un ritmo tutto suo. Una tecnica di cucitura rapida e cadenzata, che dà vita a trame armoniose e precise.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="907" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2967.jpg" alt="" class="wp-image-49688" style="width:369px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2967.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2967-480x592.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sebbene possa essere realizzato su quasi ogni tipo di tessuto, i materiali naturali come il cotone o il lino sono i più adatti, poiché garantiscono una resa fluida e definita. Il filo utilizzato è specifico e quasi sempre monocromatico, per esaltare il contrasto tra trama e disegno. Un filo più spesso, invece, mette in risalto la geometria e la profondità dei motivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I motivi del Sashiko</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I motivi del Sashiko sono prevalentemente geometrici e ispirati alla natura. Onde che richiamano il mare, montagne stilizzate, forme intrecciate che raccontano equilibrio e continuità. Oltre a decorare, questi disegni custodiscono significati simbolici. Erano considerati portafortuna e donavano protezione a chi li indossava. Tra tutti, il più beneaugurante era il motivo dei cerchi intrecciati, chiamato Shippō-tsunagi. Simbolo di armonia, connessione e prosperità senza fine.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="916" height="986" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2971.jpg" alt="" class="wp-image-49689" style="width:369px" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2971.jpg 916w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_2971-480x517.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 916px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un filo tra passato e futuro</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi il Sashiko continua a vivere, sospeso tra <strong>tradizione e innovazione</strong>, conquistando artigiani e designer in ogni parte del mondo. I suoi motivi, reinterpretati in chiave contemporanea, impreziosiscono abiti e accessori, trasformandosi in un ponte ideale tra il sapere antico e la creatività moderna.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: Pinterest</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><p style="margin-right: 0cm;margin-left: 0cm;font-size: medium;, serif"></p></p>
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		<title>Johatsu: l’arte di sparire nel silenzio della società</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[johatsu]]></category>
		<category><![CDATA[scomparire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Giappone c’è una parola che affascina e inquieta al tempo stesso. Johatsu, che letteralmente significa “evaporare”.  Non un delitto, non una fuga rocambolesca, ma un rituale quasi invisibile: uomini e donne che, un giorno, decidono di dissolversi dalla loro vita, come vapore al sole del mattino. Un fenomeno che sembra uscito dalle pagine di [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><em>In Giappone c’è una parola che affascina e inquieta al tempo stesso</em>.<em> Johatsu, che letteralmente significa “evaporare”. </em></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non un delitto, non una fuga rocambolesca, ma un rituale quasi invisibile: uomini e donne che, un giorno, decidono di dissolversi dalla loro vita, come vapore al sole del mattino.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un fenomeno che sembra uscito dalle pagine di un romanzo di Murakami, e che invece è realtà quotidiana.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Esistono agenzie specializzate, chiamate <em>yonige-ya</em> (“agenzie di fuga notturna”), che offrono un servizio tanto discreto quanto inquietante. Organizzano traslochi fulminei, trovano nuovi alloggi, persino nuovi impieghi. Tutto nella più assoluta legalità, tutto senza lasciare tracce. Un nuovo inizio, ma anche una fine silenziosa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/inside-johatsu-the-chilling-japanese-phenomenon-where-people-vanish-without-a-trace.jpg" alt="" class="wp-image-46214" style="width:528px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/inside-johatsu-the-chilling-japanese-phenomenon-where-people-vanish-without-a-trace.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/inside-johatsu-the-chilling-japanese-phenomenon-where-people-vanish-without-a-trace-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Le radici di un’evaporazione</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Perché sparire? Le ragioni sono tante e tutte dolorosamente umane. Dai fallimenti economici, debiti che diventano insostenibili, scandali che gettano ombre sull’onore, oppure il peso schiacciante delle aspettative sociali. In una società come quella giapponese, dove l’immagine pubblica è spesso più importante dell’individuo stesso, il <em>johatsu</em> rappresenta l’estrema ribellione contro il giudizio degli altri.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non c’è violenza, non c’è clamore: solo il silenzio di chi si sottrae, e forse la disperata ricerca di una libertà che non si trova altrove.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="900" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/CFBBD470-9F1A-49AB-BF27-8B428DA0BEA7.jpeg" alt="" class="wp-image-46215" style="width:412px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/CFBBD470-9F1A-49AB-BF27-8B428DA0BEA7.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/CFBBD470-9F1A-49AB-BF27-8B428DA0BEA7-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Johatsu è <strong>il lato oscuro dell’armonia sociale</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Da un lato, il fenomeno appare come una valvola di sfogo. In un Paese in cui l’errore non è contemplato e la fragilità è vista come un difetto, il diritto a sparire diventa una forma di resistenza muta.