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	<title>fashion Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>fashion Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>La nuova collezione di EA7 Emporio Armani per gli Internazionali BNL d’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hari Renzitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 17:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EA7 Emporio Armani lancia la nuova collezione Tennis primavera/estate 2026 in occasione degli Internazionali BNL d’Italia Il mondo del tennis e della moda si preparano ad ammirare la nuova collezione EA7 Emporio Armani anche in Italia. In occasione dell’ottantatreesima edizione degli Internazionali BNL d’Italia, il Foro Italico di Roma sarà il palcoscenico della collezione Tennis [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">EA7 Emporio Armani lancia la nuova collezione Tennis primavera/estate 2026 in occasione degli Internazionali BNL d’Italia</h2>



<p class="has-text-align-center">Il mondo del tennis e della moda si preparano ad ammirare la nuova<strong> </strong>collezione EA7 Emporio Armani anche in Italia. In occasione dell’ottantatreesima edizione degli Internazionali BNL d’Italia, il Foro Italico di Roma sarà il palcoscenico della <strong>collezione</strong> <strong>Tennis</strong> <strong>primavera/estate 2026 </strong>dal 28 aprile al 17 maggio. Per il secondo anno consecutivo EA7 conferma la propria posizione di rilievo come Official Outfitter, traguardo che sottolinea il legame con la disciplina sportiva. Negli ultimi anni, infatti, il brand ha lavorato con costanza affinché si consolidasse il proprio nome nel panorama del tennis internazionale. Questo percorso passa per lo sviluppo di capi ad alto contenuto tecnologico che fondono innovazione laboratoriale e raffinatezza del design italiano. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La tecnologia VENTUS7 e il design minimal </h2>



<p class="has-text-align-center">Il nucleo di questa nuova collezione sta nella <strong>tecnologia VENTUS7</strong>. Si tratta di un tessuto tecnico progettato per la <strong>traspirabilità e il comfort</strong>, oltre a garantire ai tennisti <strong>precisione e prestazioni che restano costanti nel tempo</strong>. Il design progettato per questi capi è lineare e contemporaneo: forma un vero e proprio guardaroba tecnico completo per il tennis. Si alternano t-shirt e polo, pantalocini con gonnellino per le giocatrici e bermuda o pantaloni per i giocatori, felpe e giacche anche impermeabili, scarpe tecniche e sneaker. Il tutto si completa con accessori come cappellini, fasce, polsini, calze e cinture. Questo insieme di indumenti sportivi funzionali assumono un’ulteriore armonia visiva grazie alla palette cromatica tenue e accostamenti funzionali e mai pesanti per l’occhio. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="61400" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/EA7-MAN-SS26-TENNIS-683x1024.jpg" alt="modelli per collezione tennis ss26 ea7" class="wp-image-61400" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="61401" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/EA7-WOMAN-SS26-TENNIS-3-683x1024.jpg" alt="modella con look bianco" class="wp-image-61401" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le linee dei capi sono <strong>minimal</strong>,<strong> pulite </strong>ed<strong> essenziali</strong>, tanto da conferire un’attitudine formale, nonostante il contesto sportivo. Sono assenti elementi decorativi superflui se non per il logo: <strong>il design sobrio e lineare è tipico del linguaggio Armani applicato allo sportswear.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="61403" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/EA7-MAN-SS26-TENNIS-3-683x1024.jpg" alt="look uomo collezione tennis ea7 ss26" class="wp-image-61403" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="61402" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/EA7-WOMAN-SS26-TENNIS-4-683x1024.jpg" alt="look donna collezione tennis ea7 ss26" class="wp-image-61402" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La nuova proposta tra prestazione tecnica, libertà di movimento e comfort</h2>



<p class="has-text-align-center">La nuova collezione non si limita a vestire bene l’atleta, tramite uno studio accurato ne interpreta le necessità personali per coniugarle poi alla scienza modellistica. L’approccio di Emporio Armani verso lo sport è orientato all’equilibrio tra la prestazione tecnica e l’identità estetica. I capi sono versatili, performativi durante le fasi di gioco e confortevoli anche nei momenti di relax fuori dal campo. I materiali utilizzati assicurano la resistenza necessaria per uno sport rapido e intenso quale è il tennis. <strong>Il fine primario è quello di garantire la massima libertà di movimento.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/EA7-WOMAN-SS26-TENNIS-683x1024.jpg" alt="look collezione tennis ea7" class="wp-image-61398" style="aspect-ratio:0.6669975186104219;width:300px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center"> La silhouette dei capi accompagna il corpo senza stringere, intralciare o affaticare azioni repentine e improvvisi spostamenti. Il comfort non è secondario: i capi sono progettati per offrire una sensazione di benessere e morbidezza che permette al giocatore di restare concentrato. Questi elementi sono cruciali per l’atleta così da non provare fastidio se lo scambio della palla diventa serrato e la stanchezza di fine partita inizia a sentirsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il campione Alexander Bublik come testimonial di stagione</h2>



<p class="has-text-align-center">Un altro punto di grande interesse della collezione riguarda il coinvolgimento di Alexander Bublik, campione della terra battuta, selezionato come testimonial di punta per la stagione. Al giocatore è stata preassegnato un look esclusivo che rispecchia il suo carattere e la resistenza che lo contraddistinguono. La fascia in testa e il polsino bianco logato esprimono combattività. La t-shirt bianca con una stripe rossa laterale, invece, riprende i bermuda rossi con logo EA7 bianco a contrasto e dimostra sicurezza senza sforzo. <strong>Questa collaborazione evidenzia la capacità del brand nel saper personalizzare il profilo visivo dell’esperienza sportiva.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/BUBLIK_credit-Ray-Giubilo-683x1024.jpg" alt="Bublik" class="wp-image-61394" style="width:438px;height:auto" /><figcaption class="wp-element-caption">2026 Monte Carlo Rolex Master<br><br>Alexander Bublik (KAZ)<br><br>Photo © Ray Giubilo</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">La collezione Tennis di EA7 si configura come manifesto di una visione moderna dello sport in cui estetica e performance convivono in equilibrio tra loro. <strong>Il tennis viene interpretato come una disciplina nobile dove la bellezza del gesto atletico trova stabili fondamenta in un abbigliamento che ne esalti grazia e potenza con semplicità, come Emporio Armani sa fare benissimo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Photocredits: EA7 Emporio Armani</strong></p>
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		<title>Alessandro Enriquez alla Milano Design Week 2026</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/04/28/alessandro-enriquez-milano-design-week/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sofia Pollastro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessandro Enriquez tra carta, design e racconto urbano, un progetto diffuso nel cuore di Milano. UN RACCONTO CHE PRENDE FORMA NELLO SPAZIO URBANO Durante la Milano Design Week 2026, Alessandro Enriquez porta in scena qualcosa che va oltre la collaborazione tradizionale. Più che un insieme di progetti, è un racconto che si espande nella città, [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Alessandro Enriquez tra carta, design e racconto urbano, un progetto diffuso nel cuore di Milano.</h3>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">UN RACCONTO CHE PRENDE FORMA NELLO SPAZIO URBANO</h3>



<p class="has-text-align-center">Durante la Milano Design Week 2026, Alessandro Enriquez porta in scena qualcosa che va oltre la collaborazione tradizionale. Più che un insieme di progetti, è un racconto che si espande nella città, attraversando linguaggi diversi — dalla moda alla carta, fino alla ceramica — e trasformando Milano in una mappa emotiva fatta di episodi, suggestioni e dettagli.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="905" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1418-905x1024.jpg" alt="Foto evento Milano Design Week." class="wp-image-61258" style="aspect-ratio:0.8838028759836905;width:299px;height:auto" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">ENTRARE NELL&#8217;IMMAGINARIO, NON SOLO OSSERVANDOLO</h3>



