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	<title>futuro Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>futuro Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Quali sono le fibre del futuro nella nuova rivoluzione del tessile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SUSTAINABILITY]]></category>
		<category><![CDATA[Amsilk]]></category>
		<category><![CDATA[Bananantex]]></category>
		<category><![CDATA[Desserto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capi più duraturi e meno inquinanti, questo è un sogno che è già diventato realtà grazie all’utilizzo e all’implementazione di nuove fibre del futuro: naturali e quasi a inquinamento zero. In sociologia esiste un concetto che si chiama “modernità riflessiva”, ossia la società analizza e comprende di aver causato dei danni con il suo stesso [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Capi più duraturi e meno inquinanti, questo è un sogno che è già diventato realtà grazie all’utilizzo e all’implementazione di nuove fibre del futuro: naturali e quasi a inquinamento zero. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In sociologia esiste un concetto che si chiama “modernità riflessiva”, ossia la società analizza e comprende di aver causato dei danni con il suo stesso sviluppo industriale e cerca di correggerli. È un concetto che nasce negli anni ‘90, subito dopo la caduta del Muro di Berlino e il disastro di Chernobyl. Ai tempi gli studiosi rifletterono su come il progresso producesse effetti collaterali quali inquinamento, rischi nucleari e crisi finanziarie. Negli anni ‘90 c’era ottimismo per la globalizzazione, ma iniziava la paura per i rischi globali invisibili.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nel 2026 decisamente non siamo più nella fase di scoperta del rischio, ma ci viviamo dentro costantemente e dobbiamo quindi trovare delle soluzioni. La produzione di nuove fibre è un modo per farlo, nel suo piccolo.&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se negli anni ‘90 il rischio era solo teorico o percepito come un puntino lontano nel futuro, oggi il rischio è tangibile. Nell’ambito del tessile le fibre sintetiche tradizionali hanno saturato gli oceani di microplastiche creando non pochi problemi ambientali ed ecologici. In questo senso la ricerca di fibre biodegradabili o circolari è il tentativo della modernità di curare se stessa.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Si creano nuove tecnologie per rimediare ai danni di quelle vecchie.&nbsp;</h3>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="770" height="440" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1619.jpeg" alt="" class="wp-image-55070" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1619.jpeg 770w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1619-480x274.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 770px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Italia Circolare</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ma è davvero possibile farlo? A quanto pare sì. </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Superando la metafora sociologica, oggi nel 2026 la situazione delle fibre tessili ha raggiunto un punto di svolta storico. Abbiamo superato la fase delle promesse del 2020 e la transizione verso materiali sostenibili è diventata una realtà industriale e normativa consolidata. Soprattutto nell’industria italiana e quella europea in generale.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fibre che solo pochi anni fa erano sperimentali, oggi sono standard di mercato. Ad aiutare, diciamo, questa transizione è stato anche il peso delle normative che già nel 2026 hanno imposto obblighi stingenti all’industria. Ad esempio: ogni capo venduto in UE deve avere un passaporto digitale in forma di QR code che riveli la composizione delle fibre, l’impronta di carbonio e le istruzioni per il riciclo. Allo stesso tempo le aziende sono diventate legalmente e finanziariamente responsabili per l’intero ciclo di vita dei prodotti che producono. Così le fibre non riciclabili sono diventate troppo costose da produrre e le aziende non hanno potuto fare altro se non spingersi verso l’innovazione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nascono quindi delle nuove fibre decisamente futuristiche, ma che già oggi muovono i loro passi nel mondo del tessile.&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma quali sono queste nuove fibre?&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una di queste è il&nbsp;<strong>Lab-Grown Cotton,</strong>&nbsp;letteralmente cotone coltivato in laboratorio. Il cotone tradizionale è un disastro ambientale: richiede quantità enormi di acqua e pesticidi. Inoltre spesso la sua raccolta è legato allo sfruttamento del lavoro in paesi in via di sviluppo. Chimicamente il “nuovo” cotone è cellulosa pura al 100%, identica al cotone tradizionale, ma privo di impurità vegetali o tracce di pesticidi. Per crearlo si preleva una piccola quantità di cellule da una pianta di cotone, senza ucciderla, le quali vengono messe in un bioreattore con una soluzione di nutrienti come zuccheri, sali e acqua. Le cellule si moltiplicano e si differenziano in fibre lunghe. Una volta cresciute queste poi vengono estratte, lavate e filate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="544" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1608.webp" alt="" class="wp-image-55060" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1608.webp 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1608-480x326.