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dall’altro, è l’emblema di un sistema che non concede seconde possibilità. Se per sopravvivere bisogna cancellarsi, significa che la società stessa diventa una gabbia dorata, fatta di regole ferree e di <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/28/comfort-zone-un-racconto-visivo-sulla-fragilita-che-abita-il-cambiamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pressioni insopportabili</a>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’Occidente guarda con stupore e forse con un brivido di inquietudine. Da noi, la libertà è gridata, rivendicata; in Giappone, è sussurrata e consumata nella discrezione di un addio senza saluti. Ma dietro il mistero del <em>johatsu</em> si cela una verità universale: ogni civiltà, per quanto raffinata, cela nelle sue pieghe il dramma di chi non riesce a reggere il peso del vivere quotidiano.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="808" data-id="46216" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/photo-1545276000-974f15d80cf1-2.jpeg" alt="" class="wp-image-46216" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/photo-1545276000-974f15d80cf1-2.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/photo-1545276000-974f15d80cf1-2-480x646.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="900" data-id="46217" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/26CBA401-8DA3-41EF-8FE0-1F46FE9774D1.jpeg" alt="" class="wp-image-46217" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/26CBA401-8DA3-41EF-8FE0-1F46FE9774D1.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/26CBA401-8DA3-41EF-8FE0-1F46FE9774D1-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="900" data-id="46218" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/D69E2FC9-9A54-43B8-9606-2F125EDE11D6.jpeg" alt="" class="wp-image-46218" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/D69E2FC9-9A54-43B8-9606-2F125EDE11D6.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/D69E2FC9-9A54-43B8-9606-2F125EDE11D6-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Evaporare come metafora</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In fondo, il <em>johatsu</em> è più di un fatto di cronaca: è una metafora della condizione umana nel XXI secolo. Nelle società iperconnesse, dove la visibilità è diventata ossessione, la possibilità di sparire completamente rappresenta quasi un lusso impensabile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Forse il successo di queste agenzie ci ricorda che ogni uomo, a volte, sogna di dissolversi almeno per un po’, di sottrarsi al controllo, di ricominciare senza passato.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="404" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20241127113840962_6e28ab97cc1bd323100a187dcd6c84e8-1024x690-1.jpeg" alt="" class="wp-image-46219" style="width:454px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20241127113840962_6e28ab97cc1bd323100a187dcd6c84e8-1024x690-1.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20241127113840962_6e28ab97cc1bd323100a187dcd6c84e8-1024x690-1-480x323.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il Giappone ci mostra ancora una volta il suo volto più enigmatico: un Paese che riesce a coniugare modernità e tradizione, tecnologia e spiritualità, ma che dietro la facciata scintillante cela ombre profonde. Ombre fatte di silenzi, di sparizioni, di vite evaporate nel nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: immagini generate con IA, Pinterest</p>
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		<title>Centri Prevenzione Disastri Naturali: i parchi interattivi del Giappone</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/07/22/centri-prevenzione-disastri-naturali-i-parchi-interattivi-del-giappone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[centro di prevenzione disastri]]></category>
		<category><![CDATA[disastri naturali]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è a chi piace salire sulle montagne russe e chi preferisce gli autoscontri, in Giappone si trova spazio anche per prepararsi in caso di disastri naturali. I precursori dei moderni parchi divertimenti si sono evoluti da fenomeni sociali e culturali molto antichi come fiere e mercati medievali o giardini di piacere e parchi reali. Il [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">C&#8217;è a chi piace salire sulle montagne russe e chi preferisce gli autoscontri, in Giappone si trova spazio anche per prepararsi in caso di disastri naturali. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I precursori dei moderni parchi divertimenti si sono evoluti da fenomeni sociali e culturali molto antichi come fiere e mercati medievali o giardini di piacere e parchi reali. Il salto di qualità avviene tra il 19esimo e il 20esimo secolo grazie alla rivoluzione industriale e l&#8217;arrivo, finalmente aggiungerei, del tempo libero nella vita delle persone. Poi con il boom economico e l&#8217;aumento del numero di automobili, dopo la seconda guerra mondiale i parchi divertimento vivono il loro periodo di grande espansione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 1955 arriva Disneyland in California e i giochi si iniziano a far seri. Questo risulta un vero e proprio parco a tema, un luogo immersivo dove ogni edificio e spettacolo rappresentava un elemento di un&#8217;unica storia, di un unico mondo. Un esempio simile è anche il Tomorrowland, anche se ci sono meno comparse con orecchie tonde.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I parchi a tema sono quindi pensati per divertirsi o immergersi in mondi fantastici sospesi nel tempo. In Giappone, invece, alcuni parchi a tema sono più reali che mai. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il Giappone è un paese estremamente esposto a terremoti e altri <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/02/cambiamento-come-e-mutato-il-mondo-in-appena-25-anni/">disastri naturali</a>. Questo per via della sua particolare posizione geografica, trovandosi su diverse placche tettoniche che si scontrano. Inoltre è circondato dall&#8217;oceano che lo rende vulnerabile anche a fenomeni naturali estremi. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="753" height="630" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/terremoto_giappone_1200x630_1597844868640.jpg" alt="" class="wp-image-44142" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/terremoto_giappone_1200x630_1597844868640.jpg 753w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/terremoto_giappone_1200x630_1597844868640-480x402.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 753px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Il Foglio</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se il paese ha sviluppato un livello di preparazione e resilienza ai terremoti tra i più alti al mondo in quanto a codici edilizi antisismici e sistemi di allerta precoce, per quanto riguarda le persone ci sono esercitazioni di evacuazione regolare e una cultura della prevenzione diffusissima in tutta la popolazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ecco che arrivano i Centri di Prevenzione Disastri, veri e propri spazi interattivi e didattici che educano e preparano i cittadini a convivere con i rischi naturali. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Spesso chiamati &#8220;Bōsai Sentā&#8221;, offrono delle vere e proprio simulazioni realistiche. Per quanto riguarda i terremoti i centri mettono a disposizione dei simulatori che ricreano le scosse di diverse intensità e i visitatori possono sperimentare cosa si prova durante una situazione del genere. Per preparare al meglio i cittadini si ricreano degli scenari comuni come una cucina o un ufficio, così da avere già un&#8217;idea su come mettersi al riparo. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alcuni di questi includono anche simulazioni di venti e piogge fortissime per ricreare tifoni o inondazioni. Il tutto con dei percorsi mirati che permettono di imparare come affrontare un disastro del genere. Spesso vengono insegnate anche le tecniche di base per spegnere piccoli incendi o come evacuare in presenza di fumo. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Viene insegnato anche cosa dovrebbe contenere un kit di emergenza domestico e come prepararlo, assieme alle più importanti tecniche di sopravvivenza. </h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="737" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cultura-terremoti-giappone-centri-prevenzione-disastri-mappa-centro-sapporo-vadoingiappone-1024x737.jpg" alt="disastri naturali " class="wp-image-44140" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cultura-terremoti-giappone-centri-prevenzione-disastri-mappa-centro-sapporo-vadoingiappone-1024x737.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cultura-terremoti-giappone-centri-prevenzione-disastri-mappa-centro-sapporo-vadoingiappone-980x706.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/cultura-terremoti-giappone-centri-prevenzione-disastri-mappa-centro-sapporo-vadoingiappone-480x346.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via VadoInGiappone</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si insegnano pratiche come l&#8217;uso di estintori, la gestione delle ferite leggere, la preparazione di cibo e acqua in situazioni di emergenza e come mettersi in contatto con i soccorsi. Anche sui punti di evacuazione viene fatto un percorso mirato, soprattutto considerato che la città fa molto riferimento a questi in situazioni difficili. Sono tantissimi e sparsi in tutta la città. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dopo aver fatto un bel giro intenso su tutti i disastri naturali possibili, ci si può prendere una pausa seguendo le mostre interattive in cui video e installazioni spiegano le cause geologiche dei disastri. Ma non solo, anche la storia dei grandi eventi naturali nel paese e le strategie di mitigazione. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">In questi centri viene sottolineano il ruolo della comunità e della solidarietà reciproca in caso di disastro, un elemento importantissimo nel paese. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma sopratutto, questi centri contribuiscono a sviluppare una mentalità di adattamento ai disastri naturali. Molto utile per ricordare alle persone che non si possono prevenire tutti gli eventi, ma che si può imparare a conviverci riducendone l&#8217;impatto che hanno sulla nostra vita. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il centro più completo è il Tokyo Rinkai Disaster Prevention Park. Offre un percorso immersivo che simula le prime 72 ore dopo un terremoto. Il Museo del Terremoto di Kobe, poi, anche se è un memoriale presenta delle sezioni educative e interattive sulla prevenzione. Inoltre, molte prefetture e città hanno i propri centri di prevenzione disastri, spesso gratuiti e con un&#8217;offerta di programmi educativi per residenti e scuole. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="657" height="492" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/c462e822-6dd7-11e6-8bf4-ee6b05dcd2d0.jpg" alt="disastri naturali " class="wp-image-44141" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/c462e822-6dd7-11e6-8bf4-ee6b05dcd2d0.jpg 657w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/c462e822-6dd7-11e6-8bf4-ee6b05dcd2d0-480x359.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 657px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Corriere Roma</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Questi centri sono fondamentali nella strategia giapponese di gestione rischi dei disastri permettendo di creare una popolazione informata e preparata. Aspetto fondamentale per la resilienza di un paese così esposto a fenomeni naturali estremi. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo senso di solidarietà in caso di disastri naturali è un aspetto super radicato nella cultura e nella struttura sociale del paese. Si basa sopratutto su &#8220;Gojō&#8221;, mutuo aiuto, un concetto fondamentale nel paese. Questo perché c&#8217;è una forte aspettativa che in caso di emergenza le persone si aiutino a vicenda a livello di vicinato e comunità, ancora prima che arrivino i soccorsi ufficiali. Una cosa fondamentale nelle prime ore dopo un disastro, proprio quando le infrastrutture possono risultare danneggiate e i soccorsi di conseguenza rallentati. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La cultura giapponese enfatizza per tradizione sull&#8217;armonia di gruppo e il senso di appartenenza al collettivo, &#8220;wa&#8221;. In questi centri si fa in un certo senso leva su questi sentimenti, che risultano però già profondamente intrinseci nella storia del paese. Quindi più che altro, si può dire che i centri di prevenzione completano la coesione sociale con una formazione con i fiocchi. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Insomma, la solidarietà in Giappone durante i disastri naturali è una vera e propria pratica sociale consolidata alimentata da valori culturali, un&#8217;organizzazione capillare e una consapevolezza diffusa della necessità di lavorare insieme per affrontare sfide insormontabili da soli. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dopo eventi devastanti come il Terremoto di Kobe o il Tōhoku, molti di questi centri hanno cambiato il loro approccio. Si continua a mostrare la distruzione, ma ora si mette più enfasi sulla capacità di ripresa e sulle storie di sopravvivenza oltre che sulla ricostruzione e la resilienza della comunità. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Centri simili esistono in tutto il resto del mondo, ma considerato l&#8217;accento messo sul sentimento di solidarietà si può dire che il caso Giapponese è unico nel suo genere. </p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center">E&#8217; evidente quindi che ai Giapponesi non piaccia proprio essere impreparati e nel paese ci sono tantissimi centri di preparazione ed educazione alla sicurezza di diverso tipo. </h4>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ad esempio, ci sono i &#8220;Kōtsū Anzen Sentā&#8221;, i Centri di Sicurezza Stradale. Poi i &#8220;Shōbō Hakubutsukan&#8221;, mirati all&#8217;educazione al fuoco e alla sicurezza antincendio. Sono diversi anche i musei e le esposizioni sulla sicurezza industriale e lavorativa, importanti considerati il forte settore industriale. Importantissimi sono anche i musei e i memoriali sulla pace. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, l&#8217;approccio giapponese alla preparazione e all&#8217;educazione alla sicurezza è fondamentale e seguito in tutti gli ambiti possibili. Detto questo, il Giappone risulta comunque un paradiso per gli amanti dei parchi divertimento, senza turbolenze o &#8220;schizzi d&#8217;acqua&#8221; troppo intensi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/07/22/centri-prevenzione-disastri-naturali-i-parchi-interattivi-del-giappone/">Centri Prevenzione Disastri Naturali: i parchi interattivi del Giappone</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Magna Mania: esiste veramente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Marzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Manga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I manga, nati in Giappone negli anni ’50, hanno visto una crescita esponenziale di popolarità in questo ultimo decennio.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Negli ultimi anni, termini come “Anime” e “Manga” sono entrati nel vocabolario di un vasto pubblico. Ma cosa ha determinato il successo di questo fenomeno culturale?</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="400" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/manga_mania.png" alt="Manga " class="wp-image-23027" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/manga_mania.png 770w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/manga_mania-480x249.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 770px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I manga, nati in Giappone negli anni ’50, hanno visto una crescita esponenziale di popolarità in questo ultimo decennio. È opportuno chiarire un concetto fondamentale: il manga non è altro che un fumetto, e il termine viene utilizzato per evidenziarne la provenienza giapponese. Al contempo, dal punto di vista grafico i fumetti giapponesi sono caratterizzati da elementi distintivi. Occhi grandi, acconciature fantasiose, l’espressività e i dialoghi interiori dei personaggi sono tutti elementi che rendono la grafica giapponese immediatamente riconoscibile. Proprio la stessa grafica che è riconoscibile anche negli anime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin dall’infanzia dei Boomer e della GenZ, manga ed anime erano già noti, conosciuti come “Lady Oscar”, “Dragon Ball” e “Naruto” hanno accompagnato diverse generazioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Tuttavia, perché questo fenomeno è diventato così popolare?</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="275" height="183" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/images.jpeg" alt="Manga" class="wp-image-23028" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“gli anime giapponesi hanno rotto un paradigma: i cartoni animati non vengono solamente visti dai bambini, ma anche dagli adulti”. Takamasa Sakurai.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">I manga e gli anime hanno saputo empatizzare con una vasta fascia di età, diventando un fenomeno trasversale che coinvolge bambini, adolescenti e adulti. Questo processo ha vissuto una significativa crescita dal 2016, alimentata anche dall’aumento dei contenuti disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescente fama di manga e anime ha avvicinato molti giovani alla stessa produzione di questi media. La voglia di creare il proprio mondo attraverso la tecnica del manga non è altro che un desiderio alimentato dalla stessa notorietà di questi fumetti. Molte accademie italiane hanno dovuto adattarsi a questa crescente domanda, offrendo corsi di disegno e animazione. Questo interesse riflette il legame tra la cultura giapponese e i giovani. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La “manga mania&#8221;, non si limita alle maratone di fumetti e cartoni, ma si estende anche alla pratica del disegno di fumetti. Nonostante l’avanzamento delle tecnologie digitali, gli strumenti fisici per il disegno rimangono essenziali. In questo contesto, nasce Graduate Manga, una selezione di prodotti approvata e vagliata dai docenti specializzati, pensata per offrire una selezione accurata di strumenti di qualità. Questo progetto, realizzato in collaborazione con due brand storici, LYRA n e Canson, ha lo scopo di sperimentare, scoprire o approfondire questa speciale tecnica artistica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="23029" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/CANSON_XSMART_MOOD_06-1024x1024.jpg" alt="Manga" class="wp-image-23029" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/CANSON_XSMART_MOOD_06-980x980.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/CANSON_XSMART_MOOD_06-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" data-id="23030" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/06/LYRA_AQUA_BRUSH_DUO_4084900016275_FRONT_CMYK-791x1024.jpg" alt="Manga" class="wp-image-23030" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno dei manga e degli anime è diventato una parte integrale della <a href="https://www.adlmag.it/2023/06/25/napoli-un-inno-allarte-contemporanea/">cultura contemporanea</a>, capace di attraversare confini generazionali e culturali. La continua espansione e adattamento di questo settore riflettono un interesse profondo e radicato che non mostra segni di rallentamento. La “manga mania” è destinata a crescere ancora, alimentando la creatività e la passione di nuove generazioni di artisti e appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Google</p>
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		<title>Noir Kei Ninomiya propone il suo chic concettuale</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/03/02/noir-kei-ninomiya-e-la-sua-passerella-concettuale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 13:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[chic]]></category>
		<category><![CDATA[conceptual]]></category>
		<category><![CDATA[fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[japan]]></category>
		<category><![CDATA[Noir Kei Ninomiya]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stilista giapponese, Noir Kei Ninomiya, è promotore della moda concettuale, sia nei capi che nei materiali. Texture diverse e modelli eccentrici, sfila a Parigi con una collezione elaborata e colorata. L&#8217;arte è parte di ogni cosa e ogni cosa può diventare arte, per questo quando troviamo dei capi più particolari non ci stupiamo più di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/03/02/noir-kei-ninomiya-e-la-sua-passerella-concettuale/">Noir Kei Ninomiya propone il suo chic concettuale</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Stilista giapponese, Noir Kei Ninomiya, è promotore della moda concettuale, sia nei capi che nei materiali. Texture diverse e modelli eccentrici, sfila a Parigi con una collezione elaborata e colorata. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;arte è parte di ogni cosa e ogni cosa può diventare arte, per questo quando troviamo dei capi più particolari non ci stupiamo più di tanto, anzi ce lo aspettiamo pure. E&#8217; il caso di Noir Kei Ninomiya, designer giapponese dallo stile atipico. La sua idea di fashion design è concettuale e i suoi capi lo dimostrano davvero bene. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Eclettica e colorata: è la sua collezione per la Paris fashion week. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">I capi sono davvero particolari, decisamente concettuali. Cavi colorati e arzigogolati aprano la passerella ricoprendo i look dalla testa in giù. Poi prendono forma diventando dei piccoli fiori colorati, che assieme al tulle bianco si fanno più delicati e meno confusi. Il tulle sembra essere elemento chiave e viene riproposto su top e gonne coloratissime. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18949" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-2-copia_1.jpg" alt="" class="wp-image-18949" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-2-copia_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-2-copia_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18950" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-3_1.jpg" alt="" class="wp-image-18950" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-3_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-3_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18951" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-5-copia_1.jpg" alt="" class="wp-image-18951" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-5-copia_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-5-copia_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il concettuale è ancora presente e lo vediamo con look ricoperti interamente da piume, rigorosamente colorate. Il piumage poi lascia spazio a diversi tessuti, sia per colore che materiale. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18953" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-4-copia_1.jpg" alt="" class="wp-image-18953" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-4-copia_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-4-copia_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18952" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-7_1.jpg" alt="" class="wp-image-18952" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-7_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-7_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18954" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-8-copia_1.jpg" alt="" class="wp-image-18954" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-8-copia_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-8-copia_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La collezione va avanti e a prendere il posto dei colori c&#8217;è il nero che diventa protagonista improvviso. Capi vari con applique e harness metallici si fanno spazio sulla passerella. Il tulle scompare e appare il satin assieme a un motivo tartan sui toni del grigio e del rosso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Subentra anche la pelle che ricopre colletti e accessori vari. Il concettuale sembra affievolirsi quando poi sul finale ricompaiono delle strutture geometriche che, ancora una volta, rivestono la modella per intero. Con la fantasia ritorna il colore. Diverse le texture e i materiali, veramente variegati. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18956" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-10-copia_1.jpg" alt="" class="wp-image-18956" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-10-copia_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-10-copia_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18963" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-12_1.jpg" alt="" class="wp-image-18963" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-12_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-12_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Il fiore si riconferma filo conduttore reinterpretato e creato da diversi colori e materiali. </h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18958" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-15_1.jpg" alt="" class="wp-image-18958" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-15_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-15_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18959" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-13_1.jpg" alt="" class="wp-image-18959" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-13_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-13_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul finale si fa ancora più presente e da piccolo scheletro diventa un fiore fatto e finito, colorato e particolare. Innegabile la maestria nel concepire dei modelli così eclettici, ma tutto sommato, in alcuni casi, indossabili. Sicuramente non una collezione che compone un guardaroba per tutti i giorni, ma ai più eccentrici qualche pezzo firmato Noir Kei Ninomiya potrebbe fare gola. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18960" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-16-copia_1.jpg" alt="" class="wp-image-18960" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-16-copia_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-16-copia_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18962" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-18_1.jpg" alt="" class="wp-image-18962" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-18_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp-18_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="18961" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp_1.jpg" alt="" class="wp-image-18961" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/03/temp_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pret-à-porter forse un po&#8217; troppo concettuale, ma dall&#8217;estetica femminile e posata. Un aesthetic soft che trasforma la collezione in un chic concettuale.</p>
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		<title>Giappone: relazioni in affitto</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/02/06/relazioni-in-affitto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 15:51:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Hikikomori]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni in affitto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo sempre più vicini a San Valentino e qualcuno, per evitare situazione imbarazzanti e domande scomode, potrebbe pensare di affittare un fidanzat*. Beh in Giappone tutto questo è possibile, ma come funziona il business delle relazioni in affitto? Il Giappone conta 125,7 milioni di abitanti eppure il problema della solitudine e della mancanza di relazioni [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Siamo sempre più vicini a San Valentino e qualcuno, per evitare situazione imbarazzanti e domande scomode, potrebbe pensare di affittare un fidanzat*. Beh in Giappone tutto questo è possibile, ma come funziona il business delle relazioni in affitto?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Giappone conta 125,7 milioni di abitanti eppure il problema della solitudine e della mancanza di relazioni è centrale nel paese. Dal 2020 è stato registrato infatti in Giappone, dopo 11 anni, un aumento del tasso di suicidi. Motivo per cui il governo ha pensato, nel febbraio 2021, di istituire un “Ministero della solitudine” (su modello britannico) per gestire i gravissimi problemi di isolamento crescenti nella società nipponica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Famosissimo è il fenomeno dei cosiddetti Hikikomori. Giovani che, per esprimere disagio nelle relazioni, si rifiutano di partecipare alla vita sociale, scolastica e/o lavorativa. Si tratta di un problema estremamente sentito in Giappone, secondo una stima fatta dal governo nipponico nel 2022 infatti gli Hikikomori erano circa 1,5 milioni. Il motivo di questa estrema solitudine è legato al senso del dovere tipico della società giapponese che vede la realizzazione lavorativa come unico scopo. Si tratta di una tendenza comportamentale figlia della società nipponica degli anni ‘90. Quando le interminabili giornate negli uffici non permettevano la socializzazione e la nascita di relazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come risponde la società giapponese?