<p class="has-text-align-center">Il percorso si apre con “Sorpresa”, all’Università degli Studi di Milano, all’interno della mostra di interni.<br>Qui il visitatore non si limita a osservare, ma entra fisicamente nell’immaginario del designer.<br>Le superfici decorative evocano tessuti, i volumi costruiscono passaggi, mentre il colore guida lo sguardo in uno spazio immersivo, quasi teatrale. È un’introduzione sensoriale al suo linguaggio, un invito ad attraversarlo più che a leggerlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">LA CERAMICA COME DIARIO INTIMO E MEMORIA</h3>



<p class="has-text-align-center">Da questa dimensione scenografica si passa a qualcosa di più intimo con il progetto realizzato insieme a Cappellini.<br>La ceramica diventa il mezzo per raccontare storie personali: piatti decorativi dipinti a mano, in cui parole, simboli e immagini si intrecciano come pagine di un diario.<br>Temi come l’amore, la famiglia e i legami affiorano con naturalezza, trasformando oggetti quotidiani in frammenti emotivi. È un momento di pausa nella frenesia della Design Week, uno spazio raccolto in cui il design si avvicina alla memoria.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">DALLA CARTA-OGGETTO ALLA CARTA-ESPERIENZA</h3>



<p class="has-text-align-center">Con Kartos, il racconto si sdoppia. Da un lato prende forma una capsule collection di oggetti in carta — quaderni, taccuini, cartoline — in cui pattern vivaci e segni distintivi traducono l’estetica di Enriquez in qualcosa di concreto e accessibile. Dall’altro, la carta si espande nello spazio con “Il Giardino di Carta”, un’installazione che diventa esperienza: un luogo da vivere, attraversare, condividere, tra incontri e momenti performativi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="898" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1422-898x1024.jpg" alt="Evento il giardino di carta, Milano Design week." class="wp-image-61259" style="aspect-ratio:0.8770919021530981;width:279px;height:auto" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="833" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1421-833x1024.jpg" alt="Immagine quaderni con scritta amore." class="wp-image-61260" style="aspect-ratio:0.8132285506955488;width:278px;height:auto" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">MILANO COME SCENOGRAFIA CONDIVISA</h3>



<p class="has-text-align-center">Ma è forse proprio fuori dagli spazi espositivi che il progetto trova la sua dimensione più interessante. Interventi visivi e installazioni diffuse si intrecciano con la città, portando il racconto nei luoghi quotidiani.<br>Milano diventa così parte attiva del progetto, e il tema dell’amore si trasforma in un filo invisibile che collega spazi, persone e momenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">QUANDO IL DESIGN DIVENTA RACCONTO</h3>



<p class="has-text-align-center">In questo percorso, carta e ceramica non sono solo materiali, ma strumenti narrativi. Elementi semplici che acquistano significato, diventando contenitori di memoria, emozione e identità. Il lavoro di Alessandro Enriquez alla Milano Design Week 2026 restituisce una visione chiara: il design non è solo funzione o estetica, ma racconto. E in un panorama sempre più veloce e digitale, riporta al centro qualcosa di essenziale — il gesto, l’emozione, il legame con le cose.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="884" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1417-884x1024.jpg" alt="Immagine tavolo con fiori per evento a Milano." class="wp-image-61261" style="aspect-ratio:0.863206542224553;width:296px;height:auto" /><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<p>CREDITI FOTO: INSTAGRAM @alessandroenriquez &#8211; foto personali</p>
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		<title>Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes”</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/04/28/cavia-fw-26-27-le-chant-des-formes/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlotta D'Alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cavia torna alla Milano Fashion Week con la FW 26/27 Le Chant des Formes, una collezione che rompe le regole della moda.Tra sostenibilità e pezzi unici, Cavia ridefinisce cosa significa davvero essere contemporanei. C’è qualcosa di autentico, quasi istintivo, nella nuova collezione Fall/Winter 2026-2027 di Cavia Collection, presentata durante la Milano Fashion Week, che riesce [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cavia torna alla Milano Fashion Week con la FW 26/27 <em>Le Chant des Formes</em>, una collezione che rompe le regole della moda.<br>Tra sostenibilità e pezzi unici, Cavia ridefinisce cosa significa davvero essere contemporanei.</h2>



<p class="has-text-align-center">C’è qualcosa di autentico, quasi istintivo, nella nuova collezione <a href="https://www.instagram.com/p/DUybDGviBhN/">Fall/Winter 2026-2027 di Cavia Collection</a>, presentata durante la Milano Fashion Week, che riesce a distinguersi senza bisogno di urlare. In un momento in cui la moda corre veloce e cambia continuamente direzione, il brand fondato da Martina Boero continua a muoversi in senso opposto, costruendo un linguaggio fatto di lentezza, manualità e soprattutto di materiali già esistenti. Nato durante il lockdown, il progetto Cavia parte proprio da qui: non creare da zero, ma trasformare ciò che c’è già in qualcosa di nuovo, personale e irripetibile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="827" height="1024" data-id="61265" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_8620-827x1024.jpg" alt="Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes" class="wp-image-61265" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="823" height="1024" data-id="61266" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_8621-823x1024.jpg" alt="Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes" class="wp-image-61266" /></figure>
</figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra forme, materia e imperfezione</h2>



<p class="has-text-align-center">“Le Chant des Formes” è il nome della collezione e già racconta molto dell’atmosfera che si respira. Più che una semplice sequenza di look, è una specie di racconto visivo dove forme, colori e tessuti dialogano tra loro in modo libero. I capi sembrano quasi vivere, grazie a volumi morbidi, superfici irregolari e contrasti che non cercano la perfezione, ma anzi la evitano. Ed è proprio questo il punto: l’imperfezione qui diventa valore, diventa estetica, diventa identità.</p>



<p class="has-text-align-center">La maglieria resta il cuore della collezione, realizzata a mano con filati caldi e colori accesi che si mescolano tra loro in modo spontaneo, creando superfici ricche e tridimensionali. Accanto a questa dimensione più tattile, Cavia continua a lavorare con materiali recuperati: coperte trasformate in capispalla, tessuti check reinterpretati, denim rivisitato con cuciture a vista. Nulla viene nascosto, anzi tutto viene enfatizzato, perché ogni dettaglio racconta la storia del capo e il suo passato. Anche i bottoni, tutti diversi tra loro, contribuiscono a creare quell’effetto volutamente non uniforme che rende ogni pezzo unico.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="826" height="1024" data-id="61267" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_8624-826x1024.jpg" alt="Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes" class="wp-image-61267" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="826" height="1024" data-id="61268" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_8625-826x1024.jpg" alt="Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes" class="wp-image-61268" /></figure>
</figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un nuovo modo di intendere il valore</h2>



<p class="has-text-align-center">Il risultato è una collezione che non ha nulla di standardizzato. Ogni capo sembra avere una propria identità, come se fosse stato costruito per esistere da solo e non in serie. È una moda che si avvicina più all’idea di oggetto che a quella di prodotto, qualcosa che si sceglie non solo per come appare, ma per quello che rappresenta.</p>



<p class="has-text-align-center">Ed è proprio qui che Cavia diventa interessante oggi. In un sistema dominato da produzione veloce e trend che durano il tempo di una stagione, il brand propone qualcosa di completamente diverso. Non si tratta solo di sostenibilità, ma di un cambio di prospettiva più ampio, che rimette al centro il tempo, il processo creativo e il valore delle cose fatte a mano.</p>