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Freethink Media</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questa situazione abbiamo zero consumo di suolo e un risparmio idrico del 90%. Inutile spiegare dove si trova il vantaggio…</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le nuove fibre arrivano anche dalla frutta.&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si stratta della <strong>Orange Fiber </strong>e della <strong>Bananatex</strong>. La prima è una fibra di acetato di cellulosa di alta qualità, al tatto ricorda molto alla seta, lucida e morbida. Nasce dal residuo umido che resta dopo la spremitura industriale delle arance con processi chimici brevettati. Si estrae la cellulosa da questo residuo, che prende il nome di “pastazzo”, e si trasforma in un polimero filabile tramite un processo di filatura a umido.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1609.jpeg" alt="" class="wp-image-55061" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1609.jpeg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1609-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Orange Fiber</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La seconda, invece, tratta fibre naturali di cellulosa lignea, molto robuste e resistenti all’acqua. In questo caso si utilizzano i fusti della pianta di banana, i quali dopo il raccolto dei frutti vengono lasciati a marcire o bruciati. Le fibre da questi fusti vengono estratte meccanicamente, bollite in una soluzione alcalina per essere ammorbidite, poi vengono trasformate in carta sottile. Questa viene successivamente tagliata e filata per ottenere un filamento tessile simile alla tela. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1610.jpeg" alt="" class="wp-image-55062" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1610.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1610-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Wikipedia</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Anche qui i vantaggi sono diversi: con la Orange Fiber trasformiamo un rifiuto ingombrante in un tessuto di lusso, con la Bananatex portiamo invece praticamente a zero la necessità di acqua o energia extra per la coltivazione, essendo essa stessa un sottoprodotto del cibo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ma la vera star di questo nuovo mondo delle fibre del futuro è il micelio.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Chi l’avrebbe mai detto che saremmo arrivati a indossare capi in pelle di micelio? Beh, oggi si può con la <strong>Mushroom Leather</strong>. Questa si compone di una rete densa di ife, ossia i filamenti del fungo, con una composizione principale di chitina e glucani. Tranquilli, nemmeno io ho idea di cosa vogliano dire, ma suonano naturali solo a leggerli. Ma come arriviamo al prodotto finale? C’è davvero qualcuno che va a raccoglierli in giro con tanto di galosce? Ovviamente no, altrimenti mia nonna sarebbe la Briatore dell’industria tessile del futuro. (Peccato). <br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1612.webp" alt="" class="wp-image-55063" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1612.webp 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1612-480x480.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Vesti La Natura</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le spore del fungo vengono invece coltivate. Questo avviene su un letto di scarti agricoli in un ambiente a umidità e temperatura controllate. In meno di due settimane il micelio cresce formando un tappeto compatto e soffice che viene quindi raccolto e conciato con processi ecologici. Questo viene poi rifinito per imitare la grana della pelle e ci riesce anche alla grande.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quindi 10 giorni di coltivazione, contro i 3 anni necessari per un bovino, tanto per citare un vantaggio. Questo oltre il superamento della grande questione etica che si cela dietro alla produzione di capi in pelle animale.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ma esiste anche un altro modo di dare vita alla pelle ed è possibile grazie al cactus.&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La<strong> Desserto </strong>è una fibra bio-polimerica composta da una base di proteine del cactus combinate con un supporto tessile, spesso cotone o poliestere riciclato. Per produrla si tagliano solo le foglie mature della pianta, nello specifico della <em>Opuntia Ficus-India</em>, lasciandola viva. Queste vengono triturate, lasciate essiccare al sole per tre giorni e poi lavorate per estrarre le proteine e le fibre che vengono miscelate con bio-poliuretano per dare flessibilità e resistenza. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="960" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1613.jpeg" alt="" class="wp-image-55064" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1613.jpeg 960w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1613-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 960px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Plastix</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cactus cattura naturalmente la C02 ed è una pianta che rigenera il suolo desertico, quindi lasciarla viva ci dà un doppio vantaggio di sostenibilità, sia ecologica che industriale. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Anche il riciclo viene migliorato andando a cambiare il sistema dietro al recupero dei tessuti sintetici.