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta del popolo giapponese è quella di servizi delle “relazioni in affitto”. Nascono infatti a fine degli anni ‘90 dei veri e propri business che permettono di affittare parenti, fidanzati o amici da portare con se nelle azioni della vita quotidiana. Lo scopo? Dare l’illusione di avere una famiglia e dei rapporti interpersonali in concomitanza con una carriera professionale florida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso questi servizi è possibile affittare per qualche ora o per giorni (si arriva anche a settimane, mesi ed anni) una persona che si comporterà come un fidanzato piuttosto che un amico. La prestazione consiste quindi nell’ inscenare una relazione andando fuori a cena piuttosto che facendo shopping insieme al cliente. Gli attori di questo business sono chiamati host o hostess e sono tenuti a comportarsi come desidera il cliente, nel primo incontro infatti si decidono delle linee guida da seguire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è questo un fenomeno da confondere con la prostituzione. Gli host non sono tenuti a contatti fisici che vadano oltre strette di mano o abbracci. Non sono infatti contemplate nel loro lavoro prestazioni sessuali o effusioni amorose. Anche perché non si tratta solo di affitto di fidanzat*, ma anche di amici o parenti con cui passare le festività. Tra le possibilità c’è anche quella di pagare un anziano con cui chiacchierare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fruire di questo servizio sono principalmente uomini e donne che ricoprono ruoli di spicco nelle principali aziende del paese. Persone che hanno puntato tutto sulla loro vita lavorativa trascurando le relazioni interpersonali. A confermare ciò è l’esperimento sociale fatto dal canale youtube “Progetto Happiness” di Giuseppe Bertuccio D’angelo dove una hostess risponde liberamente alle domande dell&#8217;intervistatore riguardo il suo lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un panorama estremamente triste legato proprio alla mentalità orientale ancora molto ancorata a schemi passati. Non avere una famiglia significa avere fallito così come non fare successo nel lavoro (non che nel nostro paese sia molto diverso). E allora se avere tutto è impossibile la soluzione è mettere in scena l’irreale.</p>
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		<title>Onitsuka Tiger collabora con ASTRO BOY per i suoi 75 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ASTRO BOY]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Onitsuka Tiger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il marchio di scarpe giapponese Onitsuka Tiger, molto in voga al momento, per il suo 75esimo compleanno propone una selezione di capi unisex in collaborazione con ASTRO BOY I compleanni vanno festeggiati, sempre! E Onitsuka Tiger compie il suo 75esimo! Sono davvero tante candeline da dover preferire quelle con i numeri. Il marchio é stato [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Il marchio di scarpe giapponese Onitsuka Tiger, molto in voga al momento, per il suo 75esimo compleanno propone una selezione di capi unisex in collaborazione con ASTRO BOY </h2>



<p class="wp-block-paragraph">I compleanni vanno festeggiati, sempre! E Onitsuka Tiger compie il suo 75esimo! Sono davvero tante candeline da dover preferire quelle con i numeri. <br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marchio é stato fondato nel 1949 da Kichairo Onitsuka e un po’ di torta la teniamo da parte anche per lui, infatti nel brindisi Onitsuka Tiger vuole sottolineare la passione e la dedizione del suo fondatore, valori che il marchio porta avanti. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Kichairo voleva produrre scarpe per sostenere i sogni dei giovani e così é tutt’oggi. <br></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli invitati c’è anche ASTRO BOY, personaggio di un celebre manga, ideato da Osamu Tezuka. Come mai?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Onitsuka Tiger per festeggiare il suo 75esimo compleanno ha deciso di lanciare una collaborazione con ASTRO BOY. </h3>



<h4 class="wp-block-heading">La capsule é il primo progetto in cui si cimenta il brand.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, direi che hanno aspettato un’occasione davvero importante. <br></p>



<h3 class="wp-block-heading">La capsule presenta una vasta scelta di capi unisex. <br></h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5960-1024x1024.jpeg" alt="ONITSUKA TIGER" class="wp-image-16078" style="width:428px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5960-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5960-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5960-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Camicie, bomber, pantaloni, gonne, cappelli, borse, la MEXICO 66 SD e il DENTIGR PUFF BOOT, due modelli di scarpe iconiche, di cui uno trend amatissimo del momento. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5957-1024x1024.jpeg" alt="Astro boy " class="wp-image-16082" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5957-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5957-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5957-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I capi presentano il logo originale onitsuka tiger e avranno un packaging ad hoc: shopping bag e scatola decorata con la scritta ASTRO BOY. <br></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="16080" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5959-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16080" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5959-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5959-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5959-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="16081" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5961-1024x1024.jpeg" alt="Atro boy ONITSUKA TIGER" class="wp-image-16081" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5961-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5961-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5961-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="16079" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5958-1024x1024.jpeg" alt="ONITSUKA TIGER" class="wp-image-16079" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5958-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5958-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5958-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa bella é che i due condividono un primato che li accomuna in modo molto interessante. Infatti ASTRO BOY é stata la prima serie televisiva anime ad andare in onda in Giappone. Onitsuka Tiger, invece, ha lanciato le prime sneaker prodotte in Giappone. Questo li rende parte del vissuto di un intero paese. <br></p>