<p class="has-text-align-center">Con la FW 26/27, Cavia non cerca di seguire le regole della moda, ma di riscriverle con delicatezza. E forse è proprio questo il motivo per cui vale la pena tenerlo d’occhio: perché riesce a dimostrare che la vera novità, oggi, non è creare qualcosa di mai visto, ma dare nuova vita a ciò che esiste già, rendendolo significativo e, soprattutto, desiderabile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="825" height="1024" data-id="61269" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_8628-825x1024.jpg" alt="Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes" class="wp-image-61269" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="827" height="1024" data-id="61270" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_8629-827x1024.jpg" alt="Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes" class="wp-image-61270" /></figure>
</figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/28/cavia-fw-26-27-le-chant-des-formes/">Cavia FW 26/27 “Le Chant des Formes”</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>6 sneakers di nuova generazione per l&#8217;Estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hari Renzitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione calda porta una nuova generazione di sneakers che ridefiniscono il confine tra performance tecnica e stile urbano: ecco un carosello di sei modelli che meritano attenzione. Moncler Trailgrip LP, la tecnica low profile Moncler fin dal 1952 é nota per aver vestito alpinisti e spedizioni d’alta quota: oggi, con le Trailgrip LP, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/27/sei-sneakers-di-nuova-generazione-per-la-stagione-calda/">6 sneakers di nuova generazione per l&#8217;Estate</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La stagione calda porta una nuova generazione di sneakers che ridefiniscono il confine tra performance tecnica e stile urbano: ecco un carosello di sei modelli che meritano attenzione.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Moncler Trailgrip LP, la tecnica low profile</h2>



<p class="has-text-align-center">Moncler fin dal 1952 é nota per aver vestito alpinisti e spedizioni d’alta quota: oggi, con le Trailgrip LP, il brand francese porta questo heritage nel quotidiano attraverso una scarpa che pesa appena 380 grammi, la più leggera prodotta dalla maison. Il nome &#8220;LP&#8221; sta per low profile, e descrive una silhouette più bassa e affusolata rispetto ai modelli precedenti della linea. L&#8217;ispirazione proviene dallo scrambling, disciplina a metà strada tra escursionismo e arrampicata su roccia nella quale equilibrio e agilità sono più importanti della velocità in sé per sé. </p>



<p class="has-text-align-center">La costruzione della scarpa integra il puntale in TPU con logo Moncler, necessario a protegge la parte anteriore del piede, e la speciale suola Vibram. Si forma così un&#8217;unica struttura inferiore continua dalla punta al tallone arricchita da bordi in gomma che prevengono l’usura. La parte superiore, invece, si arricchisce di un dettaglio a forma di &#8220;M&#8221; che stabilizza il piede e fa chiaro riferimento all’iniziale del brand. Disponibile in cinque colorazioni, la Trailgrip LP é una scelta versatile per chiunque cerchi una calzatura capace di passare dai sentieri di montagna all’asfalto urbano.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="61181" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/MONCLER-Trialgrip-LP-SS26_4X5_0000002-819x1024.jpg" alt="sneaker moncler" class="wp-image-61181" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="61182" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/MONCLER-Trialgrip-LP-SS26_4X5_0000004-819x1024.jpg" alt="sneaker moncler" class="wp-image-61182" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="61183" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/MONCLER-Trialgrip-LP-SS26_4X5_0000005-819x1024.jpg" alt="moncler sneakers" class="wp-image-61183" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le scarpe degli atleti: le Arc&#8217;teryx Sylan 2</h2>



<p class="has-text-align-center">Per il trail running, Arc&#8217;teryx ha completamente riprogettato la Sylan: la seconda nuova generazione pesa 270 grammi (venti in meno rispetto alla versione precedente) e nasce grazie ai feedback diretti degli atleti, i quali necessitavano di maggiore traspirabilità, leggerezza e stabilità. L&#8217;intersuola in schiuma unita ad un rocker ottimizzato nella parte anteriore della sneaker, massimizza la spinta e il ritorno di energia. Inoltre, con una piastra in fibra di carbonio si garantisce stabilità anche sui terreni più irregolari. La tomaia in maglia jacquard mista nylon, TPU e TPE riduce il peso e aumenta al tempo stesso la resistenza alla trazione. Il battistrada Vibram Megagrip offre una presa duratura in ogni condizione, con un design che previene l&#8217;accumulo di fango.</p>



<p class="has-text-align-center"> Per chi cerca qualcosa di più ibrido, la nuova gamma Arc&#8217;teryx include anche la Vertex Speed Low per mountain running, la Kragg con tallone collassabile per l&#8217;arrampicata e la Vertex Alpine GTX impermeabile per i percorsi tecnici.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/ARCTERYX_SYLAN2.jpg" alt="Sneaker Sylan 2" class="wp-image-61197" style="aspect-ratio:0.7500139844492923;width:370px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/ARCTERYX_SYLAN2.jpg 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/ARCTERYX_SYLAN2-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="563" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/ARCTERYX_SS26_X000009603_022481_Vertex-Alpine-GTX-Shoe_Aster-Dk-Aster_Women_5.5_Profile_Transp-1024x563.png" alt="scarpata ginnastica Vertex Alpine  " class="wp-image-61188" style="aspect-ratio:1.81884733588867;width:371px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/ARCTERYX_SS26_X000009603_022481_Vertex-Alpine-GTX-Shoe_Aster-Dk-Aster_Women_5.5_Profile_Transp-980x539.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/ARCTERYX_SS26_X000009603_022481_Vertex-Alpine-GTX-Shoe_Aster-Dk-Aster_Women_5.5_Profile_Transp-480x264.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Puma in collaborazione con lo studio J.L-A.L : l’andamento geometrico e la singolarità estetica</h2>



<p class="has-text-align-center">La collaborazione tra <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/18/puma-h-street-la-campagna-con-rose/">Puma</a> e lo studio J.L-A.L ruota attorno al concetto di uniforme adattabile, con al centro la nuova Cell Geo. Presentata in anteprima alla Paris Fashion Week nel giugno 2025, la calzatura arriva finalmente sul mercato in due varianti in pelle verniciata, Ombré e Midnight. Il dettaglio più interessante riguarda l&#8217;evoluzione che la carpa ha nel tempo: lo strato superiore si consuma con l&#8217;uso, così da creare una sfumatura cromatica unica per ogni singolo paio. <strong>L’andamento geometrico si fonde con la singolarità estetica </strong>oltre a reinterpretare il linguaggio dell&#8217;ammortizzazione. La collezione include anche giacca, pantalone, t-shirt, cappellino e una hobo bag, tutti progettati con linee di taglio anatomiche per favorire la fluidità del movimento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jlal_0411_RGB-1024x683.jpg" alt="sneakers Puma x J.L.-A.L." class="wp-image-61189" style="aspect-ratio:1.4993026102302809;width:426px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jlal_0411_RGB-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jlal_0411_RGB-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La partnership di Puma e Jil Sander che unisce velocità e fluidità</h2>