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si prendono i polimeri sintetici come il Poliestere PET o il Nylon 6 e a differenza del riciclo meccanico, che sminuzza la plastica, si utilizza il riciclo chimico. Si tratta di una depolimerizzazione: con calore o catalizzatori, la plastica viene smontata nei suoi monomeri di base, i quali vengono purificati da coloranti e additivi per poi essere rimontati in una fibra nuova. Questo con un processo di ripolimerizzazione. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1614.jpeg" alt="" class="wp-image-55065" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1614.jpeg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1614-980x654.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1614-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Rigeneriamo il Territorio </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si tratta di un miglioramento importantissimo in quanto permette di poter riciclare questi materiali sintetici all’infinito senza perdere in prestazione, ma eliminando la necessità di estrarre nuovo petrolio. Mica male…</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I grandi marchi stanno già usando questi nuovi materiali e superata la fase delle Capsule Collection, le fibre del futuro sono entrate definitivamente nelle collezioni permanenti.&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Stella McCartney è stata il primo marchio in assoluto. Oggi la sua borsa <em>Frayme Mylo</em> è un’icona del lusso etico. Anche Hermès, in collaborazione con <em>MycoWorks, </em>ha creato una versione della sua borsa <em>Victoria </em>in <strong>Sylvania,</strong> un materiale a base di micelio. Così come Adidas con le sue<em>Stan Smith Mylo</em>, portando questa notevole “rivoluzione industriale” anche nel mercato di massa.<br></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="430" data-id="55066" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1615.png" alt="" class="wp-image-55066" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1615.png 720w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1615-480x287.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Veganok</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="835" height="481" data-id="55067" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1616.jpeg" alt="" class="wp-image-55067" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1616.jpeg 835w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1616-480x277.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 835px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Il Sole 24 Ore</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Allo stesso modo H&amp;M ha introdotto con la sua linea <em>Conscious Exclusive </em>capi in Orange Fiber e tessuti derivati dagli scarti dell’uva. Ferragamo, invece, è stato il primo a lanciare una collezione interamente realizzata con le fibre proveniente dall’agrume.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La pelle di cactus  ha spopolato poi tra GANNI, il quale ha progressivamente sostituito le sue collezioni in pelle animale con Desserto per molte delle sue borse e accessori. Anche Puma e Fossil si sono uniti al cambiamento con orologi, scarpe e piccoli accessori.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Mentre nella collezione Spring 2026, Balenciaga ha presentato capi realizzati con seta bio-ingegnerizzata, l’<strong>AMSilk</strong>, assieme a tessuti prodotti con tessitura 3D, riducendo così gli sprechi di materiale in modo drastico.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="602" data-id="55068" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1617.jpeg" alt="" class="wp-image-55068" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1617.jpeg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1617-480x361.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Orange Fiber</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="910" height="511" data-id="55069" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1618.webp" alt="" class="wp-image-55069" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1618.webp 910w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1618-480x270.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 910px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Sourcing Journal</figcaption></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Se questi materiali prima erano un’esclusiva dell’alta moda, grazie a diversi investimenti oggi anche marchi di massa stanno iniziando a integrare le nuove fibre rendendo la scelta etica accessibile a tutti.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Rimane ahimè presente il rischio del greenwashing, sopratutto quando alcuni marchi dichiarano di usare queste fibre, ma si scopre in realtà che sì lo fanno, ma solo in una piccola percentuale. È proprio qui che il passaporto digitale del prodotto aiuta a individuare questi demoni dell’industria del tessile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Che dire, chi l’avrebbe mai detto: non tutto il sintetico viene per nuocere…</p>