<h3 class="wp-block-heading">Entrambi vogliono aumentare le speranze e la vitalità dei giovani, che possano continuare a sognare e non debbano smettere mai. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">I capi sono disponibili presso il Ginza Pop-up store da martedì 12 dicembre 2023 e in selezionati store del marchio di scarpe in Giappone, da sabato 16 dicembre. Poi per tutto il mondo invece, saranno disponibili a partire da metà gennaio 2024 aprendo un altro pop-up store, ma a Parigi, nel Department Store Samaraitane. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5962-1024x1024.jpeg" alt="Pop up store" class="wp-image-16083" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5962-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_5962-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi poi si trovasse in terra giapponese, nel pop-up store al piano interrato lo aspettano ben 100 varianti del modello MEXICO 66, la scarpa più voluta del momento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Capisco che il Giappone sia un po’ lontano, quindi vi aspetto a Parigi, un po’ più vicina e raggiungibile senza troppe ore di volo. Anche perché una collezione così é da non perdere!&nbsp;</p>
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		<title>Onitsuka Tiger AW23: l&#8217;arte del decostruttivismo</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/08/05/onitsuka-tiger-aw23-decostruttivismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Gallazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[assenza]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Onitsuka Tiger si prepara alla stagione più fredda con la collezione co-ed AW23 presentata allo Spazio Maiocchi, durante la scorsa Fashion Week milanese dedicata alla donna. Il marchio made in Japan, guidato dall’attuale direttore creativo marchigiano Andrea Pompilio, ha presentato, per l’inverno ormai alle porte, una collezione ispirata all’antica tradizione del minimalismo nipponico e al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Onitsuka Tiger si prepara alla stagione più fredda con la collezione co-ed AW23 presentata allo Spazio Maiocchi, durante la scorsa Fashion Week milanese dedicata alla donna.</em></strong> <strong><em>Il marchio made in Japan, guidato dall’attuale direttore creativo marchigiano Andrea Pompilio, ha presentato, per l’inverno ormai alle porte, una collezione ispirata all’antica tradizione del minimalismo nipponico</em></strong> <strong><em>e al decostruttivismo.</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">HERITAGE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Già negli anni Settanta <em>“l’assenza”</em> del guardaroba giapponese incontra la tradizione europea. Designer quali Rei Kawakubo, celebre per lo stile “post-hiroshima”, Kenzo Takada, che dà vita all’unione tra costume giapponese e street style occidentale, Kansai Yamamoto, creatore di capi dall’effetto scenico, ed Issey Miyake, maestro del plissé, sbarcano nel Vecchio Mondo con nuove tecniche di lavorazione dei tessuti. Danno il via alla moda del decostruttivismo, in cui l’abito perde le sue sovrastrutture e si decompone, per poi essere ricomposto e rinascere con altre forme e volumi nuovi. Questa tecnica dà maggiore importanza al processo di creazione, piuttosto che al prodotto finito, come avviene negli stessi anni con lo sviluppo dell’arte concettuale e con i dadaisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’eredità acquisita successivamente dai sei di Anversa (Dries Van Noten, Ann Demeulemeester, Marina Yee, ecc.) e che diventerà, inoltre, un tratto distintivo della nota maison italiana Giorgio Armani. </p>



<h3 class="wp-block-heading">FORMALWEAR</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’abbigliamento a strati è il fulcro della sfilata. Un procedimento tipicamente usato nella vestizione del kimono, in cui indumenti leggeri vengono ricoperti da abiti più pesanti, e stretti in vita da una spessa cintura. Onitsuka Tiger è un brand che ricerca solitamente il massimo del comfort, creando capi chiaramente ispirati ad un’estetica sportiva, ma in quest’occasione volta pagina e si catapulta in un ambiente urbano, con outfit e look improntati al formalwear. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Completi total look beige e ardesia chiaro, cappotti in lana bouclé e giacche over con linee fluide si alternano a bomber neri e carta da zucchero, piumini maxi nati dalla collaborazione con Zanter, un marchio di abbigliamento tecnico da montagna. A completare, boxer intimi semi-nascosti da pantaloni baggy lunghi in nylon e feltro, e bermuda in chiffon trapuntato con ampie tasche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfumature di arancione zucca accendono la passerella conferendo briosità e effervescenza, sia a a leggings, bomber e shorts, che ad abiti svolazzanti in alcune delle loro parti e aderenti all’altezza del punto vita.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Onitsuka Tiger presta particolare attenzione a qualità e dettagli, ottenuti attraverso la coesione di tecnologie moderne e lavorazioni artigianali, che permettono la realizzazione di prodotti e sistemi innovativi, rendendolo un’eccellenza del <em>Paese del Sol Levante</em>.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2023/08/05/onitsuka-tiger-aw23-decostruttivismo/">Onitsuka Tiger AW23: l&#8217;arte del decostruttivismo</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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