<p class="has-text-align-center">La partnership tra Puma e Jil Sander trova nuova li fa vitale con la K-Street, una sneaker che traduce una filosofia calzaturiera raffinata in una forma essenziale. Sotto la direzione creativa di Simone Bellotti, il design esprime un senso di velocità attraverso linee fluide che attraversano ogni dettaglio, dal Formstrip alla suola.<strong> &#8220;Mi piacciono le calzature essenziali, con suole sottilissime, che avvolgono il piede seguendone la linea naturale&#8221;</strong>, spiega Bellotti. &#8220;Questa è la mia firma nel design delle scarpe&#8221;. La K-Street unisce una tomaia ispirata alla H-Street d&#8217;archivio Puma con una suola derivata dal mondo del karate. La scarpa consta di tre varianti: suede traforato color matte bronze, beige canvas ed electric blue nylon con dettagli in suede a contrasto. La versione blu nylon resta però un&#8217;esclusiva dei canali Jil Sander, mentre le altre varianti saranno disponibili dall&#8217;8 aprile presso retailer selezionati e online.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="679" height="1024" data-id="61191" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jil-Sander_002_RGB-679x1024.jpg" alt="sneaker blu puma" class="wp-image-61191" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="679" data-id="61190" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jil-Sander_011_RGB-1024x679.jpg" alt="sneakers beige e marrone" class="wp-image-61190" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jil-Sander_011_RGB-980x650.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jil-Sander_011_RGB-480x318.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="679" height="1024" data-id="61192" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/26SS_SP_Select_Jil-Sander_007_RGB-679x1024.jpg" alt="scarpa beige" class="wp-image-61192" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Per un’estate romantica e sofisticata Onitsuka Tiger crea Lace Pack </h2>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://www.adlmag.it/2026/04/04/onitsuka-tiger-versace-collaborazione/">Onitsuka Tiger</a> propone per la SS26 la capsule Lace Pack, <strong>romantica e sofisticata</strong>. La collezione  riformula i modelli iconici Mexico 66 e Mexico 66 TGRS in jacquard mesh trasparente con effetto pizzo. La Mexico 66 combina un motivo paisley su una base leggera con le iconiche stripes in spugna. Il design é altamente traspirante (ciò la rende perfetta per la stagione estiva) mentre un secondo paio di lacci in organza permette di personalizzare il look. La Mexico 66 TGRS si presenta come una ballerina dal design contemporaneo, con tomaia a motivo paisley intrecciato e stripes con lavorazione floreale tridimensionale. In questo caso il cinturino elastico garantisce una calzata pratica, mentre la base ispirata alla Mexico 66 assicura il comfort tipico di una sneaker. Entrambi i modelli sono disponibili in tre varianti colore.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="561" data-id="61179" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1183C563_250_SB_FR_GLB-1024x561.png" alt="Mexico 66 lace pack" class="wp-image-61179" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1183C563_250_SB_FR_GLB-980x537.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1183C563_250_SB_FR_GLB-480x263.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="509" data-id="61178" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1182A705_001_SB_FR_GLB-1024x509.png" alt="Mexico 66 TGRS lace pack" class="wp-image-61178" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1182A705_001_SB_FR_GLB-980x487.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1182A705_001_SB_FR_GLB-480x239.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Salomon ACS Pro Shell, la dura leggerezza delle conchiglie</h2>



<p class="has-text-align-center">Salomon amplia la linea ACS con una versione estiva dell&#8217;iconico modello ACS Pro. L&#8217;ispirazione arriva dalla struttura leggera ma solida e protettiva delle conchiglie oceaniche. Questo concetto si traduce e trova vita in una costruzione aperta e ariosa per affrontare le giornate più calde. La tomaia presenta infatti ampie aperture d&#8217;aria e rete a trama larga per massimizzare la traspirabilità. <strong>Nonostante la costruzione aperta, la struttura avvolgente mantiene la stabilità caratteristica della famiglia ACS.</strong> L&#8217;agile Chassis System e l&#8217;intersuola EnergyCell offrono ammortizzazione e controllo, mentre il sistema di allacciatura Quicklace fornisce una chiusura rapida e intuitiva. La sneaker, con la sua suola All Terrain Contagrip aderente su qualsiasi superficie urbana, é disponibile dal primo Aprile nelle colorazioni Black e Rainy Day.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell-1024x686.jpg" alt="foto lifestyle sneakers Solomon" class="wp-image-61193" style="aspect-ratio:1;width:363px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell-1024x686.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell-980x656.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell-480x321.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" data-id="61194" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Rainy-Day.png" alt="sneakers Salomon" class="wp-image-61194" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Rainy-Day.png 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Rainy-Day-980x980.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Rainy-Day-480x480.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" data-id="61195" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Black.png" alt="scarpa Salomon" class="wp-image-61195" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Black.png 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Black-980x980.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Salomon_ACS-Pro-Shell_Black-480x480.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>
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<p class="has-text-align-center">Queste sei proposte diverse rappresentano sei modi differenti di vivere la stagione: dalla montagna alla città, dalla corsa al tempo libero. <strong>Le sneaker del 2026 sono tanto tecniche quanto personali</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Photocredits:</strong> <strong>Moncler, Arc&#8217;teryx, Puma, Onitsuka Tiger, Salomon.</strong></p>
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		<title>Francesco Scognamiglio e il nuovo bridal contemporaneo</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/04/27/francesco-scognamiglio-alla-new-york-bridal-week-nuove-rotte-per-il-bridal-contemporaneo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Muriana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[BridalWeek]]></category>
		<category><![CDATA[curiositàbitidasposa]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Francescoscognamiglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra visione creativa e sviluppo sartoriale, la collaborazione con Valentini Spose ridefinisce l’eleganza sposa globale Il cuore pulsante del bridal internazionale Nella cornice della New York Bridal Week, uno degli appuntamenti più rilevanti per il settore sposa a livello globale, buyer, stampa e operatori si riuniscono tra l’8 e il 9 aprile per intercettare i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/27/francesco-scognamiglio-alla-new-york-bridal-week-nuove-rotte-per-il-bridal-contemporaneo/">Francesco Scognamiglio e il nuovo bridal contemporaneo</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra visione creativa e sviluppo sartoriale, la collaborazione con Valentini Spose ridefinisce l’eleganza sposa globale</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il cuore pulsante del bridal internazionale</h2>



<p class="has-text-align-center">Nella cornice della New York Bridal Week, uno degli appuntamenti più rilevanti per il settore sposa a livello globale, buyer, stampa e operatori si riuniscono tra l’8 e il 9 aprile per intercettare i nuovi codici del bridal contemporaneo. È qui, nella vibrante energia di New York, che si delineano le nuove traiettorie di un mercato sempre più interconnesso, dove moda, lifestyle e posizionamento internazionale si fondono in un unico linguaggio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/BRIDAL-6-819x1024.jpg" alt="BRIDAL 6" class="wp-image-61036" style="aspect-ratio:0.7998071681530788;width:338px;height:auto"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La visione di Francesco Scognamiglio</h2>



<p class="has-text-align-center">In questo scenario si inserisce la proposta firmata Francesco Scognamiglio, che presenta una collezione bridal costruita su un equilibrio sofisticato tra ricerca estetica e sviluppo prodotto. Il designer rilegge i codici della tradizione con uno sguardo contemporaneo, proponendo silhouette definite ma leggere, capaci di muoversi tra struttura e fluidità con naturalezza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/FRANCESCO-SCOGNAMIGLIO--819x1024.jpg" alt="FRANCESCO SCOGNAMIGLIO" class="wp-image-61040" style="aspect-ratio:0.7998071681530788;width:322px;height:auto"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra sartorialità e dettagli couture</h2>



<p class="has-text-align-center">Gli abiti raccontano una femminilità raffinata e moderna, lontana da eccessi decorativi e più vicina a un’eleganza consapevole. Le lavorazioni sartoriali emergono con discrezione: pizzi sofisticati, ricami floreali delicati e texture leggere costruiscono un’estetica pulita ma ricercata. I dettagli non sono mai gridati, ma studiati per accompagnare il movimento del corpo, creando un equilibrio armonico tra struttura e leggerezza. È un bridal che punta sulla qualità del fare, più che sull’effetto scenico.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/BRIDAL-2-819x1024.jpg" alt="BRIDAL 2" class="wp-image-61038" style="aspect-ratio:0.7998071681530788;width:322px;height:auto"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il ruolo strategico di Valentini Spose</h2>