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		<title>La nuova emigrazione italiana: giovani, chi parte e perché</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/06/24/la-nuova-emigrazione-italiana-giovani-chi-parte-e-perche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un racconto tra numeri, giovani aspirazioni e futuro L’Italia sta vivendo una nuova stagione migratoria, caratterizzata da cifre senza precedenti negli ultimi dieci anni. Secondo l’ISTAT, nel 2024 ben&#160;155.732 italiani&#160;hanno lasciato il Paese, un aumento significativo rispetto ai&#160;114.057 del 2023, segnando il livello più alto dal 2014. In totale, tra il 2023 e il 2024 [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><em>Un racconto tra numeri, giovani aspirazioni e futuro</em></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’Italia sta vivendo una nuova stagione migratoria, caratterizzata da cifre senza precedenti negli ultimi dieci anni. Secondo l’ISTAT, nel 2024 ben&nbsp;<strong>155.732 italiani</strong>&nbsp;hanno lasciato il Paese, un aumento significativo rispetto ai&nbsp;<strong>114.057 del 2023</strong>, segnando il livello più alto dal 2014. In totale, tra il 2023 e il 2024 si stimano&nbsp;<strong>270.000 espatri</strong>, con un aumento del 39% rispetto al biennio precedente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="332" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/18bc9b0b2dfc5c27f81875c3ef2ba878.jpg" alt="" class="wp-image-42346" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/18bc9b0b2dfc5c27f81875c3ef2ba878.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/18bc9b0b2dfc5c27f81875c3ef2ba878-480x319.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le cause principali di questa nuova ondata migratoria, la stagnazione economica e un mercato del lavoro poco remunerativo, con un divario crescente tra salari e inflazione, spingono sempre più giovani qualificati, spesso laureati, a cercare fortuna all’estero. L’<strong>Osservatorio CPI</strong>&nbsp;sottolinea che il 57% degli emigranti ha tra i&nbsp;<strong>18 e i 34 anni</strong>, e il 26% è laureato, evidenziando una vera e propria fuga di cervelli.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il volto di chi parte: giovani generazioni e genere</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il profilo degli espatriati si sta evolvendo: non più semplice manodopera, ma professionisti e giovani in cerca di nuove opportunità. Il paradosso è che la crisi demografica italiana, con nascite ai minimi storici (1,25 figli per donna nel 2023), rischia di aggravarsi se le migliori menti continuano a lasciare il Paese.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La componente di genere merita attenzione: sebbene l’emigrazione italiana sia leggermente maschile, l’ultimo triennio ha visto una crescente partecipazione femminile, in particolare tra le donne sotto i 30 anni, attratte dalle nuove opportunità professionali e da una maggiore indipendenza.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" data-id="42347" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/58fcb439c3241ee424d9042c7453342b.jpg" alt="" class="wp-image-42347" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/58fcb439c3241ee424d9042c7453342b.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/58fcb439c3241ee424d9042c7453342b-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="285" data-id="42348" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/98c8905a4905312a859e31430d3b4231.jpg" alt="" class="wp-image-42348" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/98c8905a4905312a859e31430d3b4231.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/98c8905a4905312a859e31430d3b4231-480x274.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La Spagna: nuova patria del sogno italiano</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tradizionalmente Germania e Regno Unito erano le mete preferite, ma nel 2024 la&nbsp;<strong>Spagna</strong>&nbsp;si è imposta come destinazione prediletta: il 12,1% degli emigrati italiani ha scelto le città spagnole, avvicinandosi alla Germania (12,8%).</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sono soprattutto<a href="https://www.adlmag.it/2025/05/11/vuoto-interiore-giovani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> giovani</a> tra i 25 e i 35 anni, spesso con solide qualifiche, che vedono nella Spagna non più solo una tappa, ma una nuova patria possibile. Questo grazie a un mercato del lavoro dinamico nei servizi e a condizioni climatiche e culturali attraenti. La ricerca “Vado. Voy a volver o me quedo?” sulla comunità emiliana nella Comunità di Madrid descrive un fenomeno pervasivo: un’emigrazione già strutturata, accompagnata da associazionismo, voglia di radicarsi e una nuova italianità all’estero.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/b54bc8e8808b61823c051b9be57bdfb6.jpg" alt="" class="wp-image-42352" style="width:455px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/b54bc8e8808b61823c051b9be57bdfb6.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/b54bc8e8808b61823c051b9be57bdfb6-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Implicazioni e riflessioni</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La crescita dell’emigrazione crea un doppio vulnus: da una parte, il&nbsp;<strong>brain drain</strong>, ovvero la perdita di capitale umano; dall’altra, la trasformazione sociale interna, con una comunità che invecchia e si svuota. Il flusso più intenso dal Sud, in particolare dalla Calabria, verso il Centro-Nord interno e poi all’estero accentua le disuguaglianze territoriali.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma c’è un lato virtuoso: queste nuove generazioni all’estero creano reti, apprendono nuove competenze, si muovono in reti professionali e associative e lanciano ponti tra Paesi, un potenziale vantaggio per l’Italia se saprà mantenerne i legami e valorizzarne l’esperienza.