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	<title>devianza Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Estroversi e introversi: il doppio standard</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/06/03/estroversi-introversi-il-doppio-standard/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[devianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un doppio standard anche tra chi parla troppo e chi troppo poco, una discriminazione talmente grande da modificare il nostro destino partendo già dai primi anni di scuola. Perchè a chi risulta più spigliato non si recrimina nulla, mentre a chi piace restare sulle sue si chiede di aprirsi un po&#8217; di più? Non [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Esiste un doppio standard anche tra chi parla troppo e chi troppo poco, una discriminazione talmente grande da modificare il nostro destino partendo già dai primi anni di scuola. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Perchè a chi risulta più spigliato non si recrimina nulla, mentre a chi piace restare sulle sue si chiede di aprirsi un po&#8217; di più? Non è che esiste un doppio standard tra estroversi e introversi?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quello che descriveremmo come un &#8220;tratto della personalità&#8221; o un modo di essere di qualcuno è in realtà un qualcosa che risulta profondamente intrecciato con le strutture sociali, i valori culturali dominanti e i rapporti di potere che si trovano nelle istituzioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La saggista Susan Cain ha parlato di &#8220;ideale dell&#8217;estroversione&#8221;. </h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/736x/84/9f/e0/849fe0d6b09a5ee22df04675c0aa45a6.jpg" alt="" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Psychology Today </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si tratta di un bias culturale sistematico che porta a considerare l&#8217;estroversione come la norma corretta e desiderabile. Così l&#8217;introverso diventa una persona che devia dalla normalità, la sua introversione un qualcosa da correggere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Era esattemente quello che mi immaginavo di trovare. Questo perchè quello che ho notato nella mia cerchia di amici, ma anche semplicemente a lavoro, sono degli atteggiamenti che hanno istillato il dubbio di un possibile doppio standard. Se una persona introversa non si adatta ai ritmi del gruppo gli viene spesso chiesto perchè è così silenziosa o se tutto va bene. Ma non ricordo di aver mai sentito chiedere a un estroverso &#8220;<em>ma perchè parli continuamente?&#8221;.</em> È chiaro: quello che deve cambiare è sempre l&#8217;introverso.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">In ambito lavorativo i colloqui di selezione, il brainstorming di gruppo e gli uffici open space sono progettati da estroversi per estroversi. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Eppure rimanere sulle sue non è nulla di così scandaloso, ma possibile che proprio non riusciamo a farcene una ragione?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Basta anche solo pensare a come vengono definiti gli atteggiamenti delle persone più introverse. Sei una persona che ha bisogno di spazio? &#8220;<em>Asociale, depresso&#8221;. </em>Parli poco e ascolti molto? &#8220;<em>Snob, insicuro. </em>Oppure, sei una persona che riflette prima di agire? &#8220;<em>Indeciso, lento&#8221;.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ora, nello spiegare questa differenza non vorrei ritornare su quello che sembra il grande perchè dietro a tutti i problemi della mdoernità, ma anche qui il <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/11/perche-ci-odiamo-cosi-tanto/">capitalismo</a> trova il suo spazio. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;estroversione è stata mercificata: networking, personal branding e visibilita costante sono le chiavi del successo. </h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/736x/53/9d/67/539d6701a1563b54818ac95ae47b81e9.jpg" alt="" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Arten Marais</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Chi possiede delle competenze relazionali estroversi possiede automaticamente una forma superiore di capitale sociale. Quindi l&#8217;introverso che magari coltiva meno legami, ma decisamente più profondi risulta svantaggiato in un sistema che premia la quantità delle relazioni. Si tratta di un vero e proprio pregiudizio strutturale che obbliga molti introversi a indossare una maschera performativa per essere accettati e valorizzati. Questo però con un costo emotivo e di energia altissimo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ebbene sì, si parla proprio di pregiudizio. Questo perchè non si tratta più di una preferenza o una simpatia di qualcuno, ma di istituzioni e norme sociali che sono costruite proprio per favorire una tipologia di persona a discapito di un’altra. Questo avviene in quanto esiste un&#8217;idea di normalità in cui le strutture sociali assumono che l&#8217;individuo standard sia colui che trae energia dall&#8217;interazione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ritornando all&#8217;esempio dell&#8217;open space, ci rendiamo conto che non si tratta solo di ottimizzazione degli spazi, ma della manifestazione fisica di un&#8217;ideologia che impone la visibilità costante e l&#8217;interazione forzata. Per una persona introversa questo è un tipo di ambiente che, oltre che fastidioso, risulta in un ostacolo strutturale alla produttività che non affligge invece i colleghi estroversi.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La società vuole una performance di disponibilità costante e nell&#8217;economia dell&#8217;attenzione il valore di un individuo è spesso correlato alla sua capacità di occupare spazio.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/control1/736x/ab/89/73/ab897377d0565b42f01cd64ca545941e.jpg" alt="" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Scrollo, ergo dubito</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questo perchè esiste, anche qui, un altro bias secondo cui chi parla di più in un gruppo viene automaticamente percepito come più intelligente o competente, quando magari non ha mai letto un libro. Quello che fa è semplicemente parlare tantissimo. Questo però alla società non importa, la struttura premia la segnalazione della competenza piuttosto che la competenza stessa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Prima di arrivare nel mondo del lavoro, questo meccanismo nasce prima di tutto a scuola. In molti contesti educativi il silenzio viene difatti sanzionato e la valutazione accademica include la partecipazione in aula, senza però offrire strumenti alternativi. In questo modo nasce una prima discriminazione basata sull&#8217;elaborazione interna, un qualcosa di estremamente personale. Chi quindi riflette in silenzio o semplicemente elabora le informazioni prima di parlare viene etichettato come &#8220;passivo&#8221; o &#8220;impreparato&#8221; ignorando completamente la componente individuale.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La norma è diventata l&#8217;individuo in grado di imporsi nello spazio pubblico, plasmando le istituzioni anche economiche e politiche. </h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/control1/736x/ea/f2/bc/eaf2bcd56f4e7a967adc55f2f05fa5ff.jpg" alt="" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Pinterest </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Finché sugli articoli di giornale leggiamo &#8220;<em>come da introverso puoi imparare a parlare in pubblico o a fare networking&#8221;</em> chiediamo a chi non rientra nella categoria di estroverso di adattarsi al sistema, volente o nolente. Anche perchè altrimenti non ci si potrebbe inserire nel modo corretto nel sistema, a detta delle istituzioni. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alexa, cerca su Google &#8220;<em>come far capire alle istituzioni che il silenzio, l&#8217;ascolto e la riflessione profonda non sono assenza di capacità, ma forme diverse di presenza e di valore&#8221;&#8230;</em>niente, sta ancora caricando la pagina. </p>
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