<p class="has-text-align-center">Fondamentale nella costruzione della collezione è la collaborazione con Valentini Spose, maison bridal di riferimento internazionale. Il suo contributo va oltre la realizzazione: interpreta la visione creativa di Scognamiglio e la traduce in abiti concreti, costruiti con rigore sartoriale.<br>Questa sinergia garantisce inoltre la diffusione della collezione sui mercati globali attraverso una rete selezionata di atelier e partner internazionali, consolidando un dialogo sempre più stretto tra creatività e sistema produttivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un settore in trasformazione</h2>



<p class="has-text-align-center">All’interno della Bridal Week, la proposta si inserisce in un momento di evoluzione per il settore. Il bridal si conferma sempre più un segmento strategico, in cui progettualità, branding e distribuzione si intrecciano. La direzione è chiara: un approccio trasversale che unisce moda e lifestyle, rispondendo alle esigenze di un mercato globale dinamico e in continua trasformazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Verso un nuovo linguaggio bridal</h2>



<p class="has-text-align-center">In questo contesto, la visione di Scognamiglio contribuisce a definire un nuovo linguaggio estetico, dove creatività e produzione diventano parte di un unico processo integrato. La collaborazione con Valentini Spose rappresenta un esempio concreto di questo approccio: ogni abito è il risultato di un equilibrio tra idea e costruzione, tra identità stilistica e capacità produttiva.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/BRIDAL-1-819x1024.jpg" alt="BRIDAL 1" class="wp-image-61039" style="aspect-ratio:0.7998071681530788;width:323px;height:auto"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Curiosità bridal: colori, dettagli e tradizione</h2>



<p class="has-text-align-center">Il mondo degli abiti da sposa nasconde dettagli curiosi che spesso sfuggono. Giugno resta uno dei mesi con il picco più alto di matrimoni e vendite bridal, una tradizione che risale all’antica Roma, quando ci si sposava in onore della dea Giunone, simbolo di prosperità e unione.Anche il colore racconta <a href="https://www.adlmag.it/2025/07/20/storia-vestito-da-sposa-moda-tradizione/">un’evoluzione </a>interessante: il bianco, oggi iconico, si afferma solo dopo il matrimonio della regina Vittoria nel 1840. Oggi le spose scelgono sempre più tonalità sofisticate come avorio, champagne e blush, capaci di valorizzare l’incarnato e rendere il look più contemporaneo. Non mancano accenti più audaci, con sfumature cipria, nude o dettagli pastello nascosti tra gli strati.I pizzi si fanno più leggeri e moderni, i motivi floreali diventano tridimensionali ma mai eccessivi, mentre le sovrapposizioni di tulle e organza permettono di giocare con trasparenze e percezioni cromatiche. Sempre più diffusi anche gli abiti trasformabili, pensati per accompagnare la sposa in diversi momenti della giornata, unendo estetica e funzionalità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/REGINA-VITTORIA-ABITO-BIANCO--819x1024.jpg" alt="REGINA VITTORIA ABITO BIANCO" class="wp-image-61041" style="aspect-ratio:0.7998071681530788;width:298px;height:auto"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un bridal consapevole, tra estetica e mercato globale</h2>



<p>In questo equilibrio tra heritage e innovazione, la presenza a New York conferma la dimensione internazionale del progetto: una piattaforma strategica dove intercettare nuovi linguaggi e consolidare una visione globale. La collezione firmata Scognamiglio per Valentini Spose si afferma così come espressione di un bridal consapevole, evoluto e perfettamente allineato alle dinamiche del mercato contemporaneo.</p>



<p class="has-text-align-center">Foto:Francesco Scognamiglio,Google</p>
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		<title>Videoclip: perché oggi contano più che mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Letizia Fico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[oliviarodrigo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ai giorni d&#8217;oggi la musica non si limita ad essere ascoltata: va guardata, condivisa e vissuta. I videoclip si sono così trasformati in veri e propri strumenti di narrazione. Quante volte ci è capitato di guardare un videoclip musicale e di pensare che si trattasse di un cortometraggio, una sorta di piccolo film o un [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ai giorni d&#8217;oggi la musica non si limita ad essere ascoltata: va guardata, condivisa e vissuta. I videoclip si sono così trasformati in veri e propri strumenti di narrazione.</h2>



<p class="has-text-align-center">Quante volte ci è capitato di guardare un videoclip musicale e di pensare che si trattasse di un cortometraggio, una sorta di piccolo film o un diario visivo? L&#8217;estetica è diventata il cuore pulsante dell&#8217;industria musicale, in grado di farti restare qualche secondo in più. E oggi quei secondi valgono tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.44.59-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-61071" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.44.59-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.44.59-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;estetica che racconta l&#8217;identità</h2>



<p class="has-text-align-center">Nell&#8217;industria musicale l&#8217;estetica è sempre stata un tassello importante, perché costituisce identità, branding e soprattutto storytelling. Stylist, palette cromatiche, ambientazioni, reference visive: tutto contribuisce a creare un universo coerente attorno al cantante che, attraverso le immagini, &#8220;traduce&#8221; la canzone in qualcosa di tangibile. Il visual oltrepassa quindi la funzione di semplice ornamento, e si afferma come elemento decisivo capace di consacrare il brano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-61072" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Olivia Rodrigo a Versailles</h2>



<p class="has-text-align-center">Lo scorso diciotto Aprile, Olivia Rodrigo ha pubblicato il suo nuovo singolo &#8220;Drop Dead&#8221; accompagnato da un incantevole videoclip diretto da Petra Collins. Il brano, che racconta di una cotta improvvisa e intensa per un ragazzo, viene rappresentato attraverso dettagli super femminili, rotture della quarta parete che rendono la narrazione intima, e soprattutto dalle stanze regali di Versailles. Olivia appare eterea e innocente, conservando l&#8217;animo da teenager che la accompagna in tutti i suoi album, in una versione più &#8220;costruita&#8221;. La cantante sembra infatti uscita da un sogno adolescenziale irrisolto ispirato al mondo visivo della regista Sofia Coppola.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="695" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-1-1024x695.jpeg" alt="" class="wp-image-61073" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-1-980x665.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-25-at-12.46.03-1-480x326.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Petra Collins: costruire mondi</h2>



<p class="has-text-align-center">Una delle personalità più in voga degli ultimi anni è sicuramente Petra Collins, regista capace di trasformare un&#8217;immagine in un sogno idilliaco. La regista canadese sta influenzando molto la cultura pop, basando la sua estetica su immagini femminili non idealizzate, le imperfezioni che ci rendono unici ed elementi surreali e simbolici, come le lacrime glitter che hanno reso la serie tv &#8220;Euphoria&#8221; il capolavoro mondiale che è oggi, ispirata proprio alle fotografie di Petra Collins. La brillante regista si concentra su tutte quelle emozioni che spesso ci appaiono superficiali, come la nostalgia e la vulnerabilità, rappresentando i giovani in modo fragile, non filtrato, e soprattutto veritiero.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Petra-Collins-Masterclass-MAIN-Publicity-H-2022-1024x577.webp" alt="" class="wp-image-61074" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Petra-Collins-Masterclass-MAIN-Publicity-H-2022-980x552.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Petra-Collins-Masterclass-MAIN-Publicity-H-2022-480x270.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Visualizzare per sentire</h2>



<p class="has-text-align-center">Come fa quindi un videoclip a diventare iconico e soprattutto virale? La risposta è semplice: in un&#8217;epoca dominata da video brevi e piccoli spezzoni visibili su Tiktok, un videoclip deve essere capace di vivere nei frammenti, nei tagli&#8230; deve essere &#8220;smontabile&#8221;. Ogni immagine deve infatti rappresentare scene iconiche e memorabili, come nel videoclip della canzone  &#8220;Manchild&#8221; di Sabrina Carpenter, che si articola in circa quaranta scene totali ,con tanti cambi di look annessi. Possiamo dunque affermare che oggi abbiamo bisogno di visualizzare ciò che ascoltiamo, perchè ci aiuta a comprendere il concept dietro una canzone, ci aiuta a viverla e ad entrare nell&#8217;universo creativo dei grandi artisti.</p>