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="666" data-id="42351" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bb15d1c9c93c67a7231c31e75ade8329-1.jpg" alt="" class="wp-image-42351" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bb15d1c9c93c67a7231c31e75ade8329-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bb15d1c9c93c67a7231c31e75ade8329-1-480x639.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Possiamo dire che: i giovani sono in fuga?</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si dice che la nuova emigrazione non sia più un fenomeno di massa, ma una corsa di talento. Il rischio è perderlo, ma la speranza è che questa diaspora possa diventare la base di una rinascita internazionale dell’Italia. Se a Madrid, Barcellona o Lisbona nascono nuove generazioni di italiani che pensano in italiano e costruiscono opportunità, forse quel ponte potrà un giorno tornare a supportare il Paese che li ha visti partire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Pinterest</p>
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		<title>Archeologia del futuro</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/06/10/archeologia-del-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Borrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 11:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Archeologia del futuro: dentro una scatola, ciò che resta di noi è la nostalgia Immaginate di chiudere in una scatola un iPod del 2005, una macchinetta fotografica con rullino, delle cuffiette con il filo tutte attorcigliate. Cosa troveremmo davvero? Oggetti tecnologicamente superati? O icone di uno stile di vita che, con il tempo, abbiamo iniziato [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Archeologia del futuro: dentro una scatola, ciò che resta di noi è la nostalgia</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Immaginate di chiudere in una scatola un iPod del 2005, una macchinetta fotografica con rullino, delle cuffiette con il filo tutte attorcigliate. Cosa troveremmo davvero? Oggetti tecnologicamente superati? O icone di uno stile di vita che, con il tempo, abbiamo iniziato a rimpiangere?</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra i ricordi&nbsp;</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questa era altamente tecnologica, abbiamo lasciato indietro molte cose che oggi sembrano obsolete, ma che forse raccontano più di quanto crediamo. L’iPod non era solo un lettore musicale, era una dichiarazione di indipendenza sonora, una collezione personale che non poteva essere “skippata” dall’algoritmo. Era tutto lì: la tua playlist, la tua musica. Ti bastava caricarlo e ti ritrovavi nel tuo universo.</p>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Racchiudere in uno scatto indimenticabile pochi secondi: le macchinette a rullino ci costringevano a pensare prima di scattare, a scegliere il momento giusto. Dentro ogni foto c’era l’attesa, la curiosità, la speranza che fosse venuta bene, che il dito non coprisse tutto. E solo dopo giorni, lo scatto diventava ricordo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E le cuffiette con il filo… un piccolo caos quotidiano: il cavo troppo corto, il telefono in tasca e qualcosa che si impigliava sempre. Ma almeno, loro, non si spegnevano dopo tre ore.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Aprire quella scatola tra mezzo secolo sarà un gesto archeologico, certo, ma anche emotivo. Non scaveremo nella terra, ma nel nostro passato recente. Ogni oggetto racconterà un’epoca fatta di gesti, suoni, limiti e bellezza imperfetta. Perché se il futuro guarda sempre avanti, il presente forse lo capiamo solo voltandoci indietro.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="551" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/250807a3bc858a56ea6a4aad285bc774.jpg" alt="" class="wp-image-41494" style="width:333px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/250807a3bc858a56ea6a4aad285bc774.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/250807a3bc858a56ea6a4aad285bc774-480x359.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un mondo dove tutto è smart, wireless, veloce e sincronizzato, questi oggetti diventano veri amuleti, richiami a un tempo in cui eravamo meno performanti ma forse più presenti. Siamo sicuri che la nostalgia sia solo un freno? O è anche un invito a selezionare, a ritrovare ciò che vale la pena conservare?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’archeologia del futuro non scaverà tra rovine, ma tra scatole dimenticate in un armadio. E ciò che troverà parlerà di noi. Del nostro gusto. Delle nostre abitudini. E del nostro modo di sognare il domani, con un occhio ma affettuoso rivolto al passato.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: Pinterest</em></p>
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		<title>Danimarca: obbligatoria l’educazione finanziaria nelle scuole</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/03/08/danimarca-obbligatoria-leducazione-finanziaria-nelle-scuole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Borrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[generazione z]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva in Danimarca l’educazione finanziare nelle scuole per rendere un futuro economico più consapevole.  