<p><em>foto: pinterest</em></p>
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		<title>Calzature in TPU senza cuciture</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/04/25/calzature-tpu-senza-cuciture-seamless/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le calzature in TPU senza cuciture rappresentano una delle innovazioni più rilevanti nel settore footwear. Grazie a tecnologie avanzate come termosaldatura, stampa 3D e costruzioni monoblocco, eliminano le giunzioni tradizionali migliorando comfort, resistenza e design. Cosa sono le calzature in TPU seamless Le calzature seamless in TPU si basano sull’utilizzo del poliuretano termoplastico, un materiale [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le calzature in TPU senza cuciture rappresentano una delle innovazioni più rilevanti nel settore footwear. Grazie a tecnologie avanzate come termosaldatura, stampa 3D e costruzioni monoblocco, eliminano le giunzioni tradizionali migliorando comfort, resistenza e design.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1062-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-60672" style="aspect-ratio:1.5000284786694766;width:771px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1062-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1062-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cosa sono le calzature in TPU seamless</h2>



<p class="has-text-align-center">Le calzature seamless in TPU si basano sull’utilizzo del poliuretano termoplastico, un materiale flessibile e resistente che combina caratteristiche della plastica e della gomma. Questo materiale permette di creare componenti elastici, durevoli e altamente performanti, ideali per il settore sportivo e tecnico. (ChanHonTech) La vera innovazione risiede nell’assenza di cuciture. Le tomaie e le strutture della scarpa vengono realizzate come un unico elemento o tramite tecniche di fusione, eliminando i punti di giunzione tradizionali che spesso rappresentano zone di debolezza. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="258" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1065.jpg" alt="" class="wp-image-60673" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1065.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1065-480x248.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Tecnologie produttive: dalla termosaldatura alla stampa 3D</h2>



<p class="has-text-align-center">La costruzione seamless si sviluppa attraverso diverse tecnologie avanzate. Una delle più diffuse è la saldatura ad alta frequenza, che consente di unire materiali come TPU, tessuti tecnici e microfibre senza cuciture visibili, creando superfici continue e funzionali. (Pezzol) Un’altra tecnica è l’incollaggio termico, utilizzato per fondere strati sintetici e strutture in TPU, aumentando la resistenza e la durata della scarpa. (Sportega) Parallelamente, la stampa 3D sta aprendo nuove possibilità progettuali. Il TPU, grazie alla sua elevata elasticità e resistenza all’abrasione, può essere stampato per creare intere parti della scarpa, adattandosi a forme complesse e personalizzate. (ChanHonTech) In alcuni casi, queste tecnologie si combinano con lavorazioni laser e ultrasuoni, consentendo la realizzazione di tomaie monoblocco leggere e altamente performanti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1066-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-60674" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1066-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1066-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chi produce questa tecnologia </h2>



<p class="has-text-align-center">Diversi attori industriali stanno investendo nello sviluppo delle calzature seamless in TPU. Aziende chimiche come BASF sviluppano materiali avanzati come TPU ed E-TPU, utilizzati per migliorare comfort, leggerezza e resilienza delle scarpe. (<a href="http://basf.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">basf.com</a>) Brand tecnici e sportivi integrano queste tecnologie nei propri prodotti, mentre aziende specializzate nella sicurezza e nel workwear sperimentano soluzioni seamless per aumentare protezione e durata. Parallelamente, studi di design e startup stanno esplorando la stampa 3D per creare calzature personalizzate e sostenibili.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="916" height="587" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1064.jpg" alt="" class="wp-image-60675" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1064.jpg 916w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1064-480x308.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 916px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Vantaggi e Svantaggi </h2>



<p class="has-text-align-center">L’eliminazione delle cuciture porta numerosi benefici. In primo luogo, migliora il comfort, riducendo attriti e punti di pressione sul piede. La struttura continua rende la scarpa più ergonomica e adatta a movimenti dinamici. Dal punto di vista tecnico, il TPU garantisce elevata resistenza all’abrasione, elasticità e capacità di assorbire gli urti, mantenendo la forma nel tempo. (ChanHonTech) Inoltre, la tecnologia seamless offre grande libertà progettuale. I designer possono integrare diverse zone funzionali in un unico elemento, variando densità, traspirabilità e supporto senza ricorrere a componenti separati. Nonostante i vantaggi, esistono alcune criticità. I processi produttivi possono essere complessi e richiedere macchinari avanzati, aumentando i costi rispetto alle tecniche tradizionali. La riparabilità è un altro limite: l’assenza di cuciture rende più difficile intervenire su singole parti della scarpa. Inoltre, alcune tecnologie come la stampa 3D in TPU presentano ancora sfide legate alla precisione e alla qualità superficiale. Infine, la gestione del fine vita del prodotto può essere complessa, soprattutto quando materiali diversi vengono fusi insieme, rendendo il riciclo più articolato.  </p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="750" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1063.webp" alt="" class="wp-image-60676" style="width:525px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1063.webp 750w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1063-480x480.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 750px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"> il futuro delle calzature è senza cuciture Le calzature in TPU seamless rappresentano un’evoluzione significativa nel design e nella produzione footwear. Integrando materiali avanzati e tecnologie innovative, offrono nuove possibilità in termini di performance, estetica e sostenibilità. Pur presentando alcune limitazioni, questa tecnologia sta ridefinendo il modo in cui le scarpe vengono progettate e realizzate, segnando il passaggio verso un design sempre più integrato, leggero e orientato al futuro.</p>



<p>PHOTOCREDITS: TACCHIFICIOPALATO, PINTEREST, THE RUNNING CLUB, PU.RO, AIMBOO</p>
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		<title>HAVEONE SS26</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Griselda Koci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>HAVEONE SS26: L&#8217;eleganza dell&#8217;altrove tra safari contemporaneo e femminilità fluida. C&#8217;è un&#8217;idea di viaggio che non ha bisogno di destinazioni, né di coordinate precise. È più una deriva elegante che una partenza, un movimento interiore che si traduce in stile. La collezione HAVEONE SS26 nasce esattamente qui: in uno spazio sospeso dove il tempo si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">HAVEONE SS26: L&#8217;eleganza dell&#8217;altrove tra safari contemporaneo e femminilità fluida.</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="857" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1-1.jpeg" alt="Abito lungo a righe con una palette colori sui toni del marrone e del bianco " class="wp-image-60961" style="aspect-ratio:0.7468092864956849;width:244px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1-1.jpeg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/1-1-480x643.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">C&#8217;è un&#8217;idea di viaggio che non ha bisogno di destinazioni, né di coordinate precise. È più una deriva elegante che una partenza, un movimento interiore che si traduce in stile. La collezione HAVEONE SS26 nasce esattamente qui: in uno spazio sospeso dove il tempo si dilata e l&#8217;estetica si fa racconto personale, intimo, quasi sussurrato. Non è una fuga, ma una reinterpretazione. Non è esplorazione geografica, ma identitaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un nuovo concetto di esotico: meno dichiarazione, più percezione</h3>



<p>Ma cosa significa davvero parlare di &#8220;altrove&#8221; oggi, in un panorama moda saturo di riferimento e citazioni?</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="606" height="606" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2-1.jpeg" alt="Completo a due pezzi color sabbia" class="wp-image-60962" style="width:244px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2-1.jpeg 606w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2-1-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 606px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">HAVEONE sceglie di allontanarsi da un esotismo costruito, fatto di cliché visivi e suggestioni immediate. Al suo posto, costruisce un immaginario più sottile, quasi trattenuto. Il riferimento al safari esiste, ma viene completamente rielaborato: diventa contemporaneo, urbano, consapevole. </p>



<p class="has-text-align-center">Le atmosfere evocano terre calde e orizzonti aperti, ma senza mai cadere nell&#8217;ovvio. La luce è morbida, diffusa, come sospesa tra alba e tramonto. È proprio in questa dimensione che si sviluppa una palette polverosa e sofisticata, fatta di toni naturali &#8211; sabbia, terra, beige &#8211; interrotti da accenti discreti. L&#8217;esotico, qui, non si impone. Si percepisce.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra utility e raffinatezza: quando la funzione diventa estetica</h3>



<p class="has-text-align-center">Uno degli aspetti più interessanti della collezione HAVEONE SS26 è la rilettura del concetto di utility. Non più solo funzionalità pura, ma un equilibrio calibrato tra praticità ed eleganza. I dettagli sono misurati, mai eccessivi. Ogni elemento sembra avere un ruolo preciso, come parte di un linguaggio visivo coerente. Tasche, cuciture, finiture: tutto contribuisce a costruire un&#8217;estetica che non rinuncia alla funzione, ma la eleva. Le texture giocano un ruolo fondamentale. La matericità è autentica, quasi tangibile, e restituisce profondità ai capi. Non è solo una questione visiva, ma anche sensoriale. In questo equilibrio, HAVEONE riesce a definire un nuovo tipo di lusso: silenzioso, non ostentato, ma estremamente riconoscibile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="857" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/3-1.jpeg" alt="pantaloni leggeri lunghi e canottiera sempre colori neutri" class="wp-image-60963" style="aspect-ratio:0.7468192426409697;width:247px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/3-1.jpeg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/3-1-480x643.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Silhouette fluide e libertà di movimento: il corpo al centro</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="857" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4-1.jpeg" alt="abito lungo bianco" class="wp-image-60964" style="width:253px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4-1.jpeg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4-1-480x643.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Se la collezione ha un vero protagonista, è il corpo. Ma non come oggetto da vestire, piuttosto come presenza da accompagnare. Le silhouette sono ampie ma controllate, i volumi studiati per creare movimento senza perdere struttura. I tagli sono netti, ma mai rigidi. Tutto è pensato per seguire il gesto, per adattarsi alla quotidianità senza forzarla. Il risultato è una femminilità fluida, contemporanea, che non ha bisogno di definizioni rigide. I capi non impongono una forma, ma la assecondano. Ed è proprio in questa libertà che si costruisce una nuova idea di eleganza: meno costruita, più vissuta. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dall&#8217;alba al tramonto: una collezione che segue il ritmo del tempo</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="582" height="779" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/5-1.jpeg" alt="completo a due pezzi pantalone lungo e gilet" class="wp-image-60965" style="aspect-ratio:0.7471309853581322;width:262px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/5-1.jpeg 582w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/5-1-480x642.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 582px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Un altro elemento chiave della HAVEONE SS26  la sua continuità narrativa. Non esistono momenti separati o look pensati per occasioni isolate. Tutto scorre in modo naturale, accompagnando le diverse fasi della giornata. Dal giorno alla sera, i capi si adattano senza trasformazioni forzate. È una moda che segue il tempo, invece di rincorrerlo. In un&#8217;industria spesso dominata dall&#8217;eccesso e dalla necessità di attirare attenzione immediata, HAVEONE sceglie una direzione diversa. Più discreta, più riflessiva, ma proprio per questo più incisiva. Perché oggi, forse, il vero statement non è gridare più forte degli altri, ma riuscire a farsi riconoscere anche nel silenzio. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/6.jpeg" alt="completo a due pezzi con camicia a maniche lunghe e pantaloncino corto" class="wp-image-60966" style="width:253px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/6.jpeg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/6-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /></figure>



<p>Crediti foto: Press Kit HAVEONE</p>
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		<title>Kalu Putik, il creator etiope che sta cambiando le regole della moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[Kalu Putik]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il talento non segue alcuna geografia. A dimostrarlo è il creator virale Kalu Putik (@kaluputics), giovane designer che trasforma scarti e materiali locali in outfit dallo styling impeccabile New York, Londra, Milano, Parigi. Quattro città, quattro irremovibili epicentri creativi. Culle di stile, motori di tendenze che abbandonano la nicchia per diventare universali. Ci si aspetta [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il talento non segue alcuna geografia. A dimostrarlo è il creator virale Kalu Putik (@kaluputics), giovane designer che trasforma scarti e materiali locali in outfit dallo styling impeccabile</h2>



<p class="has-text-align-center">New York, Londra, Milano, Parigi. Quattro città, quattro irremovibili epicentri creativi. Culle di stile, motori di tendenze che abbandonano la nicchia per diventare universali. Ci si aspetta che siano loro a dettare le regole. Che sia attorno a queste capitali che le più brillanti menti visionarie prendano forma. Il resto del mondo può solo gravitare verso di loro, assorbendo la nube di creatività che emanano. Giusto? Sbagliato.</p>



<p class="has-text-align-center">Ad Addis Abeba, il giovane creator <strong>Kalu Putik (@kaluputics) è deciso a dimostrare il contrario</strong>. Materiali locali, scarti, oggetti di uso quotidiano e abiti usurati danno vita ad outfit audaci. Uno styling apparentemente improvvisato, ma che rivela una costruzione attenta e sorprendentemente studiata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="769" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-23-112935-1024x769.png" alt="" class="wp-image-61005" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-23-112935-1024x769.png 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-23-112935-980x736.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-23-112935-480x361.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chi è Kalu Putik</h2>



<p class="has-text-align-center">Un muro di strada, ricoperto di accessori di ogni tipo come in un’installazione d’arte contemporanea, gli fa da sfondo. In bilico su un quadrato di legno che diventa la sua piattaforma, Kalu avvicina un paio di scarpe alla telecamera, mostrandole per quello che sono: consumate, vissute, deconsacrate da un tempo e da un luogo che non perdonano. È da lì che ha inizio la magia.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong> Uno schiocco di dita, un taglio rapido di editing, e il gioco è fatto. Il giovane creator rivela il proprio outfit</strong>, costruito attorno a quelle stesse calzature mostrate poco prima. Scarpe che, nell’insieme, non sembrano nemmeno più le stesse. All’inizio del video ne vediamo solo la parte più logora, i segni che ormai le danno per finite; subito dopo, appaiono trasformate. Nobilitate.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="has-text-align-center">Così, un paio di stivali di gomma nera diventa il punto di partenza per un outfit total black realizzato con materiali riciclati. Un ensemble che sembra uscito dal moodboard di una qualsiasi sfilata di Rick Owens. Ancora, un paio di sneakers Nike di un blu ormai polveroso – un tempo probabilmente elettrico e brillante – completa alla perfezione un look dominato da un telo di plastica blu, che con i giusti tagli diventa un cappotto con tanto di cappuccio oversize rifinito da piccole frange.</p>