L’importanza della consapevolezza Al giorno d’oggi per le generazioni più giovani, essere consapevoli dal punto di vista economico è diventata una necessità. Avere una visione chiara delle proprie possibilità sul mercato significa saper pianificare il futuro con strategia. Si tratta di [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Arriva in Danimarca l’educazione finanziare nelle scuole per rendere un futuro economico più consapevole. </h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="491" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3771f642ee2322aa6f3af2519f943f1f.jpg" alt="" class="wp-image-35586" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3771f642ee2322aa6f3af2519f943f1f.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/3771f642ee2322aa6f3af2519f943f1f-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’importanza della consapevolezza</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al giorno d’oggi per le generazioni più giovani, essere consapevoli dal punto di vista economico è diventata una necessità. Avere una visione chiara delle proprie possibilità sul mercato significa saper pianificare il futuro con strategia. Si tratta di sapere gestire i risparmi, investire o fare scelte imprenditoriali. Una valida educazione finanziaria permette di affrontare con maggiore sicurezza le sfide della società odierna, garantendo stabilità, sicurezza e crescita personale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le nuove generazioni si trovano ad affrontare un mondo in cui il costo della vita cresce più velocemente degli stipendi e la stabilità economica sembra un lusso per pochi. Quando si parla di soldi, si parla inevitabilmente di emancipazione, perché rappresentano anche un mezzo di indipendenza e autodeterminazione. Educarsi finanziariamente significa acquisire consapevolezza delle proprie risorse economiche e gestirle in modo efficace.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;indipendenza economica è una priorità sempre più attuale: saper risparmiare e investire sono abilità fondamentali per offrire ai giovani la possibilità di costruire un futuro più sicuro e stabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Un futuro per i giovani </strong></h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="490" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/0c2c9266ee9eff8c67f9f9c257813c1d.jpg" alt="" class="wp-image-35587" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/0c2c9266ee9eff8c67f9f9c257813c1d.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/03/0c2c9266ee9eff8c67f9f9c257813c1d-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In Danimarca, l&#8217;educazione finanziaria è obbligatoria per gli studenti tra i 13 e i 15 anni sin dal 2015. I ragazzi seguono percorsi organizzati con il supporto di esperti del settore, che ogni anno prendono parte alla <a href="https://www.nationalbanken.dk/en/education/money-week#:~:text=You%20can%20start%20looking%20forward,them%20about%20the%20Danish%20economy.">Danish Money Week</a>. <em>Danish Money Week</em> è un’iniziativa che coinvolge circa 20mila studenti in workshop e incontri con esperti sul tema dell’educazione economica. Con l’obiettivo di migliorare l’alfabetizzazione finanziaria dei giovani. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo di integrare l&#8217;educazione finanziaria nelle scuole è insegnare alle nuove generazioni concetti fondamentali come il budget e il risparmio, fornendo anche informazioni cruciali sui prodotti finanziari, come i prestiti. E’ un&#8217;insegnamento prezioso per mettere i giovani nelle condizioni di comprendere le proprie possibilità e i propri limiti, in quanto consumatori. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Investire sui giovani significa investire sul futuro della società e la Danimarca lo sta facendo nel modo giusto. Il tasso di alfabetizzazione ha raggiunto il 71%, contro una media mondiale che si aggira intorno al 33%. Questo favorisce la formazione di una cittadinanza responsabile nelle nuove generazioni, che non solo sappiano auto-gestirsi, ma anche comprendere le dinamiche dei mercati odierni e sfruttare queste conoscenze per raggiungere i propri obiettivi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’educazione finanziaria dovrebbe diventare una priorità nelle scuole e nelle università, per dare ai giovani le competenze necessarie a costruire un domani all’altezza dei propri traguardi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: Pinterest</em></p>
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		<title>29° Summit di Pambianco e PWC: il fashion italiano tra AI e Cina.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[pambianco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ll 29° Pambianco-PwC Fashion Summit è avvenuto il 12 novembre 2024 a Milano. Esplorate le sfide attuali e future per il settore della moda e del lusso.&#160; Un summit Incentrato sui cambiamenti globali e sugli effetti della trasformazione digitale. L’evento ha trattato questioni come il ruolo strategico della Cina e l’evoluzione dei consumi, questioni cruciali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>ll 29° Pambianco-PwC Fashion Summit</strong> <strong>è avvenuto il 12 novembre 2024 a Milano. Esplorate le sfide attuali e future per il settore della moda e del lusso.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un summit Incentrato sui cambiamenti globali e sugli effetti della trasformazione digitale. L’evento ha trattato questioni come il ruolo strategico della Cina e l’evoluzione dei consumi, questioni cruciali per il mercato italiano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’incontro, cui hanno partecipato esperti e leader di settore, ha visto il contributo di David Pambianco e di PwC per delineare strategie di crescita orientate alla sostenibilità e all’innovazione.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/tempImageCg1qNp.heic" alt="" class="wp-image-28788" style="width:529px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>I temi</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Uno dei temi più dibattuti è l’importanza del digitale nel supportare la resilienza delle imprese italiane in un contesto competitivo sempre più complesso. Un contesto dove si registrano nuove preferenze di acquisto e una crescente attenzione alla sostenibilità.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Intelligenza Artificiale: Un Alleato Strategico per il Fashion</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale è emersa come uno degli strumenti più promettenti per rivoluzionare l&#8217;industria della moda. Durante il summit, si sono discusse le molteplici <a href="https://www.pambianconews.com/2024/11/14/colombo-meta-oggi-lai-non-lavora-piu-per-audience-ma-per-obiettivi-aziendali-419933/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">applicazioni dell&#8217;AI</a> nel settore:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Personalizzazione su larga scala:</strong>&nbsp;L&#8217;AI permette di analizzare i dati dei consumatori. Crea esperienze di shopping altamente personalizzate, aumentando la soddisfazione del cliente e le vendite.</li>



<li><strong>Ottimizzazione della supply chain:</strong>&nbsp;L&#8217;intelligenza artificiale può essere utilizzata per ottimizzare i processi produttivi, ridurre i costi e migliorare la tracciabilità dei prodotti.</li>



<li><strong>Creatività potenziata:</strong>&nbsp;L&#8217;AI può supportare i designer nella creazione di nuovi prodotti e collezioni, generando idee innovative e accelerando il processo creativo.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/tempImaget21Ib3.heic" alt="" class="wp-image-28787" style="width:486px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inoltre hanno presentato approfondimenti sul mercato cinese, che continua a rappresentare una fetta significativa della domanda globale di moda di alta gamma.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si è discusso dell’adozione di nuovi modelli di business per affrontare la pressione sui margini e il ruolo della logistica come pilastro di competitività. Questo si integra con tecnologie avanzate per la gestione delle catene di approvvigionamento.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Erika Andreetta, partner di PwC e responsabile per il settore fashion &amp; luxury per Italia e EMEA, ha presentato un’analisi molto accurata, durante il Pambianco Fashion Summit. Quello che si è evidenziato, è, preoccupazione sulla situazione economica nei principali mercati internazionali. In particolare negli Stati Uniti e in Cina.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La discussione ha toccato l’evoluzione dei consumi e dei canali di acquisto nel terzo trimestre del 2024.  Si sono rivelati dati che riflettono un contesto di incertezza e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Stati Uniti: segnali contrastanti</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Negli USA, il PIL dimostra una crescita del 2,8% nel terzo trimestre del 2024. Tuttavia, nonostante questo aumento, la situazione del mercato del lavoro ha destato preoccupazione, con un tasso di disoccupazione giovanile al 9,5% a ottobre. Per contrastare questa situazione e stimolare i consumi, la Federal Reserve ha deciso di ridurre i tassi di interesse di 0,25 punti, una misura pensata per incentivare la spesa e sostenere la crescita economica.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La strategia sembra avere effetti positivi sul breve periodo. Le previsioni di spesa per le festività natalizie negli Stati Uniti vanno verso una crescita del 7% rispetto al 2023.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo incremento è guidato principalmente dalle generazioni più giovani -come Millennials e Gen Z- che prevedono di aumentare i propri acquisti nel settore moda rispettivamente del 16% e del 37%. In contrasto, le generazioni più anziane (come Gen X e Baby Boomers) stanno adottando un approccio più prudente. Ciò implica una possibile riduzione della spesa del 18% e del 2% rispettivamente, segnalando un cambiamento nelle priorità di consumo tra le diverse fasce d’età.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Cina: una crescita sostenuta</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In Cina, invece, il PIL ha registrato un incremento più sostenuto, pari al 4,8% nello stesso periodo. Questo dato è accompagnato da segnali positivi di ripresa nei consumi. Una cosa che suggerisce come il mercato cinese rimane un importante driver di crescita per il settore del lusso e della moda. La Cina continua a rappresentare un’opportunità chiave per i brand internazionali, che vedono in questo mercato un bacino di consumatori giovane e in espansione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/tempImageT0zc3B.heic" alt="" class="wp-image-28789" style="width:742px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’analisi di Andreetta evidenzia un quadro complesso per il settore della moda e del lusso. Evidenza un qualcosa in cui dinamiche macroeconomiche e comportamenti generazionali giocano un ruolo determinante. Mentre le politiche di stimolo si dividono. Negli Stati Uniti tentano, invece, di rispondere a una situazione difficile. Invece la Cina si conferma un mercato in espansione, alimentato da una domanda interna robusta. Il Pambianco Summit ha posto l’accento sulla necessità per le aziende di adattare le proprie strategie di marketing e di prodotto per rispondere efficacemente alle diverse esigenze dei consumatori globali.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questi dati suggeriscono che i brand del lusso dovranno essere particolarmente flessibili e reattivi nell’approccio ai mercati regionali, bilanciando la promozione nei confronti delle giovani generazioni in Occidente con le opportunità di crescita offerte dal mercato cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Pinterest</p>