<p class="has-text-align-center">Il tutto, abbinato ad una semplice busta di plastica dello stesso colore. Balenciaga by Demna? No. Ma l’effetto è lo stesso – se non ancor più d’impatto. Perché un tessuto costoso ha tutti i mezzi a disposizione per imitare una busta di plastica. Legittimato poi dal logo di una maison di lusso, è evidente abbia successo. La metamorfosi contraria, invece, è molto più rara. Che un sacchetto per la spazzatura riesca ad elevarsi ad accessorio indispensabile, a confondere lo sguardo e, anche solo per un istante, a diventare qualcosa di diverso da sé, <strong>non è design orientato al marketing. È arte nascosta.</strong></p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Talento e viralità low budget: perché (e come) Kalu ha conquistato il web, viaggiando oltre ogni algoritmo</h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>Il lavoro di Kalu è estremamente credibile.</strong> I tappi di bottiglia che utilizza per creare pattern all over risultano quasi irriconoscibili, dissolvendosi nell’insieme. I frammenti di vetro che adornano scarpe e denim sembrano autentici inserti di pregiate pietre. Autenticità e illusione si fondono in video iper virali, che contano ormai milioni di visualizzazioni e migliaia di like e commenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="810" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/cbc3831f897cb7e5a377b352a60c4cd3tplv-tiktokx-cropcenter_1080_1080.jpeg" alt="" class="wp-image-61006" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/cbc3831f897cb7e5a377b352a60c4cd3tplv-tiktokx-cropcenter_1080_1080.jpeg 810w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/cbc3831f897cb7e5a377b352a60c4cd3tplv-tiktokx-cropcenter_1080_1080-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 810px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center">Tutto ciò che i creator che orbitano attorno al sistema moda decantano, Kalu mette in atto: determinazione, capacità espressiva, ingegno. Lontano dalle grandi maison del lusso, il giovane stilista costruisce outfit originali, attraversati da una cifra stilistica che privilegia temi come territorio, cultura, e sostenibilità.</p>



<p class="has-text-align-center">Kalu prova che il vero talento non aspetta di trovarsi al posto giusto, al momento giusto. Emerge e basta, e forse è proprio questo il punto. Il talento non conosce geografie privilegiate, non ha bisogno di essere validato da un sistema per esistere. Non nasce, cresce, ed evolve necessariamente dove le mappe della moda indicano i loro centri di potere. Lo fa dove può.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@kalu.putic/video/7630391610601262357" data-video-id="7630391610601262357" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@kalu.putic" href="https://www.tiktok.com/@kalu.putic?refer=embed">@kalu.putic</a> <p></p> <a target="_blank" title="♬ original sound - @" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7630391674120358664?refer=embed">♬ original sound &#8211; @&#8221;kalu.putic</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
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<p class="has-text-align-center">In quest’ottica, <strong>Addis Abeba non si pone come alternativa alle capitali del fashion, bensì, semplicemente come un altro centro possibile.</strong> Come qualsiasi altro luogo in cui un ragazzo, un telefono, e dei materiali di scarto si incontrano per entrare in dialogo con un’industria speso percepita come inaccessibile. Chissà, magari non è il sistema moda a decidere dove nasce il talento. È il talento a decidere quando il sistema è costretto a guardarlo. <strong>Oggi, richiede di puntare lo sguardo verso Kalu.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Foto: Instagram, @kaluputics</em></strong></p>
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		<title>Ron Herman x Vans Authentic “Paisley”</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/04/23/ron-herman-x-vans-authentic-paisley/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La collaborazione tra Ron Herman e Vans non è solo una release: è l’evoluzione di un simbolo generazionale. Dalla cultura skate alla moda globale, ecco perché la Vans Authentic resta una delle scarpe più iconiche di sempre.  Dalle strade della California a icona globale Per capire davvero il valore della nuova Vans Authentic Paisley bisogna [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La collaborazione tra Ron Herman e Vans non è solo una release: è l’evoluzione di un simbolo generazionale. Dalla cultura skate alla moda globale, ecco perché la Vans Authentic resta una delle scarpe più iconiche di sempre.</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1175.jpeg" alt="" class="wp-image-60818" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1175.jpeg 750w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1175-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 750px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Dalle strade della California a icona globale</h2>



<p class="has-text-align-center">Per capire davvero il valore della nuova Vans Authentic Paisley bisogna partire dalle origini. Vans nasce nel 1966 ad Anaheim come piccolo laboratorio artigianale, producendo scarpe direttamente per i clienti . Il primo modello, la #44 Deck – oggi conosciuta come Authentic – non era pensato per la moda, ma per la funzionalità. La suola in gomma vulcanizzata e il grip “waffle” la resero rapidamente perfetta per gli skater, che cercavano stabilità e controllo sulla tavola . Da oggetto tecnico, la scarpa diventa presto simbolo di appartenenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1178.jpg" alt="" class="wp-image-60819" style="width:632px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1178.jpg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1178-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La scarpa come simbolo di ribellione e identità</h2>



<p class="has-text-align-center">Negli anni ’70 e ’80, Vans entra nella cultura skate e punk, trasformandosi in un segno distintivo di libertà e anticonformismo . Non era solo una scarpa: era un manifesto. Il concetto di “Off The Wall” – slogan storico del brand – rappresenta proprio questo spirito: uscire dagli schemi, rompere le regole, creare il proprio stile. Vans diventa così una delle prime sneaker a incarnare un’identità culturale, prima ancora che estetica. È qui che nasce il suo vero status: non lusso, ma autenticità.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dallo skate allo streetwear di lusso </h2>



<p class="has-text-align-center">Con il passare dei decenni, la Vans Authentic attraversa sottoculture, musica e moda. Dagli skater californiani ai film cult degli anni ’80, fino alle collaborazioni con brand e designer, la silhouette rimane invariata ma il suo significato evolve. Oggi Vans è presente tanto nei contesti street quanto nelle passerelle, dimostrando come una scarpa semplice possa diventare un’icona trasversale. Non è un caso che anche grandi maison abbiano reinterpretato questo modello, mantenendone però intatta l’essenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="818" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1182-818x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-60821" style="aspect-ratio:0.7993201408279713;width:631px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1182-818x1024.jpeg 818w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1182-480x601.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 818px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Vans e Converse: le fondamenta di ogni generazione</h2>



<p class="has-text-align-center">Come le Converse All Star, anche Vans rappresenta una base culturale condivisa. Entrambe sono scarpe “democratiche”: accessibili, versatili, senza tempo. Ogni generazione le riscopre e le reinventa, rendendole sempre attuali. Non seguono i trend: li attraversano. Sono il punto di partenza di qualsiasi guardaroba, dal più minimale al più ricercato.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Il nuovo capitolo: la Authentic “Paisley” </h2>



<p class="has-text-align-center">La collaborazione con Ron Herman aggiunge un ulteriore livello di lettura. Il motivo paisley, raffinato e complesso, trasforma la sneaker in un oggetto più maturo, senza snaturarne il DNA. La tomaia in tela decorata incontra la classica suola vulcanizzata, mantenendo intatto il legame con lo skate ma proiettandolo in un contesto più lifestyle e contemporaneo. È una scarpa che parla a chi conosce la storia, ma anche a chi cerca un’estetica distintiva. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_1177-768x1024.webp" alt="" class="wp-image-60823" style="aspect-ratio:0.7500096372537681;width:387px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Perché Vans resta un’icona </h2>



<p class="has-text-align-center">Il segreto di Vans è semplice: coerenza. In un mercato dominato da hype e cambiamenti rapidi, la Authentic rimane fedele a se stessa. Non è solo una sneaker, ma un linguaggio universale che attraversa sport, musica e moda. E proprio per questo, ogni nuova reinterpretazione – come la “Paisley” – non è solo un prodotto, ma un nuovo capitolo di una storia che continua. La Ron Herman x Vans Authentic “Paisley” non è solo una collaborazione: è la dimostrazione che le vere icone non invecchiano, evolvono. In un mondo in cui tutto cambia velocemente, Vans resta un punto fermo. Una scarpa che non rappresenta solo uno stile, ma un modo di essere. </p>



<p> PHOTOCREDIT: FARFETCH, VANS, EBAY, <a href="http://greggio.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GREGGIO.COM</a>, HYPEBEAST, INSTAGRAM, FOOTSHOP</p>
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