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		<title>H&#038;M e Lakwena collaborano per un mondo a colori</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/07/16/hm-arte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2023 18:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[H&M]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>H&#38;M esce con l&#8217;ennesima collaborazione, ma stavolta al posto dai grandi brand del lusso lavora in sinergia con un artista britannica: Lakwena. “Gran parte del mio lavoro consiste nel portare gioia e speranza negli spazi pubblici. Voglio costruire persone e luoghi, piuttosto che demolirli. Per questo progetto ho pensato molto ai valori che voglio trasmettere ai miei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2023/07/16/hm-arte/">H&amp;M e Lakwena collaborano per un mondo a colori</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>H&amp;M esce con l&#8217;ennesima collaborazione, ma stavolta al posto dai grandi brand del lusso lavora in sinergia con un artista britannica: Lakwena. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Gran parte del mio lavoro consiste nel portare gioia e speranza negli spazi pubblici. Voglio costruire persone e luoghi, piuttosto che demolirli. Per questo progetto ho pensato molto ai valori che voglio trasmettere ai miei tre figli, e alle giovani generazioni in generale, che contribuiranno a costruirli: resilienza, curiosità, coraggio. Mi piace pensare che questa brillante e audace collezione H&amp;M contribuirà a inviare messaggi di positività e libertà nel mondo&#8221;.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall--722x1024.jpg" alt="H&amp;M e Lakwena" class="wp-image-8881" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo mondo a colori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo scuro, fatto di odio e distruzione H&amp;M punta tutto sul futuro. Con questo presupposto il brand collabora con l&#8217;artista britannica Lakwena ad una collezione per bambini e ragazzi. Divertente e giocosa la capsule, in negozio dal 6 luglio, ripropone uno stile street colorato e divertente che si presenta come uno spiraglio di luce per il futuro. T-shirt, felpe, jeans ed accessori si tingono dei più disparati colori vivaci ed irriverenti. Le grafiche tipiche dello stile dell&#8217;artista, di solito riprodotte su installazioni o murales, per questa occasione, sono la parte fondante della collezione del brand. I prodotti H&amp;M diventano la tela bianca su cui viene disegnato il mondo a colori dell&#8217;artista britannica. Oltre ai colori vivaci sui capi si ripetono frasi quali: “Small but mighty” e “A lovely day”. Incoraggiamenti per la generazione Alpha a cui spetta l&#8217;arduo compito di rimettere in sesto un mondo non propriamente a colori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall-7-722x1024.jpg" alt="H&amp;M e Lakwena" class="wp-image-8882" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il sorriso di Lakwena</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo in bianco e nero la collezione è un&#8217;ode al sorriso, alla spontaneità e all&#8217;allegria. Troppo spesso siamo abituati a sottovalutare le positive vibes tacciate di frivolezza e superficialità. Come se il mondo dovesse sempre essere triste e serio e come se la spensieratezza fosse un disonore, una colpa. Una dose di ottimismo in un mondo sempre più grigio, cupo e che viaggia verso la distruzione. Distruzione generata dall&#8217;odio che rovina qualunque idea di cambiamento e che Lakwena vuole cancellare con questa collezione. Immaginando un futuro fatto di colori, non a caso la collezione è destinata ai bambini. Se per gli adulti è troppo tardi è ora che siano i bambini a fare rivoluzione, ma a suon di rispetto ed allegria e non sotto il rumore degli spari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall-6-722x1024.jpg" alt="H&amp;M e Lakwena" class="wp-image-8884" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sicura e colorata, questa collezione che induce il sorriso fornisce una dose di ottimismo per i nostri clienti più giovani grazie al linguaggio visivo distintivo di Lakwena.&nbsp;Siamo entusiasti di collaborare con un artista il cui lavoro accattivante promuove messaggi positivi di amore, unità ed emancipazione, offrendo ai nostri giovani clienti un&#8217;opportunità unica per esprimersi &#8220;</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall-8-722x1024.jpg" alt="H&amp;M e Lakwena" class="wp-image-8883" width="722" height="1024" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall-9-722x1024.jpg" alt="H&amp;M e Lakwena" class="wp-image-8886" /></figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" data-id="8887" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall-4-722x1024.jpg" alt="H&amp;M e Lakwena" class="wp-image-8887" /></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/4018-A4-Campaign-Images-300-tall-3-722x1024.jpg" alt="Lakwena" class="wp-image-8888" /></figure>
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